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Opinione

per Gabry Ponte - Gabry Ponte
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4 Stelle Un Ponte tra anima elettronica e sonorità melodica Opinioni con immagini
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Raccomandato: Si

Vantaggi La suprema armonia e l'eccelsa ritmica delle componenti musicali

Svantaggi Nessuno

Dettagli

Design del disco
Qualità dei testi buona
Qualità della musica ottima
Voce artista buona
Originalità non originale
Paragone con dischi precedenti dell' artista migliore

L'autore

difficoltosa87

Opinione più recente dell'autore

E' difficile esprimere a parole le forti, laceranti emozioni che solo la perfezione assoluta è in grado di raggiungere (qui in ambito musicale).
Mi riferisco alle emozioni che provo ascoltando questo cd: "GABRY PONTE", il primo album da solista dell' omonimo DJ torinese. Grazie alla sua esperienza nel settore della musica dance, Gabry Ponte ha letteralmente rapito i cuori di tutti gli amanti di questo stile musicale (in particolare del genere elettronico, ma non solo).
Infatti le caratteristiche inconfondibili di ogni singola traccia di questo cd rivelano un'assidua ricerca di equilibrio delle componenti musicali, una continua armonia del suono, una costante musicale dance, un'instancabile affermazione della perfezione delle sonorità elettroniche - qui presenti di continuo. Con dolcezza. E, a tratti, con lineamenti "duri", ma necessari.
Questi parametri, insieme ad altri innumerevoli, costituiscono il corpo del cd, il suo essere oggettivo. Poi vi è l'essere soggettivo, in definitiva il più importante. A ciascuno di noi l'ascolto di un brano, di un accordo, di una nota rievoca specifiche immagini, determinati colori, precise situazioni - diverse da quelle di tutti gli altri individui - legate alla propria esperienza personale. Questo cd mi ha insegnato a volare con la fantasia, molto più di quanto io non faccia di solito.
E' stato semplice: mi è bastato indossare le cuffie, chiudere le finestre, stendermi sul letto, rilassarmi chiudendo gli occhi, premere il tasto e... lasciarmi andare.
Comincio il viaggio... un lungo viaggio mentale che mi porta in posti nuovi, mi fa conoscere realtà ignote, ... mi fa volare. Prima di continuare a esporre la mia opinione riguardo il nuovo album del DJ più noto d'Italia, vi fornisco qualche notizia biografica relativa a questo personaggio.

