Da grande mattatore del sabato sera, Fiorello (non il formaggio, perdonate l’invasione di categoria) si è confermato uno show man completo e carismatico.
La nuova edizione di “Stasera pago io” è uno spettacolo di classe, frizzante e ben scritto. Un ritorno al varietà classico, privo di quella comicità greve e volgare che da tempo sta caratterizzando gli spettacoli tv.
Fiorello da’ prova di grande bravura e versatilità, è completamente a suo agio nell’elegante scenografia che ricorda un cielo stellato. È il suo personale trionfo, è solo a gestire la responsabilità di uno show importante: la mega scritta col suo nome che campeggia sullo sfondo glielo ricorda.
Lo spettacolo è stato allestito dopo un rodaggio nei teatri grazie al quale il conduttore ha potuto testare, assieme ai suoi autori, l’effetto delle gag sul pubblico. Che costituiscono la grande caratteristica dello show. Il resto lo fanno spettacolari coreografie e ospiti prestigiosi (nelle prime puntate, tra gli altri, De Gregori, Liza Minnelli e Jovanotti). Che lo incensano, perché dietro le quinte e nella vita lo showman, che scherza colla sua sicilianità, non perde mai la sua verve di eterno ragazzino. Riesce ad improvvisare su testi collaudati, il tutto è sicuramente provato e riprovato, ma mantiene sempre quel sapore delle cose improvvisate al momento.
Il varietà è uno spettacolo gradevole, nonostante la lunghezza, (sfiora le 3 ore e mezza) che non difetta di cali di ritmo e raramente annoia. Duetta con tutti l’ex animatore, con tutti instaura un feeling particolare che gli consente di andare oltre la semplice promozione e dimostrare lati nascosti delle star, rompendone l’allure di personaggi inaccessibili. Il nostro non dimentica mai le sue umili origini e la famiglia, con scacciapensieri e coppola da’ vita a sketch brillanti, accompagnato da una squinternata banda di simpatici picciotti. Se l’anno scorso la sua parodia-tormentone ha riportato in auge Califano, quest’anno il siciliano prende di mira Francesco Guccini, di cui imita perfettamente l’intonazione, su testi però, non proprio consoni al cantante bolognese. Molto divertente.
Finalmente sdoganato dalla critica, che ne loda la versatilità e il carisma, il nostro sembra che con la maturità abbia trovato quella serenità che gli mancava. Nello show della rete ammiraglia, ha trovato la sua giusta dimensione, dopo alti e bassi dovuti a format accettati senza convinzione, che non erano nelle sue corde.
Questo successo è per lui la consacrazione di una carriera partita dai villaggi vacanze, e costruita, gradino dopo gradino, senza compromessi, solo con la sua prorompente bravura. Fiorello si sta seriamente configurando come il degno erede di comici di alta caratura, di personaggi eclettici come Walter Chiari e Jhonny Dorelli. Persino la signora Ciampi lo ha elogiato, per il garbo e la misura. Una giusta investitura, che lo ricopre di maggiori responsabilità, ma sono certo che anche nelle prossime puntate Fiore non ci deluderà.
Insomma, il programma secondo me è da registrare, perché attualmente, in un panorama televisivo desolante, è uno dei migliori prodotti in circolazione. Bravo Rosario!
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