Home > Fotografia > Fotocamere Digitali Compatte > HP Photosmart R507 > Opinione

Opinione

per HP Photosmart R507
Leggi l'opinione successiva "La tua prossima fotocamera"
4 Stelle Convertito Controvoglia Opinione diamante Opinioni con immagini
21 su 21 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Pratica e con belle immagini

Svantaggi Fa quasi tutto lei, quando ci riesce

Dettagli

Risoluzione
Qualità video
Autonomia
Praticità d'uso
Rapporto pezzo/qualità
Prezzo 179
Sistema operativo Windows 98
continua

L'autore

tsunami2001 Dal 16 gen 2001

Quali tempi sono questi, quando discorrere d'alberi è quasi un delitto perché su troppe stragi... continua

61 Utenti Aggiungimi al tuo circolo di fiducia

Avevo già scritto un'opinione su una fotocamera digitale e ne era uscita una stroncatura non solo dell'apparecchio ma della fotografia digitale nel suo complesso.
Adesso dovrei proporre qualcosa di vagamente opposto cercando di risultare credibile in ciò che affermo senza buttare discredito su ciò che ho detto allora ed evitando di apparire ondivago.
Se ci riesco vedo se c'è ancora un posto alla candidatura alle prossime elezioni.

Riparto coerentemente dalla chiosa precedente: ho ottemperato, con ineccepibile affidabilità, al proposito di comprare comunque una piccola digitale "tanto per giocarci un po' sfruttandone maneggevolezza e possibilità di agevole trasferimento su computer".
E mi sono divertito.

La scelta è ricaduta su di una HP Photosmart R507, in offerta sul sito Mediaworld a 149 euro, con possibilità (sfruttata) di avere con 30 euro in più una scheda di memoria da 250 mb (facilmente sentirete l'esigenza di una più capiente), una custodia ed un lettore di schede di memoria Delkin provato in verità solo una volta, risultato funzionante ma con un anomalo sentore di incendio incipiente.

Questa macchina supera alcuni problemi riscontrati nella Pentax 330 Rs precedentemente testata: innanzitutto il prezzo (quella si aggirava attorno ai 500 euro), in secondo luogo il fenomeno dei colori falsati negli scatti in interni, non ravvisabile, o almeno non in maniera così significativa, in questo apparecchio.

Rimangono due difetti che temo connaturati nella tecnologia digitale, soprattutto di questa fascia.
Il più grave è il prolungato tempo di scatto. Ho fotografato molte montagne che hanno mostrato una fattiva collaborazione ma a volte il soggetto ha rifiutato una geologica staticità e l'immagine ne ha risentito. Ci vuole più impegno a ritrarre una macchina che passa, il salto di un gatto o l'espressione fugace del momento.
Anche il tempo tra uno scatto e l'altro è dieci volte superiore a quello di una macchina fotografica reflex. Un buon correttivo è la funzione di scatto continuo che però funziona per un numero limitato di foto. Il problema si ripropone e si aggrava nelle riprese che necessitano il flash, anch'esso lento a ricaricare.
Questo riguarda lo scatto dal punto di vista più tecnologico.
Da quello più propriamente tecnico e mutuando con una forzatura il linguaggio fotografico tradizionale, si rivelano impietosamente le differenze nel "tempo di esposizione". In condizioni di scarsa luminosità, dove una reflex agisce con un tempo di 1/4 di secondo la digitale richiede 4 secondi, un tempo per il quale senza cavalletto è umanamente impossibile stare fermi.
Tradotto in linguaggio selvatico direi che è lungo sia il tempo tra quando si preme il pulsante a quando la macchina effettivamente scatta sia, in ambienti scuri, il tempo per il quale bisogna tenere immobile la macchina durante la ripresa.
Occorre smentire il teorema secondo cui con una digitale tutti diventano fotografi migliori, la produzione di foto mosse è in piena espansione, fosse sintomo di vitalità dell'economia saremmo in una fase di boom. Molto spesso in condizioni di luce non estreme, abituati alla tolleranza delle macchine normali, scattiamo con leggerezza senza che l'errore venga rivelato nel ridotto spazio del display. In questi casi è utile visualizzare il risultato e zoomare per verificare nel dettaglio.

Altra pecca irrisolta: alcuni utilizzi in manuale proposti probabilmente per copiare le funzionalità delle macchine tradizionali sono delle farse.
Dubito che qualcuno possa ottenere foto migliori di quelle scattate in automatico modificando manualmente i parametri.
La ragione è che, ad esempio, le aperture possibili del diaframma sono due solamente (2,6 e 4,3) e non ce se ne rende conto né all'acquisto né - e qui sa di furbesco - leggendo le istruzioni ma solo quando la si prova.

