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Opinione su "Groenlandia"

pubblicata 26/09/2017 | little85
Iscritto da : 27/07/2016
Opinioni : 226
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Su di me :
Ottimo
Vantaggi RESPIRARE COL CUORE E L'ANIMA
Svantaggi nessuno
Eccellente
Bellezze naturali
Ospitalitá
Attrazioni
Gastronomia
Efficienza trasporti pubblici

"GREENLAND, ANOTHER WORLD"

Groenlandia

Groenlandia

PREMESSA

Ho insegnato Geografia per 40 anni, sono una grande lettrice e credevo di conoscere qualcosa dell'isola pIù grande del mondo, più di 2 milioni di kmq, ma la sorpresa incontenibile, la bellezza, la magia ma anche l'asprezza e la durezza di una natura delle origini, mi hanno preso affascinato colpito...da quando partiti da Reykyavik con un aereo di piccole dimensioni che non volava molto alto, ho cominciato a vedere le sue coste e poi, ghiaccio, ghiaccio, ghiaccio, un'immensità... soprattutto quando abbiamo lasciato le coste e abbiamo attraversato l'interno per arrivare alla costa occidentale, là dove è nata la capitale Nuuk.
La stessa impressione, in un altro senso, mi aveva colpito sorvolando l'Australia nel viaggio di ritorno dalla Nuova Zelanda verso Singapore: qui il ghiaccio, là il classico deserto color ocra e marrone, sabbia e roccia: quale imressione?
L'impressione di un'immensità inimmaginabile in cui l'uomo sente di perdersi...

SCONTRO DI CULTURE
Quello che subito mi ha colpito, già scendendo a Nuuk, è lo scontro di culture che si presenta nell'isola, lo stesso che avevo vissuto in Cina nel 2002: là nella trasformazione dal comunismo maoista a quello che potrei definire -comunismo capitalista- (anche se è un controsenso), cancellate le vecchie religioni o trasformate in fantasmi e persi i veri valori comunisti, mi è sembrato che la gente fosse persa, presa solo dal nuovo valore assoluto: i soldi e i simboli quali cellulari e sigarette, sigarette, sigarette...
Qual era la cultura della Groenlandia?
Quella del popolo Inuit, parola che significa -Uomini- con cui amano definirsi, chiamati invece erroneamente da noi Eschimesi, cioè -mangiatori di carne cruda-: dominio della natura splendida, madre e matrigna (per dirla con Leopardi), amore per la vita libera e indipendente, oltre che nomade, religione animista con rispetto di ogni essere vivente e non vivente, importanza della famiglia e del clan, mancanza di reati che comunque venivano puniti dallo stesso clan.
Poi l'arrivo dei bianchi, prima dei Vichinghi, poi scomparsi, quindi dei Norvegesi fino al 1814 e infine dei Danesi che l'ebbero come colonia: l'impatto con le varie culture fu devastante e scatenò da una parte l'abbandono dei vecchi sistemi, dall'altro l'acquisizione di abitudini terribili come l'abuso dell'alcool che continua ancora oggi.
Negli ultimi decenni del '900, è cominciato un lento allontanamento dalla Danimarca che ha portato nel 2009 alla firma di trattati che ha determinato un buon livello di indipendenza, uscendo anche come le isole Faroer dall'Unione Europea.
Ma il legame sussiste ancora: come ci ha spiegato la guida al Parlamento di Nuuk, c'è chi vorrebbe dichiarare immediatamente l'indipendenza, c'è chi invece vuole muoversi coi piedi di piombo per non avere poi sgradevoli sorprese nel momento in cui la Danimarca smettesse di sovvenzionare l'economia non certo florida del paese.
Di cosa vivono i Groenlandesi?
Vivono ancora di pesca (balene, foche, halibut, salmoni), di caccia (caribù, bue muschiato...), di turismo in forte aumento, di qualche industria che si sta sviluppando adesso, di servizi.
Ma una domanda mi è nata spontanea quando ho visitato l'Università di Nuuk (l'unica del Paese). Il campus Illisimatisarfik presenta un edificio ultramoderno arricchito da numerose opere d'arte groenlandese con le seguenti facoltà:
-Institute of Learning (Pedagogia)
Institute of Nursing and Health Science (Infermieristica)
Institute of Social Science, Economics and Journalism (Scienze sociali ed economiche, Giornalismo)
Institute of Culture, Language and History (Lingua Groenlandese e Storia)

