... E giunti finalmente a far fare una puntura che riporterà alla realtà Elwood alla realtà la sorella, che sosteneva la necessità di una cura più di ogni altro, sceglie di convivere con Harvey, il coniglio gigante, pur di non far perdere la gioia di vivere al fratello e farlo tornare un uomo ... Leggi l'opinione
Una Opinione di redsky86 su Harvey (Henry Koster) 11 Settembre 2005
La valutazione di questo autore:
Regia
mediocre
Attori
convincenti
Sceneggiatura
buona
Colonna Sonora
anonima
Vantaggi:
basare la storia su un personaggio che non si vede è molto originale
Svantaggi:
pur sempre una commedia di hollywood età dell'oro
Lo consiglieresti ai tuoi amici?
Sì
Opinione completa
Film del 1950, in bianco e nero, appartenente in piena regola alle commedie leggere e disimpegnate appartenenti all'età dell'oro di Hollywood. Un unico particolare è diverso, qui un personaggio della vicenda non è visibile: è un amico immaginario del protagonista, un coniglio bianco di circa 1.87 d'altezza. Il protagonista lo vede e ci interagisce: ordina anche per lui al bar, ci parla anche davanti ad altra gente.. insomma, si comporta proprio come se avesse un vero amico che gli passeggia vicino. Ma visto che lo vede solo lui, la cosa crea diversi problemi a sorella e figlia della sorella, le quali non riescono più ad avere una vita sociale normale, da quando vivono con Elwood (nome del protagonista). Decidono quindi di farlo rinchiudere in un manicomio. Ma tra le peripezie classiche della situazione il protagonista rimane in libertà e rinchiudono la sorella. I tentativi di riportarlo in clinica sono tutti fallimentari, perché tutti quelli che ci provano sono contagiati dalla bontà d'animo del protagonista. Il quale vive al di fuori della realtà, ma è sempre gentilissimo con tutti, felice di ogni nuova conoscenza, e dispensa quindi tanta gioia di vivere. Così alla fine del film tra i personaggi (parenti e personale della clinica) sono nati 2 nuovi amori e anche il direttore del manicomio vede il coniglio gigante, che lo consola della sua solitudine. E giunti finalmente a far fare una puntura che riporterà alla realtà Elwood alla realtà la sorella, che sosteneva la necessità di una cura più di ogni altro, sceglie di convivere con Harvey, il coniglio gigante, pur di non far perdere la gioia di vivere al fratello e farlo tornare un uomo normale, scorbutico e brontolone. Film che rispetta gli stilemi della sua collocazione: anni 50, Hollywood. Cinema della trasparenza, del montaggio invisibile. E dispensatore, a spada tratta di buoni sentimenti. Perché questo è l'obbiettivo di tale modello di cinema. Tra le commedie del genere questa è molto interessante in quanto questo elemento surreale al quale ruota attorno l'intera vicenda allontana dalla bieca mediocrità di quasi tutti gli altri film analoghi, insignificanti, quasi fastidiosi. Che facevano bandiera della spensieratezza e latente stupidità dell'america post 2°GM. Impeccabile James Steward, nella parte del matto. Un po' insopportabile nella prima parte in cui sfoggia solo un gran sorriso modello berlusconi, che associato ad un normale abbigliamento da anni 50 ricorda il borghese perfetto, suscitandomi un innato odio. Film piacevole. Molto interessante per chi già apprezza il genere
Piccola nota: ho conosciuto questo film scorgendone la confezione a casa della mia ragazza, dopo aver visto Donnie Darko al cinema. Anche lì c'era l'ombra di un coniglio in locandina, e anche lì, infatti, il protagonista vede questo misterioso soggetto. Anche se in DD ha sembianze decisamente più inquietanti.
Vantaggi: Un cast all'altezza, Hollywood dei tempi d'oro. Svantaggi: \\
...Hull, Charles Drake, Viktoria Horne.
Harvey altro non è che un grosso coniglio bianco, alto come un giocatore di basket, visibile solo ad Elwood P. Dowd (Stewart), un quarantenne un po’ stravagante e ubriacone.
La sorella di Elwood è preoccupata per queste presunte fantasticherie e decide di far ricoverare il fratello in clinica.
L’anziano direttore dell’ospedale, contro il parere di uno dei giovani medici che vuole tentare ad ... ...il direttore si convincerà che Harvey forse non è solo fantasia.
Intanto il giovane medico espone alla sorella di Elwood i possibili effetti collaterali della cura d’urto (un’iniezione): in fondo la prospettiva di un Elwood “normalizzato” , alla stregua dei suoi gretti concittadini, non piace proprio alla sorella.
Se lo terrà così com’è.
La filosofia del film è contenuta in una battuta di Elwood: “Ho fatto a ...
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Vantaggi: La leggerezza della favola Svantaggi: Non ce lo fanno più vedere..
...e per tutto come se Harvey fosse una persona reale e di fatto la presenza di questo "importuno" abitatore della casa crea non pochi scombussolament. Non che faccia danni, anzi, ma dover fare i conti ogni momento con un'ospite, per di più un coniglione bianco, che solo il fratello vede, è per la povera donna una situazione poco sostenibile. L'amore per il fratellone è tanto ma alla fine si rende necessario il ricovero in una clinica. A questo punto ... ...di una velata quanto garbata satira della psichiatria. Il direttore della clinica, il giovane medico, il contrasto tra i due su quale sia il modo migliore di "curare" Elwood. Alla fine tutto si risolve nel migliore dei modi: di fronte alla prospettiva dei rischi che la cura proposta comportano per il fratello la donna decise che è meglio tenerselo cos'. In fondo un Elwood "normalizzato" non le piacerebbe affatto. Ma la cosa non sarà senza conseguenze ...
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BREVE STORIA DI LEE LUCAS
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