Cos’è
Il Garmin StreetPilot 2610 è un navigatore GPS per autoveicoli. Dotato di cartografia digitale, di un ampio display touchscreen a colori e della guida vocale è espressamente progettato per l’utilizzo “stradale”, al pari dei modelli montati da molte Case automobilistiche sulle proprie vetture più prestigiose e, come optional, sulla maggioranza delle stesse. A differenza di questi ultimi, lo StreetPilot è un apparecchio che non necessita di alcuna installazione ed è utilizzabile su più veicoli, dato che può essere montato e smontato in una manciata di secondi, anche solo per asportarlo dalla vettura per prevenire i furti.
Cosa non è
Lo StreetPilot 2610 non è un GPS adatto per la navigazione “off road”, per il trekking o per l’utilizzo in imbarcazioni. Non è dotato di batterie autonome e non presenta le funzionalità tipiche dei ricevitori GPS “handheld”, adatti alle escursioni. Inoltre, le informazioni più “tecniche” e più adatte all’uso congiunto con una carta topografica ed una bussola sono state “nascoste” e sostituite da altre specificatamente pensate per l’utilizzo su strada.
Di cosa c’è bisogno
Prerequisiti essenziali per l’uso del 2610 sono una presa per accendisigari nell’auto e un computer PC compatibile per il caricamento e la gestione offline delle mappe cartografiche. L’unico sistema operativo supportato è Windows. È consigliata la presenza di una connessione ad Internet per la registrazione del software.
Come si presenta
L’apparecchio è progettato per essere posizionato sulla plancia di un autoveicolo; infatti, è dotato di diversi sistemi per l’ancoraggio su una superficie orizzontale (non è previsto il fissaggio al parabrezza tramite ventose). Il display, ampio e ben leggibile anche in condizioni di luce moderatamente intensa, è a sviluppo orizzontale, misura 8,4 x 4,4 cm, ed è in grado di visualizzare 305 x 160 punti con 256 colori contemporanei. Quattro pulsanti rotondi e di generose dimensioni costituiscono, unitamente al display touchscreen, l’interfaccia utente (è disponibile anche un praticissimo telecomando, fornito in dotazione).
Le dimensioni complessive dell’apparecchio (esclusi i supporti per il fissaggio) sono 14,3 x 8 x 5 cm ed il peso è pari a 420 g: per avere un’idea, prendete un paio di telefoni cellulari di vecchia generazione, sovrapponeteli ed avrete più o meno il volume ed il peso di quest’unità GPS. Come si vede, non è un oggetto pensato per essere infilato in un taschino.
La scocca è costruita in robusto materiale plastico grigio e nero che non presenta incertezze nell’assemblaggio né evidenti scricchiolii alla prova di torsione. Essa vanta una certificazione di impermeabilità di livello IEC 60529 IPX-7 (fino a 30 minuti di immersione in acqua ad 1 metro di profondità). È evidentemente adatta all’utilizzo su vetture scoperte.
Cosa viene fornito
La confezione dello StreetPilot 2610, di generose dimensioni e di inaspettato peso, contiene, oltre all’unità GPS, i supporti per l’ancoraggio alla plancia, il cavo di alimentazione 12-24V con altoparlante integrato, l’alimentatore universale a 100-240V per l’utilizzo al chiuso, il cavetto di connessione USB per lo scambio dati con un PC, la scheda di memoria CompactFlash da 256 MB per la memorizzazione delle mappe, il piccolo telecomando a raggi infrarossi, il pacchetto di CD contenenti i driver USB, il software per PC ed il database cartografico europeo, infine la serie completa di manuali e brochures in inglese ed italiano.
Gli accessori acquistabili a parte comprendono una borsa per il trasporto, l’antenna GPS esterna ed i ricambi per il telecomando, i supporti di ancoraggio e le fonti di alimentazione. Avrei sicuramente gradito l’inclusione della custodia per il trasporto nella dotazione di serie; vero, è acquistabile online al prezzo di circa $30, ma consiglio l’utilizzo di una ben più economica borsina per fotocamera digitale.
