La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
le associazioni internazionali e tutti coloro che aiutano concretamente Haiti |
| Svantaggi: |
gli sciacallaggi |
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No |
Ci sono tragedie nelle tragedie come quella che si sta verificando ad Haiti. Un paese già martoriato dalla povertà che vedeva nel turismo una valvola di guadagno e di crescita. Arriva il maledetto 13 gennaio 2010, una data che segna la morte di migliaia di persone. Bambini che muoiono nelle scuole crollate, corpi esamini per le vie e tanta disperazione nei volti, ma anche tanta solidarietà nello scavare senza sosta per giorni e giorni per trovare anche una sola persona ancora in vita.
Lottare con le poche risorse disponibili e soprattutto aspettare l’aiuto da parte di altri paesi che è fondamentale soprattutto per la tempestività che aiuta a salvare più persone possibili.
Sono queste le immagini che invadono i canali televisivi e i giornali che non fanno altro che parlare di questa tragedia. Le immagini sono forti ma rendono l’idea di quello che sta accadendo. Ho letto i pareri degli altri utenti di ciao e siamo tutti uniti nel ritenere l’avvenimento una tragedia su cui si rimane attoniti ma al contempo, con tanta voglia di dare nel nostro piccolo una mano.
Sono tante le agenzie di solidarietà internazionale come mediafriends che ha deciso di aiutare AGIRE. In questo momento non è possibile effettuare donazioni tramite sms perché il servizio era attivo solo fino alla fine di Gennaio. Resta la possibilità ancora di inviare denaro nel seguente modo.
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870. Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti. Bonifico bancario sul conto Bpm - IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856, Causale: emergenza Haiti. Donazioni on line dal sito internet www.agire.it.
Nel nostro piccolo, possiamo in questo modo dare una mano.
L’argomento per me ha un significato importante e chi mi conosce bene lo sa. Posso capire in parte il grande dolore che vivi Haiti per la scomparsa di tante persone. Io ho vissuto il terremoto dell’Irpinia del 80 e so bene cosa voglia dire rimanere senza una casa, vedendo un piccolo aiuto come qualcosa di grande e fare di tutto per reagire.
Ho vissuto in macchina, in camion, in pensione e allora ero solo una bambina di cinque anni che ricorda tutto di quell’avvenimento catastrofico che causò tante morti.
Guardando ad Haiti, mi sento comunque fortunata per il mio vissuto. Non ho perso persone care e oggi ho ancora qualcosa per cui lottare e da raccontare. Non voglio paragonare assolutamente la mia storia con quella della popolazione di Haiti, ma questo trascorso della mia vita, serve per farvi capire come l’argomento mi faccia male da vedere e come susciti in me dei ricordi che porterò per sempre.
E’ passato solo un anno da quando abbiamo visto L’aquila crollare in mille pezzi come un giocatolo fatto di pasta frolla. L’Italia si è unita in una grande solidarietà e tanto è stato fatto per consentire una veloce ripresa della vita quotidiana. Il terremoto di Haiti, ha aperto un’altra ferita e chi ha vissuto quegli attimi di terrore e oggi può ancora raccontare la propria storia, non esita a dare una mano ai propri fratelli anche se così lontani.
La tragedia nella tragedia è anche vedere opere di sciacallaggio di persone che rubano ma soprattutto il grande orrore va quanto accade con i bambini, con adozioni illegali anche se hanno una famiglia o nella peggiore delle ipotesi venduti per il mercato degli organi. In questo momento di crisi, c’è da fare attenzione che non si sfrutti la situazione per arricchire l’illegalità.
Ciao ci pone una bella domanda. Come reagire davanti a queste tragedie?
Sicuramente la vita cambia e si cambia, anche come persone nel modo di vedere le cose e il futuro. Un disastro del genere deve portare per istinto di sopravvivenza a reagire. La cosa più importante è avere una famiglia con cui restare uniti e trovare in quello il primo spunto per reagire per il bene di tutti.
