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Opinione

per Gay e lesbiche in psicoterapia (a cura di Paolo Rigliano, Margherita Graglia)
5 Stelle Gay e lesbiche: gli psicologi rompono il silenzio
52 su 52 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Una riflessione accurata, approfondita, precisa, critica sull'omosessualità fatta da studiosi italiani

Svantaggi Nessuno

L'autore

Galatina77

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Perché ha senso far conoscere determinate pubblicazioni alle persone. Ecco tre motivi molto recenti, che portano me oggi a far conoscere a voi tutti questo libro. Tre motivi, come potete vedere, molto diversi - forse - fra loro.

1 EPISODIO. Era il 1 Dicembre, giornata mondiale contro l'AIDS. Tanto per cambiare, quel giorno un po' più del solito, leggevo delle informazioni sul virus, sull'andamento delle ricerche sul vaccino e cure e alcune statistiche. Lessi in casa tutto ad alta voce, evidenziando che sono in netto calo i malati di ADIS fra gli omosessuali e aumentano, anno dopo anno, il numero dei malati eterosessuali per vari motivi e cause… risposta: "Ah, quindi non si estinguono più gli omosessuali?"

2 EPISODIO. - VM 18 - Si parlava qualche giorno fa fra amici dell'omosessualità. Uno esordisce dicendo: "A me non fanno schifo, anzi! Sono simpatici, sono pure andato in alcuni locali… Solo che quando penso a quello che fanno a letto mi fanno orrore, mi disgustano!" Con candore e tranquillità io gli dissi: "Carissimo, se una bella donna stasera entra nella tua camera, ti leva i pantaloni ti stende e prima con le sue dolci labbra ti da un bacio, poi con la lingua scende ancora più giù fino ad arrivare… continuando ad usare lingua e labbra… che ne dici? Se poi magari lei ti chiede di metterglielo… che ne dici?" Vedendo l'amico vistosamente imbarazzato che approvava con gusto gli ho detto candidamente: "Perché voi due potete farlo e due uomini no? Con la differenza che tu lì stai utilizzando il tuo corpo solo per farci sesso, visto che Dio non ha dato come organi sessuali solo il pene e la vagina rispettivamente all'uomo o alla donna ma tutto il corpo, in ogni angolo, ha una sua funzione altamente erotica! … " (causa vergogna totale del mio amico, il discorso lunghissimo sulla funzione del "corpo" nella sua totalità è finita lì… purtroppo…)

3 EPISODIO. Proprio qualche giorno fa, parlando con un ragazzo, prestai attenzione ad alcune sue "sottolineature" nei discorsi che facevamo. Gli chiesi a bruciapelo se fosse gay. Lui mi ha risposto che, malgrado la sua età, un po' incerto lo era, e mi ha dato le sue buone motivazioni - fra cui il fatto che molti gay si mantengono sempre un po' settari, che spesso con lui hanno cercato una "cosa" sola (fortunatamente non tutti sono così) … e via dicendo. Io gli posi due domande alle quali non doveva darmi risposta: a chi pensi quando ti masturbi - o comunque quando fai dei sogni erotici o ti fai delle descrizioni erotiche: ad un uomo o ad una donna ? Ed inoltre: con chi vorresti passare tutto il resto della tua vita, con un uomo o con una donna? Lascia stare tutti gli stereotipi, le voci, i chiacchiericci, i pregiudizi e le cose varie… tu devi stare bene con te stesso e basta! Gli altri… lascia perdere! (chi riesce a capire il legame fra due domande apparentemente così diverse… significa che ha raggiunto un elevato grado di maturità).