Come si installa in auto
Come già accennato, lo StreetPilot 2610 non necessita di un’installazione vera e propria, essendo sostanzialmente un dispositivo “mobile”. Basta innestarlo sul supporto di ancoraggio prescelto, collegare il cavo di alimentazione alla presa dell’accendisigari e si è pronti alla navigazione. Di conseguenza, le uniche cose da portarsi appresso quando si lascia l’auto sono il GPS stesso ed eventualmente il telecomando.
Per l’ancoraggio del 2610 alla plancia dell’autovettura, Garmin fornisce due diverse soluzioni: una “fissa” ed una “mobile”. La prima è costituita da un supporto dotato di un potente biadesivo che si applicherà in modo praticamente definitivo nel punto prescelto della plancia, ed al quale si aggancerà il GPS con un movimento semplice e veloce. La seconda prevede l’uso di uno speciale “cuscino” fornito in dotazione che permette il medesimo aggancio per il 2610 e ne impedisce lo scivolamento sulla plancia con l’auto in movimento, il tutto senza necessità di rovinare quest’ultima con residui di adesivo e con il vantaggio di poter spostare facilmente il GPS da un’auto all’altra. A prima vista potrebbe sembrare un sistema poco sicuro, e anch’io devo ammettere di essere stato piuttosto scettico al riguardo; ma una volta appoggiato per la prima volta il “cuscino” sulla plancia della mia auto, mi sono immediatamente ricreduto. Il peso del “cuscino” (il quale è riempito di sferette metalliche) unito al particolare materiale che ne costituisce il lato inferiore assicura una stabilità eccezionale al tutto, soprattutto tenendo conto del peso non indifferente del 2610: anche nelle curve più “azzardate” e nelle frenate più violente (comprensive di intervento dell’ABS), il tutto non si è minimamente spostato dalla posizione originaria. Complimenti ai progettisti.
Il collegamento con l’alimentazione a 12V avviene tramite il cavo fornito in dotazione, da collegarsi alla presa dell’accendisigari. Lo spinotto integra il piccolo altoparlante dedicato alle indicazioni di guida vocale, ben udibile anche in condizioni avverse (radio accesa, finestrini abbassati). Il cavo è lungo abbastanza per tutte le necessità. La connessione al 2610 avviene sul lato posteriore dello stesso, con un pratico aggancio a scorrimento. Una volta collegato, il cavo di alimentazione fuoriesce verso il fondo del GPS, rimanendo per quanto possibile nascosto alla vista degli occupanti dell’auto. Lo StreetPilot è dotato, sul lato destro, di un interruttore di accensione; all’atto pratico, dato che la quasi totalità delle vetture oggi in circolazione toglie tensione all’accendisigari quando si spegne il quadro, questo interruttore risulta inutile. Ovviamente, è necessario in caso di accendisigari costantemente alimentato e se si prevede di lasciare l’unità installata in auto quando non utilizzata.
Essendo il 2610 un ricevitore GPS, il posizionamento dello stesso all’interno dell’abitacolo deve essere effettuato tenendo presente che i satelliti devono essere “a vista”: inoltre, maggiore è il numero di satelliti direttamente visibili dal 2610, migliore sarà la precisione delle informazioni di navigazione fornite. I satelliti del sistema GPS sono in tutto 27, almeno tre dei quali devono essere direttamente visibili; quattro è il numero ottimale, ma più ve ne sono meglio è. Per “direttamente visibili” intendo proprio questo: non ci deve essere alcun ostacolo in linea d’aria tra l’antenna contenuta nel 2610 ed i satelliti che orbitano a 20.000 Km dalla Terra. Gli unici ostacoli ammessi sono ovviamente la scocca plastica del GPS ed il parabrezza dell’automobile, a patto che quest’ultimo non sia del tipo riflettente, metallizzato o auto-sbrinante. Quindi, anche il tetto stesso dell’auto è un ostacolo insormontabile per i segnali radio trasmessi dai satelliti. Con questo in mente, la posizione consigliata per il posizionamento del ricevitore è
Fotografie per Garmin StreetPilot 2610
sulla plancia dell’automobile, il più avanti possibile vicino al parabrezza. Ove questo non sia possibile, oppure nel caso di veicoli col parabrezza praticamente verticale (furgoni, camion, camper) è necessario dotare il 2610 dell’antenna esterna (disponibile come accessorio, intorno ai $70) collegabile allo stesso tramite l’apposito connettore localizzato sul lato posteriore dell’unità, protetto da un tappino in gomma. In commercio esistono anche “ripetitori” di segnale GPS, che evitano il collegamento del cavo dell’antenna esterna; questi dispositivi irradiano all’interno dell’abitacolo i segnali ricevuti dai satelliti, migliorando così la ricezione. A ciascuno la scelta del sistema ottimale. Nei capitoli successivi tratterò esaurientemente le prestazioni di ricezione del 2610 che, qui anticipo, sono più che buone.
