Con questa opinione inauguro una nuova rubrica dal titolo (prego il maestro Pregadio di fare uno stacchetto musicale): “Mi deciderò mai a vedere la paccata di film che ho in casa e non ho ancora visto oppure a rivedere i film che non vedo da una vita?”. Basta applausi, per favore.
E così mi sono decisa, dopo aver riordinato le centinaia di videocassette e le decine di dvd, a dare un’occhiata a quelle che non ho visto oppure a quelle che ho visto anni fa. In questo caso si tratta dell’ultima ipotesi perché “Fantasia” l’avevo già visto da piccola al cinema, poi in videocassetta quando avevo 16-17 anni. Perché proprio questo film? Forse perché sono reduce dalla visione di “Mucche alla riscossa” (vedi opinione precedente) ed ho proprio bisogno di un ricordo della vecchia Disney dei tempi andati.
Sono partita quindi dal capolavoro per eccellenza, questa straordinaria mescolanza tra musica e immagine che è una vera gioia per gli occhi e per le orecchie. La Philadelphia Orchestra, diretta dal maestro Leopold Stokowski, ci conduce in questo viaggio all’interno di videoclip “ante litteram” di alcuni dei maggiori compositori di musica classica. I risultati sono quasi tutti eccellenti, ma sarà il caso di valutarli uno per uno.
1 – “Toccata e Fuga in re minore” di Johann Sebastian Bach. Voto: 8
Come si fa a rendere in maniera visiva una musica che non è nata per quello? Esistono musiche che raccontano storie o dipingono immagini e altre che sono fini a se stesse. La Toccata e Fuga di Bach appartiene all’ultimo genere, quindi come si fa? Semplice, ci si lascia andare alla Fantasia. Così i vari elementi dell’orchestra vengono estrapolati dal loro posto e inseriti in contesti fantastici: gli archetti dei violini diventano raggi di luce nel cielo, i tromboni dune desertiche che si innalzano. Un percorso all’interno dell’immaginazione umana.
2 – “Suite dello Schiaccianoci” di Piotr Tchaikovsky. Voto: 10
Alla splendida musica di Tchaikovsky, che tutti, bene o male, conoscono (anche quelli più digiuni di musica classica avranno sentito qualche passo della suite, senza sapere di cosa si trattava), si accompagnano immagini della natura e delle sue innumerevoli forme: piccole fate che bagnano i boschi di rugiada, funghi cinesi ballerini (con il più piccolo in continuo fuori tempo), fiori caduti che si lasciano andare al balletto prima che una cascata li faccia scomparire, pesci che ballano una dolce musica araba, fiori scatenati su ritmi russi. Infine arrivano l’autunno e l’inverno che, sulle note del Valzer dei Fiori, fanno addormentare la natura fino all’arrivo della primavera.
3 – “L’apprendista stregone” di Paul Dukas. Voto: 10 e lode
Il cartone più conosciuto del film, che vede finalmente il saccente Topolino combinare guai e finire punito. Le immagini che la musica di Dukas suscita ben si sposano con quelle create da Disney: infatti è impossibile per chiunque ascoltare la musica senza pensare a Topolino. Memorabili le centinaia di scope che continuano a compiere il lavoro malgrado la stanza sia ormai invasa dall’acqua.
4 – “La Sagra della Primavera” di Igor Stravinsky. Voto: 8
Il cartone che ha anticipato Kubrick e “2001: Odissea nello spazio”. Stravinsky pensava al suo balletto come a qualcosa di primitivo, così i disegnatori hanno spostato l’azione di anni fa, quando la vita sulla terra stava nascendo. Splendidi le eruzioni vulcaniche e il lento cammino dei dinosauri verso la morte. Alcuni passi, però, sono interminabili e un po’ noiosi. Una curiosità: lo stesso spunto sarà usato anni dopo da Bruno Bozzetto per “Allegro non troppo”, sulla musica del “Bolero” di Maurice Ravel. Vi consiglio di recuperarlo perché è un bell’esempio di animazione italiana.
5 – “Sinfonia n°6 – Pastorale” di Ludwig van Beethoven. Voto: 10 e lode
Dopo un breve intermezzo, il film riparte in maniera sublime con la sinfonia più dolce di Beethoven, dedicata alla sua amata campagna. La Disney sposta l’occhio, però, su una campagna più vasta e idilliaca: il monte Olimpo, ai tempi degli dei. Qui giovani centauri si innamorano e ballano ebbri con Dioniso, mentre piccoli unicorni fraternizzano con i fauni e i cavallini volanti volano contenti tra mamma e papà. A disturbare la giornata ci si mette un temporale: anche Zeus si vuole divertire un po’ con i suoi fulmini! Ma dopo la pioggia torna il sereno e l’arcobaleno. Poi la notte copre ogni cosa e tutti vanno a dormire. Un eccessivo uso di colori pastello potrebbe rendere troppo zuccheroso il tutto, ma la bellezza della musica si coniuga perfettamente con questa Arcadia così felice e divertente. E poi quei cavallini sono così carini!!! ^___^
6 – “La Danza delle Ore” di Amilcare Ponchielli. Voto: 10 e lode
Avrà stupito il fatto che l’unico musicista italiano nella “rosa” sia uno di quelli meno famosi, anche se La Danza (tratta dall’opera “La Gioconda”) è sicuramente il suo pezzo più famoso. Struzzi, elefanti e ippopotami ballano tranquilli in una villa fino a che non arrivano un gruppo di coccodrilli a rovinare il tutto. Il balletto non è dei migliori, ma è sicuramente comico con i continui errori dei danzatori (lo struzzo che parte sempre in ritardo) e con l’assalto dei coccodrilli, non si sa se affamati o allupati (come il coccodrillo che allo struzzo preferisce l’ippopotamo, ma deve tirarlo per la coda perché si è incastrato tra le colonne). Rimane da antologia il balletto del coccodrillo e dell’ippopotama innamorati, con lei che prende la rincorsa per saltargli addosso e, ovviamente, lo schiaccia!
7 – “Una notte sul Monte Calvo” di Modest Mussorgsky e “Ave Maria” di Franz Schubert. Voto: 10/4
Due brani opposti uniti per creare il contrasto tra la notte e il giorno: gli esiti però sono discordanti. La musica di Mussorgsky fa splendidamente da cornice al risveglio del demonio che abita sul Monte Calvo (anzi, è proprio la cima del monte!) e che attira a sé le anime dei morti per un sabba notturno. Belle immagini, prese dalla tradizione pittorica (Bosch in primis), che si concludono con il suono della campana e l’arrivo del giorno. Tutto torna come prima, compreso il demonio che chiude le sue immense ali e si riaddormenta. Comincia così l’Ave Maria di Schubert a simboleggiare il giorno che scaccia la notte e il bene che sconfigge il male. Ma come spesso accade il male è più affascinante del bene. La bellissima Ave Maria viene associata, infatti, a scialbe immagini (una lunga processione indistinta) che ricordano le tristi immagini delle cartoline di auguri natalizie. È l’unico intoppo in un film che, altrimenti, non mostrerebbe nessuna pecca.
Un film da rivedere più volte, soprattutto da chi, come me, rimpiange la vecchia Disney.
16.01.2005 15:24
bellissima recensione..un film capolavoro che rivedrei molto volentieri
10.01.2005 10:10
anch'io mi sento orfano della vecchia cara Disney... persino Fantasia 2000 non ha lo stesso smalto del "vero" Fantasia
09.01.2005 17:06
opinione bellissima, dettagliata, musicale, armoniosa e leggibilissima su un film straordinario che come dici tu rimane oltre che un classico, il migliore della Disney!