Quello che mi ha colpito è l'assenza di materie scientifiche: non c'è Ingegneria, Medicina, Biologia, Veterinaria, chi vuole ( a sue spese) deve andare a Copenhagen.
Ma allora, mi sono chiesta, come può un paese essere indipendente senza una struttura interna di base, cioè una scuola che crei architetti, ingegneri, medici e veterinari...rischierebbe solo di morire: non sono ancora riuscita a sapere se tutto questo dipende da una precisa volontà danese o invece da una mancanza di organizzazione di un Paese in nascita.
Comunque, la dispersione della vecchia cultura con lo spostamento di molti Inuit nella capitale per trovare condizioni di vita più moderne, passa attraverso una profonda crisi che viene vissuta soprattutto dai giovani che vorrebbero vivere in modo diverso, non sanno e non vogliono più vivere come un tempo, per cui insicurezza, senso d'inferiorità, depressione e malessere sono i sintomi più evidenti che stanno lacerando una generazione.

Per capirlo, basta visitare un cimitero. Nuuk, Ilulissat e così anche i paesi più piccoli presentano lo stesso spettacolo: a fronte di uno sfondo paesaggistico di una bellezza straziante, miriadi di croci bianche tutte eguali come in un cimitero di guerra. Ho camminato in quelle file: la croce molto semplice contiene il nome e la data di nascita(con una stellina) e di morte (con una croce), ai piedi giocattoli o oggetti ricordo della persona, difficilmente una fotografia, tanti fiori, chiaramente vista la latitudine, finti, a mazzetti, di tanti colori abbracciati da una rete piantata saldamente per resistere ai venti polari, una luce protetta da un vetro ...ma quello che penetra come una spada sono la date...tanti bambini morti solo di un giorno, tanti giovani dai venti ai trent'anni, anche meno, i più vecchi con 60 anni...l'inclemenza del clima, la natura difficile, ma soprattutto tanti suicidi di chi non riesce ad affrontare il cambio da una cultura ad un'altra...Terribile e scioccante !


CLIMA: La temperatura è accessibilissima, 5/6° la mattina, scesi di qualche grado a Ilulissat, mentre di giorno si arriva anche a 15°. Dato però che siamo molto vicini ai ghiacciai, è facile che ci sia vento molto freddo che abbassi la temperatura percepita, per cui è meglio sempre abbigliamento da sci. Ricordo che nei 20 giorni del nostro viaggio, solo due sono stati di -storm- a Nuuk, per il resto sole sole e ancora sole, tant'è vero che mio figlio con vento mare e ghiaccio si è abbronzato..


LA CAPITALE

La capitale è una città, l'unica e la più popolosa: ha circa 17.000 abitanti e dal 1979 ha adottato il nome groenlandese, Nuuk (Il Capo) mentre precedentemente si chiamava Godthab (Buona Speranza) datole dal fondatore, il missionario norvegese Hans Gede la cui statua campeggia vicino alla chiesa centrale su una collinetta di roccia con una splendida vista sul fiordo. Arrivando a Nuuk quello che colpisce prima di tutto è la caratteristica tipica però non solo di Nuuk: la mancanza cioè di strade che portano fuori città. Ogni paese è raggiungibile solo via mare o (per i principali centri) via aereo e anche in alcuni casi con un buon servizio di elicotteri alla portata di tutti e che svolgono la funzione di pullman.
Nuuk è una città in crescita, molto estesa dal punto di vista dei kmq e nonostante i pareri negativi delle agenzie, abbiamo affittato un'auto per potercela girare con calma, anche negli angoli più lontani e anche perchè io non ho più l'età per camminare per km e km senza problemi. Grazie all'auto abbiamo potuto vedere i quartieri nuovi con condomini coloratissimi, potremmo dire le zone bene di Nuuk, sempre con viste meravigliose, siamo arrivati di nuovo all'aeroporto che si trova in zona estremamente ventosa (non vi dico quando per due giorni c' stato una vera storm di pioggia e vento!), e ovunque è un fermento di attività.
E' proprio in una delle zone nuove che sorge la modernissima Università con circa 650 studenti poco più in là il cimitero, il più grande della capitale, quello con vista splendida e atroce per i morti giovani.
Nel centro ci sono i primi vecchi edifici popolari quasi tutti abitati da Inuit e mi ricordo che mi hanno colpito due cose: i magnifici murales, sul fianco, di cui uno raffigurante un vecchio carico di dignità e poi una bicicletta appesa per sicurezza (?) al'esterno di un balcone di un quinto piano.
Il centro città è piccolo, ma ricco di edifici moderni compreso il nuovissimo Parlamento, il Centro Culturale, il miglior albergo della città, l'Hans Gede, librerie ricchissime, pub e ristoranti, e diversi supermercati che reggono il confronto con quelli di Copenhagen, pieni di merce, compresa la pasta De Cecco o la gorgonzola Galbani. Poi giri gli occhi e vedi fuori nel porticato tra due edifici, Inuit abbastanza anziani seduti per terra davanti a cassette rovesciate piene...dei loro pesci appena pescati...un'immagine di altri tempi.

