Herbie. Il super maggiolino (Angela Robinson, 2005)

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Herbie. Il super maggiolino (Angela Robinson, 2005)

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HERBIE? LO VOGLIO ANCH'IO.....OH!!!

4  30.09.2005

Vantaggi:
Commedia divertente e ben strutturata .

Svantaggi:
Effetti speciali .  (Mi aspettavo di più)

Consiglio il prodotto: Sì 

vipvip1

Su di me: Visto che risulta...ebbene si, ho fatto un giro......ma mi si stringe troppo il cuore a rileggere ce...

Iscritto da:03.11.2002

Opinioni:258

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 58 utenti Ciao

Premessa.

Ormai siamo abituati ai sequel. Di solito sono film che nascono sulla scia di un primo o secondo episodio di successo (di botteghino, intendiamoci). Sicuramente ci sono lungometraggi che risultano migliori dei precedenti (recentemente Spiderman 2 o il terzo Signore degli Anelli), ma in questi casi il progetto iniziale è già indirizzato alla produzione di più episodi. Diverso è riprendere un film nato da un progetto e poi ripreso a distanza di tempo cercando di sfruttare un successo.
Forse solo Rocky o Rambo, in termini di botteghino, hanno avuto un successo crescente. Insomma, c'è aria di crisi dalle parti di Hollywood.
Crisi di idee. Al punto che c'è stata una casa produttrice che solo per il mercato U.S.A., per evitare la sempre più crescente disaffezione del pubblico alle sale cinematografiche, ha proposto il rimborso del biglietto in caso di insoddisfazione.
Certo, è una trovata pubblicitaria, ma è il sintomo della crisi che sta vivendo la fantasia degli sceneggiatori.
Anche questo film fa parte di quei sequel riproposti con sempre le stesse caratteristiche genetiche.
In pratica, chi va al cinema sa già cosa vedrà, la curiosità, semmai, è tutta nelle variabili e negli effetti speciali.
E forse, sono proprio questi che fanno da traino a spettacoli triti e ritriti.

Trama.

Alla figlia Maggie (Lindsay Lohan) in occasione della laurea, il padre, Ray Peyton Sr. (Micheal Keaton), decide di regalare un'auto. Ma le condizioni economiche dei Peyton, proprietari di una scuderia di auto NASCAR, non sono delle migliori, per cui Ray e la figlia vanno da un rottamatore. Naturalmente Maggie, pur inizialmente riluttante, sceglie la vecchia Volkswagen bianca con il numero 53. L'entusiasmo iniziale scema quasi subito quando non si rende conto che l'auto ha una vita propria, e che, quindi, tutte le imperfezioni sono dovute al lungo tempo trascorso tra i rottami.
Maggie ha però la testa dura e quindi decide per il ripristino dell'auto. Per fare questo si rivolge a Kevin (Justin Long), meccanico di professione e suo vecchio amico alle superiori. Così, in poco tempo, Kevin riesce a riportare parzialmente in vita Herbie. Il quale, pur rimanendo un quasi rottame, comincia a dare segni di schizofrenia. Tant'è che conduce i due ad un raduno di auto senza il loro consenso, e, sempre con una certa autonomia, ingaggia una battaglia con Trip Murphy (Matt Dillon), il pluricampione Nascar, umiliandolo davanti ad un folto pubblico.
A bordo di Herbie c'è sempre Maggie, che per l'occasione mantiene l'anonimato celandosi dietro un casco ed una tuta con lo pseudonimo di Max. Questo per evitare che l'iperprotettivo padre venga a sapere del fatto che si sia messa a correre, infrangendo una promessa fatta.


Personaggi ed interpreti.

Lindsay Lohan è Maggie Peyton, la neo laureata col pallino dei motori. L'interpretazione non lascia adito a dubbi: è azzeccata. Anche se la Lohan, (Genitori in trappola, 1998) ià regina delle commedie americane "teen"
Immagini
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Herbie. Il super maggiolino (Angela Robinson, 2005) Fotografia 309419 tb
lindsay lohan
ed ora star nascente della musica pop americana, non è quella santarellina che vorrebbe far credere. (vedi foto). Insomma è passata anche lei dal gommista. :-P

Micheal Keaton è Ray Peyton Sr. Il genitore in difficoltà: con i figli, con la scuderia e con gli sponsor. Sfugge la determinazione con la quale intende proibire alla figlia l'entrata nel mondo delle corse, la ragione che dà è solo un bluff. All'inizio, molto onestamente, avevo pensato ad un misogino ante-litteram, poi esce fuori il grande amore che nutre per la figlia. Nulla da eccepire sull'interpretazione di Keaton (Batman 1 e 2): perfetta.

