...
Germi, figlio di un operaio, si trasferì a Roma da Genova, per seguire i corsi di recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Successivamente passerà alla regia sotto la scuola di Blasetti.
Il suo primo film fu "Il testimone" del 1945, a cui seguirà "In nome della legge" del 1949 ... Leggi l'opinione
Una Opinione di MARIAROSARIA67VIRGILIO.IT su Germi, Pietro 6 Marzo 2005
La valutazione di questo autore:
Vantaggi:
PELLICOLE DI BUON LIVELLO
Svantaggi:
. . .
Lo consiglieresti ai tuoi amici?
Sì
Opinione completa
Pietro Germi (Genova 1914- Roma 1974), estremamente popolare durante la sua vita e quasi dimenticato dopo la sua morte. Germi fu uno dei più grandi registi italiani, troppo spesso sottovalutato. Molti critici, durante la sua cariera, sono stati spesso poco accomodanti con Germi. Anche se le sue pellicole, hanno avuto un discreto successo, Germi ha sempre avuto un rapporto difficile con la macchina da presa; era solito distanziarsi dai temi e dalle preoccupazioni del neorealismo, per applicarsi nel suo interesse verso pellicole di azione, noir, western, e commedia. Osservando le sue pellicole oggi, ci accorgiamo di quanto ecclettico sia stato questo regista. Raggiunse sempre i massimi livelli, con la sua caratteristica di genuina instintività narrativa, in tutte le pellicole che hanno abbracciato i vari generi. Pietro Germi fu uno dei registi più impegnati del cinema italiano ed europeo, riuscì a cogliere le contraddizioni della società e dell'uomo con forte spontaneità, e con uno stile che trova la forza espressiva e morale dalla ingenua e rude schiettezza. Federico Fellini, lo definì come un uomo appassionato creatore, ma fiero di essere un artigiano, spesso realizzando arte, senza deliberatamente cercarla. Germi, figlio di un operaio, si trasferì a Roma da Genova, per seguire i corsi di recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia. Successivamente passerà alla regia sotto la scuola di Blasetti. Il suo primo film fu "Il testimone" del 1945, a cui seguirà "In nome della legge" del 1949 ed "Il cammino della speranza" del 1950. Dopo aver raggiunto il successo con film melodrammatici d'ambientazione popolare e piccolo borghese ("Il ferroviere" 1956 e "L'uomo di paglia 1958), si sposterà su temi riguardanti la commedia, con il grande successo di "Divorzio all'italiana" (1961), ottenendo un Oscar per la sceneggiatura e creando un intero genere cinematografico. Con il film "Sedotta ed abbandonata" del 1964, affronta i stessi temi di "Divorzio all'italiana", con personaggi simili, ma con toni grotteschi maggiori. Nel 1965 una fusione tra satira e moralismo lo troviamo nel film "Signore e signori", dove il regista mette a nudo i vizi inconfessabili di una perbenista provincia veneta. Dopo "L'immorale" del 1967, inizia la decadenza dell'artista, con "Serafino" (1968) e "Le castagne sono buone" (1970), dove gli elogi all'ingenuità e i buoni sentimenti non reggono. Nel 1972 con "Alfredo Alfredo" affronterà la commedia antidivorzista. Pietro Germi morirà prematuramente per una grave forma di cirrosi epatica, mentre sta lavorando al progetto di "Amici Miei", ereditato poi da Monicelli.