Per quanto si tratti di critiche di un certo peso occorre sottolineare che nella pratica la maggior parte delle foto ritrae soggetti fermi e in pochi sanno veramente rendere memorabile un'immagine agendo sui parametri di esposizione della pellicola.

Tra i punti di forza della R507 occorre mettere in evidenza la funzione di illuminazione adattiva, difficilmente conoscibile prima dell'acquisto. Essa offre la possibilità di bilanciare il rapporto tra aree chiare ed aree scure nell'inquadratura evitando contrasti troppo netti: l'immagine viene elaborata in modo da rendere più luminose le zone d'ombra ottenendo un effetto che con una reflex sarebbe possibile sono con salti mortali in sede di sviluppo (da fare necessariamente in proprio).
Un altro piacevole strumento è quello che consente di unire una sequenza di sino a 5 foto in un'unica panoramica. Appositi indicatori sul display a cristalli liquidi aiutano all'allineamento ed un software incluso nella confezione permette una volta a casa di correggere eventuali (e rari) malfunzionamenti dell'automatismo. E' possibile vederne un'anteprima da subito facendola scorrere nel display della fotocamera.

La circuizione operata da questi apparecchi è genialmente subdola: ci si avvicina spesso per avere una macchina pratica, leggera, per ritrarre momenti che ci si accontenta di rivivere sullo schermo di un computer senza necessità di stampare, liberarsi dei rullini, fotografarsi le chiappe senza farlo vedere al fotografo.
Penso siano questi, secondo fonti ISTAT i motivi che ci fanno avvicinare al digitale.
E poi….
Ci si accorge di fare schifo come fotografi e di non riuscire a far di meglio con le reflex girando ghiere e leggendo esposimetri.
La mia conversione è avvenuta fotografando un lago a mezzogiorno. La reflex mi ha partorito un'acqua grigiastra su sfondo sbiadito. La digitale ha ridato dignità al momento. Allego le due foto. Per omogeneità nel confronto ho stampato e poi scannerizzato quella digitale.
Credo che la paraculaggine di questi strumenti si estrinsechi nello sfruttamento delle potenzialità dell'elettronica al servizio del marketing. Saturano le immagini creando gradevoli effetti cromatici, avete presente chi nel televisore scopre come regolare la saturazione?
Ne conoscete uno che non ci abbia dato due tacche verso il "+"?
Ecco che quindi si commenta "ma che bei colori!", soddisfatti e soggiogati.

Se proprio si deve soccombere, almeno ci si scelga il carnefice e questa Photosmart è un ottimo boia.
E' lunga soltanto 9cm, alta 5,9 e profonda 2,8, pesa 170g con la batteria è compatta e robusta, già sopravvissuta ad un buon numero di cadute.
Offre 4 Megapixels ed uno zoom ottico 3X (cui si aggiunge quello digitale da 7X).
La durata della batteria al litio è un disastro come in tutte le macchine di questo tipo: in una giornata di intenso utilizzo non arriva a sera ed occorrono 4-6 ore per ricaricarla. Tra l'altro il caricatore, in controtendenza rispetto all'apparecchio, è decisamente ingombrante e pesante. Quasi inutili i suggerimenti di risparmiare energia tenendo spento il display: osservando dal mirino il campo dell'inquadratura risulta decisamente falsato.

Le funzioni sono molteplici, non tutte molto utili. Conviene dimenticarne la maggior parte a favore del successivo utilizzo di un programma di fotoritocco che consente di operare con più calma, su di uno schermo grande e senza riflessi.
Così fanno solo atto di presenza la compensazione dell'esposizione (per aumentare o ridurre la luminosità), l'impostazione di parametri di saturazione e nitidezza e la scelta del bianco e nero o del seppiato.
La scelta del bilanciamento del bianco, che promette addirittura di adeguare le foto di interni al tipo di lampadina con cui la scena è illuminata mi sembra una spacconata.
Più utile la possibilità di adattare la qualità dell'immagine - direttamente proporzionale allo spazio di memoria occupato - all'utilizzo che si intende fare della foto: sarà necessaria un'ottima qualità se si intende stampare in grande formato, una buona qualità per stampe di dimensioni ridotte, una qualità anche modesta nel caso in cui si intenda visualizzare le immagini solo sul computer.
E' possibile anche regolare la sensibilità ISO e l'estensione dell'area dell'immagine sulla quale calcolare i parametri di esposizione oltre che aggiungere dell'audio ad una foto.

