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Opinione

per Oriana Fallaci
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5 Stelle Il mio romanzo preferito
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Raccomandato: Si

Vantaggi Il coraggio di un uomo e....l'amore di una grande donna per lui

Svantaggi la morte di un grande eroe greco....

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l'opera interessante
lo stile geniale

L'autore

icegreeneyes

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L'estate del 1979, sul fronte editoriale, fu monopolizzata da Oriana Fallaci, la giornalista fiorentina che ritornava alla pubblicazione dopo quattro anni di silenzio. L'editore Rizzoli, dopo le tante ed estenuanti correzioni dell'autrice, a metà luglio potè finalmente sfornare la nuova fatica della Fallaci. Nel giro di poche settimane, "Un uomo" (il romanzo più bello ke sinora abbia letto) bruciò duecentomila copie, segno indiscutibile del consenso popolare.

"Un uomo" è un'opera che al di là del suo pieno di vendite, scatenò allora roventi polemiche e infuocati contenziosi. E' un romanzo-verità su Alekos Panagulis, l'eroe della resistenza greca contro il regime dei colonnelli. Una cronaca fedele di eventi realmente accaduti, il ritratto di un uomo che ha pagato con la vita il suo sogno di libertà....poverino fu costretto ad ogni tipo di sevizie da parte di chi allora lo teneva prigioniero.... Panagulis è stato il compagno della Fallaci, il suo amante, l'unico amore della sua vita...la loro fu una relazione intessuta di alti e bassi, di passionalità dirompenti e di furiose rotture.

"Un uomo" rappresenta il libro più dolorosamente intimo di Oriana Fallaci, il libro nel quale, più di ogni altro, lei ha mostrato senza pudore la sua controversa e insondabile personalità di donna e scrittrice. Un romanzo che la stessa Fallaci, in una delle rare interviste concesse, definì un atto dovuto, un riscatto letterario per onorare la memoria del suo amato Panagulis. La scrittrice conobbe lei stessa il simbolo della resistenza greca nel 1973 in occasione di un'intervista che proprio Panagulis acconsentì a rilasciarle.

"Un uomo" è senza dubbio un romanzo politico, anzi meglio definirlo ideologico. Costruito come una fiaba, nel senso che segue proprio la classica struttura della fiaba, caratterizzato dai seguenti avvenimenti: l'attentato a Giorgio Papadopulos, tiranno a capo del regime dei colonnelli nella Grecia dei primi anni Settanta; l'arresto; le torture; il processo-farsa cui Panagulis fu sottoposto a seguito del suo tentativo di attentare alla vita di Papadopulos; la condanna a morte; l'esilio e il ritorno in patria dopo la caduta della dittatura; la morte e i grandi funerali.

Queste le parole del grande Alekos Panagulis minuziosamente trascritte dalla Fallaci:
"Fui sempre, e sono, un combattente che lotta per una Grecia migliore, un domani migliore, una società insomma che creda nell'Uomo. Se io mi trovo qui è perchè credo nell'Uomo. E credere nell'Uomo significa credere nella sua libertà. Libertà di pensiero, di parola, di critica, di opposizione: tutto ciò che il golpe fascista di Papadopulos ha eliminato..."

"...io non amo la violenza. La odio. Non mi piace nemmeno l'assassinio politico. Quando esso avviene in un paese dove esiste un libero Parlamento e ai cittadini è data la libertà di esprimersi, di opporsi, di pensare in maniera diversa, io lo condanno con disgusto e con ira. Ma quando un governo si impone con la violenza e con la violenza impedisce ai cittadini di esprimersi, di opporsi, addirittura di pensare, allora ricorrere alla violenza è una necessità. Anzi un imperativo. Gesù Cristo e Gandhi ve lo spiegherebbero meglio di me. Non c'è altra via, e che io non vi sia riuscito non conta. Altri seguiranno. E riusciranno. Preparatevi e tremate..."

"...accetto fin d'ora questa condanna. Perchè il canto del cigno di un vero combattente è il rantolo che egli emette colpito dal plotone di esecuzione di una tirannia"


ORIANA FALLACI: LA VITA, LE OPERE
Oriana Fallaci è nata a Firenze nel 1930. Ha esordito giovanissima nel giornalismo conducendo inchieste brillanti e aggressive per il settimanale L'Europeo, collaborando anche con Look, New York Times e Corriere della Sera, affrontando temi d'attualità e di costume. A questa fase appartengono i suoi primi libri: I sette peccati di Hollywood (1957), Il sesso inutile (1961), il romanzo Penelope alla guerra (1962), Gli antipatici (1963). Successivamente la sua appassionata e coraggiosa concezione del giornalismo l'ha portata a misurarsi in prima persona con imprese esaltanti come la conquista dello spazio, ripercorsa in Se il suole muore (1965) e Quel giorno sulla luna (1970), o con vicende drammatiche come la guerra del Vietnam, che ha ispirato le pagine di Niente e così sia (1969).

La sua forte personalità di giornalista e scrittrice si è manifestata anche nell'intervista, dove ha saputo valorizzare il contatto diretto e il serrato confronto con i grandi protagonisti della nostra epoca: il materiale così raccolto è poi confluito in uno dei suoi libri più importanti, Intervista con la storia (1974). Negli anni successivi si fa prevalente la sua vocazione letteraria, consacrata dal successo mondiale di due opere, Lettera a un bambino mai nato (1975) e Un uomo (1979, premio Viareggio).

Nel 1990 ha pubblicato Insciallah, (premio speciale Bancarella), romanzo in cui riporta la sua esperienza di inviato in Libano.

Nel 2001, dopo dieci anni di silenzio, è ritornata alla ribalta con La rabbia e l'orgoglio, pamphlet nato a seguito degli attentati dell'11 settembre e che veleggia ormai verso il milione di copie vendute.


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Commenti

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Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 15 commenti
  • uomosaggio 21/03/2007 23:21
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    Molto utile

    In genere non amo i romanzi (per carità, per dare una mano al fratello di un amico al quale un professore deficiente aveva assegnato da studiare i Promessi Sposi, con tutto quello che c'è dietro, dal romanticismo alla dialettica hegelliana, DA SOLO, mi sono riletto dopo 8 anni, cioè dalla maturità, quest'estate il romanzo di Manzoni e l'ho letteralmente divorato), preferisco di gran lunga la saggistica. Tuttavia degli amici, per il mio ultimo compleanno, mi hanno regalato due romanzi della Fallaci, tra cui "Un Uomo", ed ho appena finito di leggerlo. Non avevo simpatia per la Fallaci, e devo dire che il suo modo di scrivere non mi piace più di tanto; tuttavia devo ammettere che questo romanzo (che non definirei "ideologico", al massimo "antiideologico") è molto bello. Efficace nella forma espressiva, chiaro in quello che l'autrice vuol dire, profondo nelle riflessioni e nel tracciare i caratteri di personaggi, situazioni e pensieri. Ossequi. -Ale-

  • rori1970 13/01/2007 20:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Appena avrò finito di leggere il Codice Da Vinci, mi sono già ripromessa di Leggere la Fallaci e precisamente "La rabbia e l?orgoglio" perchè per mancanza di tempo non ci sono mai riuscita.

  • Sauvage 02/01/2007 01:15
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Un libro storico... fenomenale....., ... ti consiglierei di mettere come titolo... - Un uomo... il mio romanzo preferito - o solamente - Un uomo - ..... avrebbe più visione tra i lettori..... , ......mandi mandi .....Loris......

  • Eiko86 30/12/2006 03:42
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Evy1986 20/12/2006 00:38
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 15 commenti

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