La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
si ride abbastanza . |
| Svantaggi: |
non originalissimo |
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Sì |
Il manifesto rappresenta la caricatura di un rito funebre: al centro la lapide di pietra grigia, intorno vestiti a lutto i partecipanti alla cerimonia, probabilmente i familiari del morto. Cosa ci si aspetta da chi accompagna il feretro al cimitero? Sofferenza, afflizione, o anche semplicemente meditazioni sul pensiero della morte: qui al contrario tutti paiono indispettiti, dominati dalle reciproche meschinità, e il dolore per il povero estinto è palesemente assente dalla scena. Del resto la micro-comunità parentale attorno al sepolcro non ha niente che faccia pensare a una situazione comune: si notano infatti in posizione di rilievo tre strambe figure, davanti alla tomba un nano dallo sguardo truce, ai lati un vecchio arcigno seduto in carrozzina e, l'elemento maggiormente dissonante, un giovane uomo, spaventato e sorpreso, dalla conturbante nudità e corollario del tutto adagiato sulla lastra un flaconcino medicinale. Anche la buon anima del resto dà un fondamentale contributo alla cattiveria irriverente dell'oltraggiosa cerimonia: la sua mano spunta da sottoterra e fa le corna al mondo a vivi e morti.
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Familiari ed amici si ritrovano per il funerale del patriarca: alla funzione assistono i due figli, Daniel, rimasto a vivere nella casa di famiglia e Robert, famoso romanziere a New York, un vecchio zio bisbetico in carrozzella, la cugina Martha con il nuovo fidanzata Simon e una schiera di parenti e conoscenti. Tutto però va storto, dallo scambio di bare all'arrivo di un misterioso nano che minaccia di svelare i segreti della buon'anima.
Dal titolo si evince che il film si svolge nell'arco di tempo limitato di una cerimonia funebre, situazione tipo della commedia o del dramma classico: l'incontro fra i partecipanti al rito collettivo è occasione di riso o di pianto, di equivoci, rivelazioni, di scambi di identità e riconoscimenti, di conflitti latenti e riconciliazioni.
Il cuore del film sono:
- il controcanto del lieto fine, ovvero i titoli di testa, ove gli attor in un riquadro compaiono e ridono a crepapelle, mentre la bara disegnata percorre il reticolato di strade.
UNITA' DI TEMPO E DI LUOGO.
Franz Oz, l'irriverente regista inglese de La bottega degli orrori e del più recente successo In & out, dopo il flop degli ambiziosi The score e La donna perfetta, ha rinunciato ai fasti dell'industria hollywoodiana e ai condizionamenti imposti dalla presenza carismatica dei divi ed è tornato in patria, scegliendo come location per Funeral Party i gloriosi Ealing Studios vicino Londra, intenzionato a rinverdire la tradizione della commedia britannica anni 40'. Era di conseguenza d'obbligo il recupero dell'unità di tempo e di luogo: non si trattava semplicemente di contenere i costi, quanto piuttosto di riportare il cinema alla schiettezza di puro marchingegno teatrale, finalizzato all'intrattenimento del pubblico, e di consentire così al cineasta nello spazio ristretto di un palcoscenico la gestione ottimale di un team di attori affiatati, chiamati a dar vita all'orchestrazione corale del canovaccio.
Per quanto si rischi il déjà vu, resuscitare i vecchi stratagemmi del mestiere funziona sempre: la cerimonia funebre rappresenta un'occasione d'oro per la canzonatura, apotropaica o scaramantica aggiungerebbero ovviamente antropologi e psicanalisti, della meno briosa delle consuetudini e Funeral Party di modelli, letterari e cinematografici, ne ha molti, basta citare Il caro estinto o La bara sbagliata, celebri film degli anni 60' o lo spassoso romanzo di Achille Campanile del 59', Il povero Piero.