Dunque, Gabriele Ponte nasce a Torino il 20 Aprile 1973. Inizia a 17 anni a lavorare come dj nelle discoteche della sua città riscuotendo i primi successi. Dopo pochi anni diventa, prima DJ resident, poi direttore artistico e infine titolare di uno dei locali più conosciuti della riviera adriatica, l'AQUA di Lignano Sabbiadoro.
Nel 1993, già affermato come DJ, inizia la sua esperienza discografica approdando negli studi della neo-fondata Blisscorporation di Torino. Qui inizia subito la sua collaborazione con il progetto "DaBlitz" di cui diviene arrangiatore e remixer ufficiale e con il BlissTeam, ma è nel 1998 che la sua carriera raggiunge una svolta. Infatti è proprio nel 1998 - dopo aver lavorato a numerosi altri progetti e remix di discreto successo - che si unisce a Maurizio Lobina e Jeffrey Jey per formare gli Eiffel 65.
Tutta la carriera di Gabry è influenzata dalla sua collaborazione con gli Eiffel 65, ma avremo modo di vedere che Gabry Ponte si mostra un artista di talento anche nella produzione di singoli e album da lui realizzati autonomamente.
Il primo singolo degli Eiffel 65, "Blue (da ba dee)" li proietta per svariate settimane al primo posto nelle classifiche di tutto il mondo, vendendo nel giro di pochi mesi oltre quindici milioni di cd singoli.
Nel 1999 il follow up "Move Your Body" replica il successo di Blue e nel 2000 la band inizia una tournée con 500 concerti per oltre un anno che li porterà dall'Europa fino all'America, dove il loro primo album "EUROPOP" conquista il triplo disco di platino per oltre tre milioni di copie vendute.
Ottengono riconoscimenti prestigiosi tra cui una nomination ai Grammy Awards, nella categoria "miglior artista dance" e un premio ai World Music Awards di Montecarlo come miglior gruppo italiano nel mondo.
Nel 2002 il trio consacra il suo successo anche in Italia, staccandosi dalla scena dance e partecipando al Festival di Sanremo con la canzone "Quelli che non hanno età", tormentone indiscusso dell'estate che aprirà le porte al nuovo album "EIFFEL 65".
Nel frattempo Gabry si riavvicina ai club, pubblicando il suo primo album da solista "GABRY PONTE" (album di cui parlerò nel seguito). I suoi primi singoli "Time To Rock" e "Geordie" raggiungono i vertici delle classifiche e lo porteranno nell'arco di un anno a diventare uno dei DJ più popolari d'Italia.
Gabry inizia a lavorare a Radio Deejay.
Nel 2003 la sua "Danza Delle Streghe" è ancora una volta numero uno in tutte le club chart italiane. Nello stesso anno Gabry collabora alla realizzazione del progetto "Haiduchii" producendo il remix che porterà la canzone degli O-Zone "Dragostea Din Tei" al numero uno delle classifiche di vendita di tutta Europa.
Agli inizi del 2004 esce "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ", il secondo album di Gabry, da cui sarà estratto anche il singolo "Figli Di Pitagora" cantato da Little Tony, famosa rockstar internazionale degli anni 60.
Ottobre 2004. Nasce Yeman, un nuovo progetto dance-pop creato da Gabry in collaborazione con T. Castigliani, P. Esposito e L. Ventafridda. La loro "Sin Pararse" si preannuncia il nuovo tormentone per l'estate 2005! Questo nuovo singolo è un brano grazioso, cantato da un bambino spagnolo di 8 anni in stile reggae di Papa Winnie. L'inconfondibile suono di Gabry Ponte completa l'opera. Ecco un pezzettino di testo di questa canzone:
"You simply have to sing a song, any happy song, and your troubles turn into a smile.
There is no need to live of living in this way in a bad mood, day by day. Happiness is something you can get easily, things are the way you just want them to be", ecc. ecc.
La canzone è carina. Tutto sommato sono carine e molto saggie tutte le canzoni di Gabry Ponte, ma anche quelle degli Eiffel 65.
Torniamo a Gabry.
Lui ("figlio dei Depeche Mode") e Giorgio Prezioso (un altro DJ italiano - di Roma - anch'egli di fama internazionale) conducono a Radio Deejay il programma di musica dance "Alla discoteca", in onda tutti i sabati sera. E' proprio da questo programma che Gabry prende spunto per la creazione della sua nuova compilation "DJ SET", uscente nell'Aprile 2005.
Una compilation dance, naturalmente, contenente 24 tracce di autori diversi. Alcune di esse sono le canzoni già trasmesse (ma in forma completa) nel suo programma radiofonico, altre, invece, sono assolute novità.
E' da ricordare che la compilation contiene la stessa "Sin Pararse", come ciliegina sulla torta, per coronare il successo di un così grande artista dance di proporzioni davvero colossali, più di quanto si immagini.
Ma non è della compilation "DJ SET" che devo esporre la mia opinione, né tantomeno della sua interessantissima "DOTTOR JEKYLL & MISTER DJ". Invece devo esprimere la mia opinione (scusate se lo faccio solo ora) sul primo album da solista del nostro Gabry Ponte, che si intitola proprio come il suo autore, "GABRY PONTE".

L'album dell'omonimo DJ torinese esce il 31 Ottobre 2002. Esso contiene i primi tre singoli ("Got To Get", "Time To Rock" e "Geordie") e dieci nuove canzoni.
Come ho già accennato, il cd in questione è molto complesso da capire, molto articolato, vario e incredibilmente... perfetto nelle caratteristiche musicali, sonore che lo caratterizzano.
Analizziamo l'album, ovvero il suo contenuto, più da vicino.
Innanzitutto i brani che lo costituiscono sono 13 (di cui, come ho già anticipato, tre sono i singoli e 10 le canzoni nuove). Essi sono, in ordine:

1) The Man In The Moon
2) Geordie
3) Got To Get
4) Sharm Café
5) Time To Rock
6) Always On My Mind
7) Waterfall
8) De Musica Tonante
9) My Butterfly
10) Le Voyage
11) Memories
12) Midnight
13) Terra Libera

