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Dalla carne al ricordo
Vantaggi opinioni personali scaturite dallo studio di Foscolo e di altri...
Svantaggi spero non ve ne siano
Dettagli
| l'opera | interessante |
|---|---|
| lo stile | efficace |
Come direbbe un greco dell'epoca classica, gli dei ci invidiano perché ogni istante della nostra vita potrebbe essere l'ultimo. Mentre loro sono condannati all'eterna noia dell'esistere, noi uomini abbiamo, in un certo senso, la fortuna di nascere e poi di morire. Sin dal primo istante di vita, quando nostra madre ci accoglie in grembo "a consolarci d'esser nati", ci incamminiamo verso il giorno in cui la vita svanirà. Dal punto di vista logico, ogni giorno moriamo, perché ci avviciniamo progressivamente alla fine della vita; in effetti, dal punto di vista fisico e biologico, fino all'età di diciotto anni il nostro corpo è in crescita. Una volta raggiunta la maggiore età, cominciamo a perdere cellule nervose. È angosciante pensare che queste cellule, fonte primaria della nostra ragione, vadano progressivamente ad estinguersi senza alcuna possibilità di rigenerarsi.
"La morte è nascosta negli orologi". C'è un uomo che perde tempo fissando una clessidra che fa precipitare inesorabilmente la sua sabbia. Inorridito da quella scena inarrestabile, va su tutte le furie e distrugge quella clessidra nel vano tentativo di fermare il tempo. Spinto dall'istinto, ha compiuto un gesto stupido e inutile, senza pensare che per ogni "orologio" rotto il mercato ne crea altri cento, pronti a indicargli il lento trascorrere del tempo. Magari quell'uomo è un Mazzarò qualunque, che ha accumulato denaro o "roba" per tutta la vita; ora che sopraggiunge la morte non sa più che farsene, delle ricchezze. Così sfoga la sua ira sull'orologio, ovvero su una parte dei suoi averi. Invano! Forse non ha saputo vivere pienamente, forse non ha colto il senso della vita; forse non ha mai raggiunto la felicità che ricercava nell'accumulo delle ricchezze.
L'uomo ricorda l'importanza della vita quando si approssima alla morte. Spesso inizia a vivere troppo tardi. Tutto sta nel trovare uno scopo ragionevole: la ricchezza "lascia il tempo che trova". Quale scopo, dunque, bisogna prefissarsi? Magari allungare la vita servendosi della scienza: finanziare la ricerca per migliorare la qualità e la durata della vita dell'uomo. Dunque, capire come è fatta questa macchina nella quale viviamo e sforzarci di scoprire come ottenere "il massimo con il minimo" da essa, dato che non ci è permesso di cambiarla. Quando un'auto comincia ad avere problemi, se abbiamo il denaro, possiamo sostituirla con una nuova. Ovviamente non possiamo comprare un altro corpo, né sostituire tutti i pezzi quando non funzionano più. La soluzione è allungare le aspettative di vita di ogni singolo organo. In quest'ottica appare paradossale che uno Stato finanzi parallelamente sia la ricerca, che allunga la vita, che le operazioni militari, che portano la morte. Se gli investimenti militari di tutti gli Stati fossero tramutati in finanziamenti per la ricerca positiva, l'umanità ne trarrebbe certamente beneficio; ma è ovvio che questi pensieri sono frutto di una utopia pacifista e banale, anche se più razionale della guerra.
Alcune culture considerano la pena di morte la giusta soluzione per chi ha ucciso; ma che diritto ha un uomo di togliere "legalmente" la vita a un altro uomo? Fin a che punto può redimere una persona per i delitti commessi?
Lo scopo forse più alto e più difficile da raggiungere è superare la morte con l'immortalità. Sapere che dopo la morte i posteri ci ricorderanno è già una grande conquista; è come continuare a vivere nella memoria, disse Foscolo. È come trasformarsi in un dio immortale di cui tutti rammentano le gesta. Così la morte sarà soltanto un passaggio dalla carne vivente al mito, da una fase organica a una metafisica. Sarà il punto di arrivo di una vita di ricerca, segnata da gioie, dolori, felicità e passioni; il tutto arriverà a concretizzarsi nel ricordo, ed è forse questo il fine dell'esistere: lasciare un'impronta di sé dopo aver fatto di tutto per migliorare la vita degli uomini. È un'idea egoistica e generosa allo steso tempo. Agire per l'io e per il resto del mondo con azioni equilibrate e complementari, senza escludere nessuno dal proprio progetto di vita.
Grandi parole, grandi cose: vincere la morte con il ricordo. Entrare nel mondo delle idee per rimanervi indefinitamente. Essere parte del tutto, e non avere più bisogno del corpo. Ecco come si può morire serenamente, col sorriso sulle labbra, consapevoli del sopraggiungere della vera vita.
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Sauvage 04/03/2007 00:22
Ugo Foscolo... dalla sensibilità moderna tutta romantica formatosi alla scuola neoclassica ... , .... un grande del settecento... , ...mandi mandi ....Loris....
epy 05/02/2007 13:06
michele1985 05/02/2007 00:57
sembra adatto per un libro....
mario987 04/02/2007 20:16
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...potrei aggiungere...la vita è mia e me la gestisco io...e non tu (tu, in senso generico...).... , .....