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Gli eredi dell'Eden (Wilbur Smith)

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ALLA CONQUISTA DELL'AFRICA PERDUTA.

5  06.04.2003

Vantaggi:
L'intreccio, il ritmo e il suggestivo panorama .

Svantaggi:
545 pagine .  Ovviamente solo per chi non ama le letture lunghe .

Consiglio il prodotto: Sì 

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PREMESSA.
A beneficio di coloro che ancora non hanno letto Wilbur Smith, ma anche di coloro che non conoscono approfonditamente la letteratura di questo autore, approfitto di questa opinione per una breve illustrazione. Smith, nasce in Rhodesia del Nord (ora Zambia) nel 1933, ma da piccolo si trasferisce in Sudafrica, dove attualmente vive. Nel 1974 pubblica il suo primo romanzo (Un’aquila nel cielo) ed è subito un successo. Quel suo primo lavoro è stato succeduto da ben 28 altri romanzi (l’ultimo è Orizzonte che ho da poco finito di leggere e recensire) Laddove, però, la sua eccellente vena letteraria ha dato il meglio di se, è nella saga dei Courtney. Attraverso una famiglia inglese, Smith racconta tutta la storia del Sudafrica, da quando era un piccolo insediamento olandese fino alla fine dell’apartheid. Ben 11 romanzi. Un’avventura infinita di oltre 6000 pagine. Gli EREDI DELL’EDEN, scritto nel 1977, è stato il terzo libro della saga fino a quando, Smith non ha scritto in sequenza, Uccelli da preda, Monsone e appunto Orizzonte. Facendo diventare questo libro il sesto, in ordine cronologico. Tuttavia, è da sottolineare che ognuno dei libri, pur facendo parte di una complessa e appassionante storia, rimane un romanzo a se.

LA STORIA.
Prima guerra mondiale. Il generale Sean Courtney, è impegnato sul fronte europeo . Durante la guerra di trincea in corso, un suo connazionale, Mark Anders, viene in suo aiuto per liberare la sua brigata da un cecchino tedesco. Mark, riesce nell’impresa, ma rimane gravemente ferito e viene rispedito in patria. Qui scopre che, avendolo creduto morto, tutte le proprietà ereditate dal nonno, anch’egli morto mentre lui combatteva in trincea, sono state acquistate da una società facente capo a Dirk Courtney. Il figlio di Sean, il generale conosciuto in guerra. Dirk, venuto a conoscenza del ritorno di Mark, lo fa inseguire per eliminarlo. Ma Mark, riesce a sfuggire e si ritrova a Fordsburg, dove è in preparazione una rivolta proletaria. E Mark, suo malgrado, si trova coinvolto. Ma dura poco, perché riesce a svincolarsi. Parte di nuovo. Si trasferisce a Durban. Trova lavoro come venditore d’auto. Inizia anche a studiare la storia della famiglia Courtney, per comprendere il suo nemico. Intrattiene anche un rapporto epistolare con una ragazza di Ladyburg, la città da cui è stato bandito. Marion, questo il nome della ragazza, si innamora di Mark, e nel tentativo di aiutarlo a ricostruire la storia del nonno di lui, commette una grossa ingenuità. Intanto la sua strada sta di nuovo per incrociarsi col capostipite dei Courtney, ma il richiamo di Marion ed un malinteso lo riportano nei pressi di Andersland, il suo Eden. Scampato alla morte, torna a Durban e, finalmente, si rincontra con Sean Courtney. L’ex generale, ora politico, lo convince a lavorare con lui, come persona di fiducia. E così Mark, da questa posizione privilegiata, viene a contatto con le lotte intestine della famiglia Courtney. Conosce Storm, figlia di Sean. E viene di nuovo coinvolto, nella lotta proletaria, stavolta stando dalla parte del padrone. Ma il suo progetto ha un solo obbiettivo, la riconquista di Andersland, ed è ancora lontano.

I PERSONAGGI.
Innanzitutto, Mark Anders, il vero protagonista dell’intera vicenda. Bello, forte, determinato all’inseguimento di un sogno. Medita anche vendetta. Per l’uomo che ha amato, il vecchio nonno.
Dirk Courtney. E’ il cattivo. Ricco e potente. Ha un solo scopo: arricchirsi ancora di più. E per farlo non bada a nessuno. Nemmeno al padre.
Sean Courtney, padre di Dirk. Capostipite della ricchissima e potente famiglia di origini inglesi. Il suo sogno è quello di un paese più equo. E quando si accorge che il figlio, per danaro, sta distruggendo tutto, non esita a contrastarlo.
Fergus McDonald, compagno d’armi di Mark. Tornato in Africa, si mette alla testa del sindacato dei minatori. Entra nel direttivo del partito comunista Sudafricano. E fomenta la prima rivolta operaia del Sudafrica.

L’OPINIONE.
Questo romanzo, è l’unico della saga che ha un protagonista diverso di un Courtney. In realtà, riassume, attraverso le gesta di Mark Anders, l’intera storia della famiglia. L’intreccio è sapientemente costruito, condito da tanti colpi di scena, che mutano il percorso narrativo, laddove inizia a stagnare. Dunque mai noioso, questo romanzo di Smith. Sicuramente lo sviluppo della storia, che coinvolge anche personaggi realmente esistiti e che racconta di fatti realmente accaduti e passati alla storia, fatica a celare l’epilogo finale. La prosa di Smith è sempre affascinante, soprattutto quando da una realtà romanzesca, fatta di uomini, si sofferma sull’immutabile e straordinario spettacolo che la natura africana offre. Non mi stancherò mai di dire che l’abilità dello scrittore sudafricano sta nel fatto di coinvolgere il lettore in storie umane complesse, ma sullo sfondo delle quali, il selvaggio Continente nero, si erge a unico protagonista, incontrastato.

Ciao.
Vincenzo.
P.s. Dedico questa opi a tsunami2001.

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alessio_71

alessio_71

26.04.2003 17:45

Bellissimo! L'ho letto qualche anno fa ma lo ricordo ancora... come tutti gli altri di Smith! Alessio

tsunami2001

tsunami2001

06.04.2003 23:17

Troppo gentile. L'ho letto una vita fa e non lo ricordo perfettamente. Ma non posso dimenticare le suggestioni iniziali della guerra di trincea e l'uccisione del giovane cecchino. Così come l'atmosfera delle lotte sindacali e la capacità di far entrare in una storia sconosciuta ai più.

liebestraum

liebestraum

06.04.2003 20:34

Ottima recensione. ;) Ciao.

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