INCIPIT. Qualche tempo fa, il 28 Agosto 2006 - da anni ormai sui miei libri oltre al nome metto anche il giorno d'acquisto e la città dove l'ho acquistato - osservando gli scaffali di una libreria a Lecce, settore psicologia, vidi esposto questo testo appena edito dalla Raffaello Cortina Editrice. Uno di quei titoli che balzano subito all'occhio. Subito lo prendo per andare a leggere l'indice per osservare le tematiche dei vari capitoli. Dentro di me un pensiero unico: ecco l'ennesimo libro edito dalla corrente ufficiale di pensiero psicologico che sostiene che chi è omosessuale è un malato e che quindi va curato: qui le proposte per la guarigione. Per cui avevo una certa diffidenza e già un po' di rabbia dentro di me. Tuttavia in seconda di copertina già una cosa buona c'era, anzi: c'è: "mentre le persone gay e lesbiche si rendono sempre più visibili, psicologi, psichiatri e psicoterapeuti rimangono in silenzio". Ed io: "Toh, se ne sono accorti?" In effetti il proposito del libro, come dice un po' più giù, è iniziare ad aprire un dibattito psicologico anche in Italia in un ambiente veramente scientifico, visti i grandi mutamenti della società (domanda lampo: cosa sta mutando, la società o i modi di vedere la società?). Già da subito il grosso interrogativo: "guarire si può o non si può"? Per cui in seconda di copertina la questione sembra posta in modo: "cari colleghi, siamo di fronte a dei malati: che cosa dobbiamo fare?". "Ahia", ho pensato io! Mentre tutta Europa fa legislazioni atte a tutelare e garantire le coppie di fatto, l'Italia (insieme alla Grecia) si mantiene in posizioni retrograde e controcorrente. In effetti moltissimi testi scientifici di psicologia d'altre nazioni ormai non trattano più l'omosessualità come malattia o devianza da decenni. Ma avevo fatto delle conclusioni errate. La lettura del testo ha smentito tutte le mie idee che mi ero fatto su di lui.
In effetti la chiave di volta, anche per una giusta interpretazione del titolo e della "seconda di copertina" è capire che il presente testo non è redatto con stile divulgativo, ossia destinato a pubblica lettura tipo a letto prima di andare a dormire. E' innanzi tutto indirizzato a psicologi, psichiatri e psicoterapeuti che hanno a che fare con persone omosessuali. Si indirizza a loro innanzi tutto e i motivi per cui si parla di "guarigione" è perché quella è la domanda ricorrente. E non mancano, in Italia - giuro e garantisco - i tanti psicologi che sono convinti che l'omosessualità è una malattia. Tuttavia ritengo che sia un libro non solo per loro. Ritengo che lo dovrebbero leggere tutti coloro che hanno a che fare con un lavoro che li mette a contatto con molta gente, soprattutto giovani: ad esempio a chi svolge la professione di insegnante, o chi svolge la professione di medico o infermiere, e via dicendo… Inoltre è una lettura che può fare chiunque con un po' di buona volontà, considerando che è un testo scientifico scritto per una determinata classe di scienziati. Ma non impossibile.
Prima di passare alla presentazione - con una mia riflessione - di alcuni dei dieci capitoli, una precisazione: P. Rigliano e M. Graglia sono i curatori del lavoro. Ogni capitolo è scritto da una o più mani. Un lavoro a cui hanno partecipato molti illustri psicologi e psichiatri italiani. Di ognuno nel testo v'è anche una breve presentazione. Qui, affianco al titolo del capitolo, quindi, indicherò anche da chi è stato scritto.

1) L'omosessualità in psicoanalisi (V. Lingiardi, M. Luci)
2) Terapia cognitiva e prospettiva cognitivo-evoluzionista nel lavoro clinico con gay e lesbiche (G. Liotti, L. Tombolino)
3) Dalla "questione omosessuale" al pluralismo familiare. Il punto di vista degli studiosi della famiglia (L. Fruggeri, C. Chiari)
4) Psicoterapia con adolescenti gay e lesbiche (F. Del Corno)
5) Le terapie riparative tra presunzioni curative e persecuzione (P. Rigliano)
6) Visibilità e invisibilità nei contesti della salute (M. Graglia, C. Chiari)
7) Corpi sociali. La relazione tra orientamento sessuale, comportamenti e salute (L. Pietrantoni)
8) Organizzazione atipica dell'identità di genere nell'età evolutiva (D. Di Ceglie)
9) L'identità transessuale tra storia e clinica. Quale intervento per quale domanda (R. Vitelli, M. Bottone, N. Sisci, P. Valerio)
10) Questioni deontologiche e etiche (F. Frati, M. Stupiggia)

