"Fiore del deserto -storia di una donna" di Waris Dirie....uno dei pochissimi libri che ho letto e riletto più volte...
Waris Dirie è una modella somala molto famosa e apprezzata: testimonial di alcune tra le più importanti campagne pubblicitarie,ha posato anche per il Calendario Pirelli. Attualmente vive a New York,è felicemente sposata e ha due figli, una vita felice,appagante,ma che non è sempre stata rose e fiori: Waris,infatti,da bambina ha subito la crudele pratica dell'infibulazione,una tortura inflitta a migliaia di bambine, che lei decide di raccontare e combattere.
Il libro narra la vita di questa donna coraggiosa,orgogliosa e battagliera.
Il romanzo,si compone di diciotto capitoli: i primi otto vertono sull'infanzia di Waris,i sette successivi narrano la fuga verso l'Occidente e gli ultimi tre riguardano l'impegno umanitario di questa straordinaria donna.
Le vicende narrate nel romanzo si basano sui ricordi della protagonista e sono realmente accadute, naturalmente i nomi sono di fantasia per proteggere la privacy dei protagonisti.
Waris nasce in Somalia,appartiene ad una tribù di nomadi del deserto e sin da piccola sperimenta le durezze della vita: alla tenera età di sei anni già porta gli animali al pascolo e accudisce i fratelli più piccoli. Insieme alla famiglia patisce la fame,la stanchezza,gli stenti,eppure la sua vita scorre felice nel deserto,dove il tempo è scandito solo dal sole e dalle stelle...
Giochi,risate,corse sfrenate sulla sabbia...sembra la normale vita di una bimba di sei anni e invece un giorno la piccola Waris subisce quella che è una pratica assai diffusa tra le popolazioni africane: l'infibulazione,ossia la mutilazione dei genitali femminili,allo scopo di rendere la donna pura,restìa ad avere rapporti sessuali e cercare quindi avventure extraconiugali.
La descrizione del momento dell' infibulazione è molto cruda: la bambina viene immobilizzata dalla madre e dalla sorella,mentre la mammana, ossia l'anziana donna preposta a questa pratica,le mutila gli organi genitali,ricucendole poi la vagina con del filo bianco.
Vi confesso che ho avuto un pò di dificoltà nel leggere questa parte...
Waris è comunque felice di essere divenuta "adulta": nonostante i suoi sei anni,sogna di incontrare l'uomo che diventerà suo marito e che la renderà felice per tutta la vita. Nel deserto si cresce in fretta e le bambine vengono promesse in matrimonio sin dalla tenerissima età.
Trascorre qualche anno e, ancora una volta, la piccola subirà la prepotenza tipica della cultura cui appartiene: il padre intende costringerla a sposare un uomo anziano,nonostante Waris sia ingenuamente infatuata di un ragazzino della sua stessa età.
Questa volta però è decisa a non sottomettersi: con l'aiuto della sua amatissima madre,una mattina fugge decisa a raggiungere Mogadiscio,dove spera di trovare asilo e protezione presso una zia.
La fuga però non è semplice,la strada lunga e irta di insidie: l'incontro con un leone,due tentativi di stupro da parte di due camionisti,la fame e la stanchezza,non abbattono la giovane ma determinata ragazzina che riuscirà a raggiungere la meta e successivamente Londra,città dove risiede uno zio ambasciatore,il quale,anzichè aiutare la nipote,la tratterà come una cameriera,costringendola ai lavori più umili.
Molto intensi i capitoli dedicati alla nuova vita di Waris in Occidente: la vita da domestica in casa dei suoi stessi parenti,l'incontro con il fotografo che la catapulterà nel mondo della moda,rendendola una delle modelle più pagate al mondo,ma soprattutto....l'incontro con un modo di pensare e vedere la vita completamente differente da quello dei nomadi del deserto,nel bene e nel male....
Waris,da sempre abituata ad estenuanti perenigrazioni nel deserto per cercare l'acqua necessaria alla sopravvivenza,è turbata dal grande spreco che se ne fa in Occidente,inoltre non riesce ad abituarsi all'utilizzo dell'orologio: nel deserto il tempo scorre scandito solo dall'ombra del sole,è quindi molto difficile per lei presentarsi puntuale ad un appuntamento di lavoro o un casting.
L'aspetto più tragico però è la consapevolezza di Waris di essere una "diversa",una donna infibulata.
Vivendo in un ostello frequentato da tantissimi giovani,la ragazza entra in contatto con altre coetanee,comprendendo quello che fino a quel momento non aveva capito: l'infibulazione le rende quasi impossibile frequentare ragazzi,avere una normale e appagante vita sessuale,ma anche una vita dignitosa: le mestruazioni sono un calvario,i dolori lancinanti e persino un atto naturale come quello di urinare,diventa un problema.
Fino a quel momento,Waris era convinta che tutte le donne o quasi fossero infibulate,invece ora è lei la "diversa",quella che non verrà mai accettata dalla società.
