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E alla fine ne vorreste uno anche voi...
Vantaggi La leggerezza della favola
Svantaggi Non ce lo fanno più vedere..
Dettagli
| Genere | commedia |
|---|---|
| Età minima | per tutti |
| Regia | buona |
| Attori | convincenti |
| Sceneggiatura | ottima |
| Colonna Sonora | appropriata |
| Qualità Video (DVD): |
continua
Nel 1944 a Broadway andava in scena la prima di una piece teatrale di Mary Chase: "Harvey" i cui diritti cinematografici furono poi ceduti per la cifra, non modica allora, di 750 mila dollari.
Nel 1950 il regista di origini tedesche Henry Koster (195-1988), non eccelso ma di indubbio mestiere, portava la commedia sullo schermo.
Girato in un bel bianco/nero, molto appropriato e dal gusto "retro", il film risente della decdisione del regista di non modificarne troppo l'imopianto teatrale, ma si trata di un neo affatto trascurabile.
I protagonisti principali erano interpretati da James Stewart, al suo 32° film in quindici anni di carriera, e Josephine Hull, già apprezzata per la sua partecipazione ad "Arsenico e vecchi merletti" e che aveva recitato in "Harvey" anche nella versione teatrale.
La Hull ottenne l'Oscar come miglior attrice non protagonista, mentre James Stewart candidato a miglior attore si vide preferire dall'Academy l'interprete di "Cyrano de Bergerac" Josè Ferrer.
La vicenda è quella di uno stravagante scapolone sulla quarantina, innocuo amante della bottiglia, che vive con l'anziana sorella. La particolarità di Elwood P. Dowd, il nostro eroe, è quella di avere un amico un po' particolare: un pooka. Il pooka è un essere fantastico in genere un animale (non sempre di quelli "buoni", con la facoltà di parlare e di rendersi visibile o invisibile secondo circostanza) Nel nostro caso è un coniglione bianco grande quanto un giocatore di pallacanestro, Harvey, appunto, visibile solo da Elwood. Talmente visibile che ilnostro personaggio si comporta in tutto e per tutto come se Harvey fosse una persona reale e di fatto la presenza di questo "importuno" abitatore della casa crea non pochi scombussolament. Non che faccia danni, anzi, ma dover fare i conti ogni momento con un'ospite, per di più un coniglione bianco, che solo il fratello vede, è per la povera donna una situazione poco sostenibile. L'amore per il fratellone è tanto ma alla fine si rende necessario il ricovero in una clinica. A questo punto il film assume oltre ai toni della commedia anche quelli di una velata quanto garbata satira della psichiatria. Il direttore della clinica, il giovane medico, il contrasto tra i due su quale sia il modo migliore di "curare" Elwood.
Alla fine tutto si risolve nel migliore dei modi: di fronte alla prospettiva dei rischi che la cura proposta comportano per il fratello la donna decise che è meglio tenerselo cos'. In fondo un Elwood "normalizzato" non le piacerebbe affatto. Ma la cosa non sarà senza conseguenze per il direttore della clinica che.....
Si tratta tutto sommato di una favola dai toni leggeri, che muove spesso al sorriso. James Stewart, stralunato al punto giusto, il coniglione bianco che ispira una simpatia incondizionata, la sorella , che a me dà l'impressione di essere un po' squinternata anche lei sia pure a fasi alterne e i personaggi di cont0orno si muovono in uno scenario tra il reale e il fantastico.
Alla fine del film vi verrebbe voglia di aver anche voi il vostro pooka, il coniglione bianco, amico e confidente tutto vostro, come se il film liberasse il granello di follia positiva che c'è, nascosto, in ognuno di noi.
Buona visione
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me l'hanno regalato di recente e mi incuriosisce molto, lo vedrò a breve. confesso di non averne mai sentito parlare, l'unico coniglio gigante che conoscevo al cinema sinora è quello di 'donnie darko', ma questa è un'altra storia :)