third chapter
09.10.2004
Vantaggi:
una spanna sopra il secondo, a livello del primo
Svantaggi:
nessuno in particolare
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Qualità dei testi
Qualità della musica
Originalità
continua
 adri84mj
Su di me:
chissà se qualcuno si ricorda ancora di me...com'è cambiato il sito...e come sono cambiato io!!!
Iscritto da:30.06.2000
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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 40 utenti Ciao
“Getting Away With Murder” è il terzo disco (“importante”) dei Papa Roach dopo l’ottimo esordio di “Infest” e la mezza delusione “Lovehatetragedy”, che non riesce a bissare il successo del suo predecessore. Su un sito specializzato ho letto che questo album è figlio delle influenze rap e hip-hop subite dal gruppo durante il suo ultimo tour, in cui alcuni rapper sono saliti sul palco insieme a loro e mi viene in mente solamente Xzibit, ma ce n’erano degli altri. Beh, i rapper sono saliti realmente sul palco insieme ai Papa Roach e hanno aperto i loro concerti in diverse città degli USA, ma questo “Getting Away With Murder” non ha subito a livello di suono alcuna influenza dal mondo del rap, questo lo posso dire per certo. Visto che parliamo di influenze, inserisco qua una sezione che avrei dovuto dedicare alle influenze del gruppo nelle mie due opinioni precedenti; sono queste influenze sentite esclusivamente con il mio orecchio oppure dedotte personalmente dall’argomento dei testi, perciò potrebbero essere totalmente sbagliate, vi avviso. Per quanto riguarda il primo disco, “Infest”, non posso parlare di influenze, insomma qualche similitudine con i testi dei primi Linkin Park si può scorgere, ma musicalmente i Papa Roach del primo disco sono i Papa Roach e basta. Nel secondo disco, “Lovehatetragedy”, ho invece ritrovato qualche elemento che ha caratterizzato l’album “Anthology” degli Alien Ant Farm, sia nel suono, sia nella voce; ci ho trovato anche qualcosa di simile agli Incubus di “S.C.I.E.N.C.E.” per quanto riguarda i vocalismi e in ultimo anche qualche traccia dei The Calling di “Camino Palmero”.
Parliamo ora di questo terzo disco, partendo appunto dalle influenze; negata ogni commistione con il rap, devo dire che il primo singolo dell’album, che tra l’altro gli dà anche il titolo, sembra in tutto e per tutto una canzone dei Korn, soprattutto per quanto riguarda il suono emesso dalle chitarre elettriche (vorrei parlare di “distorsioni”, ma non so se è il termine giusto non essendo per nulla esperto di strumenti). 1.BLOOD Un testo abbastanza minimalista, sorretto dall’incombente domanda: “Does it run in your blood to betray the ones you love?”; anche stavolta, come in “Lovehatetragedy”, non mi sembra un buon inizio per un disco, una batteria subito molto occupata a dare il ritmo e subito un ritornello abbastanza casinaro; anche in questa canzone ci vedo gli Alien Ant Farm.
2.NOT LISTENING Torna, ma non se n’era mai andata, la critica alla società; bisogna essere più grandi, più veloci e più forti se si vuole sopravvivere perché “the first time might be your last time”: molto pessimista ma molto incisivo! In questo brano sembra che sia la voce a dettare i tempi e a lasciare in alcuni spazi libera espressione agli strumenti. 3.STOP LOOKING Un’altra canzone che mette in campo rabbia, pessimismo e rassegnazione, abilmente riassunti nel verso “I’m afraid the end is near”; in questa canzone si registra una cosa insolita per i Papa Roach, una seconda voce a rafforzare la prima. Batteria e chitarre elettriche iniziano a scaldarsi, sprigionando una buona dose di energia, esaltati da una voce abbastanza urlata in questo brano.
4.TAKE ME La solitudine è la protagonista di questo testo, l’io-cantante si sente solo nella sua condizione di disagio, di dolore fisico e di sofferenza mentale (“My soul is in a coma”); bella canzone movimentata e supportata da una buona coesione tra voce e strumenti, sicuramente la migliore della prima quartina, un buon modo di preparare il terreno al primo singolo. 5.GETTING AWAY WITH MURDER Per la prima volta, la canzone che dà il titolo all’album esce come singolo ed è addirrittura la canzone-lancio del disco; come detto sopra, l’incipit e in generale tutta la parte strumentale sembra direttamente ereditata dai Korn; la voce è ben amministrata in questo brano, dalle parti cantate con rabbia si passa ai versi sussurrati. “Get away with murder” è un modo di dire che significa “farla sempre franca”; in generale il testo è abbastanza apocalittico, con protagonista il dire la verità, aggettivato come irrazionale.
