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Vantaggi L'edizione 2004 del GP d'Italia è stata la più entusiasmante ed avvincente da svariati anni a questa parte. Che serva da esempio: se la pista lo consente, i sorpassi ci sono! Eccome!
Svantaggi Per gli avversari...
Ciao amici, è con grande ritardo (dovuto più che altro agli impegni di lavoro) che scrivo qualche riga sul GP d’Italia di Formula Uno, corso a Monza il 12 settembre, un Gran Premio attesissimo dagli appassionati risultato, alla fine dei conti, tra i più spettacolari ed avvincenti GP degli ultimi anni.
Sullo schieramento di partenza c’è grande incertezza: infatti, dopo giorni di sole, la domenica mattina piove quel tanto che basta per gettare nel dubbio alcuni piloti, poiché a pochi minuti dalla partenza non piove più e la pista si sta asciugando, pur rimanendo bagnata in molti punti.Il GP delle Ferrari sembra ormai finito.
Dopo pochi giri Schumacher riesce a sbarazzarsi di Webber, tredicesimo. Da qui la corsa cambia aspetto e Schumacher inizia a macinare giri veloci, migliorando più volte il record della pista e portandosi in men che non si dica a ridosso delle posizioni di vertice. Anche Barrichello, velocissimo, sta recuperando dopo aver cambiato strategia (da due a tre soste) per viaggiare il più leggero possibile. Quando Schumacher cambia le gomme Barrichello è già quarto, ed ha nel mirino i primi tre, l’uno in scia all’altro. Schumacher, tornato in pista in nona posizione, sta recuperando come un forsennato. Sembra di assistere ad una partita al videogame: girando anche due secondi al giro più velocemente di tutti gli altri meno Barrichello, il tedesco arriva a guadagnare anche sette posizioni in tre giri (!), favorito anche dalle altrui soste ai box, mentre il compagno di squadra, in grande spolvero per il GP italiano, ha conquistato la testa della gara e conduce con una decina di secondi su Button, il quale ha nel frattempo sopravanzato Alonso, ora terzo, che a sua volta precede Schumacher.Non ci sono parole per descrivere la gara delle due Ferrari, tanta e tale è stata la supremazia messa in mostra a Monza. Si era detto che le Rosse non avevano ancora dimostrato tutto il loro potenziale: bene, a Monza l’hanno dimostrato, e non credo che i responsabili delle squadre rivali abbiano dormito tranquillamente, la sera del GP…
Intanto, mentre infuria la polemica tra Luca di Montezemolo e Bernie Ecclestone per la faccenda della spartizione degli utili della Formula Uno, la Jaguar annuncia il ritiro dalle corse a partire dal 2005. Con uno schieramento composto da sole 18 auto, le squadre principali saranno costrette a schierare una terza vettura. Ad ogni modo, senz’altro l’abbandono della Jaguar, ovvero della Ford, crea nell’ambiente un bel po’ di scompiglio: che sia giunto il momento di una svolta, in Formula Uno? Una svolta che, ce lo auguriamo tutti, potrebbe anche essere positiva.Ora vi lascio e vi abbraccio.
A presto, Vostro monnezza75.___________________________
SEGUE L'OPINIONE DEL 17-09-2003GP d'Italia - La resurrezione della Fenice
VANTAGGI: Una gran festa, ed un gran sospiro di sollievo dopo un periodo a dir poco complicato.Ciao a tutti, rieccomi a scrivere per voi! Parliamo del GP d’Italia di Formula Uno corso domenica scorsa a Monza.
Siete mai stati a Monza?Monza, per un appassionato, è senz’altro un appuntamento speciale: l’atmosfera che si respira è quella delle grandi occasioni, basta guardare il circuito per avere la sensazione di sentire, di vedere, le auto ed i piloti che hanno fatto la storia.
A Monza si respira la storia.Il circuito italiano, costruito a tempo di record (circa tre mesi) negli anni Venti del secolo scorso, ha conosciuto le imprese di Jim Clark e della Ferrari, ma anche le tragedie di Wolfgang Von Trips, Jochen Rindt e Ronnie Peterson. Sull’anello dell’alta velocità che ora alcuni vorrebbero abbattere (Non sia mai! L’anello dell’alta velocità dovrebbe essere un monumento allo sport motoristico!) si sono corse alcune delle più veloci competizioni della storia, mentre il tracciato utilizzato per la Formula Uno poco è cambiato nel corso degli anni (in principio non esistevano né la prima né la seconda variante, e neanche l’Ascari, che era una velocissima curva a sinistra), mantenendo la sua natura di pista ultraveloce.
