Grotte di Frasassi

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Opinione su "Grotte di Frasassi"

pubblicata 26/03/2008 | elice
Iscritto da : 06/09/2005
Opinioni : 181
Fiducie ricevute : 50
Su di me :
Ottimo
Vantaggi si rimane senza fiato
Svantaggi il prezzo del biglietto
molto utile
Qualità
Rapporto qualità prezzo
Collocazione
Orari di apertura
Interesse

"Un paradiso fuori dal tempo"

"Quando, nel buio più assoluto, il sasso iniziò a cadere, gli speleologi trattennero il respiro.
L'eco arrivò dopo un tempo che parve lunghissimo: era il 25 settembre 1971 ed erano state scoperte le Grotte di Frasassi, uno dei più spettacolari complessi carsici del mondo."

Così si apre la descrizione che il sito frasassi.it fa delle grotte omonime. La scoperta fu casuale.
Alcuni speleologi perlustravano la sommità della montagna quando videro degli alberi muoversi in totale assenza di vento. Si avvicinarono e scoprirono che l'aria arrivava da un foro sulla montagna non molto grande. Si avventurarono all'interno e attraverso un cunicoli lungo 80 metri si trovarono su un "precipizio". Non avendo con se l'attrezzatura necessaria gettarono un sasso per capire quanto quel "buco" fosse profondo e capirono, dal suono prodotto, che si doveva trattare di qualcosa di veramente grande. Tornarono il giorno dopo con scale e torce e si calarono nel "buco" e scoprirono al meraviglia delle meraviglie.

Complice il tempo freddissimo di questa Pasqua, con i nostri amici abbiamo deciso di andare proprio a fare un giro alle grotte che da noi distano circa 35-40 km percorribili in meno di mezz'ora.

Le grotte
Le grotte di Frasassi sono un suggestivo viaggio nella pancia della montagna alla scoperta di un mondo "fatato" che lascia il visitatore senza fiato.
Nessuno immaginerebbe lo spettacolo dal di fuori!!
L'azione dell'acqua piovana, nei secoli, ha dato luogo a questo suggestivo paesaggio fatto di concrezioni, dove il silenzio è rotto solo dal rumore delle gocce dell'acqua che cadono in continuazione e rendo il tutto in continua evoluzione.
L'acqua piovana non infiltrandosi uniformemente nella zona ma lungo gli strati e lungo le fratture: qui trasforma il carbonato di calcio della roccia in bicarbonato di calcio, il quale è solubile. All'interno della grotta, il processo chimico tende ad invertirsi: il continuo stillicidio causa la cessione dell'anidride carbonica dall'acqua all'aria, il bicarbonato, ceduta la CO2, diviene insolubile e si deposita producendo splendide concrezioni; sulla volta delle sale si formano splendidi depositi calcitici chiamati "stalattiti", nate da un piccolo cilindro di calcite cavo all'interno del quale inizialmente, passava la goccia, poi sono cresciute enormemente con il dilavamento esterno.
Le concrezioni alla base delle sale si chiamano "stalagmiti", che sono il risultato dell'impatto delle gocce sul terreno. Queste presentano varie forme non sempre compatte.
L'azione dell'acqua, secoli fa, ha fatto si che parte della montagna si staccasse e provocasse frane rendendo la montagna stessa "vuota" e su queste frane si sono cominciate a formare queste concrezioni. Ad esempio ci sono stalagmiti di oltre 40 metri, la stalattite più grande misura 7,40 m ed è chiamata la "spada di Damocle" e vi assicuro che la sensazione è proprio quella di averla tra "capo e collo", anche se dal basso non sembra poi così lunga. Infatti all'interno delle grotte si perde la concezione della distanza e della profondità.
Esistono anche delle colonne, che non sono altro che l'unione di stalagmiti e stalattiti.. un vero spettacolo!!
Le grotte sono illuminate artificialmente con luce fredda che non altera le concrezioni.
Il percorso è agevole e si snoda in 4 sale : la sala 200, l'abisso ancona (dove ci sono le stalagmiti giganti) , il gran canyon, la sala dell'orsa e la sala dell'infinito (chiamata così perché i primi speleologi che la visitarono non riuscivano a capire che stavano girando in circolo e quindi passavano sempre nelle stesso posto).
Ci sono anche altre 2 sale che non sono però visitabili col percorso normale ma bisogna prenotarsi per il percorso speleologico. Infatti non esiste la passerella percorribile, si scavalca dall'ultima sala la balaustra e si va con l'attrezzatura che forniscono alla scoperta delle sale nascoste. Questo ultimo percorso si presume non sarà mai reso percorribile perché troppo nelle viscere della terra per i gruppi in quanto l'entrata disterebbe troppo e in caso di pericolo sarebbe un problema uscire.
Il percorso è tra andata e ritorno di circa 2 km e noi ci abbiamo messo un'ora e mezza a percorrerlo tutto, naturalmente insieme ad una guida che ci spiegava ciò che stavamo vedendo. Il percorso è agevole e la temperatura nelle grotte è di circa 14 gradi, costante tutto l'anno. Per questo consiglio la visita di questo periodo, quando l'escursione termica con l'esterno è minima, in estate all'interno si sente molto freddo.
Bisogna indossare scarpe comode e possibilmente antiscivolo perché la grotta è umida, a causa dell'acqua che cade dall'alto.


