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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

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PATRONUS....E LA MAGIA SI COMPIE.

5  04.05.2003

Vantaggi:
Trasmette un pensiero positivo .

Svantaggi:
Pochi e trascurabili .

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Qualità dei testi

Qualità della musica

continua


vipvip1

Su di me: Visto che risulta...ebbene si, ho fatto un giro......ma mi si stringe troppo il cuore a rileggere ce...

Iscritto da:03.11.2002

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 31 utenti Ciao

PREMESSA.
Per trovare un fenomeno letterario paragonabile ad Harry Potter, bisogna tornare indietro di 50 anni. Tuttavia “Le Cronache di Narnia” dello scrittore irlandese Clive Staples Lewis (Belfast 1898- Cambridge 1963), hanno una diversa caratura. Poiché l’autore era di ben altro spessore letterario rispetto all’ autrice del simpatico apprendista mago, Joanne Kathleen Rowiling. Mi permetto di introdurre l’opinione a questo libro, semplicemente perché leggendolo, ho trovato delle analogie ai sette piccoli capolavori scritti da Lewis dal 1950 al 1956. Pensate che il titolo di uno di questi è “il nipote del mago”. Purtroppo non ho conservato nessuno dei tre libri (contenenti sette racconti ) di Lewis e pertanto questa mia considerazione è legata al ricordo delle mie letture pre-adolescenziali. Sia ben chiaro, non intendo dire che ci sia stato del plagio, ma credo che la Rowling si sia in qualche modo ispirata a Lewis. Il quale, oltre ad essere uno stimato professore universitario, si rese autore di molti saggi, poesie , e fondò un nuovo genere letterario definito Fantateologia all’insegna del quale scrisse una trilogia di libri. Tra l’altro fece parte del circolo Inklinks, di cui era membro J.R.R. Tolkien.