Quest’anno arriviamo a Monza dopo un periodo estremamente difficile, un periodo durante il quale le auto gommate Michelin, eccezion fatta per il GP di Gran Bretagna dominato da Barrichello, hanno fatto il bello ed il cattivo tempo lasciando poco spazio alla Ferrari.In pratica, Monza.
Pieni di speranza e di voglia di rivincita, con le palle piene delle polemiche riguardanti le presunte irregolarità delle gomme Michelin (che l’abbiano fatto apposta o no, è chiaro, si vede ad occhio nudo, che le Michelin sono più larghe delle Bridgestone. Mi sta bene perdere, l’abbiamo fatto per 20 anni senza lamentarci, non mi piace essere derubato), eccoci con il cuore in mano a soffiare la nostra passione sugli alettoni delle Rosse per dare quel qualcosa in più a Schumacher e Barrichello, per spingerli oltre il limite.Nonostante le polemiche riguardanti le gomme ci sono da dire alcune cose: le Michelin vanno davvero forte, centimetro più centimetro meno, e la BMW-Williams è una squadra di primo livello con un’auto ed un pilota (Montoya) di primo livello. A fare la differenza nelle ultime gare non possono essere stati i millimetri in eccesso sulle Michelin, almeno non solo quelli: effettivamente, in certe condizioni le gomme francesi sono nettamente superiori a quelle giapponesi.
Al via è subito bagarre con Schumacher che riesce a tenere la prima posizione (incredibile, non accadeva da tempo!) davanti a Montoya ed all’ottimo Trulli seguito da Barrichello, Raikkonen, Genè e Coulthard, mentre nelle retrovie Alonso tampona una Minardi ed è costretto a rientrare ai box per sostituire il musetto danneggiato.Che dire?
Intanto complimenti alla Michelin, competitiva anche senza trucchetti, ed alla Bridgestone, capace di portare a Monza delle gomme finalmente all’altezza della situazione, il che lascia ben sperare per le prossime due gare.Ma un pensiero particolare va a Briatore.
Siccome in Ungheria era così orgoglioso di aver doppiato una Rossa, chissà come si sarà sentito quando Alonso, prima di metà gara, già accusava un giro di distacco da Schumacher. Per la cronaca, Briatore è sparito e non ha commentato l’accaduto.Guardiamo ad Indianapolis con fiducia, come avevo detto nell’opinione sul GP d’Ungheria, è nei momenti di difficoltà che vengono fuori i campioni. Ed alla Ferrari ci sono dei campioni.
_____________________________SEGUE L'OPINIONE DEL 16-09-2002
GP d'Italia - La festa più bellaVANTAGGIi: Una gran festa
SVANTAGGI: Stavolta nessuno! Forse ne avranno BMW-Williams e McLaren...
Il GP d’Italia è, assieme e più di quello di San Marino (Imola), l’appuntamento più atteso dai tifosi della Ferrari. A Monza chi è appassionato sente un’aria diversa: si respira la storia delle corse, le grandi imprese di un passato più o meno lontano, sembra di sentire i motori lungo le sopraelevate del tracciato dell’alta velocità ormai in disuso ma sempre visibile. Monza, il cui autodromo è stato costruito in poco più di tre mesi (praticamente a tempo di record) e risulta il terzo impianto permanente della storia, ha del magico, ed è al giorno d’oggi il più veloce tracciato del mondo delle competizioni (ovvio, esclusi gli ovali).
Quest’anno come l’anno scorso la Ferrari, a Monza, ci arriva da Campione del Mondo, e con la preoccupazione di un motore BMW potentissimo, capace di superare i 19.000 giri al minuto e con circa 900 cavalli. Ma io dico, una vettura come la F2002, perfetta, bellissima, efficiente e, soprattutto, velocissima, com’è possibile che si possa trovare in difficoltà su una pista veloce, dove conta il motore più d’ogni altra cosa? In qualifica le BMW-Williams volano, e solo in extremis Schumacher riesce a piazzarsi secondo a due decimi da Montoya, poleman del GP. Terzo è Ralf Schumacher che precede Barrichello.Strepitoso il podio, strepitoso tanto per quanto riguarda chi ci sale (mi riferisco ai personaggi di sport ed a Rory Byrne, creatore della stratosferica F2002) quanto per la sua forma e posizione, sospeso com’è sopra la folla. Qualcosa di unico, come unica è la festa che Monza riserva alla Ferrari. Come ha sottolineato Barrichello, ovunque ieri si guardasse c’era gente. Gente in festa, giunta all’autodromo nazionale sì per tifare Ferrari, ma soprattutto per dirle grazie!