Come arrivare
Le grotte di Frasassi si trovano a Genga (AN), sulla SS76, direttrice che dall'Umbria porta da Ancona.
Si arriva al grande parcheggio (a pagamento, 3 euro per l'intera giornata e 1 euro dalle 14 alle 20) da dove partono i bus navetta gratuiti.
Nel piazzale antistante il parcheggio si trova la biglietteria e ci sono anche chioschi per mangiare e per i souvenir, oltre che i servizi igienici
Il biglietto è un po' caro, 15 euro adulti e 10 euro i bambini dai 6 ai 14 anni. Al di sotto dei 6 anni l'ingresso è gratuito.
Se si è una comitiva oltre le 20 persone si paga 10 euro, ma bisogna prenotare almeno un giorno prima.
sul biglietto è stampato l'orario della visita. Infatti si entra a scaglioni ogni 7-10 minuti.
Quindi un altoparlante annuncerà l'arrivo della navetta legata all'ingresso orario: "è in arrivo la navetta per l'ingresso alle grotte delle ore 16:07"
LA navetta con un percorso di 5 minuti arriva all'ingresso delle grotte, si deve obliterare il biglietto e insieme alla guida si inizia il percorso.
Alle grotte si arriva tramite un raccordo artificiale (infatti senza questo sarebbero senza via d'uscita, con il solo accesso sulla sommità della montagna da dove sono scesi i primi speleologi) , ma vi assicuro che appena si entra si rimane senza fiato.
All'uscita c'è di nuovo la navetta che riporta al parcheggio.
Il biglietto di ingresso alle grotte da la possibilità di visitare il museo di san Vittore di Genga (che si trova ad una fermata intermedia tra grotte e parcheggio)
All'interno ci sono i ritrovamenti archeologici delle grotte, i fossili e anche gli animali che, caduti nel buco sulla sommità della montagna, sono rimasti intrappolati nelle grotte.
Inoltre c'è anche un plastico che spiega come è la conformazione della montagna con i vari strati carsici e le formazioni che caratterizzano queste grotte.


Le fotografie all'interno delle grotte sono vietate, ecco perchè non ne ho da pubblicare, come è vietato toccare le concrezioni.
Il motivo è semplice: la luce dei flash e il grasso che le mani depositano sulla concrezione le fanno annerire e fanno si che il calcaree non si attacchi più, rovinando così il lavoro della natura che dura da millenni.
Nonostante ciò all'interno c'è chi fotografa lo stesso e ci sono alcune concrezioni nere e assottigliate, segno che la mamma degli imbecilli è sempre incinta.

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Commenti su questa Opinione

  • ommadawn1976 pubblicata 05/05/2008
    Da visitare assolutamente! Ciaoo
  • silvano.silvano pubblicata 05/05/2008
    Ottima e scorrevole opinione: le grotte sono stupende! Ciao
  • mohito71 pubblicata 24/04/2008
    ciao, è sempre un piacere leggerti
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Su Ciao da: 29/11/2004