Tutti i componimenti di Gabry Ponte sono meritevoli di approfondimenti, tutti hanno una loro storia, un'origine ben determinata da ricercare nelle particolari situazioni che hanno spinto il DJ alla loro paziente, minuziosa e particolareggiata creazione. Ciascun brano andrebbe studiato per mesi, andrebbe capito fino in fondo (tanto non ce la farebbe nessuno, se non l'autore stesso dei brani) ma in questo modo si perderebbero il piacere e le emozioni, davvero uniche, che si provano ogni volta che ascoltiamo i brani di questo album.
Infatti ogni singolo componimento va ascoltato meno volte possibile, cioè tre - quattro volte massimo, ovvero per quel tempo sufficiente alla memorizzazione anche parziale di un frammento più o meno ampio di un suo brano. L' ascolto ideale dovrebbe avvenire ad occhi chiusi, completamente al buio. Così facendo la nostra immaginazione è posta nelle condizioni migliori per vagare nell'infinito universo mentale che ci fa viaggiare in ogni dove, ci fa visitare posti di cui non siamo mai stati a conoscenza ma che la nostra fantasia ha - a nostra insaputa - già visitato innumerevoli volte.
Quando ci troveremo ad affrontare una situazione qualsiasi, anche la più banale, non vi verranno altro in mente che le canzoni di Gabry Ponte. Saranno penetranti, continue, avvincenti, persistenti, incessanti e, nello stesso tempo, dolci, profonde, necessarie.
Per questioni di... pazienza da parte dei lettori (scusatemi ancora), mi limito ad illustrarvi più nel dettaglio i primi otto brani dell'album in questione.

1) THE MAN IN THE MOON
Non so come poter descrivere la sensazione di immenso, di infinito che le note di questo brano mi suggeriscono.
Non è davvero facile cogliere, o, quantomeno, cercare di cogliere la profondità del significato dei suoni, l'incommensurabilità della melodia, l'inarrivabilità della musica che caratterizza il suddetto brano.
Una fra le più emozionanti canzoni di Gabriele Ponte. Un ritmo lento, dolce e pacato scandisce un'armonia di suoni perfettamente in accordo fra di essi, dove nulla è lasciato al caso. D'altronde, questa è una caratteristica costante in Gabriele, tanto nel suo lavoro di DJ quanto in quello di produttore. E questo brano lo dimostra chiaramente.
Il perfetto equilibrio di ogni componente musicale, la sublimità di ogni singolo accordo, di ogni singola nota, la meticolosità caratterizzante gli innumerevoli accorgimenti acustici, anche quelli davvero minimi, fanno sì da collocare Gabriele Ponte, a ragione, al vertice dell'insieme di DJ italiani, europei e mondiali, in qualità di rappresentante di un merito musicale fondamentale per il riconoscimento delle qualità artistiche e della grandezza compositiva di un musicista: il sublime.
In "The Man In The Moon" Gabry Ponte ha dimostrato non solo di essere un DJ il cui stile musicale risponde a tutti i canoni della musica sublime, ma ha anche dimostrato che la musica dance, contrariamente a quello che pensa attualmente una grossa fetta della popolazione (in particolare, quella italiana) può toccare infiniti spazi, sfiorare dimensioni indefinite, suscitare emozioni ai limiti delle nostre facoltà intellettive.
La musica ci rende passeggeri di un viaggio puramente mentale, in grado di farci visitare e conoscere luoghi a noi in precedenza del tutto ignoti.
La musica è universale; ma, nella sua universalità, l'infinità dei suoni e delle possibili combinazioni sonore porta, a ciascuno di noi, ad associare ad una determinata melodia una determinata situazione, o, meglio, il ricordo di una determinata situazione, qualsiasi sia la sua natura.
Le associazioni mentali musica-ricordi sono del tutto SOGGETTIVE, sempre e ovunque.
Nonostante la soggettività di tutto, è indubbio annoverare "The Man In The Moon" tra le più riuscite produzioni del DJ torinese in assoluto. L'incantevolezza della melodia, l'alta liricità del testo, la maestria con cui il cantante Jeffrey Jey dà voce alle poeticissime parole, la profondità della traccia e al contempo la sua dolcezza conferiscono grande, grandissimo successo al brano e, con esso, al suo produttore. A riprova di ciò, basti ricordare che il presente brano è uscito in edizione remixata dal Dj e amico, nonché collaboratore di Gabry, Roberto Molinaro, e in una seconda edizione remixata da Dariush.


