In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 93 utenti Ciao
Gli anni 50 negli States furono gli anni del maccartismo. Erano gli anni della guerra fredda con l'Urss e il senatore Mc Carthy cavalcò questa psicosi collettiva anticomunista della popolazione, per instaurare un vero e proprio regime e clima del terrore che potesse agevolare la sua ascesa politica. In pratica tutti coloro che erano sospettati di essere comunisti, o di avere legami con persone appartenenti al partito comunista; venivano messi alla berlina da un'apposita commissione d'inchiesta presieduta dal senatore stesso, silurati e licenziati anche quando non esistevano prove di nessun genere. Quando nel 1953 a farne le spese fu un'ufficiale dell'aeronautica, rimosso dai suoi incarichi perché accusato senza prove di avere dei comunisti nella cerchia stessa delle sue parentele; la redazione giornalistica dell'importante rete televisiva CBS decise che non era più il caso di stare a guardare. Facendo leva sul suo programma giornalistico di punta, PERSON TO PERSON condotto da Ed Murrow (David Strathairn) e prodotto da Fred Friendly (George Clooney), imbastì una vera e propria, lunga inchiesta giornalistica volta a dimostrare la faziosità della commissione presieduta dal senatore Mc Carthy, l'infondatezza delle accuse sovente lanciate dalla stessa, e la brutalità psicologica dei metodi utilizzati. Il risultato finale sarà una vittoria dal sapore agrodolce: le accuse di comunismo contro Murrow e il suo staff, volte a screditarne l'immagine e la fondatezza dell'inchiesta, porteranno al suicidio di Hollenbeck (Ray Wise) Anchorman del notiziario delle 23 e alla lunga allo smembramento finale dello staff di Person To Person con relativo esilio del programma dalla fascia serale alla domenica pomeriggio; di contro le vittorie ottenute saranno la riammissione dell'ufficiale ingiustamente destituito in aeronautica, e l'apertura di una commissione d'indagine del congresso volta ad accertare la correttezza dei metodi adoperati da Mc Carthy.
Il film è interamente girato, in maniera eccelsa, in bianco e nero. Guardandolo non si ha mai la sensazione di essere in presenza di una ricostruzione di 50 anni dopo, ma sembra quasi di assistere ad un documento originale dell'epoca. Merito di ciò è del montaggio e della fotografia, anch'esse eccelse, che inseriscono nella pellicola senza soluzione di continuità immagini di repertorio tratte dai programmi dell'epoca di Murrow e dai filmati originali delle inchieste condotte da Mc Carthy e la sua commissione, che riescono a fondersi davvero col film e diventare un tutt'uno con lo stesso. Protagonista dominante del film è il fumo. Non c'è scena dove non si fumi: in redazione durante la messa a punto del programma; al bar dopo il lavoro bevendo uno scotch; Murrow fuma persino in diretta durante la messa in onda di Person to person. Altri tempi, se si considera che lo sponsor del programma era proprio una marca di sigarette, le KENT. Cosa grazie al cielo, improponibile nella pur (sempre più spesso) immorale tv di oggi. Nubi, anelli di fumo che calano tutto intorno quasi come una fitta nebbia. Dall'azzeccata e profonda valenza metaforica. Cos'altri non era infatti il Maccartismo se non un regime di terrore basato su illazioni, accuse mai provate? Cos'altri non era se non un gettare FUMO negli occhi della gente, facendo magari leva sulle loro paure?
Il clima di terrore è un'altra componente perfettamente riprodotta dal film. Il non sapere di chi ci si possa realmente fidare e di chi no; i continui timori di essere ascoltati, osservati, spiati nell'arco delle proprie conversazioni private. Il limite del film se così si può chiamare, e quindi in un certo senso anche lo svantaggio, è quello di narrarci quello che fu un fenomeno esclusivamente americano; con una narrazione però immediata e diretta, che presuppone una conoscenza a priori dei fatti e degli eventi narrati che normalmente lo spettatore medio non è detto che abbia e non è tenuto ad avere. Per questo il film potrebbe risultare ostico ad un certo tipo di pubblico. Per fare un esempio, con le debite proporzioni ovviamente; è come se si girasse un film su tangentopoli e mani pulite, in maniera diretta dando per scontato i fatti e gli episodi precedenti; e lo si lanciasse poi sul mercato americano. Ciò che narra è un qualcosa di avulso ed estraneo alla cultura a stelle e strisce, che finirebbe con lo spiazzare e disorientare lo spettatore medio. Per questo motivo non me la sento di consigliare a tutti la visione di questo film, pur valutandolo con 4stelle; ma solo a chi ha già di fondo una buona conoscenza degli argomenti narrati o a chi pur non avendola, come me, è animato da una certa smaniosa sete di conoscere.
Un ruolo fondamentale nella riproduzione delle atmosfere anni 50 la svolge la splendida colonna sonora dalle inconfondibili atmosfere jazz, affidata alla suadente voce di Dianne Reeves,
L'ultima annotazione è per applaudire la bravura degli interpreti, ben calati ciascuno nel proprio ruolo; e per spiegare il perché di questo titolo. Buona notte e buona fortuna (Good night and good luck) era il saluto tradizionale che Murrow rivolgeva ai suoi spettatori al termine di ogni puntata dei suoi reportage.
Dopo aver letto la tua opinione penso che il film lo possiamo vedere tutti perchè ci hai illustrato la situazione . Questo film non l'ho visto ma essendo interpretato dal "mio vicino di casa"- si fa per dire- ( Clooney) se ne avrò occasione certamente lo guarderò. Ciao
25.11.2009 19:48
Dopo aver letto la tua opinione penso che il film lo possiamo vedere tutti perchè ci hai illustrato la situazione . Questo film non l'ho visto ma essendo interpretato dal "mio vicino di casa"- si fa per dire- ( Clooney) se ne avrò occasione certamente lo guarderò. Ciao
25.11.2009 15:53
Ritornata! :-)
25.11.2009 03:40
ottima anlissi,ma non fa la caso mio