Infine una nota sul telecomando fornito in dotazione che potrebbe, a prima vista, sembrare un inutile gadget: in realtà, proprio per il fatto di dover posizionare il ricevitore GPS il più possibile vicino al parabrezza, in molte auto esso risulterebbe di fatto irraggiungibile dal guidatore o dal passeggero, con conseguenti pericolose acrobazie assolutamente sconsigliate durante la guida. Questo capita con la totalità dei moderni minivan e monovolume e, comunque, in tutte quelle auto che presentano un parabrezza fortemente inclinato che, se da un lato assicura un’ottima ricezione GPS, dall’altro posiziona l’unità centrale anche ad un metro e più dai sedili anteriori. La piccola unità ad infrarossi fornita col 2610 replica (semplificandoli) la totalità dei comandi disponibili sul ricevitore, ed in parte anche quelli attuabili direttamente sullo schermo touchscreen. È dotato di un comodo joystick a 5 posizioni e molti dei tasti sono retroilluminati per l’uso notturno. Funziona con due pile mini-stilo AAA non fornite in dotazione. Il telecomando, a differenza dell’unità principale, non è impermeabile.
Messa in opera
Come spiegato molto bene dalla piccola brochure contenuta nella confezione, il primo passo per iniziare ad usare lo StreetPilot 2610 è l’installazione del software sul PC, comprendente i driver per la connessione dati USB, il software MapSource di gestione della cartografia ed i dati cartografici veri e propri. Negli apparecchi acquistati in Europa viene fornita la cartografia europea comprensiva del dettaglio alla singola strada (spesso al numero civico) per le maggiori città. Nelle zone rurali sono riportate le strade principali, le autostrade e una serie di informazioni cartografiche come i fiumi ed i laghi.
Una volta completata la fase di installazione del software e delle mappe, ed effettuata la registrazione on-line con i codici forniti nella confezione, l’operazione da compiere è il trasferimento nella memoria del 2610 delle mappe relative alla zona di nostro interesse. Esse verranno memorizzate nella scheda di memoria CompactFlash da 256 MB già inserita all’interno dello StreetPilot; per avere un’idea, l’intera cartografia italiana occupa circa 150 MB. In futuro, sarà sempre possibile aggiungere altre mappe o sostituirle con altre più aggiornate, sempre utilizzando il software MapSource fornito in dotazione.
Dato che, molto probabilmente, queste operazioni preliminari verranno effettuate al chiuso, il 2610 non riuscirà nel frattempo a captare i segnali radio GPS e, dopo qualche minuto, proporrà una scelta tra tre possibili opzioni: “operazioni in luogo chiuso” (viene disattivata la ricezione GPS), “lungo spostamento col ricevitore spento” (c’è necessità di ricalcolare le posizioni dei satelliti, il cosiddetto “almanacco”) e “continua a cercare”. In questa fase si può tranquillamente selezionare la prima opzione; se questa richiesta dovesse apparire durante la normale navigazione, è consigliabile scegliere la terza risposta in modo da mantenere attiva la ricezione GPS. La seconda opzione è utile solo nel relativo, specifico caso; infatti, il 2610 memorizza al suo interno le posizioni nel cielo dei vari satelliti individuati. Se si fa un lungo tratto di strada con ricevitore spento (diciamo 4-500 Km), queste posizioni saranno notevolmente variate, e il computer interno non sarà più in grado di interpretare correttamente i segnali che riceverà, e dovrà di conseguenza ricercare nuovamente i satelliti e stabilirne la posizione.
