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Opinione

per Fantasia (Dvd)
Leggi l'opinione successiva "UN CAPOLAVORO DI WALT DISNEY"
5 Stelle Celebrazione empatica della musica classica
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Vantaggi Ascolto di ottima musica

Svantaggi Nessuno

L'autore

T-Ryla

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"Fantasia" e' un film d'animazione nato, alla fine degli anni '30, dalle
menti di Walt Disney - creatore dell'omonimo impero - e Leopold Stokowsky,
il direttore dell'orchestra sinfonica di Philadelphia.
L'ambizioso progetto e' il primo coraggioso tentativo di creare un
connubio meraviglioso tra la musica classica e le immagini animate.
Inizialmente si trattava di un cortometraggio che raccontava la
storia di Topolino "apprendista stregone", sulle splendide note dell'
omonima opera di Paul Dukas. Le critiche piovvero da ogni parte, minando
seriamente la possibilita' di rientrare nei costi di produzione.
Ma il duo Disney-Stokowsky non si fermo' e ando' oltre: aggiunse altri
brani, fino a produrre un vero e proprio film di 120 squisiti minuti;
furono fatti anche dei tagli, infatti era previsto l'utilizzo
del "Chiaro di luna" di Debussy - avrei adorato vederlo e ascoltarlo
in "Fantasia".
Nel 1940 l'opera fu proiettata per la prima volta nei cinema d'America,
dopo una costosa campagna di ammodernamento degli impianti - da mono a
stereofonici - portata avanti dalla Disney.
E proprio in rapporto agli elevati costi, i ricavi furono deludenti.

Ma "Fantasia", in barba alle critiche, supero' la prova del tempo,
riuscendo a guadagnarsi, finalmente, il titolo di capolavoro della
cinematografia d'animazione.

Conoscete il significato dell'espressione "entrare in risonanza"?
Si dice di un corpo che comincia a vibrare con le stesse modalita'
e caratteristiche della fonte, che ha trasmesso le proprie vibrazioni
attraverso un mezzo, di solito l'aria.
Penso di non poter trovare un'espressione migliore per descrivere
cio' che provo ascoltando il genere musicale propagandato da "Fantasia".
Uno dei miei piu' profondi desideri e' sempre stato quello di
trovare, il modo o il mezzo per esprimere le sensazioni e le emozioni
suggeritemi dalla musica: tentativo vano, fino alla scoperta di questo
film.

Il primo brano in programma e' una trascrizione per orchestra, di una
famosa opera per organo, di Johann Sebastian Bach, la sua piu' nota
"Toccata e fuga in RE minore". Proprio a proposito di questo pezzo,
nutro qualche perplessita'; innanzitutto la forza espressiva dell'
orchestra e' notevolmente inferiore a quella dell'organo. L'orchestra
ne smorza i toni e la vivida ispirazione. In secondo luogo e', a parer
mio, uno dei pezzi che possono risultare piu' difficili e complessi
per il pubblico, in parte per la difficile tecnica della toccata e
della fuga ( di cui Bach era maestro ), in parte per la mancanza di
una storia o di immagini legate alla musica. Le animazioni di
questo brano tendono infatti a suggerire le impressioni scaturite
dalle note. Archi di violini saettano nel ritmo scandito dalla
fuga su uno sfondo nuvoloso e quasi monocromatico; sembra quasi un
tentativo per abituare gradatamente lo spettatore a questo tipo di
ascolto/visione. Poi le immagini si fanno via via meno "ragionate"
ed e' un susseguirsi di onde e riflessi; colline si alternano a
vallate, fino a giungere a una mastodontica montagna - la cui
struttura ricorda quella delle canne di un organo - e seguendone il
profilo, forti di un tempismo perfetto con il crescendo musicale,
si superano le vette e si giunge oltre il cielo, dove, sul finale,
compare sul podio il direttore d'orchestra.

