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Heroes - David Bowie

Valutazione complessiva (6): Valutazione complessiva Heroes - David Bowie

 

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Mutamenti.....

2  24.05.2004

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Worms

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Dopo la parentesi americana tra registrazioni, ambiguità e trasformismo e ricerca del proprio 'Io', David Bowie si recherà a Berlino insieme al geniale Brian Eno, per la realizzazione di un progetto pop-funk con parecchie influenze elettroniche (ovviamente) poiché lo stesso Eno sarà colui che ha portato all'avanguardia questo filone musicale in seguito ripresentato in maniera diversa e aggiornata con gli U2.Fra il 77 ed il 79 questo periodo di permanenza a Berlino,portano Bowie alla realizzazione di tre album. Low,Heroes e Lodger che vengono subito surclassati ed etichettati 'pop tecnologico'. Ad essere sincero tre album non entusiasmanti,ovvero,non all'altezza delle sonorità precedenti che Bowie ci aveva proposto.Forse proprio questa differenza sonora e ricerca di nuove sonorità,nonostante la collaborazione in questo album e la mitica chitarra di Robert Fripp (sinceramente poco presente con i suoi assoli), Bowie dà quella sensazione di freddo distacco ad una musica che per certi versi non gli appartiene.Heroes,sinceramente sarebbe la 'correzione sonora' di Low e l'anticipo sonoro un po’ diverso di Lodger.L'album lo possiamo tranquillamente dividere in due tronconi:la prima parte possiamo definirla elettronica e la seconda parte prettamente strumentale:una piccola suite sonora.Heroes si apre con 'Beauty and the best' e nonostante l'unico intro di chitarra di Fripp,il brano non è altro che un pop elettronico un po’ povero e per certi versi poco incisivo. Più carismatica e con una sonorità diversa e più accattivante è certamente 'Joe the lion'.Stavolta la chitarra di Fripp è davvero bella e incisiva e il suono molto elettronico che praticamente avvolge la voce di Bowie dà davvero quel senso di post-moderno.Infatti successivamente troviamo il brano che rappresenta il Bowie più costruito:Heroes.Ballata bellissima ,coinvolgente.Una delle mie canzoni preferite di sempre,legata a ricordi anche poco felici ma sempre di grande effetto.Anche se molto orecchiabile rimane un brano storico non solo per Bowie ma per generazioni intere.Il parlato di Bowie è davvero penetrante e il ritornello a volte sonoricamente scontato,non perde quella bellezza emotiva che il brano offre.Molto diversa è 'Sons of the silent age',una ballata molto romantica dove Bowie oltre a cantare suona anche il sax. Con 'Blackout' sembra di riascoltare per certi versi il brano più brutto dei Talkin Heads.Ho la sensazione di un brano poco riuscito o meglio, poco studiato e cercato. In 'V2 Schneider' si inizia a sentire davvero l'impronta di Brian Eno.Brano che possiamo definire prettamente strumentale, dove sintetizzatori e sax cercano di creare quell'atmosfera un pò surreale che finora avevamo trovato ben poche volte.Anche se con atmosfere e sonorità diverse 'Sense of doubt' secondo me è uno dei brani più innovativi dell'album.Anch'essa prettamente strumentale, dà quella sensazione d’immaginario molto originale per quel periodo e quindi in un certo senso innovativa.Continua la piccola parte strumentale con 'Moss garden'.Secondo me il brano migliore dell'album sotto tutti i punti di vista.Sonorità orientali grazie anche all'introduzione del 'koto' (strumento orientale) suonato, o meglio, sperimentato dallo stesso Bowie su un sottofondo sonoro di tastiere che davvero coinvolgono e trasportano ad un immaginario stupendo.Bella,riflessiva e allo stesso tempo 'diversa' da tutto ciò che abbiamo ascoltato finora.Un vero colpo di genio che quest'album meritava,vista la mediocrità sentita finora.La suite sonora si conclude con 'Neukoln' che secondo me d’elettronica ha ben poco e si può definire psichedelica a tutti gli effetti.Sonorità morbide ma allo stesso tempo molto acide,sono la sequenza del percorso sonoro già precedentemente ascoltato.Chiude l'album 'The secret life of Arabia' tipica ballata pop del Duca Bianco. Heroes, viene considerato da alcuni un vero e proprio capolavoro se non il vertice della carriera di Bowie,ma secondo me non è così. La troppa ricerca di nuove influenze, il capovolgimento di sonorità rispetto al vero capolavoro di Bovine che è 'Te rise and fall of Ziggy Stardust...' fanno sì che in quest’album si ha la sensazione come di un 'mancato impegno' creativo,quindi un vero e proprio album di transizione. Un album che va’ ascoltato parecchie volte ed è proprio questa svogliatezza di riascoltare qualcosa che non coinvolge,dà quella sensazione di un album 'poco suonato'.Mah ...qualcuno l'avrà ascoltato con stati d'animo diversi e avrà annullato paragoni col passato, altrimenti questo album...verrebbe ricordato solo per Heroes.

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Legolas204

Legolas204

28.12.2007 00:07

Non sono molto puntuale nel leggerla e commentarla ma mi trovo daccordo con la tua opi e il senso di amaro in bocca che sembra averti lasciato. Personalmente Bowie ho cercato di ascoltarlo tante volte e anche con punti di vista differenti ma raramente (molto raramente, quasi mai) riesce a farmi venire i brividi. La storia parla chiaro e naturalmente se Bowie è arrivato ai giorni nostri significa che a toccato i cuori o le menti di qualcuno ma sinceramente e, ripeto, personalmente, non me. Un saluto e auguri di buon anno ;)

abete-d-argento

abete-d-argento

26.08.2007 19:22

bella opinione ... il tempo "Thin White Duke" era stato soppravalutato posteriormente - 1982 con il successo del film "Christiane F.". Preferisco il suo periodo 1969 - 74 ... Ciao

Vittanto-TheRising

Vittanto-TheRising

07.06.2004 13:05

Già quando uscì non mi piacque granchè e gli ascolti successivi hanno confermato ( purtroppo ) la prima sensazione. V. Ps: e vabbè andremo al circo massimo ... basta che si decidono !! (eheheh).

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