La primissima volta che si accende il GPS, per collegarlo al PC ed effettuare il trasferimento dei dati, ovviamente esso non conosce assolutamente nulla né sulla propria posizione, né tantomeno relativamente alla cartografia che va ancora caricata (è presente una cartografia mondiale molto grossolana direttamente nella memoria dell’apparecchio, ma quella dettagliata – europea nel nostro caso – viene caricata dal CD fornito); infatti, mostra una mappa assai poco leggibile centrata su Taipei. Una volta caricati i dati e portato il ricevitore all’esterno, in una manciata di secondi esso inizia a ricevere i dati dai satelliti e comincia a stabilire la propria posizione esatta; l’intero processo dura 4-5 minuti. È importante sapere che, nelle successive riaccensioni dell’apparecchio, se non è passato troppo tempo dall’ultima e se non c’è da ricalcolare l’almanacco dei satelliti, le operazioni di avvio (fino al “pronto alla navigazione”) portano via una decina di secondi al massimo (a patto di avere un buon segnale GPS, ovviamente).
In questo lasso di tempo può essere interessante accedere alla schermata “GPS Info” (tasto “Menu”, icona “Info”), che mostra graficamente sia la posizione dei satelliti che l’intensità del segnale da essi ricevuto; inoltre, fornisce le coordinate esatte del luogo in cui ci si trova e, dato molto importante, la precisione del rilevamento espressa in metri. Quest’ultima è fortemente dipendente dalla qualità della ricezione e, in seconda battuta, da quali satelliti sono stati “agganciati”; infatti, per ottenere un buon “fix” (come si chiama in gergo la rilevazione della posizione) è necessario che i satelliti visibili (abbiamo detto almeno 3, ma meglio se 4) non siano né troppo sulla verticale del ricevitore, né tutti ammassati in una stessa direzione. Le performance migliori si ottengono con i 4 satelliti necessari posti su un ideale quadrilatero centrato sulla posizione corrente, e con un’elevazione sull’orizzonte intorno tra i 30° ed i 45°. Queste sono ovviamente condizioni ottimali ottenibili solo in campo aperto: tra i palazzi di una città o in fondo ad una valle non si verificheranno praticamente mai. A questo scopo, il 2610 non si limita certo ai primi quattro satelliti individuati: se ne riesce ad agganciare altri, lo fa ed usa i relativi segnali per determinare con la massima precisione possibile la posizione corrente (il 2610 ha 12 ricevitori paralleli, quindi è in grado di agganciare fino a 12 satelliti contemporaneamente). La precisione ottenuta durante le mie prove è andata da un minimo di 45-60 metri in condizioni di scarsissima ricezione fino ad un massimo di 5 metri in condizioni ottimali. Non male.
Una nota particolare sull’indicazione dell’altitudine (quota) visibile sempre nella schermata GPS Info. Questo dato è fornito dal 2610 solamente come indicazione di massima: la sua precisione è nettamente inferiore a quella della posizione sul piano orizzontale. Per poter determinare la quota a cui ci si trova, il GPS utilizza l’eventuale quarto satellite disponibile (e tutti quelli successivi, se disponibili); se i satelliti disponibili in un dato momento sono solo 3, è ancora possibile la navigazione (viene mostrato “Navigazione 2D”), ma non tenendo conto dell’altitudine. Quindi, le informazioni sulle distanze da percorrere potrebbero essere leggermente falsate. Se il ricevitore non è riuscito, per mancanza di satelliti, a determinare la quota o se essa risulta essere notevolmente diversa da quella reale, da questa schermata è possibile specificarla manualmente in modo da “aiutare” il GPS nei suoi rilevamenti. La causa dell’inferiore accuratezza dell’informazione sull’altitudine rispetto a quella sulla posizione è intrinseca nel sistema GPS, non è un difetto dell’apparecchio. Come norma generale, ove questa informazione dovesse risultare utile consiglio l’acquisto di un economicissimo altimetro, che risulterà essere infinitamente più preciso.