Al centro della messinscena sta appunto una bara piazzata nel bel mezzo dell'elegante dimora, tipicamente british, immersa in un verde soporifero, significativo ossimoro allo scompiglio di un rito procrastinato ad oltranza e celebrato alla fine in fretta da un sacerdote impegnato altrove, con tanto di corpi nudi seduti sul tetto a contemplare il panorama e ad ululare alla luna, in preda alle allucinazioni da presunto Valium: a corrodere la sacralità del momento è il persistente attentato all'identità dell'uomo dentro la bara, il cui coperchio viene aperto e chiuso in continuazione, mostrando prima uno sconosciuto, portato lì per errore dall'agenzia di pompe funebri, poi la bizzarra materializzazione della verità sul morto, impegnato da vivo, con scarsa diligenza, nel ruolo di padre e marito irreprensibile. Ma un fantasma evanescente suscita, scomparendo del tutto, rimpianti affievoliti: familiari e amici vengono a tributargli l'ultimo doveroso omaggio, la commemorazione mancata e il vuoto di ricordi nei presenti vengono colmati dal caso fecondo di fraintendimenti e di scambi, e, se il destino provoca il catastrofico tourbillon, la vittima difende al più la dignità e lo spettatore o ride o piange.
Il gioco ludico vive sulla tensione ininterrotta fra chi, costretto dalle circostanze, ha gettato la propria maschera alle ortiche e chi per reazione o per maniacale affezione alle proprie patologie caratteriali non la lascia un istante: in Funeral Party effimere comparse fanno le veci del mattatore totalitario, malvagio satiro sbeffeggiatore dei codici comunitari, l'effervescenza dell'accidentata dialettica stimola schizofrenie liberatorie, il disarmonico balletto dei partecipanti in gramaglie mima la farsa del lutto e il movimentato allestimento applica senza scarti le leggi della commedia, se è vero che il premio in palio pare essere l'agnizione/riconoscimento del pater familias. L'idillio ridanciano ha del resto indole tollerante e contiene in sé le risorse per rincollare i cocci caduti e sparpagliati sul pavimento, anzi supplica rispettoso l'omologazione di diversità e deformità in seno alla famiglia allargata sulle sue disfunzionalità e alla fine l'elogio del caro estinto è sufficiente ritoccarlo.
PARTICOLARMENTE ADATTO A: coloro cui scappa da ridere ai funerali
MOTIVAZIONE STELLE:***non originale ma si ride abbastanza
VOTO/BILANCIO: 6.50
SCHEDA Death at a Funeral GERMANIA, GRAN BRETAGNA, OLANDA, USA 2007 Produzione SIDNEY KIMMEL ENTERTAINMENT, PARABOLIC PICTURES INC., STABLE WAY ENTERTAINMENT, VIP 1 MEDIENFONDS, VIP 2 MEDIENFONDS, TARGET MEDIA ENTERTAINMENT Distribuzione MIKADO Data uscita 21-09-2007
Durata: 1h e 30'
Genere SATIRICO
Specifiche tecniche 35 MM (1:1.85)
Regia Frank Oz
Attori
Matthew Macfadyen Daniel
Rupert Graves Robert
Alan Tudyk Simon
Daisy Donovan Martha
Kris Marshall Troy
Andy Nyman Howard
Jane Asher Sandra
Keeley Hawes Jane
Peter Vaughan Zio Alfie
Ewen Bremner Justin
Peter Dinklage Peter
Peter Egan Victor
Thomas Wheatley Reverendo
Kelly Eastwood Katie
Gareth Milne Edward
Soggetto Dean Craig
Sceneggiatura Dean Craig
Fotografia Oliver Curtis
Musiche Murray Gold
Montaggio Beverley Mills Scenografia Judy Farrell Arredamento Michael Howells
Costumi Natalie Ward Effetti Framestore CFC Cinesite
N.B. Preciso che sono autore di Blog…la fonte è la stessa
http://slilluzicando.splinder.com-http://spettatore.ilcannocchiale. it-http://irrealeancronistico.blog.lastampa.it
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molto utile
12.11.2009
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Un funerale tutto da...ridere
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ste2479
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molto utile
21.03.2008
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Ridere tanto....ma riflettere anche...
Valutazione del Prodotto Funeral Party (F. Oz - Germania, Gran Bretagna, USA 2007) scritta da
Sam_fener
Vantaggi: Tutti, i personaggi, fa ridere tanto e anche riflettere...
Svantaggi: Secondo me nessuno.
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04.09.2010
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un funerale poco "funeral" e molto "party"
Valutazione del Prodotto Funeral Party (F. Oz - Germania, Gran Bretagna, USA 2007) scritta da
zstefy
Vantaggi: brillante, umoristico e riflessivo
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18.02.2008
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