Su di me:Leggo sempre le opinioni di chi mi legge e valuto secondo coscienza. Eccomi qua, sono tornata, sono ...
Iscritto da:08.07.2008
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Il terremoto di Haiti? Non riesco neanche ad immaginare cosa abbiano potuto provare quelle persone, ma so cosa ho provato io durante i giorni del terremoto di L’Aquila, la settimana santa del 2009. Se aggiungiamo che il disastro di Haiti è 10? 20? non so quante volte più grande, ecco un disastro immane. ... e quello che si verifica dopo è ancor più agghiacciante: alla perdita di persone care, dell'abitazione e altro si aggiungono lo sciacallaggio, la ricostruzione che tarda a partire perché prima c'è la "spartizione della torta", gli aiuti inviati generosamente che non arrivano nelle tasche dei bisognosi, ma si fermano per strada, e altro del genere. Ho tenuto un diario di quei giorni, che allego. Ero tornata a Penne, in quel di Pescara, la domenica delle Palme. Preciso che abito a 540 km a nord del mio paese natio, dove abitano ancora mia madre e una mia sorella. Lunedì, sei aprile, ore 3:30. Sto dormendo profondamente quando vengo scossa da un rumore come di aereo che vola a bassa quota e contemporaneamente da una forza che mi trascina giù dal letto. Confuse perché non riusciamo a capire cosa sia quel rumore che persiste, mia madre, mia sorella ed io ci accorgiamo che il pavimento trema come se, da sotto, una forza lo sollevi ripetutamente. “È il terremoto!”, il lampadario dondola paurosamente. Accendiamo la TV, cerchiamo tra i vari canali un telegiornale “edizione speciale”. …ed ecco che su un canale regionale ne stanno parlando: “…durata della scossa venti secondi…il centro storico di L’Aquila è distrutto… la casa del giovane è crollata… studenti sono sotto le macerie… vigili del fuoco cominciano a scavare per portare in salvo… panico… polvere dappertutto…scosse precedenti sottovalutate…crepe nella casa del giovane mai prese in seria considerazione…squadre di volontari da tutta Italia…scosse si susseguono ininterrottamente…” Io comincio a controllare i muri per vedere se si sono fatte delle crepe, ho sempre avuto una paura folle dei terremoti - sono testimone del terremoto del Friuli nel ’76 e di quello di Salò nel 2004 e ne sono terrorizzata - ho meno paura di morire che di restare viva sotto le macerie per chissà quanto tempo per poi, magari, morire là sotto nell’angoscia, nella disperazione di essere salvata con addosso un dolore lancinante che mi impedisce di muovermi, causato da qualche trave ceduta… brrrr…, e se tutto questo accade a mia madre? O a mia sorella?... non riesco a non pensarci... Paura per quello che ancora ci può accadere, rabbia per quanto accaduto che si sarebbe potuto evitare, partecipazione al dolore dei parenti delle vittime e condivisione con quanti vivono in prima persona questa immane tragedia si impossessano di noi che ancora per un bel po’ continuiamo la processione tra il balcone e la TV Il via vai generale fuori termina dopo un paio d’ore; tanta gente non rientra a casa, ma si sistema nelle proprie autovetture (dove i più dormono anche le notti successive), mentre noi torniamo a letto, ancora impaurite, ma sollevate dal fatto che tra poco si fa giorno; la notte ha il potere di amplificare le paure: quello che di giorno preoccupa, di notte si trasforma in angoscia, figuriamoci poi cosa diventa di notte quello che di giorno spaventa… Martedì, sette aprile. Il pomeriggio , nel paese gira una voce allarmante, si dice divulgata da sedicenti appartenenti al corpo della sicurezza civile: “Uscite da casa, andate in spazi aperti, alle ore 15.00 ci sarà un’altra fortissima scossa”. … ma nulla accade, per fortuna (si saprà poi che degli sciacalli avevano messo in giro questa voce per poter agevolmente ripulire alcuni appartamenti). Alle ore 19:50: Abbiamo appena finito di cenare e siamo sedute in salotto davanti alla TV, sintonizzate sul canale regionale che non ha mai smesso di trasmettere gli aggiornamenti da L’Aquila, quando avvertiamo dei movimenti ‘verticali’, abbiamo l’impressione che qualcuno stia agitando il palazzo come si fa con una bottiglia quando la si vuole sciacquare. Sembra eterna, diciamo “Signore, quando finisce?”, in realtà dura pochi secondi, ma abbastanza per distruggere quel po’ di speranza che si sta riaffacciando nei nostri animi. La TV ne parla in contemporanea. “ in questo momento la terra sta tremando… è una scossa sicuramente forte… ecco guardate là la cupola… ha resistito alla prima scossa ma ora sta cedendo… si frantuma… altri edifici a terra…la gente presa dal panico…”. Magnitudo 4.9. Sale il numero degli estratti vivi dalle macerie, ma anche quello dei deceduti. Ma quante scosse di assestamento ci sono? Queste saranno certamente le ultime. Magari! Un geologo alla TV, interrogato a tal proposito, sorride, dice che ci vuole ancora tanto tempo… non si tratta di scosse di assestamento, ma di uno sciame sismico. Fino ad ora se ne sono registrate più di mille. Accidenti…Il morale mi crolla ai piedi. Mi sento un topo in trappola. Durante la notte ce n’è una di magnitudo 5.1: molto forte. Comincio ad aver veramente paura, mi metterei ad urlare, ma non risolverei nulla. Mercoledì otto aprile, ore 6:00: Scossa di magnitudo 5.1. Comincio ad avere problemi con il cuore: improvvisamente sento un forte battito seguito da due o tre un po’ meno intensi, tachicardia? Nonostante mi sforzi di dominare la situazione razionalmente per trattenere e nascondere la paura, il mio corpo reagisce ubbidendo all’inconscio, dove risiedono le ‘vere’ emozioni. Come si fa a dominare le emozioni? Solo ora capisco perché tanti muoiono d'infarto: potrebbe capitare anche a me. Durante la notte tra mercoledì e giovedì, avverto distintamente cinque scosse: 2 grandi e tre piccole. Santo cielo! Non finisce mai questo stato di emergenza? Venerdì santo dieci aprile, ore 19: la processione di Cristo morto seguito dalla statua dell’Addolorata, quella processione che viene preparata mesi prima, che sempre dà brividi di commozione, che coinvolge l’intera popolazione e che è il vero segno della Pasqua per noi di Penne, viene abbreviata per motivi di sicurezza. Il ‘Miserere’ di Selecchy, cantato dal coro baritonale ed eseguito dalla banda, ben sottolinea quest’atmosfera di morte. Questo è il primo giorno della settimana senza scosse, ma nonostante ciò, nell’ entrare in camera per andare a letto, una morsa di terrore mi attanaglia: L’ultima notte a Penne, al ciel piacendo. Mi sento un’egoista, ma non ce la faccio proprio più con quel terrore che di giorno è latente, ma al tramonto comincia a fare capolino fino ad arrivare ad essere opprimente nel momento in cui si decide di andare a letto. Sabato 11 aprile. Finalmente riparto, mi lascio alle spalle quei momenti di angoscia, spero.
Alcuni giorni dopo, furono pubblicati i dati definitivi della tragedia:307 morti, di cui 20 bambini e 38 studenti universitari, tra i quali uno di Penne. …si poteva evitare tutta questa sofferenza? I geologi continuano a ripetere che la natura non uccide, o almeno, difficilmente lo fa, quello che uccide è la mano assassina dell’uomo che ha agito con ingordigia, sì, ingordigia di guadagni e pur di ricavarne profitto, non si fa scrupolo di risparmiare sulla materia prima, utilizzando materiali scadenti nelle costruzioni, a prezzo di tante vite umane… Quante L’Aquila e Haiti , per nominare solo gli ultimi) ci dovranno ancora essere prima che l’ingordigia ceda il posto alla solidarietà? A distanza di quasi un anno, si possono contare i giorni in cui non ho pensato al terremoto e ancor di più allo sciame sismico che non finisce ancora. La notte, appena a letto, prima di prendere il libro da leggere, guardando il lampadario, un interrogativo mi arriva spontaneo alla mente: oscillerà stanotte? … Si potrà mai dimenticare? Si potrà mai perdonare?
Questa Opinione su Haiti: disastro inimmaginabile, migliaia di morti. Come reagire ed affrontare queste tragedie? è stata letta 169 volte ed è stata così valutata dagli iscritti:
21.12.2010 23:13
che brutta esperienza...ho il terrore dei terremoti
07.04.2010 08:40
un esperienza che rimarrà impressa.....e solo con la speranza e la solidarietà si potrà superare ma non dimenticare mai....!
31.03.2010 15:14
che brutta esperienza per te...e che brutta per quanti l'hanno provata sulla propria pelle!!!!! Eccellente opinione.