Facciamoci un giro
È giunto il momento di provare sul campo il funzionamento dello StreetPilot 2610. Posizionato il GPS sulla plancia e collegato il cavo di alimentazione alla presa dell’accendisigari, siamo pronti al test. All’accensione, dopo una schermata introduttiva, viene mostrato un avviso sulla sicurezza; il 2610 è dotato di un sistema di blocco di molte delle sue funzionalità se il veicolo è in movimento. Il sistema è ovviamente escludibile se ad operare l’unità è il passeggero, e solo in questo caso.
Una decina di secondi per l’aggancio dei satelliti, e viene mostrato il messaggio “Pronto per navigare” unitamente alla posizione corrente sulla mappa digitale, rappresentata da una freccia nera. La mappa è per default orientata con il Nord verso l’alto; nelle opzioni del 2610 è peraltro possibile scegliere di avere il senso di marcia orientato verso l’alto: in questo caso, la mappa ruoterà automaticamente in modo da seguire le svolte del veicolo e mantenere la giusta visuale sullo schermo. Personalmente, preferisco quest’ultima modalità di visualizzazione: infatti, soprattutto in zone che non conosco, è molto utile poter confrontare con un colpo d’occhio la strada davanti a me con la rotta (vedi più avanti) tracciata sulla mappa, ed evitare così di interpretare male le indicazioni del 2610 in incroci o svincoli particolarmente complessi.
A questo punto ho varie opzioni tra cui scegliere. Intanto, posso iniziare a muovermi subito ed avere il 2610 che mi “segue” facendomi vedere momento per momento la strada che sto facendo sulla mappa, indicandomi nel contempo la velocità, la direzione (secondo i punti cardinali) e, se disponibile, il nome della strada che sto percorrendo. Una specie di TuttoCittà in tempo reale. Ancora, posso accedere alla pagina del Computer di Bordo (premendo il tasto “Page”) che mostra una gran quantità di informazioni sui miei movimenti: distanze percorse (parziali e totali), tempi di sosta, direzione (con una simulazione di bussola a nastro), velocità (media e massima); molti di questi valori sono azzerabili e, relativamente alle distanze percorse, è possibile definire più memorizzazioni parallele. Questa funzione è utile se si deve tenere traccia dei chilometri percorsi per diverse attività, in modo da poter poi fare “i conti” in maniera adeguata. Come per qualsiasi “pagina” visibile sul 2610, premendo il tasto “Menu” si accede ad una serie di opzioni adeguata al contesto: nel caso del Computer di Bordo, è possibile azzerare i timer e i misuratori delle distanze e salvare i “log” (storici) dei percorsi assegnando ad essi nomi a piacere. Interessante, ma così facendo non si sfruttano di certo le potenzialità di questo strumento.
Vado quindi ad esplorare le funzionalità di ricerca. Il database cartografico che ho trasferito in precedenza dal CD fornito col 2610 è ricchissimo di informazioni: esse vanno dalle ovvie strade (complete di nomi, sensi unici e numeri civici – ove disponibili), agli svincoli autostradali, alle pompe di benzina, ai centri abitati di qualsiasi dimensione, ai musei, agli ospedali. Il tutto spesso corredato di numeri di telefono. Ottimo. Premendo il tasto “Find” si accede al menu ove è possibile specificare cosa cercare tra le varie categorie disponibili; una volta selezionata una categoria (ad esempio “Ristoranti”), viene mostrata subito una lista delle corrispondenze trovate ordinata per distanza decrescente dalla posizione attuale. Selezionando uno degli elementi trovati, si accede alle sue informazioni complete: nome, indirizzo e numero di telefono se disponibile. La lista è ordinabile anche alfabeticamente oppure è possibile selezionare un’altra località intorno alla quale ricercare i punti di interesse: in questo caso, viene data la possibilità di accedere nuovamente alla mappa con l’ausilio di strumenti di zooming e panning effettuabili toccando direttamente lo schermo oppure utilizzando il joystick presente sul telecomando. Una volta scelto un punto di interesse, è possibile salvarlo come “Waypoint” (il 2610 ne tiene fino a 500) per poterlo trovare più facilmente in seguito, oppure posso chiedere al GPS di creare una “rotta” fino ad esso. Se l’oggetto della ricerca è un indirizzo, è disponibile una maschera di ricerca apposita con città, CAP, via e numero civico; in questo caso l’immissione del testo è possibile sia direttamente sulla tastiera virtuale presente a schermo oppure tramite il telecomando con il classico sistema “multitap” usato per i telefoni cellulari (a ciascuna cifra corrisponde un gruppo di lettere).