Haiti ha lasciato tanti bambini soli e senza una famiglia che non sanno come provvedere a se stessi. Il mio pensiero va a loro e mi prende un nodo alla gola al solo pensiero. Credo fermamente che questo popolo, per poter reagire ha bisogno prima di qualcuno che gli insegni come poter camminare ancora. Occorrono aiuti e l’esempio dell’Aquila è un passo da seguire.
Bisogna cercare di ricreare il prima possibile, le strutture che portano soldi al paese e questo vuol dire non solo dare assistenza sanitaria e beni di prima necessità che sono indispensabili nelle fasi iniziali, ma anche ricostruire in fretta tutto quello che da lavoro e che rappresenta risorsa costruttiva, in maniera tale da fare in modo di riprendere la vita quotidiana, cercando di dimenticare, impossibile lo so, quello che è accaduto
L’importante è anche dare un notevole sostegno psicologico perché queste persone hanno perso tutto, anche i loro sogni e tutto serve per la ricostruzione.
In questo momento, il problema principale sia evitare il diffondere di epidemie e di malattiere dovute alle scarsi condizioni igienice e alla mancanza di acqua che protrebbero causare altre morti.
Le Nazioni unite che si occupano dei diritti degli uomini, hanno ribadito come in questa fase molto delicata dei soccorsi, occorra in primo luogo salvaguardare la dignità degli esseri umani e fare tutto il possibile che non si verifichino violenge su donne e bambini.
Io credo fermamente che davanti a tragedie del genere è la natura stessa dell’uomo che porti a trovare le forze per reagire, ma tutto il mondo deve dare una mano economicamente e socialmente con aiuti di volontariato e di ricostruzione strutturale.
Il problema principale in questi casi è che non ci siano speculazioni sulle donazioni che vengono fatte e che realmente il denaro arrivi a destinazione, ma c’è anche da dire che è di vitale importanza che i riflettori mediatici restino accesi perché è anche vero che il dolore che non ci tocca da vicino si dimentica in fretta.
Mentre scrivo questa opinione ho notizia di un'altra tragedia. Il Cile trema con una scossa di magnituto 8.8 della scala Richter e il tg parla già della scossa più morte mai registrata al mondo. Ricordo che quella di Haiti è stata di magnitudo 7 della scala Richter. Ancora una volta tragedia e morti su morti.
In conclusione, posso dire che l’argomento è molto ostico da sviscerare e toccare tutti i punti salienti richiederebbe un discorso molto più lungo e approfondito. Credo che siamo d’accordo tutti sul fatto che c’è bisogno di tanta solidarietà e che chiudere gli occhi non serva.
E' banale quanto ovvio, ma lo sento per davvero, di sperare di non vedere mai più scene di terrore e di sofferenza.
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Eccellente
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CRONACA DI UN DISATRO
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Bellatrix72
Vantaggi: ----------------
Svantaggi: ------------------
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molto utile
04.02.2010
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Perchè normalmente c'è poco interesse per le disgrazie altrui?
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Conoscere
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molto utile
26.02.2010
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Ricordare per migliorare
Valutazione del Prodotto Haiti: disastro inimmaginabile, migliaia di morti. Come reagire ed affrontare queste tragedie? scritta da
Rapida
Vantaggi: Tanti se l'ingordigia finirà
Svantaggi: Nessuno se ci sarà solidarietà
Il terremoto di Haiti? Non riesco neanche ad immaginare cosa abbiano potuto provare quelle persone, ma so cosa ho provato io durante i giorni del terremoto di L’Aquila, la settimana santa del 2009. Se aggiungiamo che il disastro di Haiti è 10? 20? non ...
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molto utile
09.02.2010
(22.02.2010)
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Hope for Haiti now
Valutazione del Prodotto Haiti: disastro inimmaginabile, migliaia di morti. Come reagire ed affrontare queste tragedie? scritta da
Avatar76
Vantaggi: ---------------
Svantaggi: ----------------
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molto utile
05.02.2010
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