FILMOGRAFIA 1945 - IL TESTIMONE. Esordio alla regia di Pietro Germi. Nastro d'argento come miglior soggetto a Pietro Germi nel 1946. Un presunto assasino sta per essere condannato a morte in base alla dichiarazione di un testimone, assolutamente convinto dell'infallibilità del proprio orologio. Ma quando si accorge che l'orologio, è soggetto ad errori e difetti, si affretterà a rimangirsi la deposizione e a battersi perchè l'imputato venga assolto. L'uomo verrà rimesso in libertà, ma la sua coscienza lo ossessionerà al punto che decide di sopprimere il testimone...... 1947 - GIOVENTU' PERDUTA. Nastro d'argento a Jacques Sernas come migliore attore straniero in un film italiano. Marcello (Massimo Girotti) è un ex-combattente, che a 27 anni si iscrive al primo anno di università; in realtà è un infiltrato della polizia. Qui incontrerà Luisa (Carla Del Poggio), figlia di un professore. Marcello conoscerà anche il fratello di Luisa, Stefano (Jacques Sernas), studente anche lui, ma anche capo di una banda di malviventi. Durante una rapina viene ucciso un uomo. Marcello sospetta una implicazione di Stefano nel delitto. Drammatico epilogo. 1948 - IN NOME DELLA LEGGE. Tratto dal romanzo "Piccola Pretura" di Giuseppe Guido Lo Schiavo. Nastro d'argento speciale (1949) per "le levate qualità artistiche". Nastro d'argento a Massimo Girotti come migliore attore protagonista e a Saro Urzì come attore non protagonista. Un giovane pretore è inviato in un piccolo centro della Sicilia. Il pretore si scontrerà con scottanti problemi, pronto a rimanere al suo posto per ristabilire ad ogni costo il rispetto della legge. 1950 - IL CAMMINO DELLA SPERANZA. Orso d'argento al Festival di Berlino del 1951 per miglior film. In un piccolo paese della Sicilia chiudono l'unica solfatara, e molti lavoratori si ritrovano in mezzo ad una strada. La speranza di una nuova vita in paese straniero. 1951 - LA CITTA' SI DIFENDE. Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il miglior film italiano alla XII° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia. Sicuramente un film antirealistico. Una banda dopo un colpo alla cassa dello stadio, durante una partita di calcio, inseguiti dalla polizia si dileguano. I quattro partecipanti alla rapina avranno epiloghi drammatici. 1952 - LA PRESIDENTESSA. Espulsa da una cittadina francese come fonte di scandalo, Gobette (Silvana Pampanini), soubrette, si rifugia a casa del magistrato che l'ha allontanata. Qui sedurrà il Ministro della Giustizia (Carlo Dapporto), facdndosi scambiare per la moglie del magistrato. 1952 - IL BRIGANTE DI TACCA DEL LUPO. Germi affronta il rapporto individuo e organizzazione statale. Una compagnia di bersaglieri, comandata dal capitano Giordani (Amedeo Nazzari), si reca in Basilicata, per liberare la zona dai briganti. 1953 - GELOSIA. Tratto dal romanzo "Il Marchese Roccaverdina" di Luigi Capuana del 1901. Il Marchese di Roccaverdina si innamora di una contadina, Agrippina, che accoglie nel suo palazzo e ne fa la sua amante. Il Marchese tenta invano di "educare" Agrippina a modi signorili. Decide di farla sposare pro-forma con il fattore Rocco: il matrimonio però non dovrà essere consumato. Ma il giorno delle nozze, il sospetto che Rocco non tenga fede ai patti, induce il Marchese ad ucciderlo. Verrà condannato per l'omicidio un'innocente, Neli Casaccio. Il Marchese tormentato dal rimorso, cercherà conforto nella confessione, ma non sarà assolto dal prete, poichè non intende assumersi le proprie responsabilità. Il Marchese si ammalerà e verrà curato dalla devota cugina, Zosima, che i parenti vorrebbero fargli sposare. Tornato in salute sposerà Zosima; ma poco dopo riallaccerà la sua relazione con Agrippina. Intanto Neli Casaccio evade dal carcere e verrà ucciso dai carabinieri. Il Marchese impazzirà e morirà confortato da Agrippa. 1953 - AMORI DI MEZZO SECOLO (II° EPISODIO). Il titolo dell'episodio con la regia di Pietro Germi è "Guerra 1915-1918", narra la storia di due giovani sposi abruzzesi separati dalla guerra. Antonio, il marito morirà al fronte, lo stesso giorno in cui la moglie Carmela darà alla luce il loro figlio. 