Interessante come vengono costruite le case, sia a Nuuk che negli altri posti: esse vengono agganciate alla roccia perchè il terreno è poco e dove c'è, è il permafrost che nei mesi estivi diventa un pantano e cederebbe, quindi vengono piantate delle palafitte e il resto della casa poggia sulla roccia viva.

In fondo alla strada dove c'era il nostro appartamento, sorgeva la Prigione ed è interessantissimo sapere che si tratta forse dell'unico caso al mondo di -prigione chiavi in mano-: i prigionieri (nessun caso grave generalmente, altrimenti si passa alla Danimarca) trascorre la giornata lavorando e alla sera con la chiave apre la sua cella e si chiude per la notte. Solo adesso in vista dell'indipendenza si sta costruendo fuori Nuuk la nuova prigione.

Da Nuuk abbiamo fatto una bellissima escursione all'interno del fiordo dove cominciano ad essere visibili piccoli icebergs per arrivare a un punto chiamato Qooqqut, una piccola piana al centro delle vie di hiking dove vive la famiglia che ha aperto un ristorante in una sede bellissima e con piatti di alta cucina oltre che di produzione molto fresca, per esempio il pesce pescato da loro e verdure coltivate nelle serre che hanno già costruito. Ecco uno degli esempi di iniziative personali, persone che da sole con la famiglia hanno costruito qualcosa di prezioso che naturalmente va curato, aiutato e incentivato.
Un'ottima esperienza...

LA CITTA' DEGLI ICEBERGS.

Più a nord abbiamo raggiunto con più di 2 ore di volo Ilulissat, forse il centro più famoso dal punto di vista turistico della Groenlandia. Mentre ci si avvicina dall'alto, è impressionante vedere come i ghiacciai arrivano fino al mare e si trasformano in enormi icebergs, ma anche in tanti piccoli pezzi di ghiaccio come se il mare diventasse a quadretti bianchi. Scesi all'aeroporto che si trova in una conca protetta dalle rocce, ecco sullo sfondo già enormi ghiacci vaganti. Sì, siamo a Ilulissat, parola che significa proprio Iceberg. (Il vecchio nome era Jakobshavn)
Qui siamo a 69°13'N 51°06W, ben 350 km a nord del Circolo Polare Artico.

Il paese ha circa 5000 persone ed è in pratica un grosso villaggio anche questo in espansione visto che il numero di turisti sta aumentando molto, soprattutto quello delle navi da crociera che si fermano vicino alla costa e scaricano i passeggeri con un sistema di navette. Per tranquillizzare, dico subito che ci sono ottimi ristoranti, anche per i più sofistici e supermercati stile danese, ricchi di tutto: inoltre, qui gli alberghi sono quasi tutti dotati all'interno della camera di cucina e tavolino in modo da poter mangiare la sera, quando magari si torna tardi.
Lasciati al centro del Paese, dove si trovano tutte le agenzie di viaggio, (ovunque si parla inglese), si attraversa una strada non asfaltata tra rocce e caseggiati coloratissimi, si passa davanti al museo dedicato a Knud Rasmussen il grande esploratore artico, per giungere alla costa di un piccolo golfo davanti ad una chiesa rossa (la Zion Church, chiesa di Sion), la principale di Ilulissat sulla Disko Bay e qui ci si può fermare estasiati a guardare il panorama, i ghiacci fluttuanti, le miriadi di uccelli, il cielo intensamente azzurro e lasciarsi baciare dal sole che è veramente caldo.