Nonostante sia una ragazza molto carina e corteggiata,respinge puntualmente tutti gli uomini,pur desiderando iniziare ad avere rapporti intimi...la paura della reazione maschile alla sua mutilazione genitale è troppo forte!
Un giorno,disperata per questa situazione e per i dolori,trova la forza di confidare questo calvario alla sua amica Marilyn,facendole persino vedere le sue parti intime. Marilyn,naturalmente,non nasconde l'orrore di fronte alla cicatrice che richiude parzialmente la vagina di Waris,ma fortunatamente la convince a consultare un medico.
Molto toccante il capitolo in cui la giovane somala affronterà la sua prima visita ginecologica: l'imbarazzo per una donna che proviene da una cultura molto pudica,lo sguardo di ribrezzo del medico (ooviamente non abituato a quel genere di mutilazione) e la curiosità di altri ginecologi accorsi a guardarla come se fosse un fenomeno da baraccone,spingono Waris a fuggire via dall'ambulatorio,ma l'incontro con una medico esperto conoscitore dell'infibulazione,avendo vissuto in Africa per moltissimi anni,la convince a sottoporsi ad un intervento chirurgico per riaprire le sue parti intime.
Ora Waris comincia una nuova vita: non ha più i dolori tremendi che le impedivano quasi di muoversi,si apre al mondo e conosce Dana, l'uomo che diventerà suo marito.
Come lei stessa però spiega,quella mutilazione le ha rovinato la vita: nonostante l'amore di suo marito e la felicità della riscoperta vita sessuale,i rapporti intimi le regalano un piacere di puro amore.
"A parte i problemi sanitari con i quali devo ancora fare i conti,so che non potrò mai conoscere le gioie del sesso,mi sento incompleta,menomata...e la certezza di non poter far nulla per rimediare è la sensazione più frustrante che abbia mai provato. Quando conobbi Dana e mi innamorai di lui,ero felice all'idea di poter finalmente provare il piacere dell'intimità sessuale,ma se oggi dovessi rispondere se mi piace il sesso,dovrei dire di no,secondo il criterio tradizionale.Però mi piace molto il contatto fisico con mio marito perchè lo amo" (tratto dal libro).
Queste sono parole di Waris Dirie,una donna mutilata da bambina,che non ha mai conosciuto il sesso nella sua pienezza,nè mai potra farlo.
Come lei stessa però afferma,in realtà lei è stata comunque fortunata,perchè tantissime donne non sopravvivono all'infibulazione,molto spesso praticata in condizioni di totale mancanza di igiene: infezioni,emorragie,aids,sono solo alcune delle conseguenze di tale pratica,per non parlare delle donne che muoiono di parto.
Attualmente Waris Dirie è portavoce ufficiale di Face to Face,la campagna internazionele dell' Onu contro le mutilazioni genitali femminili.
La modella ha accettato di raccontare la sua drammatica esperienza in trasmissioni TV, radio,riviste femminili,cosa non semplice data la naturale ritrosia tipica della gente musulmana,inoltre questa battaglia in favore delle donne le ha attirato le antipatie di gruppi islamici integralisti e di tutti quei sostenitori delle tradizioni,i quali difendono l'infibulazione nonostante mieta ancora oggi tantissime vittime.
Io amo questo libro,mi ha coinvolto come pochi perchè, da donna,credo sia impossibile non immedesimarsi in quello che è stato per Waris un vero e proprio inferno.
Mi sono chiesta cosa potesse provare una ragazza che erge un muro tra sè e il mondo,che rifiuta di approcciare un uomo per il timore di essere diversa e di essere giudicata,che teme una normale visita medica e che è consapevole del fatto che questa diversità l'accompagnerà per tutta la vita,perfettamente cosciente che l'unione con l'uomo che ama non sarà mai completa...e per questo non esiste nessuna cura purtroppo.
Che dire? Io consiglio la lettura di questo libro a tutte le donne (ma anche agli uomini,perchè no?) e soprattutto a quelle persone che spesso e volentieri si lamentano un pò troppo.
é vero che essere donne non è sempre semplice e che le discriminazioni esistono,ma è anche vero che a volte ci lamentiamo con facilità,mentre altre donne lottano per avere quello che a noi pare così scontato: una vita sessuale normale,un rapporto sereno con l'altro sesso e con il proprio corpo.
Vi saluto con un bellissimo canto somalo che apre il libro:
Sei come la tunica scelta da un giovane innamorato,
sei la preziosa stuoia per cui somme favolose furono spese.
Troverò mai l'uguale tuo apparizione fugace?
Un parapioggia cade,infine a pezzi,ma tu sei più forte del ferro ritorto;
sei come l'oro di Nairobi,finemente cesellato,
sei il sole che sorge,le prime luci dell'alba,
troverò mai l'uguale tuo,apparizione fugace?
cercando recesioni sui prox libri che ho intenzione di leggere, mi sono imbattuta nella tua bellissima opinione, me lo appunto, bisognerebbe diffondere anche questi tipi di libri che raccontano purtroppo ciò che accade realmente in varie parti del mondo.. nel 2010...