CAPITOLO 1: In questo capitolo è presente un dettagliato excursus storico su come la psicoanalisi, dalla sua nascita con Freud, ha visto e considerato l'omosessualità. Da solo quindici anni infatti si è iniziata ad operare una reale revisione teorica dei concetti di sessualità e di genere, mettendo in discussione il modello sessuale psicofreuediano. Freud, infatti, aveva implicitamente considerato l'omosessualità una malattia - lui o chi lo ha interpretato e riletto? Per cui, mentre numerose teorie di Freud su diverse malattie psichiche hanno avuto revisioni e smentite col tempo, per l'omosessualità si è scelta la strada, per moltissimi anni, della patologizzazione. Grazie a studi fatti all'inizio degli anni Ottanta da specialisti quali anche Foucault, si è giunti finalmente a riaprire la questione. Ma già nel 1973 si era giunti alla de-patologizzazione: l'anno in cui, come è noto, la categoria diagnostica "omosessualità" venne eliminata dal "Manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali" (nel 1980 fu pubblicato, con questa revisione, il DSM-III) Tuttavia le prese di posizione a favore della de-patologizzazione non sono arrivate tutte allo stesso momento. Tutt'ora sono in molti a ritenere l'omosessualità una malattia dalla quale si può guarire (soprattutto sulla sica di convinzioni religiose). La riflessione italiana, ossia fatta da psicologi e psichiatri, è ancora all'inizio. Un paragrafo molto interessante è quello intitolato "Le (omo)sessualità: femminile, maschile, plurale". In effetti poco prima si era già smontata in modo convincente l'idea che al genere fisico non sempre può corrispondere il genere sessuale, notando come per l'essere umano i sistemi binari ai quali siamo abituati da un bel po' di secoli non funzionano. Quindi si inizia a mostrare nella storia della psicoanalisi come si è arrivati alla conclusione che l'omosessualità maschile è diversa dalla femminile, come entrambe sono diverse dalla bisessualità. Numerosi gli studi citati pro e contro. Interessantissime le conclusioni. Un capitolo utilissimo per chi vuole approfondire la tematica della storia dell'omosessualità nel campo psicologico e vuol far ricerche, vista la nutrita bibliografia, presente comunque al termine di ogni capitolo. Ben 60 pagine di lettura assai interessante.

CAPITOLO 2: Cito: "La terapia cognitiva viene classicamente definita come un processo collaborativi di ricerca empirica, nel corso del quale paziente e terapeuta esplorano le aree di sofferenza emotiva, rendono espliciti i significati con i quali il paziente costruisce le sue esperienze, cercano alternative a convinzioni e comportamenti disfunzionali". Spiegare ogni singolo concetto espresso in questa definizione sarebbe veramente lungo e complesso e non propriamente interessante in questo contesto. Ma non lasciatevi spaventare, voi che siete curiosi: in pratica si parla di come lo psicologo-psichiatra dovrebbe approcciarsi nei confronti di un omosessuale, sottolineando che l'attenzione non va fatta sull'orientamento sessuale in quanto tale, ma sulle patologie che si riscontrano. Solo il vivere la propria omosessualità come egodistonica può essere "fonte di sofferenze". Successivamente si affronta il discorso dell'analisi delle emozioni collegate a particolari riflessioni o eventi. Interessante il fatto che vengano citati numerosi casi clinici. Altro paragrafo interessante è dove si smontano le tesi per le quali alcune patologie psichiche sono legate all'omosessualità. Dopo altri interessanti paragrafi, nelle conclusioni si sottolinea un concetto fondamentale: lo psicologo - psichiatra deve sostenere la libertà e l'autonomia del paziente nella scelta del modo di sperimentare la propria sessualità, purché non procuri sofferenze ed umiliazioni a sé o all'altro con il quale si entra in relazione. Dimenticavo di dire che un paragrafo interessante è dedicato ai dubbi sulla propria omosessualità emergenti nel corso della psicoterapia. Non esultate, popolo xenofobo che considera i gay e le lesbiche dei malati per questa cosa che sto dicendo. La propria sessualità è una scoperta, un qualcosa che si costruisce e si capisce. Si nasce omosessuali come si nasce eterosessuali. Ma nello stesso modo in cui, per svariatissime circostanze, ci sono omosessuali che arrivano a scoprirsi tali dopo aver vissuto moltissimi anni apparentemente "eterosessuali", così può accadere il contrario. Ovviamente le cose in questo caso si fanno leggermente più complicate e bisogna andare con i piedi di piombo. Ma l'obiettivo è sempre il medesimo: portare il paziente a star bene innanzi tutto con se stesso e poi con gli altri.