Girando intorno al Paese (preciso che per vedere ogni angolo anche qui siamo riusciti a trovare un'auto!) ci sono zone riservate all'allevamento dei cani da slitta compreso uno proprio di fronte al balcone del nostro albergo. L'avviso che viene dato ai turisti è di non avvicinarsi per accarezzarli e di non dare loro da mangiare, prima di tutto perchè è più sicuro e poi perchè devono mantenersi abbastanza selvaggi per effettuare non traino con slitte, ma corse con slitte. I cani di pura razza groenlandese sono legati alla catena (per legge) ed è impressionante, quando passa qualcuno troppo vicino o quando sentono qualche rumore anomalo, vederli agitarsi ed abbaiare in branco, ma soprattutto sentirli ululare al cielo ...veri lupi …
Tenere oggi un allevamento così costa moltissimo come ci diceva uno dei proprietari: costa soprattutto nel cibo, visto che in genere si tratta di allevamenti tramandati di generazione a Inuit che non sono molto ricchi e fanno quasi tutti per forza un altro mestiere. Mi sono venuti i brividi quando ho sentito queste frasi:
-In Greenland, su 2 milioni di kmq ci sono solo 2 veterinari, quindi facciamo tutto noi, dalle vaccinazioni a quello che sappiamo per tradizione, ma se un animale si ammala (e ci mostra una magnifica cagnolina con l'occhio infettato) siamo costretti ad abbattere. Così quando nascono i cuccioli, ne teniamo solo una parte, il resto viene ucciso, non possiamo mantenerli!-

La dura realtà di una vita difficile per gli uomini e gli animali.

Ilulissat è circondata da ghiacciai di cui il più esteso è il Kengia, il cui fronte oggi è arretrato almeno di 70 km rispetto al mare, ma tutto il fiordo è coperto da ghiacci tanto sa sembrare una massa unica per arrivare agli icebergs che si disperdono sul mare. Questa zona l'abbiamo esplorata in 3 modi:
-via mare con un battello facendo slalom tra i ghiacci con icebergs di dimensioni enormi e dai colori varianti dal bianco al blu intenso,
-via terra attraverso il parco del Sermermiut, la vallata di tundra e acquitrini ma percorribile facilmente per una bella passerella in legno che ci porta fino al bordo del fiordo: la valle è Patrimonio dell'Unesco come i ghiacciai della Disco Bay. Dalla stradina si potrebbe scendere fino alle piccole spiagge che ogni tanto spuntano, ma i cartelli avvisano che il distacco improvviso di icebergs provoca onde fortissime di tsunami e che quindi scendere è proibito. Arrivati al fondo, si ha una magnifica vista sull'ultima parte del fiordo con uno spettacolo meraviglioso dei ghiacci illuminati dal sole.
-via aerea con un volo fatto tramite l'agenzia Air Zafari che con un piccolissimo cessna ci ha fatto sorvolare il mare prima, in cui abbiamo visto anche le balene e poi il ghiaccio sparso del fiordo.

Infine sempre da Ilulissat abbiamo fatto un'escursione in battello di una giornata per arrivare ad un paesino di 40 anime al di là del fiordo, precisamente Ilimanaq: il villaggio si trova in posizione splendida e molto soleggiata ed è costituito da poche famiglie dedite alla pesca e all'allevamento di pecore, ma da quest'anno è nato un bellissimo albergo a lodge con un ristorante finissimo.

Per concludere degnamente e al meglio il nostro viaggio, ci mancava ancora un'esperienza, quella già vissuta quest' inverno a Tromso, Norvegia. Parlo dell'aurora boreale: alla richiesta ad una danese dell'agenzia, mi ha guardata come se fossi l'ignorante di turno...ma alla fine di agosto il giorno non dura più 24 ore, ma ci sono almeno 5 ore di buio e se il cielo è sereno...
Quel giorno (doveva essere il 4 settembre) abbiamo parlato con alcuni passeggeri di una nave da crociera e ci hanno detto di averla vista la sera prima poco prima del sorgere della luna: verso le 22 allora all'attacco ed infatti dallo stesso balcone del nostro albergo, di fronte ai cani acciambellati nel freddo della notte, con la luce della luna sorgente velata da alcune nuvole, con il bagliore dell'ultimo tramonto sul mare, eccola in cielo, vagante delicata (per la troppa luce), vibrante ondeggiante, segno rinnovato di pace....bellissima!

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Commenti su questa Opinione

  • tonnio93 pubblicata 07/10/2017
    che spettacolo!
  • Zompo pubblicata 06/10/2017
    viaggio meraviglioso
  • Antani91 pubblicata 02/10/2017
    Mamma mia! Un'esperienza favolosa! Grazie!
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Su Ciao da: 25/09/2017