Fuerteventura

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Fuerteventura

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69 opinioni degli utenti

Opinione su "Fuerteventura"

pubblicata 12/07/2003 | Breakbeat
Iscritto da : 04/08/2000
Opinioni : 5
Fiducie ricevute : 1
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Un paradiso, poco costosa, turismo discreto
Svantaggi zona sud troppo ventosa, inadatta ai casinari
molto utile

"Signori: Prima o poi ci vado a vivere, lo giuro :)"

Fuerteventura.

La prima volta qui fu 3 anni fa'.
Non avevo mai sentito parlare di questa isola, mai, non sapevo assolutamente a cosa andavo incontro trascorrendovi le mie due rituali settimane di vacanza.

Non conoscevo nemmeno le Canarie, non c'ero mai stato. Piu' tardi visitai Tenerife, che non m'incanto'.

A convincermi basto' l'offerta di un' amica che avendo una multiproprieta' non usufruita in loco mi propose di "sfruttare" le sue numerose settimane mai godute, a prezzi che definire popolari sarebbe poco.

In realta' mai occasione fu piu' ben colta.

Confortato da una breve quanto sommaria descrizione dell'isola, "davvero un bel posto, ma non c'e' niente...ci sono pochissimi italiani e parecchi surfisti, nudisti anche... Io non ci vado mai perche' non c'e' niente".
E fai male, pensai in seguito.

Fu un attimo il partire. Nella piu' rigorosa e totale ignoranza sulla meta e sulle relative aspettative.

Fuerteventura e' un isola arida, dal sole perennemente a picco ma gentile, rinfrescato da un immancabile vento che spira 365 giorni l'anno di un' intensita' che svaria dalla brezza leggera a raffiche quasi triestine.

Le precipitazioni sono scarsissime, pioviggina solo due volte l'anno, mi dicono gli abitanti.

Il cielo spesso si rannuvola ma in poche ore eccolo di nuovo azzurro.

Piu' di due-tre giorni di coperto consecutivi, raramente capitano.

Niente di verde che non sia bassa sterpaglia vi cresce ma il panorama e' raro: coni vulcanici corrosi, terreno arido, cespugli che rotolano in perfetto stile film western, lunghe spiagge di sabbia bianca, mare di ogni tonalita' di blu e dune che si protendono dall'entroterra per chilometri fino a tuffarsi in mare.

Il panorama di Fuerteventura e' infatti ben differente da quello tormentato e inaccessibile di Tenerife e i suoi dirupi rocciosi, le sue sparute spiaggie di sabbia vulcanica nera: e' molto piu' godibile.

Anche l'urbanizzazione dell'isola e' ancora scarsa, anche se tornandovi a distanza di anni l'ho trovata certamente in ascesa.

Niente megahotel in riva al mare, niente edificazione selvaggia, niente casino, niente autostrade con 12 cavalcavia, poco traffico, pochi abitanti, spiagge libere.

Il turismo e' prevalentemente centro-nord europeo, ma puo' variare in base ai periodi dell'anno, la ressa è un concetto sconosciuto e trovare spiagge praticamente deserte e' relativamente semplice.

Probabilmente la destinazione e' troppo economica, come spesa, per risultare interessante ai tour operator nazionali ;-)

La tipologia umana svaria dalla famigliola inglese (educatissimi, niente a che vedere con gli hooligans di Playa de las Americas a Tenerife), ai surfisti in pellegrinaggio all'isola per cavalcarne le alte onde sospinte dal vento, a naturisti molto discreti e mai esibizionisti, giovani coppie venute a godersi i paesaggi romantici dell'isola, giovani, meno giovani.

Il minimo comune denominatore di fuerteventura e' l'informalita' : inutile portarsi capi eleganti, non c'e' un solo luogo in tutta l'isola dove siano richiesti o d'uso comune.

In realta' oserei definire Fuerte come il piu' ben riuscito esempio di Europa Unita che mi sia capitato di visitare: un crogiuolo di lingue e di gente.
Nei localini dell'isola in effetti piu' che spagnoli, vi lavorano persone provenienti da ogni piu' sperduto angolo del vecchio continente, cinesi, sudamericani, c'e' anche una piccola e affiatata comunita' italiana molto disponibile e ospitale nei confronti dei connazionali.