2) GEORDIE
Il primo singolo lo si incontra, in ordine crescente nella lista delle tracce musicali, al n. 2; è "Geordie".
"Geordie" è la cover di un pezzo di Fabrizio De André contenuto nell' album "Nuvole Barocche" del 1969. Le radici del brano, tuttavia, affondano nella storia, in quanto in quanto si tratta di una ballata appartenente alla tradizione del folk gaelico ed interpretata, fra gli altri, da Joan Baez giusto qualche anno prima dell'adattamento in prosa italica (per ragioni di metrica, i cervi da 16 diventarono 6) compiuto dal compianto musicista genovese.
La scelta di essersi cimentato nel remake di un classico del rock sinfonico'70 ha premiato il DJ torinese, poiché essa si è dimostrata vincente.
I versi vengono recitati alternativamente da una voce maschile calda e incisiva e da una leggera ed eterea ugola femminile, impegnata anche nei celestiali cori di complemento.
I suoni sono quelli tipici dell'italian-dance-style, che creano nel loro complesso un arrangiamento molto ben calibrato, creando un'atmosfera un po' medievale un po' fiabesca che funge da ideale contorno all'intera composizione.
Dato il grande successo del brano, ne sono stati fatti diversi remix. L'ultima versione di Geordie è il remix trance realizzato dallo stesso Gabry.

3) GOT TO GET
In ordine crescente troviamo "Got To Get", secondo singolo di Gabry, qui posto come traccia n. 3.
Si tratta di un successo irripetibile. Il brano è costanemente accompagnato da un incalzante break a capella + clapping con ritmica che diviene terzinata nell'ingresso a metà tarantella.
In "Got To Get" la cantante Stefania Piovesan riprende tanto il rap di Leila K nel pezzo omonimo (by Rob'n'Raz) quanto la vocalist di 2Static in "Feel that beat".
Il singlo da DJ solista "Got To Get" viene pubblicato nell'Ottobre 2001, terminata la tournée mondiale di oltre un anno insieme agli Eiffel 65. Il singolo raggiunge il primo posto della classifica di vendita dei singoli dance (Musica & Dischi) e i primi posti di tutte le dance chart delle radio italiane: #1 in Deejay Parade (Radio Deejay), Los 40 (Radio Italia Network), Discoparade (Discoradio), Heavy Rotation (Tam Tam Network), Top 50 (Musica & Dischi). E'a queato punto che la Universal Music si interessa all'artista e firma un contratto discografico per il territorio italiano.
Passano appena due mesi e il DJ torinese sforna il nuovo singolo (il terzo) "Time To Rock", qui inserito come traccia n. 5.


4) SHARM CAFÈ
Una delle mie tracce preferite dell'album. L'intro è ben fatto; sembrerebbe realizzato appositamente per la pista. Il cantato apre la traccia con la ripetizione del testo:

Immagini

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pagg. 1-2
di difficoltosa87 difficoltosa87

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Avete domande riguardo Gabry Ponte - Gabry Ponte? Domanda
Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 11 commenti
  • riccardoce 20/05/2007 00:37
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    In realtà non mi piace per niente questo genere ne tantomeno lui ma ho votato con molto utile perhè hai descritto molto bene..

  • MorpH 17/02/2007 00:52
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    a me emozioni gigi d'agostino piu ke lui, cmq bravissima..e kmq m pare di ricordare ke cera qlke legame tra qst 2 personaggi=)

  • informo 15/05/2006 11:26
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Non mi sono dimenticato di te , non riesco a lasciare gli amici che scrivono così bene!!!!!!!!!!!! GRAZIE !!!!!!!!!!!!!!

  • TheWitch76 12/12/2005 16:36
    Ha valutato l'opinione
    Utile

    è mitico

  • ciao00 11/12/2005 16:08
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Bella opi, Ciao--

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