CAPITOLO 3: Il capitolo che "scotta". Primo paragrafo: "Uno sguardo d'insieme", ossia la definizione di concetti tutt'altro scontati quale quello di "sistema", "famiglia", "omosessualità", "terapia familiare". Pensate poi all'accostamento delle due parole "famiglia" e "omosessualità"! Faccio solo presente una nota presente a pagina 95 che vorrei tanto mettere in grassetto, anzi, lo faccio: LA NORMATIVA DEL 1994 DEL PARLAMENTO EUROPEO INVITA GLI STATI MEMBRI A RICONOSCERE I DIRITTI CIVILI DELLE COPPIE OMOSESSUALI IN TUTTA UNA SERIE DI QUESTIONI LEGALI, ANAGRAFICHE E FISCALI, OFFRENDO PARI OPPORTUNITA' IN FATTO DI MATRIMONIO E ADOZIONE, invito già accolto, o parzialmente, da molti stati europei come Danimarca, Islanda, Ungheria, Groelandia, Paesi Bassi, Belgio, Germania, Francia, Portogallo, Spagna, Svizzera e Grecia … e l'Italia? In questo capitolo si mettono in evidenza tutti i dubbi e le angosce che provano le coppie omosessuali e le difficoltà a cui spesso vanno incontro. Ovviamente qui il discorso è indirizzato agli psicologi, a come si devono comportare di fronte ad una coppia omosessuale. Ma il discorso non si ferma solo ai "due". Si esaminano anche i problemi che sorgono con le famiglie d'origine degli omosessuali. Cito: "Se è cosi difficile definire il singolo come gay o lesbica è facile immaginare la complessità implicata nel definire un sistema familiare in funzione dell'identità sessuale poiché, come sottolineano Zinn e Eitzen, sono gli individui, e non le famiglie, ad avere un orientamento sessuale".

CAPITOLO 4: Interessantissimo. Una costatazione evidente, che condivido in quanto da un bel po' mi trovo a contatto non solo per motivi di lavoro con il mondo degli adolescenti: qualche volta le conversazioni con loro toccano in maniera più o meno diretta il tema dell'omosessualità. Come comportarsi in questo caso? Quali i "casi clinici" e non clinici? Come comportarsi con un adolescente che sta formando in quegli anni la propria personalità sessuale e quindi è vulnerabilissimo? In particolare sono esaminati tre aspetti: l'omosessualità egosintonica, l'omosessualità come ossessione e l'omosessualite e psicosi, partendo dall'analisi di casi concreti. Quindi si illustra come uno psicologo dovrebbe praticamente portare avanti un lavoro con un paziente adolescente omosessuale e su come, eventualmente, dovrebbero essere coinvolti i genitori, cosa in genere che è consigliabile. Fanno eccezione, naturalmente, le famiglie abusanti, incestuose o irrecuperabilmente patogene, casi comunque abbastanza rari. Tuttavia alcuni elementi bisogna tener presenti, fra i quali, importante, se il ragazzo vuole informare o meno i genitori. Quindi lo psicologo-psicoterapeuta deve capire come agire. Problema ancora più particolare: quando si inizia a parlare del desiderio di voler cambiare anche il proprio sesso fisico.