Il secondo tema, ma e' piu' corretto dire gruppo di motivi, e' tratto
dalla suite del balletto "Lo schiaccianoci" di Peter Ilic Tchaikovsky.
Saltando a pie' pari l'Ouverture e la Marcia, si comincia con "La
danza della Fata Confetto"; la leggerezza della partitura viene
messa in risalto dalle animazioni: esserini simili alla campanellino
di Peter Pan, volando con grazia e leggiadria attraverso i fiori di
un giardino, con la loro bacchetta magica incoronano con luminose
perle di rugiada, foglie, fiori e tele di ragno; ogni colpo di
xilofono e' magistralmente sottolineato da un colpo di bacchetta.
"La danza cinese" e' splendidamente resa da funghetti che ricordano
gli abitanti della Cina: le lamelle della cappella rimandano ai
tratti allungati degli occhi e la cappella stessa ai tesi e larghi
cappelli di paglia tipici di quella zona dell'Asia. Azzeccatissimo.
"La danza dei flauti" ha ispirato lente e flessuose cadute di fiori,
gentilmente sospinti da una leggera brezza; le loro evoluzioni
seguono alla perfezione quelle musicali; e nel crescendo delle note
vediamo i fiori cimentarsi in una forsennata danza sulle acque
di un fiume, prima di cadere, senza possibilita' di scampo, lungo
una cascatella.
"La danza araba" e' un assoluto capolavoro di animazione: vediamo
pesci dalle lunghissime pinne trasparenti e dagli enormi occhi;
nelle profondita' del mare essi nuotano sinuosamente - ricordandoci
le danzatrici del ventre nella danza dei sette veli - che si celano
misteriosamente - come lo e' la musica del resto - ora dietro
una pinna, ora dietro un corallo arabescato, con occhi ammiccanti.
"La danza russa" e' rappresentata da un mazzo di campanule, che
all'esplodere della musica si animano e diventano splendidi e
agilissimi ballerini ( e ballerine ) russi; i loro movimenti
e i loro petali ricordano le danze e i vestiti folkloristici della
terra natia del compositore.
"Il valzer dei fiori" e' forse il brano piu' noto dell'intera suite;
gli autori del film hanno immaginato libellule antropomorfizzate
che salutano il cader delle foglie rosse d'autunno, spazzate via
da un vento freddo e pungente. Vediamo poi esserini di ghiaccio
trasformare nella loro stessa sostanza tutta la natura; nel
crescendo musicale si dimostrano spledidi pattinatori su ghiaccio.
Topolino diventa protagonista ne "L'apprendista stregone" di Dukas.
Allievo di un potente mago, che, nonostante la sua esperienza,
mette notevole impegno e cura nelle sue magie ( sono le prime
frasi musicali, leggerissime, piene di attenzione e aspettativa ),
sfrutta l'assenza del suo maestro e il suo cappello magico,
per animare una scopa e farle portare numerosi secchi d'acqua.
La ripetitivita' del tema musicale e' sottolineata dalla
ripetitivita' dei movimenti della scopa: sono note appuntate,
in contrapposizione con quelle legate che rimandano allo
scorrere dell'acqua. Topolino si addormenta e mentre fa sogni
di gloria, la casa e' inondata; vediamo allora l'apprendista
stregone svegliarsi di soprassalto e fare a pezzi la scopa,
che magicamente si moltiplica, come le conseguenze delle azioni
sconsiderate del protagonista, in un crescendo - anche musicale -
inarrestabile. Infine giunge il mago, circondato dall'aura della
sua esperienza e come Mose', con la semplice imposizione delle
braccia divide le acque. La musica si fa docile, siamo al finale
e la scena si chiude con una scherzosa sculacciata al maldestro
Topolino.

L'animazione de "La sagra della primavera" e' l'unica curata
dal suo compositore, Igor Strawinsky ( l'unico tra quelli citati
dal film, vivente in quegli anni ). L'autore disse che volevarappresentare la vita primitiva; i disegnatori immaginarono quindi
lo scenario che si doveva presentare sulla Terra ancor prima dell'
origine della vita. Un ritmo antico e arcano, una melodia tribale
sottolineata dall'uso dei legni senza alcun accompagnamento, ci permette
di avvicinarci, attraverso gli spazi siderali, al nostro pianeta,
devastato da eruzioni vulcaniche e tremendi terremoti. Sono suoni
quasi discordanti che, come il coro splendido e pericoloso della
natura, rimandano ad un mondo in fieri. Dalle cascate di lava
si passa alle profondita' del mare, dove, come attraverso un
microscopio, osserviamo cellule fondersi e riprodursi mitoticamente:
assistiamo alla nascita della vita. Un salto temporale e vediamo
i primi pesci nuotare, il primo anfibio e... dopo un'altra
ellissi temporale, assistiamo alla fase di gigantismo sulla
Terra: e' l'era dei dinosauri. Pterodattili predano seppie dal
mare, brontosauri brucano oziosamente le palme degli alberi.
E' una natura brulicante, dove sopravvive il piu' forte o chi
ha l'istinto piu' affinato; come tutto cio' che nasce e muore,
una progressiva desertificazione ( forse dovuta alla deriva dei
continenti ) porta all'estinzione degli animali piu' grandi della
nostra storia; tremendi terremoti e fenomeni di orogenesi
sconvolgono la crosta terrestre, sinistramente salutati da un'eclissi
totale di sole; e' ancora tempo di cambiamento e di evoluzione.
La sinfonia n. 6, opera 68, in fa maggiore, detta "La Pastorale"
di Ludwig Van Beethoven racconta, secondo le intenzioni dell'
autore, una passeggiata in campagna. Walt Disney e i suoi
collaboratori hanno immaginato di ambientare l'intera sinfonia
sul monte Olimpo, una scenografia indubbiamente bucolica e
agreste. Il compositore, contrariamente al solito, svela sin
dalle prime note il tema musicale dell'opera: cio' crea un senso
di familiarita' nell'ascoltatore, la stessa sensazione che pervadeva
Beethoven nelle sue escursioni agresti.
E' l'alba sul monte Olimpo, unicorni, cavalli alati e bimbetti simili
a Pan si risvegliano. Pegaso di tutti i mantelli, grandi e piccoli,
percorrono il cielo, scandendo ora con un battito d'ali le frasi
appuntate, ora con un volo planato le note legate.
Sono privilegiati
strumenti come i legni e gli ottoni, accompagnati dagli archi;
lo scopo e' quello di dare un senso di spensieratezza e di semplicita'
accompagnate da un gioioso senso della natura.
Il protagonista del secondo tempo e' l'allegro corteo di Bacco, che
si lancia in danze sfrenate tra fontane e cascate di vino rosso.
Ma ecco che la musica si fa improvvisamente misteriosa e fredda
come una folata di vento: e' in arrivo un temporale. Zeus, con
le folgori forgiate da Efesto, fa il tiro al bersaglio con Bacco.
Tutti gli animali, i centauri e gli amorini che popolano il
monte Olimpo si rifugiano al riparo della tempesta. Ma tutto passa,Zeus sbadiglia e si addormenta, torna il sereno e i cavalli alati
sono liberi di rincorrersi giocando con l'arcobaleno. Arriva il
tramonto, un saluto al carro del dio Sole e arriva la sera e la notte.
La falce di luna diventa l'arco di Diana, che scocca la freccia e
le stelle si sparpagliano nella notte.