L’AUTRICE.
Joanne Kathleen Rowiling, nasce a Bristol, in Gran Bretagna nel 1965. Da Peter, un manager della Rolls Royce, e da Anne. Una tranquilla infanzia e poi l’università ad Exeter, dove studia francese ed i classici, conseguendo la laurea in letteratura. Corso d’insegnamento e tirocinio a Manchester. Si sposa molto giovane con un giornalista televisivo portoghese e lo segue in Portogallo. Lavora come insegnante d’inglese nelle scuole medie inferiori. Ma si separa dal marito nel ’93, dopo la nascita della figlia Jessica. Ed inizia a lavorare come segretaria di Amnesty International. Sono anni difficili, soprattutto per la non florida condizione economica. Quando si trasferisce in Scozia, inizia ad insegnare Francese e incomincia a meditare di scrivere un libro. Ma risale a tre anni prima, nel 1990, durante un viaggio in treno, l’idea del personaggio. La stesura del primo libro dura ben 5 anni, e trasferitasi definitivamente in Scozia, trova un editore disposto a pubblicarlo. Singolare è il fatto che la Rowling, non voglia far conoscere il suo sesso. Tant’è che tutti i suoi romanzi sono firmati J.K. Il 1997 è l’anno della consacrazione. Una casa editrice americana, acquista i diritti per gli Stati Uniti e la Pietra Filosofale viene insignito dei maggiori premi inglesi per la letteratura per bambini. Così, Jo (come la chiamano gli amici), smette d’insegnare per dedicarsi completamente alla stesura del seguito: La camera dei segreti. Nel 1998 viene pubblicato in Inghilterra e negli Stati Uniti. Nel 1999, termina anche il prigioniero di Azkaban. Ed il successo è incredibile. Tanto che i tre libri riescono ad inserirsi ai primi tre posti nella classifica dei libri più venduti, totalizzando ben 35 milioni di copie. Alla fine del 2000, inizia la lavorazione cinematografica del primo libro. E il successo arride ad Harry Potter, anche nelle sale. Qualcuno ha calcolato che fino ad oggi, la Rowling abbia guadagnato oltre 700 milioni di euro. Beata lei.
Ho voluto scrivere un’ opinione su questo libro, che è il terzo della serie, perché mi è piaciuto più degli altri due che l’hanno preceduto. Il quarto è intitolato il Calice di fuoco. Quinto, sesto e settimo ancora non sono stati pubblicati. E chissà se lo saranno mai. (Ho dei dubbi, per il solo fatto che tanti soldi in così poco tempo, possono cambiare una persona).
IL LIBRO.
La trama.
Harry, come sempre, ha trascorso le vacanze estive con gli odiosi parenti. I Dursley, con i quali, suo malgrado è costretto a vivere. Zio Vernon, Zia Petunia ed il grasso e viziatissimo cugino Dudley. Le angherie che sono perpetrate ai danni di Harry, sono da telefono azzurro. Ma Harry ha ormai imparato a sopportare tutto. L’arrivo di Zia Marge, che è ancora più odiosa dei parenti conviventi, mette in condizione Harry di fuggire, per raggiungere Hogwarts. La trovata del “Nottetempo”, una sorta di autobus a 3 piani, con tanto di camere da letto, è deliziosa. E’ la salvezza di Harry, che con questo magico mezzo di locomozione raggiunge Diagon Alley, una fantastica cittadina nel cuore di Londra. E qui trova ad attenderlo nientemeno che Cornelius Caramell, il ministro della magia. Harry, comprende subito che l’evasione di Sirius Black dal carcere di Azkaban ha a che fare con lui. Ed infatti, quantunque manchino ancora molti giorni all’apertura di Hogwarts, Caramell gli ordina di restare al Paiolo magico, locanda all’interno della magica cittadina. Ed Harry accetta con felicità questa soluzione. Dopo alcuni giorni trascorsi a Diagon Alley, i suoi amici,. Ron Weasley ed Hermione Granger, lo raggiungono. Ed insieme partono, col treno, dal binario 9 e ¾, per raggiungere Hogwarts. Ma sul treno Harry sviene dopo aver avuto un “contatto” i Dissennatori di Azkaban. Una sorta di guardie carcerarie, le quali hanno il compito di sorvegliare Harry, al fine di ritrovare Sirius Black. Quest’episodio, però, gli fa conoscere il nuovo insegnante di difesa contro le arti oscure, il professor Lupin. Finalmente il treno giunge ad Hogwarts. Ed Harry, ritrova un po’ tutti gli altri amici. E’ il terzo anno che frequenta la scuola di magia e stregoneria. Un college esclusivo per apprendisti maghi e stregoni. Siccome le materie sono tante, diversi sono anche gli insegnanti, tra i quali è giusto citarne due, anzi tre. Piton, Mcgranitt e Hagrid (già guardiacaccia, e amico fidato del trio di inseparabili amici). La scuola ha una suddivisione interna particolare, in quanto è sezionata in quattro case: Grifondoro, Serpeverde, Corvonero e Tassorosso. Albus Silente è il Preside. Poi vi sono quattro insegnanti che sovrintendono ognuna delle quattro case. Gli allievi vengono assegnati alle varie case da un Cappello parlante, che ne misura le capacità e li indirizza durante un cerimoniale che si svolge all’atto dell’ingresso ad Hogwarts. Harry appartiene alla casa di Grifondoro che ha la McGranitt come tutrice. Rivali storici di questa casa sono gli appartenenti a Serpeverde, che hanno come tutore il professor Piton, titolare della cattedra di pozioni. E Lucius Malfoy, dispettoso, viscido ed invidioso coetaneo di Harry appartiene proprio a Serpeverde, che ha nel professor Piton un valido alleato. Le attività sportive all’interno della scuola sono ridotte al torneo di Quidditch, uno sport che si svolge in sella alle scope volanti, di cui esistono anche vari modelli. E, dunque, all’insegna del tipico college inglese con opportune varianti, che Harry comincia il terzo anno. Ma l’ombra della vendetta di Sirius Black aleggia su tutta la storia. Già, perché Black è uno dei nemici giurati di suo padre, anzi è colui che materialmente ha eseguito l’omicidio dei suoi genitori. E la sua fuga, dopo tanti anni di detenzione ad Azkaban, è dovuta proprio alla sete di vendetta nei confronti del figlio del suo rivale. Con la trama credo sia giusto non andare oltre, per non togliere il gusto di scoprire l’incredibile serie di colpi di scena, di magie e di trucchi.
L’opinione.
Non c’è che dire, l’insieme è molto originale. E’scritto utilizzando termini semplici, ma efficaci. Ma, non credo che sia soltanto per ragazzi. In fondo anche noi adulti abbiamo le nostre fantasie, ed il libro è in grado di stimolarle. Personalmente, avendolo letto già due volte, trovo che l’ispirazione della Rowling sia semplicemente geniale. Come anche il suo sviluppo. Vi sono una miriade di trovate intelligenti che coinvolgono il lettore, a prescindere dall’età. Le tinte giallo-nere (riferite al genere letterario) di cui si tinge il romanzo, sono il sale di questa lettura. E l’epilogo è tutt’altro che scontato, anzi è proprio sorprendente. Tanto che si è costretti a rileggerlo (a beneficio dei figli che ascoltano), per comprenderlo pienamente. E’ difficile trovare un qualcosa di negativo. Il bene trionfa, Harry è un bambino come tanti, ma è un personaggio positivo. Non esiste alcun accenno di volgarità, nemmeno da parte dei cattivi. Nessuno abusa dei poteri magici, anzi il loro utilizzo è parsimonioso. Insomma un romanzo equilibrato, sicuramente basato su principi morali validi, che trasmette positività, per tutte le 366 pagine di cui è composto.

Ciao, Vincenzo.
P.s. Dedico questa opi a mio Simone di 6 anni, che negli ultimi due mesi mi ha obbligato a leggerglielo ogni sera, prima di addormentarsi.


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Commenti su questa Opinione
emmekey

emmekey

20.12.2003 11:20

ehehe anche io lo leggo ai nipoti e quando si addormetnano vado avanti, ma giuro. è solo pera leggere la sera dopo con le intonazioni giuste ^__^

Gianfy.Ely

Gianfy.Ely

12.11.2003 19:44

Gran bella opinione! Ciao!

mario62

mario62

06.09.2003 17:25

Proprio un bel libro. Ciao e buona giornata

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