In fase di visualizzazione delle foto sul display (di 2,3 per 3,1 cm) è possibile verificare informazioni sulla stessa (parametri di esposizione, data e ora dello scatto, funzioni speciali utilizzate, nome e dimensione del file corrispondente), peccato questi dati non vengano salvate nel file una volta trasferito sul PC.

Merita una parola il software: pesante.
un visualizzatore di immagini di gran lunga peggiore di quello offerto da Windows XP, lungo ed invasivo che crea misteriosi files di supporto nelle cartelle delle foto, altri (non richiesti) per poter agevolare la creazione di un CD con le immagini.
La visualizzazione non è mai a tutto schermo a meno di seguire una procedura piuttosto farraginosa che prevede di selezionare in anticipo le foto da vedere e poi farle scorrere rigorosamente in ordine di selezione.
Discreto, immediato e rapido il sistema di scaricamento attraverso il cavo USB in dotazione. Unico difetto: è in grado di riconoscere le immagini già scaricate in precedenza e dà la possibilità di non duplicare l'operazione limitandosi a trasferire solo le nuove tuttavia se tra le foto vecchie c'erano delle panoramiche si attiva ugualmente il programma di unione in un'unica immagine (e se sono tante se ne perde di tempo).
Esiste la possibilità di collegare la macchina direttamente alla stampante o di inviare immediatamente le foto via mail appena ci si collega ad un PC ma raramente la funzione è utile perché piuttosto lenta e non offre la possibilità di ridurre le dimensioni dei file immagine.
Anche l'opportunità di avere uno spazio sul web in cui registrare le proprie foto e mandare successivamente mail che invitano a visualizzarle là (come link) farà risparmiare tempo a chi legge ma a scapito di chi scrive.

Per completezza d'informazione cito la presenza dell'autoscatto, di 5 diverse modalità di flash, di modalità di scatto preimpostate che privilegiano le scene rapide, le panoramiche, i ritratti, le scene molto luminose o quelle dalle tonalità calde, la possibilità di far apparire data e/o ora nella foto.
Infine oltre alla guida d'uso cartacea ne esiste una più essenziale consultabile sul display.

Conclusioni:
Non riesco a parlare in termini entusiastici della fotografia digitale ma difficilmente riuscirò a staccarmene.
Sicuramente conviene per foto di famiglia o ad una festa, se si intende limitarsi ad utilizzarle su PC, se si fotografa in piena luce od ovunque le ridotte dimensioni aiutino a portarla con sé e proteggerla da urti e spruzzi (durante attività sportive, in barca…).
Cambia la filosofia d'utilizzo della foto, le si stampa molto più raramente, probabilmente limitandosi alle migliori ed a questo fatico ad abituarmi. Sarò vecchio stile ma per me l'album di un viaggio, ad esempio, associa ad ogni immagine un ricordo che mi consentirebbe (ma mi trattengo) almeno 10 minuti di spiegazioni. Trovarmi con poche immagini mi priverebbe del feticistico attaccamento allo scampolo di ricordo.

E poi c'è il successivo ritocco a tavolino.
Inorridivo di fronte a questa prospettiva finché parlando con alcuni appassionati che credevo più radicali di me mi sono convinto che per il vero fotografo l'immagine non è pura rappresentazione della realtà ma reinterpretazione.
Immortalare la chiesa senza l'adiacente centro commerciale o le piramidi senza la sottostante e sciabordante folla in calzoncini è reinterpretazione.
La stessa cosa sottoesporre per rendere più calda un'immagine troppo luminosa, sfocare un paesaggio nebbioso e malinconico o il brutto sfondo di un soggetto interessante.
Qui si potrebbe aprire un dialogo su quale sia il limite.
Metto in fondo 4 foto qualcuno mi dice quale reputa troppo artefatta?

Immagini

per HP Photosmart R507
Foto Reflex
di tsunami2001 tsunami2001

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo HP Photosmart R507? Domanda
Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 23 commenti
  • giuseppe64 17/10/2006 17:19
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    è molto dettagliata ed anche...fluida da leggere

  • kappafarmina 06/08/2006 18:13
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • GIOVANNAG1 20/07/2006 22:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • pentothal1 31/05/2006 22:59
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • alcistene 13/05/2006 16:09
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    caspita!

Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 23 commenti

Altre opinioni

per HP Photosmart R507

Offerte simili

per HP Photosmart R507