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Le ultime lettere di Jacopo Ortis
Vantaggi Letteratura e storia italiana
Svantaggi Estremamente impegnativo
Dettagli
| l'opera | interessante |
|---|---|
| lo stile | efficace |
"Il sacrificio della nostra patria è consumato".
Notevole l'enfasi oratoria, che qui sale ai massimi livelli. Lo stile è solenne, diretto e conciso, non privo di echi Alfieriani. Tra i temi emergenti c'è il patriottismo, il disfattismo (vedi l'incipit "Tutto è perduto"), e in un certo senso, in questa prima lettera è già implicito il suicidio finale. Vi sono precisi riferimenti a quella che è la realtà storica del tempo. Jacopo sembra rispondere alla richiesta di Lorenzo di fuggire altrove, rifiutandosi di esaudirla. C'è la comparsa di una figura femminile, la madre, sempre peraltro connotata positivamente, mentre quelle maschili sono quasi sempre investite di un potenziale negativo, come è possibile notare considerando figure come il padre di Teresa e il promesso sposo della fanciulla. Segue un discorso sulla storia e sul senso di Nazione, il tono si fa più disteso, accompagnato dall'illusione di poter vivere, dopo la propria morte, nella memoria dei buoni, e di poter essere sepolto nella sua terra natia. Tutto questo si pone in netto contrasto con l'ateo materialismo foscoliano, secondo cui l'anima sarebbe fatta di atomi che, dopo il decesso, si liberano.
"Dopo quel bacio io son fatto divino".
Per i romantici, l'amore esalta l'uomo ma dà anche dolore perchè si scontra coi limiti che la realtà impone. La felicità di Jacopo si riflette sulla natura, che diventa idilliaca, ma non leziosa come ne "L'Arcadia". Le ninfe immaginate sono la proiezione della propria serenità interiore, sono illusioni entro le quali si crogiola, che danno un senso alla vita e ne stimolano il proseguimento; il dolore è il mezzo attraverso il quale capire chi si ha davanti: se gli ideali dell'uomo sono alti, ecco che andranno a scontrarsi con la realtà generando dolore; questo è il motivo per il quale i mediocri non patiscono alcuna sofferenza; il romantico è perennemente concentrato in una titanica e vana lotta contro la realtà.
La lettera da Ventimiglia.
In seguito alle innumerevoli peregrinazioni lungo tutta la penisola Italiana, Jacopo si appresta a recarsi in Francia, ma una volta giunto a Ventimiglia sente dentro di sè un profondo smarrimento: capisce di non poter trovare quella tanto agognata libertà da nessuna parte. Di qui la decisione di suicidarsi. Qui lo stile è secco e scelto in modo mirato a sottolineare la complessiva omogeneità dell'epistola. La natura appare qui fredda e desolata, ostile e terribile. Jacopo è consapevole della propria debolezza, contrapposta agli antichi romani e alle loro glorie passate, che ingenera in lui un profondo senso di impotenza. La stessa di cui il popolo Italiano non si cura, poichè immerso, o nascosto, nelle glorie del passato. Ci sono riprese di concetti eredità del mondo antico, di Tacito ("Romani raptores orbis"), e la concezione meccanicistica contro la quale l'uomo non poteva nulla: Roma, un tempo gloriosa, si ritova ora ad essere schiava dello straniero un tempo sottomesso. Lasciando spazio solamente agli ideali, che però, non trovavano posto e realizzazione nel concreto. Questo pessimismo storico è legato alla storia nel suo complesso, al fatto che "l'uomo è una menonissima parte dell'universo". Gli illuministi accettavano quest'assunto, ma i romantici no: attraverso il dolore per la situazione sperimentavano la loro virtù.
Viene toccato più volte il tema della religione laica e della sopravvivenza post mortem: razionalmente essere compianti o meno è indifferente, ma sentimentalmente questa prospettiva è consolatoria. Si scaglia quindi contro la natura, che ha dato all'uomo la ragione, rendendolo così consapevole della sua finitezza ed infelicità. Il suicidio di Jacopo presenta una forte connotazione Alfieriana, di protesta, sebbene si tratti comunque di una resa, di una rinuncia, di una sconfitta.
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Opere come queste, sebbene richiedano un'impegno di lettura considerevole, oltre ad essere un'ottima lettura, sono in grado di aprire dei veri e propri squarci su quella che è stata la storia della nostra Italia.
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marti1989 01/04/2007 14:50
FuckinSuperstar 16/11/2006 23:23
non so perchè ma mi puzza di copia-incolla...vabbuò...oggi sò buona quindi famo che un molto utile te lo becchi ugualmente và... :) cmq davvero troppo pesante l'Ortis...
dygos72 04/09/2006 22:08
ha detto tutto silvano.ciaoLo
Sauvage 30/08/2006 16:24
Dopo il tre viene il quattro, quindi sono ritornato su questa pagina per una giusta valutazione ..... ciao e mandi ..... Loris .........
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Molto dettagliata...ciao