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Dei Sepolcri: la Divina Commedia del Romanticismo
Vantaggi scrittore di grande rilievo, un uomo da rispettare per il suo impegno morale, mostrato nella sua vita come nelle sue stupende opere
Svantaggi nessuno
Dettagli
| l'opera | geniale |
|---|---|
| lo stile | geniale |
Ugo foscolo fu un grande poeta amato da tutti i suoi contemporanei. Di lui brillavano la personalità straordinaria, ricca e generosa; i romantici lo amavano perchè, oltre a essere un grande poeta, partecipò anche alla vita pubblica, si spostò viaggiando per fuggire dagli stranieri, combattè a fianco di Napoleone e per l'Italia, ora innalzando ora accusando Napoleone finchè, con l'ingresso degli austriaci a Milano nel 1814, prima di prestare giuramento al nuovo dominatore, scelse la strada dell'esilio.
I romantici videro in lui l'emblema dell'uomo lacerato dal dissidio fra realtà e ideali.
Anche io, rileggendo la storia della sua vita, ricevo la stessa impressione: uno scrittore di grande rilievo, un uomo da rispettare per il suo impegno morale, mostrato nella sua vita come nelle sue opere.
Si risentono in lui i tratti e i desunti della letteratura dell'Alfieri da un lato, della poesia sepolcrale e dello Strung Hung Drama dall'altro.
Il Foscolo curò moltissimo la sua formazione, lesse le pagine dei grandi, conosceva benissimo gli autori del Settecento, conosceva i classici, tradusse i testi degli antichi nell'assoluta convinzione che per guidare i contemporanei al ritrovamento della propria dignità occorresse la propria esperienza.
Da tutta questa esperienza nasce la trama discorsiva del carme dei "Sepolcri", scritto fra il luglio e il settembre del 1806 e pubblicato successivamente a Brescia nel 1807.
I "Sepolcri" sono un canto meraviglioso, innalzato alla grandezza dell'uomo e alla grandezza della poesia. E l'uomo è grande se individua, costudisce, alimenta i suoi ideali più profondi di bellezza, coraggio, nobiltà, rettitudine, responsabilità nei confronti degli altri, amore profondo per la libertà.
Nel carme confluiscono, in prodigiosa sintesi, tutte le esperienze essenziali del Foscolo: intellettuali, morali, culturali e politiche: la concezione materialistica della vita, la necessità delle illusioni per superare l'angoscia esistenziale, il desiderio di gloria e la tristezza dell'esilio, il senso della dignità del poeta che non deve asservire la sua Musa ai potenti, e la potenza della poesia capace di sfidare il tempo, vincendo con l'armonia il silenzio di mille secoli e perpetuando la fama degli eroi "finchè il sole risplenderà sulle sciagure umane".
Nell'opera non manca il segno dell'influenza che esercitano sulla fantasia del poeta i cosiddetti poeti "cimiteriali" del Settecento che oggi definiamo preromantici, anche se il poeta stesso ci tenne a precisare che la sua ispirazione, di natura politica, era cosa ben diversa.
Il carme presenta quindi una serie di figurazioni e miti. Resta però che il culto della tomba è il tema centrale del carme attorno al quale gravitano gli altri.
Il sepolcro assume quindi un valore fondamentale nella civiltà umana,è il centro degli affetti famigliari e la garanzia della loro durata dopo la morte; è il centro dei valori civili, conservando le tradizioni di un popolo e stimolando a mantenersi fedele ad esse; tramanda la memoria dei grandi uomini e delle azioni eroiche spingendo alla loro imitazione.
E' perciò ingiusta la nuova legge che sottrae i morti al culto dei vivi e consente che le ossa di un uomo onorato come il Parini possano giacere accanto a quelle di un infame.
Eppure il rispetto per i morti è stata una delle prime manifestazioni di civiltà e di pietà degli uomini, quando dallo stato ferino tentarono i primi passi sul lungo cammino della civilizzazione, e questa pietà è stata tramandata di generazione in generazione dalle virtù patrie e dagli affetti famigliari.
Anche se le tombe saranno divorate dalla furia del tempo, la memoria dei Grandi sarà comunque affidata al canto dei poeti, che vince di mille secoli il silenzio.
Leggendo i versi non è difficile cogliere il senso delle immagini che si affida all'onda dei ricordi, ai grandi ideali e alle speranze.
Tutti i versi sono attraversati da una vaga malinconia: la vita che si è costretti ad abbandonare è colta nell'incessante lavorio del sole che quotidianamente sorge per "fecondare" pianure, colline, monti, popolati da fiori, piante, animali e uomini: si sente nei versi del carme il dolce fragorio della vita e nell'aggettivo "bella" utilizzato spesso dal Foscolo, si avverte tutto l'attaccamento del poeta alla vita, nonostante le pene che essa gli ha inflitto: si avverte il senso di un attaccamento profondo per la vita che non si è ancora lasciata ma che si dovrà inesorabilmente lasciare.
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martina1985 15/03/2006 22:35
ottima!!!!!
Alessandro3000 13/12/2005 16:59
Complimenti
BennX 24/10/2005 13:26
Ila55it 21/10/2005 20:52
bravo!
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Ugo Foscolo... dalla sensibilità moderna tutta romantica formatosi alla scuola neoclassica ... , .... un grande del settecento... , ...mandi mandi ....Loris....