CAPITOLO 5: Alcune massime fra quelle che vengono smontate una per una:
a) Nasciamo tutti eterosessuali, nessuno è omosessuale, men che meno gli omosessuali, che sono solo "eterosessuali con problemi di omosessualità.
b) L'omosessualità è un difetto di mascolinità, dovuto a una carente identificazione con il genitore del proprio sesso.
c) Gli omosessuali sono persone che hanno queste tendenze a causa di una fissazione che impedisce l'identificazione con la mascolinità.

…seguono altre massime. Tutte quante sono correlate ad una serie di interventi di psicologi che ritengono si possa guarire. Fanno venire i brividi, ve lo garantisco. Gli autori del capitolo, lentamente, smontano una ad una queste loro posizioni. Quel che fa ancora più tremare è il fatto che molta gente comune la pensa come loro e si rifiuta di ascoltare le posizioni di persone accreditate che sostengono il contrario con prove chiare ed evidenti alla mano. Ed in effetti nel capitolo si affronta tutta una questione sul senso comune, sul senso religioso - si cita un libretto di cui ho già avuto modo di parlare in altre parti: "ABC per capire l'omosessualità", Ed. San Paolo, sul cui contenuto evito di esprimermi per non essere volgare… Quindi si prende in esame tutto il lavoro compiuto dallo psichiatra Robert Spitzer, decisivo nel 1973 per l'eliminazione dell'omosessualità dal DSM. Da scorgere nel capitolo, anche se non si parla chiaramente qui: il grande numero di suicidi fatti da pazienti "guariti" - Nota mia personale: "il sangue dei giusti grida vendetta al cospetto di Dio".

… mi fermo per non tediarvi ancora di più, per quanto ne avrei di cose da dire. Ma il libro e lungo e ogni capitolo, ogni paragrafo meriterebbe più di una superficiale presentazione come quella che ho fatto. Vero: il linguaggio è complesso. Ma se volete riflettere un po', e pensare un po' non fa male a nessuno, per rivedere dei vostri preconcetti o pregiudizi, un manuale del genere può servire, per quanto ce ne siano - e ve li dirò quali sono - manuali obiettivi molto più accessibili.
Per ogni ulteriore informazione o per eventuali chiarimenti sono a vostra disposizione: sapete dove trovarmi.

Ciao!

PS: La presente opinione di per sé avrebbe una dedica. Per motivi di privacy non posso mettere il destinatario della dedica. Solo lui sa... :) ed è sufficiente!

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Commenti

Avete domande riguardo Gay e lesbiche in psicoterapia (a cura di Paolo Rigliano, Margherita Graglia)? Domanda
Pagina 1 di 12 | 1 - 5 di 57 commenti
  • castoroinfiamme 28/05/2008 11:24
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    interessantissimo... davvero! e non vuoi partecipare alla mia tesina? sto facendo circolare un sondaggio a tema.. vieni!

  • saylor_moon 06/04/2007 02:51
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • sara05 31/03/2007 14:57
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Incontro sempre più persone a cui l'omosessualità fa paura. Io la definisco paura, perchè non riesco a capire il perchè di questo odio innato. Ottima opinione, grazie.

  • plumeo 19/02/2007 11:20
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Quanto mi piacerebbe saper che il tuo modo di vedere i gay fosse maggioritario in Italia e soprattutto nella chiesa ... sarebbe fantastico potersi riferire ad un omosessuale semplicemente come ad una persona. Tornerò a leggere le altre, a presto

  • andreastellina 11/02/2007 17:58
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    non mi stavi affatto tediando, peccato ti abbia interrotto al v capitolo, il linguaggio era di facile comprensione, opinione ben scritta ed utile soprattutto per i non addetti ai lavori !!!

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