Fiorella Mannoia in Tour

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Fiorella non s'annoia del 'jazz globalizzato'

5 14 Gen 2005

Vantaggi:
ina maturazione artistica elevata che spia le influenze jazz

Svantaggi:
a chi non piace il jazz

Consiglio il prodotto: Sì 

Groudy.Blue

Su di me: " la luna dorme nelle pause della vita ma fa sogni che gli uomini non dimenticano"

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Fiorella Mannoia in concerto, Teatro Carlo Gesualdo Avellino 13/01/05
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È da qualche anno ormai che le radio non cantano sue nuove canzoni, ma Fiorella Mannoia ribadisce ‘ mi sto dedicando pienamente ai concerti, svelano una parte di me che non conoscevo, ma ritornerò presto ad incidere e anche con molte novità’

Ha ragione,non si smentisce è cambiata davvero molto.
È passato un minuto dalle 21:15 il sipario si apre senza far troppo aspettare, eccola Fiorella,in abito nero con gli occhi malinconici e quella timidezza che tra i ricci dei suoi capelli rossi svela tanta sensibilità. Lei non ama stare al centro dell’attenzione, e pure in questo momento non può che esserlo, uno stretto e caloroso applauso del pubblico a cui lei risponde semplicemente con un inchino, senza dire grazie o salutare. Per lei la musica è un segno di grande intimità, se ne sta avvolta tra le note dimenticando apparentemente tutto il resto. Questo è un concerto interiore per tutti, è un ascolto silenzioso che solo il movimento lieve della testa può concedersi di accompagnare.

Si avvicina al microfono e canta Come I Treni A Vapore e così il viaggio comincia sulle frequenze di una nuova corsa musicale che questa volta non percorre il solito tragitto, tutto scivola veloce e la musica si perde in una fusione di suoni.

È tutto perfetto per considerarsi qualcosa di diverso , le luci illuminano il fondale a volte di verde e a volte di blu: dei musicisti se ne scorge solo il contorno, solo sagome nere abbracciate a strumenti: sax,flauto dolce,contrabbasso, flicorno,pianoforte,batteria, percussioni e chitarra, quella di Piero Fabrizi naturalmente.

Parte con sorpresa qualcosa che non ci si aspettava un ritmo di jazz metallico e ipnotico che si bagna tra le rive delle sonorità brasiliane che introducono una cover di Che Sarà Che Sarà di Chico Barque de Holland che poi si allacciano al free jazz di Questo Paese E’ Triste di Caetano Veloso.
Fiorella ondeggia lievemente con il corpo tra le note che questa volta sospirano leggermente un tono polemico sulle cose del mondo con tutta la nostalgia di un emigrante.
E intanto Fiorella rimane incantata tra quelle note che l’affascinano e accenna qualche passo di danza quasi come se fosse una bambina a casa da sola davanti ad uno specchio.

Poi per un momento il ritmo si spezza e la voce di Mannoia parla al pubblico il pubblico << Vi ringrazio, sono felice di essere qui, in questo nuovo teatro, quando nasce un teatro vuol dire che è un buon segno. Come avete potuto sentire, sto percorrendo un cammino attraverso il jazz dell’America Latina che sarà parte integrante del mio prossimo album.
Spero solo che in questo momento in sala non ci sia qualche madrelingua portoghese: ora canterò con una cattiva pronuncia Mama Africa ( di Se Cuseser)… scusatemi, ma credo che l’unico modo possibile di poter intendere la globalizzazione sia quello di avvicinarsi alla musica’

E un altro ritmo va, significativo il commento della cantante, ma non è venuta qui a fare politica. Davvero. Vuole solo ammettere l’amore per la pluralità delle culture.

Il jazz diventa sempre più forte e si finisce con lo sfiorare Via Via di Paolo Conte e il suono spagnoleggiante intonato in francese di Senior.

Passa così un’ora e cala il sipario del primo tempo. Poi tutto cambia e Fiorella si spoglia di quella veste jazz che le calza a pennello per infilare i vecchi abiti della sua musica. Si siede su uno sgabello e schiude la voce nel canto di I Dubbi Dell’Amore.

‘ Speso le madri dicono ai loro figli timidi di non essere così. Sbagliano, questa è un’adorabile malattia dietro cui si cela il carattere di una persona sensibile’

E quale canzone poteva presentarsi sulla scia di questa frase se non Occhi Neri?
Così ora si va tra i brani classici del repertorio: L’Assenza, Sally, Non Sono Un Cantautore e…. ‘ e questa è dedicata a tutti i clandestini del mondo’ e questo è quello che basta per intonare Clandestino di Manu Chao.
Lo sfondo del palco si dipinge intanto dei colori dell’arcobaleno.

Fiorella se ne va.

<< Bis,bis! >> gridano tutti. È naturale che ritornerà sul paco. Si intravedono i suoi capelli dalle quinte e i musicisti non hanno lasciato le loro postazioni.

Eccola ritorna, stavolta con la canzonane dell’amico Ivano Fossati, Mio Fratello che Guardi Il Mondo:una riflessione sulla società,ancora.
La canzone sta per finire e lei afferra la bandiera della pace ‘ ecco, questo è il simbolo di quello che dovrebbe essere la pace, un simbolo che oggi viene inflazionato. Ma io voglio credere ancora in quel senso che rappresentava. Voglio che la giustizia della pace combatta la cultura dell’odio’
Lancia la bandiera arcobaleno sul microfono e va via.
Un ragazzo dello staff armeggia sul palco per cambiare i testi delle canzoni appoggiati agli amplificatori.

Tornerà ancora.

Lo fa infatti, lo fa cantando I Cieli D’Irlanda poi si siede a terra su un amplificatore e propone Quello Che Le Donne Non Dicono: una delle sue canzoni più belle. La gente in prima fila non aspettava altro:

…siamo così
dolcemente complicate,
portaci delle rose
nuove cose….

La prima fila si alza quasi completamente, hanno in mano delle rose rosse, Fiorella si allunga quasi scendendo dal palco, mentre sorride e raccoglie i suoi fiori sotto l’occhio di due carabinieri addetti alla sicurezza a cui ammicca un sorriso… ma si! Una volta tanto si può essere sensibili senza essere timidi!

Stavolta sembra che il concerto sia finito davvero, la gente comincia ad alzarsi e andare via, sul palco non c’è più nessuno ma il sipario è sempre aperto. Il concerto va avanti: un bis poi 2,3… 5 volte in tutto.
Poi questa volta il sipario si chiude davvero. Ma la manina di Fiorella Mannoia è ancora li che saluta tra il blu scuro del velluto del teatro per poi sparire.

Un ottimo concerto, il secondo qui ad Avellino dopo quello del 2001 e se vorrà noi saremo ancora qui a dire un altro si a quella donna che alle parole preferisce le emozioni…
 

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tany72

tany72

19.01.2005 10:49

Mi piacciono le sue canzoni sono piene di significati!!!

jessy78.cj

jessy78.cj

19.01.2005 08:32

grandissima!!!!

Petshop238

Petshop238

17.01.2005 13:33

Ho avuto la fortuna di vederla in concerto, qualche anno fa... condivido le tue emozioni!

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