Il brano che personalmente ritengo essere il piu' buffo in
assoluto e' "La Danza delle Ore", tratta dal terzo atto, scena sesta,
della "Gioconda" del Ponchielli. Uno struzzo ballerina si sveglia
e sgambettando allegramente strappa al sonno le altre ballerine
che subito si posizionano davanti all'asta per gli esercizi di
riscaldamento. Il paradosso si spinge oltre e osserviamo
addirittura un'ippopotama ballerina, una vera sfida alle leggi
della fisica. Dopo un'opera di vestizione degna della regina
Maria Antonietta, la vediamo nuotare come Esther Williams in un
mare di bolle prodotte da un esercito di elefantesse. Ma la musica
diventa tagliente e sottile: un coccodrillo seminascosto da un
mantello osserva curioso l'ippopotama aggiustarsi il tutu' e
ne resta folgorato. Ha inizio cosi' una splendida e spassosa serie
di schermaglie amorose tra i 2 improbabili amanti.

Gli ultimi 2 brani, completamente diversi per sentimento e costruzione
musicale, sono stati accostati proprio per queste loro caratteristiche:si tratta di "Una notte sul monte calvo" di Modesto Mussorgsky e la
famosa "Ave Maria" di Franz Schubert.
Il primo e' rappresentato da una notte assolutamente demoniaca
e terrificante: un piccolo villaggio e' sovrastato da un'immensa
montagna, sulla cui cima abita l'incarnazione del diavolo.
Al suo risveglio la sua ombra serpeggia nel villaggio, fino a
coprirlo completamente; la musica cresce e l'esercito del male
affiora dalla terra: scheletri, fantasmi, streghe, furie e
altre simili creature volano fin sulla cima della montagna dal
loro signore. Fiamme e fuoco, sacrifici, mostri, la musica e'
impetuosa e inarrestabile, ma proprio quando sembra essere al
suo massimo sviluppo, i luminosi rintocchi di una campana
segnalano la nascita di un nuovo giorno. I mostri tornano da
dove sono venuti e il loro padrone richiude mestamente le ali
per ripararsi dalla luce. E' l'alba. E le ultime sottili note
del compositore sono di pace e speranza.
Una processione di fedeli, illuminata dalle fiaccole, che si
riflettono sull'acqua, accompagnano le prime frasi dell'"Ave Maria".
Una serie infinita di luci, tutte uguali, tutte facenti parte di un
tutto, attraversano il bosco; ci si chiede se siano loro le voci
del coro che stiamo ascoltando. Sorge il sole e i rami degli alberi
diventano archi di una chiesa gotica, in una muta celebrazione del
bene da parte della natura.

Sono queste le immagini che chiudono il film, un'opportunita' unica,
a qualsiasi eta', per avvicinarsi alla musica classica. Pur non
comprendendola a fondo, lo spettatore che per la prima volta si
avvicina a questo genere musicale, e' portato ad apprezzarla per
il perfetto connubio tra musica e disegni.
Un'opera da rivedere una, cento, mille volte.


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Commenti

Avete domande riguardo Fantasia (Dvd)? Domanda
Pagina 1 di 14 | 1 - 5 di 69 commenti
  • ElenaV 21/04/2004 10:46
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • anouchka 25/05/2003 02:13
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Complimenti per l'opinione, per un Capolavoro molto diverso di quelli che fa la Disney.ciao

  • sandor 04/12/2002 12:56
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    CAPOLAVORO ASSOLUTO! La versione 2000 assolutamente non paragonabile! Resta Topolino apprendista stregone rimasterizzato e poco altro di buono

  • subverse 30/11/2002 12:58
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Visto 365 volte in un anno eheheh. Bravissima. Oltre che irresistibile. Bacio. Andrea

  • noemi14 10/09/2002 20:04
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    bella opinione,complimenti (io adoro Fantasia e la musica classica!)

Pagina 1 di 14 | 1 - 5 di 69 commenti

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