E qui entriamo nella funzionalità principale di uno strumento come questo. Le rotte sono sostanzialmente i percorsi, da attuarsi sulla rete stradale, per andare da un dato punto ad un altro. Ambedue possono essere la posizione corrente, un Waypoint salvato in precedenza o il risultato di una ricerca come quella appena vista. Una volta definiti gli estremi della rotta, il 2610 chiede informazioni sulle preferenze per il percorso da effettuare: minor distanza o minor tempo; immessa questa informazione, dopo qualche secondo necessario al computer per dererminare la strada da fare, il GPS passa in modalità “navigazione” sulla rotta appena calcolata e inizia a fornirmi le indicazioni di guida, sotto forma di scritte sul display, icone rappresentative delle svolte da effettuare e messaggi vocali. L’utilità di questi ultimi è evidente, dato che mi consentono di concentrarmi sulla guida senza inutili distrazioni per la vista; la voce è femminile, molto chiara e parla un ottimo italiano.
All’approssimarsi di ciascuna svolta, o comunque di ciascun punto “notevole” del percorso che implica attenzione da parte mia, il 2610 mi avverte, con un certo anticipo, sulle manovre da effettuare: ad esempio, viaggiando in città, 150 metri prima di un incrocio al quale devo svoltare appare sul display un ingrandimento dello stesso con una grande freccia bianca sovrapposta che indica la strada da fare, la voce dice “tra centocinquanta metri svoltare a destra”, il display indica la distanza effettiva che manca alla svolta (l’aggiornamento avviene una volta al secondo). Una volta effettuata la manovra, il GPS dice ad esempio: “proseguire per uno virgola sei chilometri e poi mantenersi a sinistra”, preparandomi alla prossima svolta. Per tutto il tempo la rotta da seguire è evidenziata sulla mappa da una spessa linea viola: è questo il riferimento di cui parlavo in precedenza che mi aiuta molto negli incroci complessi o comunque in tutti quei casi in cui la precisione del GPS non è sufficiente a farmi capire esattamente cosa devo fare: il sapere che, grosso modo, devo andare in una certa direzione è molto utile. Sono comunque casi rari: il 2610 si è sempre dimostrato all’altezze di situazioni anche molto intricate. L’unico appunto che trovo di dover fare, a questo proposito, è un’occasionale ritardo col quale l’indicazione vocale annuncia la distanza per la prossima svolta: capita che inizi a dire “tra duecentocinquanta metri…” quando, in realtà, il display stesso indica molto meno ed effettivamente l’incrocio si trova ad una distanza inferiore. In questi rari casi, faccio affidamento sull’indicazione numerica della distanza rimanente che è sempre risultata precisa al millimetro: invariabilmente, segna “zero metri” quando l’auto sta svoltando.
