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La signora in rosso ha colpito ancora
C'è chi si limita semplicemente a cantare un testo e c'è chi lo interpreta stando dentro le parole, vivendo in quel che dice momento per momento. Come per magia tutto diviene una poesia fluida e coinvolgente, una danza per lo spirito.
Quest'ultima è la vera arte di chi usa la propria voce per comunicare: attraverso le canzoni, proprie e di altri, si trasmettono emozioni e pensieri, anche quando le parole sono state scritte da altre mani.
La scelta dei brani non è casuale, sebbene ogni concerto ripeta la stessa scaletta, ogni concerto è diverso dall'altro e non si teme di dimostrare le proprie idee anche se a volte un pò scomode.
Un'introduzione un pò lunga, obietterà qualcuno, ma indispensabile per descrivere Fiorella Mannoia che prima di essere un'artista, è una donna, una cittadina, una persona.
Ciò che la guida è il dovere di rispondere alla propria coscienza e il diritto di darle voce, consapevole che un palcoscenico è un ottimo strumento per farlo.
C' è chi la definisce una "impegnata" ma Fiorella dichiara che il suo non è un impegno perchè le viene spontaneo manifestare ciò che pensa.
Il concerto si apre con il brano in francese "Moi, mon ame et ma coscience" dei Paris Combo che quasi si fonde con l'insolita "Boogie" di Paolo Conte. Il cantautore genovese regala alla rossa collega altri due brani "Come mi vuoi", di una dolcezza delicata e allo stesso tempo intensa, e la famosissima "Messico e nuvole" in cui la Mannoia probabilmente raggiunge il top.
I Paris Combo sono gli autori anche della raffinata "Senor", in cui Fiorella si destreggia in allegri giochi di voce.
La cantautrice romana è avvezza anche al dialetto napoletano e ce lo dimostra in due brani struggenti di Pino Daniele (quando era ancora "il mio" Pino) "Sulo pe parlà" e "Senz'e te".
Gli inediti, "Buon tempo", "Panama" e "Mio fratello che guardi il mondo", sono stati scritti da Ivano Fossati, autore anche de "I treni a vapore" in cui Fiorella sembra reciti con tono vibrante piuttosto che cantare, e di "Oh che sarà".Spazio ad altri noti cantautori italiani come Ligabue con "Metti in circolo il tuo amore", Dalla e Ron con "Chissà se lo sai", De Gregori con la mitica "La storia" e Ruggeri con "I dubbi dell'amore.
Un altro autore fa bella mostra dei suoi pezzi, Piero Fabrizi con "L'assenza", "Occhi neri" e "Non sono un cantautore".Finale reggae accompagnato dal battito di mani del pubblico con un pezzo che "fa strano" sentirlo cantare dalla Mannoia: "Is this love" di Bob Marley.
Insomma in questo doppio ce n'è per tutti i gusti, si passa per diversi generi ma lo stile inconfondibile e la classe di Fiorella Mannoia non vengono mai traditi.
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homelessheart 17/07/2008 08:44
a_k_ir 02/10/2006 11:01
vito26 28/04/2006 13:16
Nuccia 25/04/2006 09:21
interessante la tua opi per una affascinante Fiorella