[**L'opinione è un po' lunga, ma l'ho divisa in sezioni per renderne più agevole la lettura. Nella prima parte vi fornisco un po' di dati oggettivi e nella seconda vi racconto la mia esperienza.**]
Per cominciare, delle informazioni base:
Per informazioni su orari, prezzi, eventi consultate il sito internet: www.hammamdellarosa.com
L'hammam è aperto a uomini e donne a giorni alterni. E' consigliabile la prenotazione, ma non fatevi scrupoli a chiamare all'ultimo minuto: a volte è possibile trovare posto anche il giorno stesso!
Il centro si sviluppa su due livelli: uno per il corpo e uno per la mente. Il piano superiore è un caffè letterario concepito come un luogo di incontro per eventi culturali. Uno degli obiettivi delle proprietarie consiste nel rendere questa zona frequentabile indipendentemente dal bagno turco. A questo scopo vengono allestite mostre temporanee e organizzate conferenze su svariati argomenti. Qui è possibile per i soci (tessera annuale 5€) bere un aperitivo arabo dalle 17 alle 21, dal martedì al venerdì facendosi coccolare da un massaggio o facendosi fare un tatuaggio all'hennè. Il bagno turco vero e proprio si svolge al piano sottostante.
L’inizio del percorso avviene nello spogliatoio, ma il viaggio effettivo comincia nel tepidarium, una grande sala di marmo che ha una temperatura di circa 30°, arredata con una fontana zampillante e con panche, sulle quali si possono trovare cesti di frutta, caraffe di tè alla menta e specialità della pasticceria maghrebina. La funzione di questa stanza è quella di prendere pian piano confidenza con il caldo che si incontra poi, nel calidarium. Dopo 15-20 minuti di permanenza nel tepidarium, si è invitati a cospargersi il corpo e il viso con un sapone all’argilla. Così si è pronti per entrare nel calidarium, la stanza più calda, in cui la temperatura oscilla da un minimo di 45° a un massimo di 60°. L’alta temperatura si sopporta bene perché il caldo è umido. Non c’è un tempo prestabilito di permanenza in questa sala: si rimane fino a quando si resiste. Il vapore, che rende l’atmosfera particolare, dilata i pori della pelle preparandola così al peeling successivo, che avviene in una sala attigua. Subito dopo si passa alla vasca frigidarium con idromassaggio e al massaggio idratante finale; prima di riprendere contatto con la realtà esterna, però, è d’obbligo concedersi gli ultimi minuti di relax nella stanza del riposo, dove è possibile chiacchierare sottovoce con le amiche e sorseggiare un bicchiere di
Fotografie per Hammam Centri Benessere
tè sdraiate su grandi cuscini colorati.
Io sono andata all'Hammam della Rosa con delle amiche. Ora vi racconto come è andata...
Il giorno in cui siamo andate all’hammam Milano ha dato il peggio di sé. Una pioggia incessante e fitta non ci ha dato tregua per tutto il percorso. Appena entrata in viale Abruzzi 15 ho provato una piacevole sensazione: eravamo finalmente in un luogo asciutto e caldo. Il traffico, le pozzanghere, la pioggia, lo smog e il grigio, così caratteristico di questa città, non ci avevano seguito, ce li eravamo lasciati tutti alle spalle.
L’immediata sensazione di benessere data dal trovarsi in un luogo riparato dalle intemperie, ma anche dall’atmosfera, creata dall’arredamento caratteristico dai toni caldi, ha fatto in modo che la scostante gentilezza formale della donna che ci ha accolto all’entrata non mi disturbasse più di tanto. Evento eccezionale, dal momento che basta un saluto sgarbato di una cassiera per lasciarmi di cattivo umore per ore.
Scese nel bagno turco, riposti zaini e borse negli armadietti, è arrivato il momento di spogliarsi. Dopo i primi due secondi di imbarazzo, ha prevalso la sensazione di piacere, nel togliersi degli indumenti ormai fradici di acqua piovana. Fortunatamente eravamo assistite da una donna marocchina, che ci indicava passo passo cosa fare, poiché le istruzioni relative al percorso affisse all’ingresso erano già state completamente dimenticate.
La prima stanza era ampia ed accogliente, una musica che raccontava di posti lontani come sottofondo contribuiva a rendere l’atmosfera ancora più gradevole. Entrando sono stata, inoltre, piacevolmente sorpresa da un vassoio ricolmo di dolcetti marocchini e da una caraffa di the, appoggiati sul bordo di una fontana. Il fatto che fosse inaspettato e la sensazione che fosse “gratis” hanno reso lo spuntino ancora più gradito. Sembrava una specie di regalo, una sorta di dono di benvenuto e quest’apparenza prevaleva sulla razionale consapevolezza che tutto fosse stato più che abbondantemente pagato con il biglietto d’ingresso. I dolcetti erano deliziosi, mi ricordavano quelli che mangiavo sempre l’estate scorsa in Grecia. Venivano servite, inoltre, due varietà diverse di the, verde e alla menta, e per me, appassionata di questa bevanda, tanto da avere come sogno segreto diventare maestra del the in Giappone, è stata un’interessantissima occasione di assaggiarlo nella sua versione originale marocchina. Ripensandoci a posteriori, forse, ho usufruito eccessivamente di queste prelibatezze, ma al momento le trovavo assolutamente irresistibili. Inoltre, il trancio di pizza mangiato in tutta fretta sotto una tettoia nel piazzale Cadorna non riusciva a rendere la tentazione meno intensa.