Matt Dillon è Trip Murphy il pluricampione di gare automobilistiche. Inizialmente assume un ruolo da duro che lascia presagire chissà quali guai per coloro che cercano di contrastarlo, in realtà si rivela solo una maschera che diventa caricatura nel corso del film. Insomma anche Dillon (City of Ghost, 2002)entra perfettamente nel personaggio.

Justin Long (Dodgeball, 2004) è Kevin, il meccanico amico di liceo di Maggie. Si vede da subito che si innamora dell'ex compagna, e che Herbie è solo un pretesto per starle vicino. Poi le cose cambiano. Un po' troppo timido nei confronti dei sentimenti. Forse un personaggio più rude avrebbe reso meglio. Interpretazione poco incisiva.

Breckin Meyer è Ray Peyton Jr, il fratello pilota di Maggie. Non ha la stoffa ed il talento di Maggie e si vede. Tutta la famiglia è con lui che purtroppo tradisce le aspettative, ma anziché abbattersi si dimostra molto più uomo degli altri. Insomma un personaggio che piace, nonostante l'aria da perdente, anche per l'interpretazione di Meyer.(Kate & Leopold 2001).


Un pò di storia del maggiolino.

L'idea di un auto economica che fosse in grado di trasportare una famiglia venne per prima a Ferdinand Porsche, il quale però non riuscì mai a metterla in pratica per conto proprio. E dopo essersi rivolto inutilmente alla Daimler (Mercedes) e ad altri costruttori tedeschi, accantonò temporaneamente il progetto. Nel 1934, Hitler in persona dichiarò di voler costruire un mezzo che potesse trasportare 3 soldati ed un mitragliatore alla velocità di 100 km/h. Fu allora che Porsche propose allo stesso Fǖrer il progetto. Da lì in poi trascorsero appena due anni per giungere ai primi prototipi, anche se la presentazione ufficiale avvenne solo nel 1939. Il primo nome fu KDFWagen, ovvero da un acronimo tedesco che sta a significare "Auto della forza attraverso la gioia". Brutto davvero, ma fu scelto dal capo in persona. Lo scoppio della guerra anziché arrestare la produzione la moltiplica, infatti da auto del popolo, con poche modifiche, viene convertita in mezzo militare, così come originariamente era stato pensato. E le prove cui fu sottoposto furono davvero impegnative, eppure si dimostro sempre all'altezza. Un progetto riuscito che alla fine della guerra continuò ad essere valido, tanto da consentire a Heinz Nordhoff di continuarne la produzione.
Nel 2003, dopo oltre 60 anni, l'ultimo maggiolino ha varcato i cancelli dello stabilimento di Puebla in Messico. Nel frattempo ne sono stati prodotti ben 22 milioni di esemplari, senza contare il New Beatle, tutt'ora in produzione.
Il motivo del successo planetario è da ricercare nelle tantissime soluzioni tecniche raffinate che adottò sin dall'inizio, che di fatto lo resero robustissimo ed affidabile, oltre che economico.

Il "mondo" del maggiolino.

Esistono migliaia di fans club di questa fortunatissima auto che è diventata una leggenda.
Molte le leggende metropolitane che sono nate intorno alla Kafel (nome dato dai tedeschi), ma la cosa che stupisce di più è che le Vere imprese dell'auto voluta da Porsche superano di gran lunga la fantasia.
In Italia fu addirittura messa alla prova dal leggendario (per me) fondatore di Quattroruote, Gianni Mazzocchi, il quale, dopo aver assodato che quasi mille auto si erano fuse a pochi mesi dall'inaugurazione della "autostrada del sole", sottopose ad un massacrante test due Volkswagen. Una delle due, percorse 40.000 km a tavoletta. E stiamo parlando del 1959.
Ed è sempre un maggiolino, l'auto che vanta il record dei chilometri percorsi: ben 2 milioni e mezzo per un modello del 1963 di un eccentrico americano.
Di curiosità ve ne sono centinaia, ecco perché è nata la leggenda.


Il maggiolino al cinema.

Un maggiolino tutto matto (1968)
Fu il primo della serie, basato su un racconto di Gordon Buford, ebbe un successo strepitoso. Sotto la regia del disneyano Robert Stevenson, si avvicendano ottimi attori della scuderia di Walt, in particolare Dean Jones e David Tomlinson. Trama efficace e trionfo dei buoni sentimenti.

Herbie,il maggiolino sempre più matto (1973)
Stavolta Herbie non è più in gara. Deve aiutare una povera vecchietta a non essere sfrattata da un magnate delle costruzioni. Il regista rimane Stevenson, ma il cast è totalmente nuovo. Sempre in stile Disney la sceneggiatura. Ottimo il successo.