1955 - IL FERROVIERE. Nastro d'argento come miglior film nel. Un macchinista delle ferrovie dello Stato, Andrea (Pietro Germi), che ama il buon vino entra in una grave crisi professionale e familiare, ma la supera con l'aiuto del figlio minore e dei suoi compagni di lavoro. Il film narra la realtà umana e sociale dell'Italia degli anni 50. 1957 - L'UOMO DI PAGLIA. Nastro d'argento per miglior regia e miglior commento musicale. Operaio romano, con moglie e figlio, rimane solo in città e ha una relazione con una giovane dattilografa. Quando la lascia, lei si suicida. Lui ritorna in famiglia, ma la vita non sarà più la stessa. 1959 - UN MALEDETTO IMBROGLIO. Tratto dal romanzo "Quel pasticciaccio brutto de Via Merulana" di Carlo Emilio Gadda (1947). Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura. Un Pietro Germi regista ed attore che domina con la sua malinconia su tutto il film. Ingravallo (Pietro Germi), commissario della squadra mobile di Roma, indaga su di un furto ed un omicidio. 1961 - DIVORZIO ALL'ITALIANA. Commedia grottesca, con satira sui costumi e sulle istituzioni. Premio per la miglior commedia al XV Festival di Cannes. Nastro d'argento per miglior soggetto originale e miglior attore protagonista (Marcello Mastroianni). Premio Oscar nel 1963 per miglior soggetto e miglior sceneggiatura. Ferdinando Cefalù (Marcello Mastroianni), barone siciliano, si innamora della cugina sedicenne Angela (Stefania Sandrelli), da cui è ricambiato. Feridnando riuscirà a liberarsi dell'ostacolo alla sua unione con Angela, la moglie Rosalia (Daniela Rocca), conducendo a nuove nozze l'amata Angela. 1963 - SEDOTTA E ABBANDONATA. Premio come miglior interpretazione maschile al XVII° Festival di Cannes a Sarò Urzì. Nastro d'argento come migliore attore protagonista a Saro Urzì. Nastro d'argento come attore non protagonista a Leopoldo Trieste. nastro d'argento come miglore sceneggiatura. David di Donatello per la miglior regia e miglior produttore (Franco Cristaldi). Agnese (Stefania Sandrelli), sedicenne, subisce violenza da parte del promesso sposo di sua sorella Matilde (Paola Biggio). Il padre (Saro Urzì) accortosi dell'accaduto, tenta di imporre le nozze riparatrici. Il seduttore si arrenderà alle minacce del padre ed è pronto a sposare Agnese. Agnese si rifiuterà, ma alla fine convolerà a nozze, e proprio il giorno delle nozze il padre colto da collasso morirà; mentre Matilde si chiuderà in convento. 1965 - SIGNORE E SIGNORI. Palma d'oro al Festival di Cannes. David di Donatello per la miglior regia e miglior produzione (Pietro Germi e Robert Haggiag). Nastro d'argento per la miglior sceneggiatura. Film ambientato nella provincia veneta, articolato su tre episodi, che si articolano nell'ambito della stessa cerchia di amici. 1966 - L'IMMORALE. David di Donatello 1967 per miglior attore ad Ugo Tognazzi. La vita privata del violinista Sergio Masini, diviso tra una moglie con tre figli e due amanti. 1968 - SERAFINO. Gran Premio al Festival di Mosca nel 1969. Il giovane pastore Serafino Fiorin (Adriano Celentano) diventa l'amate della cugina Lidia (Ottavia Piccolo). Quando muore l'anziana zia Gesuina (Nerina Montagnani), Serafino eredita i suoi beni, che sperpera con gli amici, con la costernazione dello zio Agenore (Saro Urzì), che riesce a farlo internare. Serafino, verrà poi scoperto da Agenore, nel letto della figlia Lidia, che lo costringe ad accettare le nozze riparatrici. Giunto in chiesa per il matrimonio, si ribella, e sposerà Asmara (Francesca Romana Coluzzi) una prostituta madre di 4 bambini, per creare un tipo di famiglia più adatto al suo spirito indipendente e scanzonato. 1970 - LE CASTAGNE SONO BUONE. Il più brutto film di Germi. La storia di un cinico regista e una studentessa pura. Un miscuglio tra misoginia e la mitizzazione della donna vergine. 1972 - ALFREDO ALFREDO. Premio David 1973 a Pietro Germi per miglior film. Alfredo (Dustin Hoffman) timido impiegato di banca, è innamorato di una farmacista Mariarosa (Stefania Sandrelli). I due si fidanzeranno e si sposeranno. Alfredo dopo varie vicessitudini arriverà al divorzio, ma si ritroverà impigliato in un'altro rapporto.