Premessa: un auto a noleggio, per girare l'isola, per raggiungere le spiagge preferite, per sbalordirsi di fronte a panorami marziani e' assolutamente un must.

Il noleggio viene a buon mercato ma nei periodi di afflusso turistico maggiore e' bene farlo con un certo anticipo, il parco vetture e' piuttosto limitato.

In alternativa all'aeroporto quasi sempre potrete trovare un auto "cash and drive" senza troppe attese.

La strada principale e' la costiera orientale che si estende da Jandia fino a Corralejo, snodandosi per l'intera lunghezza dell'isola.

Vi sono inoltre strade asfaltate che collegano i centri abitati dell'entro-terra al mare.

L'intera costa occidentale e' invece praticamente inacessibile, se non tramite rare strade strerrate piuttosto malconcie.

In alcuni casi, le uniche piste percorribile sono delle mulattiere non carreggiabili.

Molte altre vie di collegamento a centri minori e a spiagge dimenticate da Dio versano in cattive condizioni, rigorosamente "offroad".

Se siete molto curiosi e' quindi consigliabile il nolo di un fuoristrada (costoso) o buone gambe per la mountain bike, eventualmente noleggiabile sul posto.

Ancora: vi sconsiglio, specie se risiederete nella zona di Corralejo, la sistemazione a pensione completa.

Le giornate le passerete sicuramente in spiaggia o girando l'isola e la sera sara' molto ma molto difficile resistere alla tentazione di gustarsi qualche prelibato piatto isolano nei numerosi e quasi sempre ottimi ristoranti dell'isola.

Mia opinione spassionata: bed and breakfast e' tutto quel di cui avrete bisogno: ridursi a mangiare in albergo e' un crimine che grida vendetta in luoghi dalla gastronomia cosi' valida, credetemi.

Sconsiglio una volta di piu' l'isola ai fanatici delle discoteche, del casino, del cucco facile. Non troverete niente di quel che state cercando.

Un giro completo dell'isola, una gita che puo' durare una giornata, e' assolutamente consigliato. Fuerteventura ha 1000 faccie.

Essenzialmente possiamo dividere l'isola in 3 settori, nord, sud e la zona centrale.

Nel sud, nella penisola di Jandia, la capitale turistica e' Morro Jable e il centro emergente e' Costa Calma.
Le spiagge in questa zona sono semplicemente eccezionali, le migliori di Fuerte.

Sono molto varie per tipologia: si passa dalla lingua sabbiosa tra scogli neri, al litorale di sabbia bianca chilometrico, alla laguna.

Queste rene sono adatte soprattutto agli sport quali il windsurf e il surf da onda puro, in virtu' del vento sostenuto.

Morro Jable, sebbene sia un piccolo centro, ha gia' purtroppo la caratteristica conformazione di una cittadina turistica sviluppata, tipica di altre isole delle Canarie.

Bazaar, mini market, ristoranti a ogni pie' sospinto, spiaggia
"organizzata" dalle lunghe file di ombrelloni che sinceramente non possono raccogliere il mio entusiasmo da spirito libero in cerca di nuove frontiere e ampi orizzonti.

A sfavore vi e' inoltre un vento molto insistente che, sportivi a parte, temo possa infastidire i piu'.

Inoltre la zona si presenta a mio umile parere meno pittoresca rispetto al nord di cui vi parlero' tra poco, in quanto ha perso la sua radice tradizionale, un po' da frontiera.

La parte centrale dell'isola e' la piu' estesa e non e' al momento particolarmente sfruttata, turisticamente parlando.

La capitale della zona (e di Fuerte) e' Puerto Rosario.
Anche l'aeroporto e' collocato nelle vicinanze.
Puerto Rosario è una vera e propria cittadina dove risiedono gran parte dei residenti.

Turisticamente, pur essendo tenuta bene e pur risultando piu' che piacevole, non offre molte attrattive.

Le spiaggie sono per la maggior parte piccole distese di sabbia tra lingue di roccia nera vulcanica.

Segnalo pero' un paio di pregevoli playas che potete scorgere facilmente guidando lungo la strada costiera sia verso nord che verso sud.

In ogni caso sconsiglio un soggiorno in loco, essendo questo settore privo di locali turistici, dove poter trascorrere una piacevole la serata o di centri di residenza degni di nota.