Già, ma che succede se nonostante tutto sbaglio strada? Niente paura: il 2610 se ne accorge entro pochi secondi e dice “fuori rotta: ricalcolo” e mi propone prontamente una via alternativa per riprendere la via originaria, ricominciando così a guidarmi con le consuete indicazioni. Veramente impagabile. Lo stesso discorso ovviamente vale se, per una qualsiasi ragione, decido di mia volontà una svolta diversa da quella propostami. Evidentemente, la prontezza con la quale il 2610 si “accorge” del cambio di rotta dipende dallo scostamento dalla stessa: se viaggio su una complanare al percorso originale, potrebbero passare chilometri prima che io venga avvertito… per i miracoli, alla Garmin si stanno ancora attrezzando.
Una chicca: se la destinazione della rotta è un luogo che, nel database, è memorizzato sotto forma di numero civico, o comunque c’è l’indicazione del lato della strada sul quale si trova, all’arrivo il 2610 dice “arrivo a destinazione, sulla sinistra”. Premendo il tasto “Speak” è possibile far ripetere al navigatore l’ultima indicazione fornita, sia vocale che visiva sul display.
Durante la fase di navigazione, premendo il tasto “Page”, è possibile attivare la visualizzazione della lista delle svolte da effettuare, ognuna corredata di distanza mancante e di tempo stimato per l’arrivo, nonché di un’icona rappresentante una freccia che sintetizza il tipo di svolta da effettuare.
Se per un qualunque motivo, nel corso della navigazione, il 2610 dovesse perdere il segnale dei satelliti (galleria, passaggio tra palazzi molto alti in città, una valle profonda), per una trentina di secondi esso continua a tracciare la posizione del veicolo assumendo una velocità costante; passato questo intervallo di tempo, viene segnalato il “problema” e le indicazioni di guida cessano, insieme all’aggiornamento della mappa, per poi riprendere automaticamente non appena l’aggancio al segnale GPS viene ripristinato. In commercio esiste una variante del 2610, lo StreetPilot 2650, che a fronte di un costo di acquisto ben maggiore (circa 300 € in più) possiede la funzionalità cosiddetta di “Dead Reckoning”, tipica dei navigatori montati di serie sulle autovetture; essa, grazie ad una bussola giroscopica e ad un collegamento elettrico con il tachimetro e con la luce della retromarcia, permette al computer del navigatore di continuare a determinare con grande precisione la posizione del veicolo, anche in caso di prolungata assenza del segnale GPS. Lo svantaggio di questo sistema è, oltre al maggiore prezzo di acquisto, il fatto che l’installazione deve essere effettuata per forza di cose da uno dei Centri autorizzati Garmin (l’elenco è disponibile sul sito Internet) ed è possibile solo su vetture dotate di tachimetro a rilevazione digitale (sono quindi escluse tutte le vetture che utilizzano un sistema meccanico, il classico “flessibile” collegato a valle del cambio).
Funzionalità avanzate
Il sistema di menu del 2610 è estremamente ricco e consente un ampio grado di personalizzazione del funzionamento dell’apparecchio e di gestione dei dati relativi alle rotte, ai Waypoint ed ai percorsi effettuati. Premendo il tasto “Menu” e poi l’icona “Opzioni” si accede ad un vasto pannello multipagina di personalizzazione, nel quale è possibile impostare, tra le altre cose, i formati di visualizzazione delle distanze, la lingua per l’interfaccia e per le indicazioni vocali, il fuso orario e l’ora legale, lo schema di colori usati per l’interfaccia. Questi ultimi sono impostabili in una modalità “automatica” che prevede colori chiari e contrastati durante le ore diurne e prevalenza di nero in quelle notturne; questo, unito alla regolazione automatica dell’intensità della retroilluminazione del display, fornisce un alto grado di comfort visivo.
Durante la navigazione lungo una rotta, è possibile salvarla assegnandole un nome facile da ricordare, in modo da poterla ripercorrere in un secondo momento, magari all’inverso per tornare a casa. Ancora, durante la navigazione, se necessario è possibile istruire il 2610 sulla presenza di un impedimento a proseguire sulla rotta stabilita (incidente, lavori in corso): in questo caso, è sufficiente indicare la lunghezza stimata dell’interruzione per far si che il navigatore calcoli automaticamente la deviazione strettamente necessaria per aggirare l’ostacolo e poi riprendere il percorso ottimale scelto in precedenza. La presenza dell’impedimento rimane memorizzata nel 2610 finchè non si cambia la rotta attiva o finchè l’apparecchio non viene spento.