Vantaggi: Realistico e convincente Svantaggi: Sottovalutabile in quanto italiano ed in B/N - Alcune scene di doppiaggio discutibili
...la presenza scenica di PietroGermi ed il suo polso fermo ci offrono un ritratto indimenticabile di un'Italia pre-boom.
Germi, incurabile idealista in un'Italia del secondo dopoguerra incline al fascino delle mode, ha saputo imporre in questa che resta forse la sua realizzazione più intensa e sentita il suo sguardo lucido e caustico su una realtà sociale in profonda trasformazione, tesa all'affermazione di nuovi princìpi e valori morali ed infatti non si è lasciato scappare il Nastro d'Argento come miglior film, d'ispirazione sociale ed umanitaria, poetico e toccante, nel quale fa da regista e primo attore.
Notare altresì come Sylva Koscina non sia soltanto una "bella" del cinema ma sappia anche sostenere il proprio ruolo in maniera più che apprezzabile.
Consigliabile ai maturi d'età, che con la pellicola hanno l...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente molto utile
Vantaggi: attori, regista Svantaggi: nessuno in particolare
...UN MALEDETTO
IMBROGLIO
Italia - 1959 - B/N - 120' Interpreti PietroGermi, Claudia Cardinale, Saro Urzì, Franco Fabrizi, Eleonora Rossi Drago
Il commissario Ingravallo è chiamato ad investigare su di un furto di gioielli commesso in un antico palazzo romano. Interrogando gli inquilini è attirato dalla bella e triste Liliana Banducci e dalla sua domestica, Assunta. Mentre le indagini proseguono, la signora Banducci viene trovata assassinata. Le indagini cominciano a concentrarsi su un cugino di Liliana e sul marito della stessa, Remo. Nel frattempo, grazie a un colpo di fortuna, viene risolto il colpo dei gioielli, avvenuto nell'ambito della criminalità comune. Gli indizi dell'omicidio si moltiplicano sulla figura del marito. Quando il caso sembra destinato all'archiviazione, un particolare 'chiave' fa scoprire l...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente utile
Vantaggi: la storia semplice e genuina, la presenza di un bravo attore come Celentano, a suo agio nel ruolo in questione e la buona riuscita nel complesso del tutto. Svantaggi: la modestia dell'insieme del film che, pur essendo gradevole, non è sicuramente indimenticabile.
...SERAFINO è il titolo di un film italiano che risale al 1968.
Si tratta di un lungometraggio che vede come protagonista assoluto Adriano Celentano, autore anche dell'album che porta il medesimo nome del film.
Il film appartiene al genere della commedia ed ha una durata di 96 minuti.
Gli autori del soggetto di SERAFINO sono PietroGermi, Alfredo Riannetti e Tullio Pinelli.
La sceneggiatura è curata da questi, con l'aiuto di Leo Benvenuti e Piero De Bernardi.
Il regista del film è PietroGermi.
La fotografia è curata da Aiace Parolin e le musiche da Carlo Rustichelli.
Il montaggio infine è a cura di Sergio Montanari.
Nel film SERAFINO Adriano Celentano interpreta il ruolo di Serafino Fiorin, un pastore molto particolare.
Tra gli altri attori del film, si distinguono Sarò Urzi (zio Agenore), Ottavia Piccolo (Lidia) e Francesca...
Leggi l'Opinione
Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente utile