Veniamo al Nord che e' la mia zona prediletta nonchè quella che conosco meglio, avendoci trascorso tutte le mie permanenze sull'isola (oramai siamo a 3 viaggi).

Il litorale in questo settore e' ben piu' riparato dagli eccessi ventosi rispetto al tormentato per quanto splendido sud.
Il vento e' piu' che sopportabile.

Le spiagge sono uniche: si va dalla splendida e lunga spiaggia del parco nazionale delle dune alle piccole e deserte spiaggette nei paraggi di El Cotillo.

Corralejo, il centro principale della zona, e' una cittadina confortevole che combina il pittoresco borgo di pescatori nella zona portuale a moderne ma discrete (massimo due/tre piani) costruzioni destinate ai turisti, ai variopinti localini notturni, ai ristoranti.

Potete trovarci persino un paio di internet caffe' (vi consiglio l' "orange project", in particolare) e 2 o 3 piccole discoteche aperte fino al mattino.

A Corralejo non c'e' gran vita notturna, ma volendo trascorrere fuori la nottata c'e' modo di farlo senza troppi problemi.
Il luogo e' complessivamente molto tranquillo e rilassante ma non noioso: ci si puo' divertire.

Nella zona in prossimita' del porto v'e' un fiorire di ristorantini non economicissimi ma davvero meritori per gastonomia.

I prezzi di questi esercizi, per quanto medio-alti, non son ovviamente paragonabili ai salassi dovuti a un qualunque pasto degno di nota consumato in una delle nostre città.

Per gustare del pesce o l'aragosta vi consiglio "La marquesina" e tutti gli altri romantici ristorantini presenti sulla stradina portuale direttamente affacciata al porticciolo.

Il pesce e' assolutamente fresco, preso direttamente dai pescatori di Corralejo, spesso pescato pochi minuti prima.

Se siete in crisi da astinenza da carne segnalo invece il ristorante brasiliano "Tio Pepe", poco distante: grigliate da favola, in stile sudamericano.

Se vi manca la buona vecchia cucina italica vi suggerisco infine "la rosa dei venti" a gestione italiana e con ingredienti tipici importati direttamente dalla madre patria.

Giuro che presso nessuno di questi siti godo di alcuna commissione ^__^

Tra le specialita' dell'isola qualunque piatto di pesce, i gustosissimi crostacei appena pescati, l'aragosta e le lapas: si tratta di molluschi abbastanza coriacei ma saporiti serviti ben caldi con salsine all'aglio prelibate, tipiche dell'isola.

Tra i locali notturni le due discoteche, il coco loco, al coperto, specializzata in latino americano e il waikiki, per gran parte all'aperto, musica commerciale.

Entrambe chiudono verso le 5 del mattino, nei weekend anche piu' tardi.

Specie nel secondo, se capitate in una serata con qualche inglesina un po' su di giri non e' difficile fare nuove amicizie...potere dell'alcool.

Veniamo alle spiagge, che e' quel che ci importa maggiormente: a Corralejo città non val la pena perdere molto tempo, a pochi chilometri infatti vi sono spiagge assolutamente degne di menzione.

Innanzitutto la spettacolare playa del parco nazionale delle dune: qui dune di sabbia bianca si tuffano dolcemente in un mare turchese.

Per raggiungerne le rive dovrete parcheggiare l'auto sul ciglio della gia' citata strada costiera e scarpinare un po' in questa specie di deserto del sahara isolano.

Esperienza davvero pregna, la spiaggia non e' trafficatissima ma non e' nemmeno tra le piu' deserte dell'isola, non spaventatevi pero': vorra' dire che tra voi e il bagnante piu' vicino resteranno almeno 30-40 metri. Non male eh?

Nel medesimo posto si crogiolano al sole un buon numero di naturisti ma non spaventatevi, non danno alcun fastidio nella loro discrezione, quasi eccessiva.

Poco lontano c'e' anche un centro per sport acquatici dove e' possibile praticare windsurf, surf e kite-surf (un caratteristico ibrido tra surf e parapendio).

Infine, anche se i luoghi da citare sarebbero moltissimi, segnalo con doppio circoletto rosso la zona di El Cotillo, una piccola cittadina di cui mi sono letterarmente innamorato.