Quando è giunto il momento di cospargersi del sapone all’argilla ho pensato esclusivamente ai benefici che la mia pelle ne avrebbe tratto, incurante del colorito verdastro che stavo assumendo e del fatto che fossi completamente nuda al centro della stanza. Poco dopo ci siamo dirette verso il calidarium, dove le luci soffuse e l’aria satura di vapore rendevano l’ambiente perfetto per distendere tutti i muscoli e liberare la mente da ogni pensiero. L’altissima temperatura non mi ha disturbato in alcun modo, anche perché nei momenti in cui la situazione diventava un po’ più difficile, mi bastava bagnarmi con l’acqua gelida della fontana, saggiamente posta all’interno di questa stanza, per far scomparire quella leggera sensazione di fastidio.
La tappa successiva era il famigerato peeling, consigliato in periodo estivo da ogni rivista femminile che si rispetti, poiché, rimovendo lo strato superficiale di cellule morte della pelle, rende questa più luminosa e morbida, pronta per un’abbronzatura spettacolare e duratura. In realtà ero davvero curiosa di provare questo trattamento, per testare se tutte queste sue doti fossero reali e sperimentare, per una volta, un consiglio da rivista di bellezza. Solitamente, infatti, non riesco a trovare mai né il tempo né la voglia di eseguire gli esercizi ginnici mattutini, oppure di creare alchemici intrugli da spalmare sul viso ed altri suggerimenti pubblicati su questi giornali. Devo confessare, però, che nutro una profonda invidia per tutte le donne che hanno la capacità e la tenacia di eseguire alla lettera queste magiche istruzioni, tanto da recarsi, ad esempio, in remoti negozi specializzati alla ricerca di radici di cardamomo, (“assolutamente indispensabili se si desidera ottenere lo stesso colorito roseo che aveva Jennifer Aniston alla notte degli Oscar!”). Di conseguenza, l’idea di sottopormi ad un peeling, mi dava l’illusione di essere un po’ più simile alla “perfetta donna Cosmopolitan” di quanto non sia di solito.
Dal momento che erano presenti solo due panche di marmo, ho dovuto attendere pazientemente che le mie amiche terminassero il trattamento. Per questo motivo, ho avuto modo di vedere come la lastra di marmo venisse lavata e disinfettata prima che ogni donna vi si stendesse sopra. Visione che mi riportava alla mente le acide insinuazioni di alcune amiche, che ipotizzando drammatiche condizioni igieniche, si dicevano preoccupate per la nostra salute. Con non poca soddisfazione, quindi, osservavo i ripetuti passaggi di sapone e disinfettante sul piano su cui mi sarei dovuta sedere e sdraiare completamente nuda. La sensazione del peeling era veramente piacevole: era come se l’energico massaggio, effettuato con un guanto ruvido, mi desse una carica rivitalizzante. Sentivo la circolazione riattivarsi e la pelle respirare. Sono stata, poi, insaponata e risciacquata dalla stessa donna marocchina che aveva effettuato il peeling. Mentre eseguiva queste operazioni avrei voluto parlare con lei, mi sentivo in imbarazzo poiché avevo la sensazione di “sfruttarla” e, forse, instaurando un contatto con lei, la situazione sarebbe stata meno surreale. Non è usuale, infatti, almeno per me, avere una donna assolutamente sconosciuta che mi lava, persino le orecchie, mentre io sono completamente svestita. E’ innegabile, però, che queste attenzioni fossero piacevoli, tanto da riportarmi alla mente gli anni in cui mia madre era la donna che mi strofinava, insaponava e risciacquava quando ero piccola.
Finito il trattamento mi sono fatta la doccia, questa volta da sola, per rimuovere qualsiasi residuo di sapone prima di entrare nella vasca idromassaggio. Tra queste due tappe, però, mi sono intrattenuta per alcuni minuti nel tepidarium, bevendo e mangiando per recuperare un po’ di energia. In realtà sarei voluta rimanere per più tempo in questa stanza, ma le ripetute sollecitazioni del personale ci hanno quasi costretto a continuare il percorso.
La vasca idromassaggio è stata il luogo in cui mi sono sentita meno a mio agio. L’idea che l’acqua fosse stagnante ed un sottile odore sgradevole rendevano la situazione meno piacevole di quanto avessi precedentemente immaginato.
L’ultima stanza, in cui siamo state quasi spinte da una donna libanese, era semibuia e silenziosa. C’erano delle stuoie e dei cuscini per terra, su cui era possibile sdraiarsi e riposare. Io sono stata la prima ad essere massaggiata con della crema idratante e devo ammettere che quella sia stata una delle esperienze più rilassanti e piacevoli della mia vita. Dopo il massaggio mi sono stesa a terra e, aspettando che le mie amiche terminassero il trattamento, mi sono assopita. Le mie amiche hanno dovuto letteralmente trascinarmi fuori da quel luogo, perché, se fosse dipeso esclusivamente da me, adesso sarei ancora là, a bere the e chiacchierare sottovoce, semisdraiata su un tappeto uzbeko.
22.11.2008 22:41
bellllllllllo..... ottima opi
25.01.2007 23:20
Evviva evviva! Devo chiamare proprio in questi giorni per andarci con le amiche! Che bello sapere cosa mi aspetta!!!
09.11.2006 17:59
Come già ti dissi: per me, poi, possono anche buttare la chiave.