La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
risate per grandi e piccini |
| Svantaggi: |
difficile conoscere i loro spostamenti |
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Sì |
Ci sono mestieri che si tramandano di generazione in generazione. Un tempo ciò avveniva per necessità. Difficilmente chi aveva alle spalle un'attività paterna, poteva permettersi di disdeganarla e guardare altrove.
Una di queste famiglie, dove la tradizione si perpetua con passione ed orgoglio, è quella dei fratelli Niemen.
I Niemen, da sempre sono burattinai. Piemontesi di nascita, si sono specializzati in storie scritte appositamente per burattini , che trascendono quindi l'impianto favolistico classico.
Di sei fratelli, attualmente solo due proseguono la professione, spostando il loro teatro errante dal Piemonte al Lazio.
Sono stati definiti gli ultimi veri burattinai d'Italia. Hanno una collezione di oltre 150 burattini, per lo più risalenti a fine '800. I più antichi si riconoscono perchè hanno ancora gli occhi in vetro. Ogni pezzo ha la sua storia. Bellissima è quella del personaggio del re, l'unico che si può datare con precisione.
Infatti, questo burattino fu donato a mamma Niemen, quando questa aveva 16 anni ( attualmente ne ha 87) . Fu il dono di uno spasimante, che volle omaggiarla con un qualcosa di unico e spettacolare. In effetti questo burattino è splendido, vestito sontuosamente e con i tratti del viso davvero espressivi.
I Niemen, da bravi piemontesi, portano in giro per l'Italia le avventure di Gianduia e amici.
Gianduja, nel mito popolare, nasce proprio come burattino, circa 200 anni fa.
Nelle storie proposte dai Niemen, ricopre il ruolo del risolutore, decisivo nel porre fine a vicende che paiono disperate. Naturalmente le soluzioni sono sempre legate al modo di essere di questo personaggio, coraggioso sì, ma devoto anche alla bottiglia, alle belle donne e al buon cibo.
Gli è sempre accanto il fedele Testatina, inventato dagli stessi Nienem nel 1925.
Si narra che la famiglia di burattinai arrivi direttamente dalla Lithuania o dalla Bielorussia. Un primo Niemen sarebbe stato giullare alla corte dello zar, secondo una tradizione orale trasmessa di famigia in famiglia.
I Niemen sono anche giostrai, circensi, artisti di strada. Sono imparentati con altre grandi famiglie circensi, tra cui anche i Togni.
Sono persone legate tra di loro da un patto silente di reciproco aiuto. Nel 1939, la più grande famiglia di marionettisti, i Lupi, hanno un tracollo finanziario e perdono il teatro che gli apparteneva. I Niemen, per aiutarli, commissionano loro alcuni fondali da usare per gli spettacoli e in più acquistano alcune marionette, tramutandole in burattini.
Gli scenari, bellissimi, sono ancora usati per le rappresentazioni odierne.
La compagnia di Eliseo Bruno è l'ultima della famiglia Niemen.
Nessuno continuerà questo difficile e duro lavoro, che porta a spostarsi giornalmente e che deve scontrarsi con la modernità che sta uccidendo la fantasia dei bambini.
E' un vero peccato, perchè ho visto i bambini divertirsi come non mai, senza cali d'attenzione anche se lo spettacolo dura più di un'ora.
Le storie portate in scena in questo periodo sono due:" L'acqua miracolosa" e "Il castello dei briganti".
Seguo i Niemen ogni volta che mi è possibile. Sia io che Letizia non ci stanchiamo mai di sentire e risentire le storie di Gianduja, Testatina, Tartaglia, del Diavolo e ci godiamo, ogni volta, il fantastico finale dei burattini ballerini.
Li abbiamo visti in tutto il Ponente ligure, dall'entroterra genovese alla riviera di Alassio.
Il problema è quello di riuscire ad avere il calendario dei loro spostamenti.
Sul sito www.burattininiemen.com vi sono varie notizie , ma non le date e i luoghi dei loro spettacoli. Meglio chiamare sul cellulare ( 3381092799).
D'inverno svolgono spettacoli in teatri al coperto, soprattutto a Torino e provincia.
L'ingresso costa 5 Euro, sia per adulti che per bambini.
Vi è la possibilità di acquistare pop-corn, zucchero filato o burattini di gomma per i più piccoli.
Lo spettacolo prevede un quarto d'ora di intervallo per cambiare gli scenari.
Sia all'inizio dello spettacolo, che prima della seconda parte, il burattinaio interagisce con il pubblico raccontando la storia della compagnia e curiosità varie sui suoi buratini.
Al termine della storia, si concede ai bambini, portando Gianduja a ringraziare e a salutare.
E proprio ai più piccoli sono dedicate le seggioline nelle prime file, proprio sotto i magici burattini.
Malgrado Gianduja sia piemontese, per la precisione di Callianetto, i Niemen hanno scelto di limitare le espressioni dialettali, che non sarebbero troppo gradite ai bambini. Comunque la parlata del personaggio rimane tipica e la sua piemontesità traspare in maniera simpaticae vivace.
Sotto la locandita pubblicitaria del "Gran Teatro dei Burattini" troverete l'indicazione: dai 3 ai 90 anni. Assolutamente vero! Grandi e piccini si divertono assieme, con uno spettacolo dal sapore antico ma ancora attuale e divrtente.