El Cotillo è in prossimita' di un faro nella punta nord-occidentale dell'isola e si raggiunge tramite una strada interna asfaltata che passa da Larejes e La Oliva, oppure per i piu' avventurosi, tramite una stradina sterrata costiera che punteggia numerose calette immacolate, percorribile con un fuoristrada, in motorino o in mountain bike (solo per i molto allenati, e' davvero sfiancante il percorso).

Una delle cose piu' incredibili e' il constatare il numero di persone che decidono di abbandonare baracca e burattini a casa loro, per trasferirsi qui.

Sono soprattutto i surfisti a farlo, ma anche molti italiani han aperto il loro piccolo business con gran soddisfazione, la zona infatti e' esentasse (un litro di benzina, a titolo di esempio, non costa piu' di mezzo euro).

Una curiosita': lungo il sentiero sopra citato sono sorti dei minuscoli accampamenti naif dove gli spiriti liberi piu' adattabili *risiedono* in pianta stabile.

Le loro giornate son fatte di mare, cavalcate sul surf, una salsiccia sul fuoco al tramonto e una bella dormita nel camper o nella baracca che han edificato artigianalmente con tavole di legno, canne e una lamiera come tetto, se va bene.

Certe volte fan veramente invidia.. :)

Ma torniamo a noi, a El Cotillo non c'e' molto piu' di qualche casetta, tre o quattro ristorantini alla buona ma dalla cucina sapida, quattro o cinque palazzine con appartamenti in affitto che mi riprometto di sfruttare come base d'appoggio in un prossimo futuro, un fortino spagnolo d'avvistamento che risale a qualche secolo fa ...e soprattutto tante spiagge sabbiose e bellissime "affollate" da non piu' di qualche mezza dozzina di bagnanti,
soprattutto surfisti e relative splendide compagne che ne seguono, spesso nude, le evoluzioni da riva.

Credetemi, un paradiso terrestre in grado di rimettere in armonia col mondo il piu' stressato di noi.

Concludendo questo mio lungo commento all'isola, sintetizzando, fuerteventura e' una destinazione poco conosciuta ma davvero notevole.

Vale la pena visitarla ora e negli anni a venire prima che il turismo di massa la prenda d'assalto snaturandola e riducendola a una paradiso zoppo, come lo sono oramai purtroppo gran parte delle altre isole delle canarie.

Se siete rimasti scottati visitando Tenerife, cancellate l'esperienza, stiamo parlando di due mondi completamente differenti.

Il clima e' gentile tutto l'anno, caldo ma non soffocante, il mare un po' freddo, specie fuori stagione, ma alla portata dei bagnanti comuni gia' verso Aprile, il ritmo di vita e' compassato e a misura d'uomo, dopo pochi giorni di permanenza sembra gia' di essere a casa propria, i confort non mancano, la gente ospitale ed educata.

"Fuerteventura New Territory", recita il motto dell'isola: lo leggerete ovunque, sugli adesivi appiccicati ai lunotti delle vetture e sulle t-shirt in vendita sulla centrale Avenida Generalissimo Franco.

E finche' Fuerte restera' un territorio di frontiera la consigliero' caldamente alle coppiette in vena di romanticismi , a chi cerca una meta di turismo informale e alternativo, agli sportivi, a chi ama rilassarsi godendosi paesaggi aperti e incontaminati, a chi ama la vita di mare ma odia la ressa e il coattismo.

Lo eviti invece chi ha spesso tentazioni di vender tutto e trasferirsi ai caraibi aprendo un chioschetto, per certi versi, vivere qui e' molto meglio che farlo ai caraibi.

Buona permanenza, sono sicuro che sara' una vacanza indimenticabile.

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Commenti su questa Opinione

  • brainair pubblicata 10/08/2012
    ottima opinione
  • robkast pubblicata 15/06/2009
    ciao, bella quella di vendere ed andare ai caraibi, io ho fatto propio così ma dopo 2 mesi dai caraibi sono scappato troppo disorganizzato e speculato,non mi dispiacerebbe andare nelle canarie sè organizzi chiamami ti lascio la mia email robkast@hotmail.com. a presto
  • mau_078 pubblicata 27/02/2008
    Bellissima ed esauriente la tua opinione...a giugno ci vado con famiglia per la prima volta..e mi hai dato molte dritte! Vi saprò dire!
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Su Ciao da: 09/07/2000