Herbie al rally di Montecarlo (1977)
Memore della VERA vittoria al famoso Rally avvenuta nel 1954, fu realizzato questo sequel. Il protagonista fu ancora una volta Dean Jones, stavolta alle prese con una gara anche contro la polizia. Film girato interamente in Francia che nulla ha a che vedere con i precedenti. Cambia anche il regista (Vincent McEveetty).

Herbie sbarca in Messico (1980)
Con lo stesso regista del precedente film, Herbie anche stavolta è alle prese con una gara. Si ferma però in Messico e finisce per matare un toro. Commedia brillante, ma ormai sottotono. L'auto non funziona più come attrattiva per il grande schermo.


La passione.

Sono sicuro che sia stato proprio la visione del primo film, a far nascere in me il desiderio di approfondire l'argomento motoristico. Mia madre mi dice sempre che già a 6 anni ero in grado di riconoscere tutte le auto. Oddio, nel 1974 non è che ce ne fossero tantissime in giro, però riuscivo ad identificare marca e modello. Naturalmente crescendo questa mia conoscenza ha avuto la possibilità di essere approfondita. A 7 anni ho causato il primo incidente a bordo di una vecchia Skoda. A 8 ho sottratto le chiavi dell'auto per andarmi a fare un giro, ma ho messo solo in moto. A 10 ho iniziato a guidare per davvero una vecchia Alfa Romeo Giulia. A 11 anni ho acquistato il mio primo "quattroruote", risparmiando sulla paghetta. A 13 ho fatto il parcheggiatore estivo in un lido. A 14 guidavo abitualmente la macchina di nonna. Naturalmente a 18 ho finalmente preso la patente e comprato una vecchia 500, con i proventi di un lavoro estivo.
Perdonatemi se ho divagato un po', ma non potevo non approfittare di questa opinione per incensare l'auto che ha fatto nascere la mia seconda passione.

L'opinione.

Partiamo subito dicendo che tra i sequel, questo è quello più riuscito. Dunque chi si ricorda il primo, può andarlo tranquillamente a vedere, non viene rovinato un mito per il solo scopo di far cassetta. La trama, sicuramente scontata, contiene al suo interno diverse novità per adeguarla ai tempi. Del resto 25 anni dall'ultimo Herbie si fanno sentire, e non poteva essere una riproposizione di una storia già vista. La produzione (Disney e chi se no?) ha puntato molto sull'equilibrio, non senza trascurare qualche breve e divertente eccesso.
Sinceramente credo che partendo dal soggetto di Buford, Ben Garant e Thomas Lennon (i due soggettisti complementari nonché principali sceneggiatori) abbiano fatto un ottimo lavoro, riuscendo a riscrivere con molto gusto il soggetto originario, aggiungendovi qualche argomento d'attualità e sposando in pieno la filosofia dell'entarteinment Disney.
A tutto questo va aggiunta la sicura regia di Angela Robinson (DEBS, spie in minigonna- 2004) che è riuscita a coniugare con maestria le varie difficoltà dell'impresa con quanto proposto dalla produzione. Era semplice commettere errori ma, con molta onestà, devo ammettere che il ritmo e le risate reggono la trama fino in fondo. Laddove però c'è da fare un plauso alla giovane afroamericana è nelle caratterizzazioni dei personaggi: a parte Herbie, non c'è nessun personaggio da favola. Perfino Trip (Dillon) che potrebbe sembrare un cattivo scemo, in realtà viene trattato con molto sense of humor.
L'adeguamento ai tempi si riscontra nel difficile rapporto tra l'adolescente Maggie e l'iperprotettivo genitore. Nelle bugie che vengono smascherate, nei pentimenti. E anche nell'incapacità dei giovani ragazzi di esprimere i propri sentimenti. Ci sono ingredienti che sottolineano l'accurata trattazione di temi difficili che non vengono usati col solo scopo di attualizzare la pellicola, ma, credo, anche con la determinazione di non lasciare che il maggiolino prenda il sopravvento, lasciando agli altri il ruolo di comprimari.
Herbie c'è e rimane il protagonista, tuttavia il film non vive di solo maggiolino. Di negativo c'è davvero poco, qualche passaggio mieloso (che non guasta), e, ma questo è solo presunto, l'aspettativa di effetti speciali più spettacolari. In cambio risate e divertimento, non solo per i più piccini.
Voglio anch'io Herbie…...

Il mio consiglio è quello di lasciarsi trascinare.
Voto 7,5.

Vincenzo.

P.s. dedicato a tutte le donne motorizzate.

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mily999

mily999

01.06.2007 10:38

Opinione eccellente anche se c'è qualche errore di sintassi e di battitura. Complimenti!

DolceLettrice

DolceLettrice

11.04.2007 18:59

Ottima opi, anche troppo esauriente. Il film è semplice ma molto carino.

epizumia

epizumia

17.01.2006 15:22

Bhe, che dire, proprio una passione!

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