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| Valutazione | 36 Opinioni |
Carcere rieducativo-Breaking out o Full Monty
Vantaggi Film serio ed indipendente, non di cassetta
Svantaggi Nessuno
Il titolo significa, letteralmente, evasione: dal carcere, dalla vita quotidiana, ecc.. In italiano è tradotto, come al solito malamente, con Carcerati organizzati!! Ormai è diventata una prassi deplorevole storpiarli, per ragioni di cassetta, e quindi non serve stupirsene. Il film è in versione DVD, distribuito al costo di sole 14.900 lire con la rivista Magazin DVD, n. 11, 2001. Le vicende narrate traggono origine da una storia realmente accaduta e portano l'attenzione sul tema del teatro come terapia per la rieducazione dei detenuti. Gli attori,molto caratterizzati, ad eccezione del protagonista provengono tutti dal teatro.
Si tratta di una pellicola girata e prodotta nella socialdemocratica Svezia delle prigioni modello, che ha suscitato enorme scalpore, fino al punto da diventare un caso nazionale, quasi una riedizione di Full Monty, ed ha avuto una accoglienza entusiastica al festival di Goteborg!! Il protagonista, Bjorn Kjellman, tra l’altro, ha ottenuto l’Oscar svedese come miglior attore.
Il regista Daniel Lind Lagerlof, prima di Breaking out, aveva diretto soltanto alcune miniserie televisive ed è qui quindi alla sua prima esperienza cinematografica vera e propria. Nonostante questo, però, i risultati sono stati, a giudizio unanime della critica, trionfali.
Le scene si svolgono in gran parte in un carcere di massima sicurezza, dove per ragioni contingenti arriva Reine, un attore temporaneamente disoccupato, in cerca di lavoro part-time come sostituto dell’animatore delle carceri!!
In breve tempo egli riesce a rivoluzionare le abitudini della prigione e ad organizzare, con il supporto di soli cinque detenuti, un gruppo teatrale e la rappresentazione di un copione adattato su misura per loro. Nonostante le difficoltà frappostegli dal capo dei secondini, che pedantemente lo ostacola in tutti i modi, e dal boss dei detenuti, che arriva al punto di uccidere uno degli aspiranti attori, supera infatti di volta in volta i vari problemi che gli si presentano.
Le norme restrittive della prigione, poi, non bloccano i progressi della messa in scena della sua opera. I detenuti, da parte loro, inizialmente aderiscono all’iniziativa con l’intenzione di sfruttare l’occasione per evadere; in seguito, però, affascinati dal carisma e dalla tenacia dell’”animatore” rinunciano alle loro criminose intenzioni, si impegnano, studiano recitazione e recitano superbamente, riscuotendo un enorme successo nel miglior teatro della città.
Dopo la trionfale rappresentazione, tuttavia, intraprendono un ultimo tentativo di fuga, al quale rinunciano in extremis per riconoscenza nei confronti del loro benefattore che ha sempre avuto fiducia in loro!!
L’intenzione è quella di mostrare che anche nelle carceri si può dare un senso alla vita e l’arte può aiutare molto in questo senso, cioè può svolgere una funzione educativa. Le sbarre non possono e non devono dimenticare la possibilità di una emenda del reo, di una rieducazione dei detenuti, che per un motivo o l’altro sono stati condannati. E il film riesce egregiamente in questo proposito, senza cadere in falsi moralismi, catturando l’attenzione degli spettatori dalla prima all’ultima scena.
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Alexroger 25/02/2005 10:05
Molio101 26/09/2002 13:08
controsterzo 18/09/2002 20:30
Bandolreo10 20/07/2002 20:32
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solo una frase: che ridere!