Gustav Klimt

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Gustav Klimt

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Opinione su "Gustav Klimt"

pubblicata 26/02/2007 | Jes912
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Buono
Vantaggi preziosismo decorativo e sensualità
Svantaggi bidimensionalità
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"L'arte di Klimt e la sua "Giuditta""


In un periodo, fine 800, in cui la scoperta della sessualità femminile e dei suoi effeti sconvolge l'europa intera, anche l'arte scopre la donna..e Klimt sulla scia di questa tendenza artistica dedica alla donna gran parte della sua produzione!
La donna in Klimt non conosce vie di mezzo, è bellissima o orribilmente brutta..non ha pretese realistiche, anzi klimt crea delle nuove figure femminili, uniche nel loro ineguagliabile fascino e nella loro forza di carattere che le esige come uniche protagoniste della gran parte delle opere klimtiane.
L'arte di klimt non si lascia limitare dalle difficoltà derivanti dall'approccio alla sessualità femminile, e anzi nei suoi quadri la sessualità è naturale e disinvolta, non è scandalosa, ma è un ovvio attributo di questa donna forte e sicura di sè, che non ha quindi paura ad esporsi e che non vuole celare i suoi istinti, i quali sono anzi, manifestati esplicitamente facendo emergere così nell'uomo un sentimento di timore e fragilità rispetto a questa vitalità e predominio esercitato dalla donna, l'uomo diviene il sesso debole, l'uomo è sottomesso!

La nuova donna scoperta da Klimt è consapevole e orgogliosa, guarda l'uomo dritto negli occhi, come la venere di Tiziano o l'olympia di manet, non teme lo sguardo diretto, e osserva maliziosa e presuntuosa lo spettatore di fronte alla tela. Il quadro è la prima versione del soggetto «Giuditta» che Klimt realizza, ed è considerata come la prima opera del periodo aureo. Da quest'opera in poi per all'incirca dieci anni, l'uso del colore oro diviene uno dei tratti stilistici del Klimt . Il soggetto è ovviamente una rivisitazione della storia biblica di Giuditta, protagonista della vicenda che la porta a tagliare la testa del generale Oloferne per vincere l'assedio in cui era tenuta la sua città. Il soggetto è stato sempre utilizzato quale metafora del potere di seduzione delle donne, che riesce a vincere anche la forza virile più bruta. In clima simbolista la figura di Giuditta si presta ovviamente alla esaltazione della «femme fatale» quale simbolo di quella esasperazione dell'eros, che è presagio di morte e ripropone la contrapposizione eros/thanatos. L'immagine ha un taglio verticale molto accentuato con la figura di Giuditta, di grande valenza erotica, a dominare l'immagine quasi per intero, il corpo è seminudo appena coperto da un sottile velo dalle decorazioni dorate. Non c'è linea di contorno, il corpo di Giuditta, come pure il suo abito velato, sfuma dolcemente e quasi si confonde con lo sfondo.La testa di Oloferne appare appena di scorcio, in basso a destra, tagliata per oltre la metà dal bordo della cornice. Da notare la notevole differenza tra gli incarnati della figura, che hanno una resa tridimensionale, e le vesti, trattate con un decorativismo bidimensionale molto accentuato. Si tratta di un sistema rappresentativo già utilizzato dalla pittura gotica del Trecento, ma che in Klimt assume una nuova valenza stilistica, riuscendo a fondere mirabilmente figura e decorazione astratta, in uno schema compositivo di grande eleganza formale. La cornice a sua volta dorata e decorata, diventa parte integrante del dipinto stesso.
Qui Giuditta è rappresentata come una dama della decadente società viennese, come testimonia anche il collare di gusto Art Nouveau che le incornicia il volto enigmatico e bellissimo. Ella è altera è sprezzante, ma allo stesso tempo enigmatica, essa ammalia lo spettatore l'uomo con il proprio fascino. Giuditta è la donna tagliatrice di teste in cu si congiungono eros e morte, in sintonia con il clima dell'epoca, difatti il tema della "grande seduttrice" è un luogo comune della letteratura delle arti visive di fine 800.. una vera e propria ossessione sui cui indugia mente europea.
Con quest'opera Klimt infranse un tabù religioso e provocò la società dell'epoca mostrando una Giuditta lasciva,eccitata e inebriata, con le palpebre abbassate e la bocca socchiusa..lontana dalla presunta vedova ebrea che piena di timore e senso di colpa aveva compiuto il volere di Dio
Quella "tagliatrice di teste" poteva essere piuttosto la Salomè che era già stata d'ispirazione a tanti artisti decadenti.
Non si sa se Klimt l'abbia fatto consapevolmente o se si sia ispirato a Salomè per riflettere in Giuditta l'Eros voluttuoso che tanto ossessionava le menti dell'epoca e dar vita così all'ennesima donna fatale!

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Commenti su questa Opinione

  • odissea1981 pubblicata 01/03/2007
    Per non ricevere valutazioni negative, spiega in ogni opinione da dove è tratto ciò che pubblichi... fai una specie di bibliografia anche parlando dei tuoi articoli e tesine. Ok?
  • Jes912 pubblicata 26/02/2007
    ..guarda mi dispiace perchè a me non sembra la fotocopia che dici tu..io ho fatto una tesina un anno fa, utilizzando quel materiale ma anche altro..se vuoi credere alla buona fede bene sennò..sta di fatto che io ho soltanto trascritto una cosa su cui avevo già lavorato tempo fa senza neanche pensare di metterla come opinione!
  • Lallacare pubblicata 26/02/2007
    Ho controllato, ed evidentemente sei l'autrice di un mare di articoli su un mare di siti, visto che copi pedissequamente
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Su Ciao da: 17/01/2007