6.BE FREE “Sick and tired of being sick and tired” è il verso più geniale dell’intero album; la canzone provoca dipendenza grazie all’anafora insistita di “Be free”: il cantante vuole essere libero dalla palla e dalla catena (in effetti si dice abbia trascorsi da carcerato), da una vita fatta di dolori, ma soprattutto vuole essere libero dalla persona a cui si rivolge la canzone, probabilmente un rappresentante del perbenismo (“You say I’m going to hell, but I’m still there”). 7.DONE WITH YOU Seconda canzone consecutiva in cui sento qualche influenza degli Offspring, anche per la poca originalità del testo (5-6 righe ripetute 3 volte); il concetto principe è comunque che lui ne ha piene le palle di colei che gli ha spezzato il cuore; gli strumenti si scatenano abbastanza in questo brano, peccato per il testo, perché poteva essere una delle migliori dell’album.
8.SCARS Ecco qua una delle migliori canzoni dell’album, i primi versi sono cantanti quasi senza accompagnamento e questo mi piace molto, soprattutto perché la canzone rappresenta una pausa di riflessione per le sonorità pesanti, insomma i Papa Roach sanno fare anche rock melodico e lo dimostrano con questa canzone. Qui ricordano molto gli Alien Ant Farm e i The Calling, soprattutto questi ultimi anche per l’argomento amoroso del testo, che parla di un lui che sta lasciando la sua lei dopo averla aiutata a risollevarsi: “I’m sorry but I gotta move on with my own life”. 9.SOMETIMES Inizio tranquillo con la prima strofa ed esplosione improvvisa con il ritornello, questa nona canzone vive di questa alternanza; netta la somiglianza con i testi dei Linkin Park di “Hybrid theory”, con questa ricerca vana delle “risposte” e la deriva della propria vita (“My life is spinning out of control”).
10.BLANKET OF FEAR “Hold on to your dreams Because your nightmares might seem like your reality” è la frase principale di questo testo, che ricalca le orme di tanti altri testi dei Papa Roach, girando il coltello nella ferità della società marcia che ci circonda; la chitarra elettrica è la protagonista di questa canzone e verso la fine la voce del cantante sfiora le tonalità di Lenny Kravitz. 11.TYRANNY OF NORMALITY Il testo più scarno dell’intera produzione del gruppo non impedisce a questa canzone di meritarsi la mia statuetta di migliore dell’album; perfetta coesione tra voce e strumenti, buona dose di rabbia e due frasi (delle cinque del testo!) da incorniciare: “The media is the seduction of human destre” e “our culture has become compulsive and has no destre”; il testo continua con la rabbia mista a tristezza e rassegnazione che si prova sfogliando un giornale pieno di morte e tragedia.
12.DO OR DIE La critica della società permea in modo fondamentale i testi di questo gruppo e visti i risultati prodotti dalle relazioni amorose nei testi di “Lovehatetragedy”, l’unico appiglio sembra essere dentro la propria persona; “It’s never too late to live your life” sembra essere una barlume di luce nell’oscurità della vita, ma poi giunge la rassegnazione “I can’t run anymore, I can’t hide anymore”. “Getting Away With Murder” sarebbe stato il perfetto secondo disco per i Papa Roach, che invece hanno fatto un mezzo passo falso con “Lovehatetragedy”; questo album presenta delle novità rispetto ad “Infest”, in quanto dalla voce, dagli strumenti e dai testi non scorre solamente rabbia ed energia (che in “Infest” hanno dato luce ad un ottimo album), ma c’è un tempo anche per il rock melodico e per il testo cantato e non solamente urlato.
Fortunatamente per voi, ho momentaneamente terminato con gli album dei Papa Roach, ma come detto martedì sarò al loro concerto a Milano, perciò attendetevi un’altra opinione paparoachiana alla quale seguiranno altre opinioni musicali visto che ci ho preso gusto!
Azione per questa opinione
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26.11.2005 21:48
un commento degno di un esperto
14.10.2004 20:51
Ehm... che faccio, mi ripeto? Naaa!!! Comunque non è stata Silvia a parlarmene male... povera fanciulla, bistrattata da chi dovrebbe amarla... :'(
14.10.2004 00:19
Vedo che ti sei lanciato sulle opi musicali! :-) Ps. sono tornatooo!! Ora vado a leggere Silvia che l'ho trascurata ;-)