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Vantaggi relax immediato, esperienza culturale, pelle incredibilemente morbida, capelli profumatissimi
Svantaggi il personale a volte spinge affinchè si termini il percorso velocemente, in alcuni momenti sovraffollato
Dettagli
| Cortesia | |
|---|---|
| Ambiente | |
| Efficacia trattamenti | |
| Rapporto qualita'/prezzo | |
| Prezzo pagato | 10€ iscrizione annuale, 5€ guanto peeling, 50€ percorso base |
| Tipo di trattamento effettuato | Percorso della Rosa |
| Città | Milano |
[**L'opinione è un po' lunga, ma l'ho divisa in sezioni per renderne più agevole la lettura. Nella prima parte vi fornisco un po' di dati oggettivi e nella seconda vi racconto la mia esperienza.**]
Per cominciare, delle informazioni base:Per informazioni su orari, prezzi, eventi consultate il sito internet: www.hammamdellarosa.com
L'hammam è aperto a uomini e donne a giorni alterni. E' consigliabile la prenotazione, ma non fatevi scrupoli a chiamare all'ultimo minuto: a volte è possibile trovare posto anche il giorno stesso!Il centro si sviluppa su due livelli: uno per il corpo e uno per la mente. Il piano superiore è un caffè letterario concepito come un luogo di incontro per eventi culturali. Uno degli obiettivi delle proprietarie consiste nel rendere questa zona frequentabile indipendentemente dal bagno turco. A questo scopo vengono allestite mostre temporanee e organizzate conferenze su svariati argomenti. Qui è possibile per i soci (tessera annuale 5€) bere un aperitivo arabo dalle 17 alle 21, dal martedì al venerdì facendosi coccolare da un massaggio o facendosi fare un tatuaggio all'hennè. Il bagno turco vero e proprio si svolge al piano sottostante.
L’inizio del percorso avviene nello spogliatoio, ma il viaggio effettivo comincia nel tepidarium, una grande sala di marmo che ha una temperatura di circa 30°, arredata con una fontana zampillante e con panche, sulle quali si possono trovare cesti di frutta, caraffe di tè alla menta e specialità della pasticceria maghrebina. La funzione di questa stanza è quella di prendere pian piano confidenza con il caldo che si incontra poi, nel calidarium. Dopo 15-20 minuti di permanenza nel tepidarium, si è invitati a cospargersi il corpo e il viso con un sapone all’argilla. Così si è pronti per entrare nel calidarium, la stanza più calda, in cui la temperatura oscilla da un minimo di 45° a un massimo di 60°. L’alta temperatura si sopporta bene perché il caldo è umido. Non c’è un tempo prestabilito di permanenza in questa sala: si rimane fino a quando si resiste. Il vapore, che rende l’atmosfera particolare, dilata i pori della pelle preparandola così al peeling successivo, che avviene in una sala attigua. Subito dopo si passa alla vasca frigidarium con idromassaggio e al massaggio idratante finale; prima di riprendere contatto con la realtà esterna, però, è d’obbligo concedersi gli ultimi minuti di relax nella stanza del riposo, dove è possibile chiacchierare sottovoce con le amiche e sorseggiare un bicchiere di tè sdraiate su grandi cuscini colorati.Io sono andata all'Hammam della Rosa con delle amiche. Ora vi racconto come è andata...
Il giorno in cui siamo andate all’hammam Milano ha dato il peggio di sé. Una pioggia incessante e fitta non ci ha dato tregua per tutto il percorso. Appena entrata in viale Abruzzi 15 ho provato una piacevole sensazione: eravamo finalmente in un luogo asciutto e caldo. Il traffico, le pozzanghere, la pioggia, lo smog e il grigio, così caratteristico di questa città, non ci avevano seguito, ce li eravamo lasciati tutti alle spalle.L’immediata sensazione di benessere data dal trovarsi in un luogo riparato dalle intemperie, ma anche dall’atmosfera, creata dall’arredamento caratteristico dai toni caldi, ha fatto in modo che la scostante gentilezza formale della donna che ci ha accolto all’entrata non mi disturbasse più di tanto. Evento eccezionale, dal momento che basta un saluto sgarbato di una cassiera per lasciarmi di cattivo umore per ore.
Scese nel bagno turco, riposti zaini e borse negli armadietti, è arrivato il momento di spogliarsi. Dopo i primi due secondi di imbarazzo, ha prevalso la sensazione di piacere, nel togliersi degli indumenti ormai fradici di acqua piovana. Fortunatamente eravamo assistite da una donna marocchina, che ci indicava passo passo cosa fare, poiché le istruzioni relative al percorso affisse all’ingresso erano già state completamente dimenticate.
Quando è giunto il momento di cospargersi del sapone all’argilla ho pensato esclusivamente ai benefici che la mia pelle ne avrebbe tratto, incurante del colorito verdastro che stavo assumendo e del fatto che fossi completamente nuda al centro della stanza. Poco dopo ci siamo dirette verso il calidarium, dove le luci soffuse e l’aria satura di vapore rendevano l’ambiente perfetto per distendere tutti i muscoli e liberare la mente da ogni pensiero. L’altissima temperatura non mi ha disturbato in alcun modo, anche perché nei momenti in cui la situazione diventava un po’ più difficile, mi bastava bagnarmi con l’acqua gelida della fontana, saggiamente posta all’interno di questa stanza, per far scomparire quella leggera sensazione di fastidio.
La tappa successiva era il famigerato peeling, consigliato in periodo estivo da ogni rivista femminile che si rispetti, poiché, rimovendo lo strato superficiale di cellule morte della pelle, rende questa più luminosa e morbida, pronta per un’abbronzatura spettacolare e duratura. In realtà ero davvero curiosa di provare questo trattamento, per testare se tutte queste sue doti fossero reali e sperimentare, per una volta, un consiglio da rivista di bellezza. Solitamente, infatti, non riesco a trovare mai né il tempo né la voglia di eseguire gli esercizi ginnici mattutini, oppure di creare alchemici intrugli da spalmare sul viso ed altri suggerimenti pubblicati su questi giornali. Devo confessare, però, che nutro una profonda invidia per tutte le donne che hanno la capacità e la tenacia di eseguire alla lettera queste magiche istruzioni, tanto da recarsi, ad esempio, in remoti negozi specializzati alla ricerca di radici di cardamomo, (“assolutamente indispensabili se si desidera ottenere lo stesso colorito roseo che aveva Jennifer Aniston alla notte degli Oscar!”). Di conseguenza, l’idea di sottopormi ad un peeling, mi dava l’illusione di essere un po’ più simile alla “perfetta donna Cosmopolitan” di quanto non sia di solito.Finito il trattamento mi sono fatta la doccia, questa volta da sola, per rimuovere qualsiasi residuo di sapone prima di entrare nella vasca idromassaggio. Tra queste due tappe, però, mi sono intrattenuta per alcuni minuti nel tepidarium, bevendo e mangiando per recuperare un po’ di energia. In realtà sarei voluta rimanere per più tempo in questa stanza, ma le ripetute sollecitazioni del personale ci hanno quasi costretto a continuare il percorso.
La vasca idromassaggio è stata il luogo in cui mi sono sentita meno a mio agio. L’idea che l’acqua fosse stagnante ed un sottile odore sgradevole rendevano la situazione meno piacevole di quanto avessi precedentemente immaginato.
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