Greyhound

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Opinione su "Greyhound"

pubblicata 05/09/2011 | IceMan46
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Svantaggi -
Eccellente
Qualità del veicolo
Affidabilità su strada
Comfort
Spaziosità dell'abitacolo
Qualità di guida

"girare gli States in bus"

Dopo aver conseguito il diploma in un Istituto Tecnico Statale fui convocato da una multinazionale americana per test attitudinali e colloquio informativo. Quando oramai avevo perso ogni speranza ricevetti un telegramma con il quale mi si invitava, se ero sempre interessato, ad un ulteriore colloquio. Così dopo una settimana mi veniva proposto di andare ad un corso di addestramento, della durata di sei mesi negli Stati Uniti d’America al termine del quale si sarebbe perfezionata la mia assunzione.
Superate le remore dei miei genitori e confortato dal valore dello stipendio mensile offertomi (91.000 lire mensili netti quando mio padre dopo 41 anni di lavoro come operaio specializzato ne prendeva 67.000 con gli straordinari) firmai il contratto e partii, con altri due ragazzi italiani, per Schenectady posta nelle parte nord-orientale dello stato di New York.
Terminato il corso di addestramento vengo assunto in modo definitivo e mi viene assegnata la mia prima missione lavorativa: assistente del Project Manager in un cantiere nelle Filippine. Con la firma dell’assunzione anche un premio a tutti: 30 giorni di vacanza e 300 dollari americani (quarantacinque anni fa erano tanti soldini). Che farne? Tornare in Italia? Mandarli ai miei genitori? Già inviavo tutto lo stipendio mensile e quindi decido di visitare gli Stati Uniti. Consigliato dalla famiglia dove alloggiavo, decido di andare alla ventura a bordo di un autobus della Greyhound.

In quegli anni i bus della Greyhound erano il mezzo meno costoso e più spettacolare per girare il grande continente americano. Le sue linee collegavano non solo tutte le grandi città, ma anche le località più sperdute. Oggi giorno, dopo l’avvento delle linee aeree low cost, il network della Greyhound si è notevolmente ridotto e praticamente collega solo le grandi città, lasciando a società più piccole a lei collegate il servizio verso le località minori.

Il viaggiare per terra è senza dubbio più affascinante e romantico. Si sta più a contatto di gomito con le persone. Si ammirano panorami particolari, si attraversano località sconosciute. Le fermate intermedie sono quasi sempre presso stazioni di rifornimento. Se il tragitto è lungo sono previste soste presso dei piccoli ristoranti dove chi vuole può pranzare o cenare (tenere presente che le soste sono di 20/25 minuti al massimo e quindi bisogna mangiare all’americana….. burger e patatine fritte….bistecca ed insalata mista……zuppa).

Oggi gli autobus della Greyhound hanno sedili reclinabili, si può prenotare il posto, alcuni hanno anche piccoli video per guardare film o programmi televisivi. Ma in quel periodo le cose erano un po’ diverse: sedili imbottiti ma poco spazio per le gambe. Per fortuna almeno ogni paio di ore il bus faceva una fermata di una decina di minuti e quindi era possibile sgranchirsi le gambe.
All’inizio del viaggio il bus era pulito e l’aria respirabile. Con il procedere del viaggio le cose cambiavano. Molti dei viaggiatori fumavano e quindi l’aria era meno respirabile. Qualche passeggero portava a bordo del cibo e quindi olezzi e rifiuti. Comunque un viaggio con Greyhound era una esperienza unica.

Le fermate del Greyhound sono di norma, allora come oggi, poste nelle zone periferiche delle grandi città e le sale d’attesa erano abbastanza squallide e deprimenti, per fortuna ci pensavano i passeggeri a rendere l’atmosfera interessante. Ci trovavi quello che ti raccontava tutta la sua vita mentre si attendeva di salire sullo stesso autobus. C’era l’uomo d’affari in doppio petto grigio e scarpe lucide come uno specchio oppure il militare appena tornato da Vietnam che ti raccontava le sue missioni in quella terra così lontana e che non aveva nulla di americano.


Dell’allora mio viaggio a bordo di un bus Greyhound ho un ricordo generale con qualche flash più dettagliato.
La partenza avvenne ad Albany, la capitale dello stato di New York con destinazione Boston. Cambio di autobus e proseguimento verso Pittsburgh attraversando il Rhode Island, il Connecticut, e ancora lo stato di New York prima di entrare in Pennsylvania ed attraversarla tutta da est ad ovest. Un viaggio affrontato tutto d’un fiato. Sei autisti diversi, ma sempre lo stesso bus.
Dopo due giorni passati a visitare Pittsburgh riprendo il mio viaggio salendo su un bus diretto a Chicago.
Columbus e Dayton in Ohio, Indianapolis in Indiana sono state le grandi città attraversate, ma nei miei occhi ci sono ancora le verdi pianure dell’Ohio e i granai che punteggiano il territorio dell’Indiana.
A Chicago sono rimasto quattro giorni, tre dei quali passati in parte ad assistere alle gare di baseball fra i Chicago White Sox ed i Boston Red Sox (quest’ultima è la squadra per la quale faccio il tifo e ricordo che il campionato, che gli americani chiamano World Series, in quell’anno fu vinto dagli Baltimore Orioles).
La destinazione finale del mio viaggio in bus fu Kansas City (che non è in Kansas ma bensì in Missouri). Vi arrivai dopo una sosta di due giorni a St. Louis per una crociera sul Mississippi. L’ultima tappa fu abbastanza avventurosa in quanto il bus si ruppe mentre attraversavamo il Missouri. Era notte ed eravamo in mezzo al “niente”. L’autista ci informò che la prossima fermata era solo a quattro ore di distanza e che il bus di rimpiazzo sarebbe arrivato in meno di otto ore. Notizie non certo divertenti, ma tutti i passeggeri le accettarono con filosofia.


Se amate l’avventura andate negli Stati Uniti d’America e fatevi un bel viaggio a bordo di un bus della Greyhound e, soprattutto, fate come gli americani.

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Commenti su questa Opinione

  • easymoney00 pubblicata 04/11/2011
    ok, grazie.
  • sarad12 pubblicata 24/09/2011
    eccellente
  • ondalis pubblicata 18/09/2011
    questi sono i viaggi che vanno fatti almeno una volta nella vita per conoscere a fondo un paese!
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Su Ciao da: 30/08/2011