In fase di definizione di una rotta è possibile aggiungere Waypoint intermedi, in modo da stabilire delle tappe predefinite; il 2610, nell’effettuare il calcolo del percorso ottimale, terrà ovviamente conto di queste informazioni. L’inserimento delle tappe avviene con le consuete modalità di ricerca viste per la partenza e l’arrivo. L’unica accortezza da avere è l’inserire le tappe in sequenza rispetto al viaggio da effettuare.
Conclusioni
I sistemi di navigazione per autoveicoli stanno sempre più diffondendosi verso il “grande pubblico”, spinti anche dall’abbassamento dei prezzi che, in questa categoria di apparecchi, sono sempre stati elevati. Il Garmin StreetPilot 2610, a fronte di un prezzo di acquisto di 1350 €, si posiziona nella fascia medio/alta nella sua categoria, offrendo tutta una serie di feature che, se da un lato sono pensate esclusivamente per l’utilizzo su strada, dall’altro sono implementate con precisione ed attenzione ai particolari.
Lo strumento risulta essere estremamente facile da utilizzare, soprattutto se usato in accoppiata col software MapSource fornito in dotazione; peraltro, “spremerlo” per tirargli fuori i denti e far venire a galla le sue più avanzate funzioni di navigazione è stato un vero piacere. Moltissimi i gradi di controllo e personalizzazione della creazione delle rotte.
La possibilità di spostare agevolmente il 2610 da un veicolo all’altro è certamente una comodità, agevolata dal praticissimo sistema di ritenuta “a frizione” che non necessita di installazione invasiva all’interno del veicolo stesso. Certo, un apparecchio “mobile” significa qualche cavo a vista in più (sicuramente quello di alimentazione a 12V dall’accendisigari, opzionalmente quello dell’antenna esterna). Inoltre, almeno nelle grandi città, è imperativo asportare il navigatore quando si abbandona l’auto, e il 2610 non è propriamente “da taschino”. Manca, nella dotazione di serie, una borsa per il trasporto.
Il telecomando fornito in dotazione è un valore aggiunto non indifferente, dato che facilita di molto l’utilizzo del 2610 all’interno del veicolo. Così come le chiare indicazioni vocali in perfetto italiano.
Le caratteristiche tecniche di tutto rispetto (processore veloce, ricevitore GPS con 12 canali paralleli, espandibilità con schede di memoria CompactFlash, display touchscreen) lo rendono adatto a tutte le esigenze del guidatore medio, e anche a qualcosa in più. Il 2610 manca della funzione “Dead Reckoning” (disponibile sul modello 2650 che costa circa 300 € in più), ma è in grado di mantenere una rotta stimata per una trentina di secondi anche in assenza di copertura GPS; il riaggancio è automatico.
La precisione nella navigazione, compatibilmente con la qualità del segnale GPS disponibile, è ottima: avere un valore di approssimazione di 5/7 metri è la norma, con questo apparecchio. La cartografia fornita è precisa e sufficientemente completa; qualche pecca nelle zone più “remote” o nelle periferie di alcune città minori, ma sostanzialmente c’è tutto il necessario per muoversi con sicurezza in tutte le occasioni.
Sito WEB del prodotto (in inglese): http://www.garmin.com/products/sp2610_2650/index.jsp
Aggiornamenti software e firmware (in inglese): http://www.garmin.com/support/agree.jsp?id=439
Al seguente indirizzo è disponibile questa stessa opinione in formato PDF, completa di fotografie e con qualche informazione in più (c'è un limite alla lunghezza delle opinioni su Ciao): http://afsoftware.s5.com/files/2610_review.pdf
18.12.2005 14:26
comlimenti!
31.05.2005 16:48
direi che sei stato esauriente......
28.04.2004 12:50
avere eccellente da simonleo è cosa più unica che rara... opinione completa e dettagliata sotto ogni aspetto, congrats