___________________________SEGUE L'OPINIONE DEL 17-09-2001
Ciao gente!Ieri c’è stato il Gran Premio d’Italia di Formula Uno. Tutti attendevamo quel giorno per festeggiare: capirete, la Ferrari campione del mondo in casa, doveva essere una passerella. E invece i fatti americani e il tragico incidente di Zanardi hanno stravolto tutto.
A Monza, sin dal giovedì, c’è un’aria irreale, tutto è avvolto in un silenzio mai visto e mai sentito, e le facce che girano sono cupe.
Poi le prove, ed ecco la mattina della gara. Un’ora prima del via i piloti non se la sentono di affrontare una partenza normale, con l’assurda prima variante di Monza voluta dalla Federazione, e si riuniscono alla ricerca di un accordo scritto e poi sottoscritto da tutti. E qui ecco Briatore che obbliga i suoi piloti, minacciandoli di licenziamento, a partire normalmente. E quando Alesi lo accusa di quanto fatto con Fisichella e Button, Flavio risponde che tutti conoscono Alesi e per fortuna è il suo ultimo anno in Formula Uno.
Si, tutti conoscono Alesi, e per questo lo amano. Tutti conoscono anche Briatore, e per questo non lo possiamo vedere da tempo immemore. E poi, non mi sembra che questo debba essere l’ultimo anno di Jean. Ed i fischi raccolti dallo stesso Briatore tendono a confermare quanto sostengo.
Comunque il GP parte dopo le raccomandazioni di Schumacher a tutti i piloti, col solo Montoya a tirare inseguito da uno sfortunato ma incisivo Barrichello che avrebbe potuto vincere se un problema costatogli sette secondi ai box non lo avesse attardato nella sua rincorsa. Uno Schumacher mai aggressivo conclude quarto alle spalle del fratello, e sul podio non c’è festa.
E mentre si discute se andare ad Indianapolis o no, si alimenta la polemica.
Partire era giusto? Si. Si doveva partire. Per far vedere che la vita continua, perché c’è chi da mesi fa sacrifici per essere li. Era giusto l’accordo tentato dai piloti per una partenza ed un patto di non belligeranza alla prima variante? Ci poteva stare, e nessuno tra il pubblico si sarebbe lamentato. Perché a mettere il casco, alla fine, è solo il pilota, ed il pilota se non è più che sereno è un pericolo per sé e per gli altri. Non valgono discorsi quali “è un lavoratore come un altro”, il pilota è un uomo soggetto ad emozioni che rischia molto più di chi prende a calci un pallone dopo un minuto di silenzio, e sulla griglia mancava quella tranquillità utile ad evitare i rischi di una tragedia al via. E se neanche gli sponsor si sono lamentati, con la Ferrari a tinta unita e musetto nero proiettata negli U.S.A. ed applaudita quale simbolo del cordoglio europeo, non lo avrebbero fatto neanche gli storici, appassionati e competenti spettatori dell’autodromo.
Io delle corse e della Rossa sono un tifoso accanito, dopo vent’anni mi emoziono ad ogni vittoria ed amo la competizione, ma non i funambolismi senza rete. Le corse non sono funambolismi senza rete, sono evoluzioni calcolate con una forte componente di rischio, sono in fondo uno sport, checché ne dicano i critici che minimizzano. Ed avrei preferito una partenza per una volta da gentleman che un incidente al via. Solo per una volta ce lo potevano concedere.
P.S. Non mi pare che le foto che ho inserito violino diritti di copyright, almeno non mi pare di aver letto avvisi al riguardo. In caso contrario, avvisatemi e le rimuoverò immediatamente, poiché le ho inserite nella più totale buona fede esclusivamente per sottolineare lo straordinario successo della Ferrari in Italia.
GP d'Italia 2004 - Barrichello, felicissimo, saluta: è al suo secondo successo a Monza, dopo quello del 2002!
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vittoso 03/10/2004 17:38
3mendo7mbre 30/09/2004 08:21
irinagorbaciova 27/09/2004 13:41
martuffa 27/09/2004 11:36
Adoro la formula uno! :) Hai visto che meravigliosa figura che abbiamo fatto in Cina???! Barrichello è davvero un grande! un bacetto
Io non perdo un giro...ciao da Paloma