Ho imparato a sognare  - Fiorella Mannoia

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Ho imparato a sognare - Fiorella Mannoia

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malincoMannoia

5  16.12.2009

Vantaggi:
Ottimi brani, ottime esecuzioni .

Svantaggi:
Inevitabili confronti con i brani originali .

Consiglio il prodotto: Sì 

Dettagli:

Qualità dei testi

Qualità della musica

Voce artista

Originalità

Design del disco

Paragone con dischi precedenti dell' artista


gategate

Su di me: Svalutano perchè temono, invidiano o per eterna vendetta? Ma a che serve? Boh. :-) - Esiste un prodo...

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 88 utenti Ciao

Fiorella Mannoia… chi si rivede! Album pubblicato nel 2008 e torna a novembre del 2009? L'arcano è presto svelato: Fiorella propone una raccolta di cover, brani già ascoltati nell'esecuzione di altri cantanti. Avendo già raggiunto lusinghieri risultati interpretando "Sally" di Vasco Rossi (per fare solo un esempio), non è nuova a quest'esperienza. Inoltre, non ama farsi desiderare, le piace cantare e stare sul palco. Ed il disco ideale, a suo parere, racchiude brani assimilati dall'interprete. Incisi magari dopo una tournée, in cui li ha proposti più volte e resi propri. Quello che succede in questo cd.


La confezione


Degna di nota la presentazione del nuovo lavoro della Mannoia, un prezioso cofanetto (prezzo massimo 21,90 euro). Si apre a libro ed immediatamente presenta i nomi di persone che hanno partecipato alla sua realizzazione ed i ringraziamenti. Sono i dati che, di solito, finiscono in fondo agli album, dove rischiano di essere ignorati. Fiorella ha voluto concedere loro il risalto che meritano.
Aprendo ulteriormente il libro… sorpresa! Due cd! Il disco con le canzoni ed un dvd di cui parlerò diffusamente in seguito. Niente male, davvero.
In una tasca, a destra, è contenuto il libretto: reca titoli ed autori delle canzoni e nomi dei musicisti. Nessun testo, accidenti! Le parole dei brani, comunque, per chi osasse tentare duetti con Fiorella (io lo faccio! :-D), si trovano facilmente in Rete.


L'incanto di Fiorella


Dodici brani per 55 minuti di musica. Quasi un'ora. Requisiti indispensabili per l'ascolto: attimi di pace e di silenzio. Se possibile, anche una luce soffusa. E' il momento di partire.

I ---- Le tue parole fanno male (Cremonini) ---- 3'54''
Dall'album "Maggese", Cesare Cremonini - 2005.

Le parole possiedono una forza devastante, annientano. Soprattutto se, a ferirci, è la persona che amiamo e non ne comprendiamo le ragioni. Dividono. La separazione è dolore, privazione dell'amore. Eppure la cura può arrivare proprio da quelle parole, terribili: finché esistono, il sentimento non è finito.
Nell'interpretazione di Fiorella, la melodia diviene dolcissima. E' un piacere lasciarsi cullare da queste note, unite ad un testo solo in apparenza leggero (non ho ben compreso la frase "messe in bocca alle bambine": il partner si serve delle figlie? Boh).

Le tue parole sono mine, le sento esplodere in cortile…


II ---- Ho imparato a sognare (Petricich, Bruni, Salvi, Barbacci, Li Causi) ---- 4'10''
Dall'album "XXX", Negrita, 1997.

Quando si comincia a sognare? Impossibile stabilire il momento esatto! I sogni, però, si scontrano inevitabilmente con la durezza della realtà. Si può perdere, cadere. I sogni aiutano anche a rialzarsi. Un testo sublime.
A livello musicale, il brano è più grintoso del precedente: dopo un breve incipit di voce e pianoforte, il basso e le chitarre, coadiuvati dalle percussioni, coprono il resto degli strumenti.
Curiosità: nel testo si sostituisce "prete palloso" con "prete noioso"… espressione meno efficace! E "c'era chi era incapace a sognare" diviene "c'è chi era incapace a sognare". Perché?
Consiglio di ascoltare anche il brano originale, più "rock" ed impreziosito da una splendida armonica a bocca. Da applausi entrambe le versioni.

Ho imparato a sognare che non ero bambino, che non ero neanche un'età.


III ---- Cercami (Zero, Podio) ---- 6'01
Dall'album "Amore dopo amore", Renato Zero, 1998.

Ritrovarsi… Può accadere, è sufficiente compiere un piccolo passo, cercarsi. Ammettendo di aver commesso errori… S'accettano anche gli insulti, ma non si può cambiare. Ci si accetta con i propri limiti o ci si dimentica.
Fiorella osa affrontare il "mostro sacro": Renato Zero. Difficile cantare una sua canzone, dato che Zero riesce a dare a tutte un'impronta unica, grazie alla sua interpretazione. La Mannoia non tenta nemmeno di imitarlo, lungi da lei "urletti" ed espressioni sofferte. Rispettosa, non cambia nemmeno il testo,

Fotografie per Ho imparato a sognare - Fiorella Mannoia
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Ho imparato a sognare  - Fiorella Mannoia Immagine 1
Scatto per un servizio fotografico (dal dvd).
cantandolo al maschile. Il risultato non è affatto male.
Una delle novità introdotte nel brano è la partecipazione del sax soprano di Stefano Di Battista, che affiora durante l'esecuzione e regala un assolo virtuosistico nel finale (forse un po' lungo? Due minuti…).

Io resto qui, mettendo a rischio i giorni miei. Scomodo, sì, perché non so tacere mai…


IV ---- La paura non esiste (Ferro, Pausini) ---- 4'40''
Dall'album "Alla mia età", Tiziano Ferro, 2008.

Inno all'autostima, incoraggiamento a superare i momenti bui, a scordare difetti ed errori. Commiserarsi è condannarsi al fallimento. Preferibile appoggiarsi all'amore, ignorando l'odio, magari finto. La cattiveria della gente provoca le lacrime solo per il gusto di vederle scorrere. La salvezza è in chi ci ama, in chi ci capisce con un solo sguardo, anche se non sempre riesce a condividere le nostre sofferenze.
Versione più dolce della grintosa canzone di Tiziano Ferro. Nel brano, la voce di Fiorella è sempre in evidenza, mai "lotta" con gli strumenti. Ferro dà un'interpretazione più sofferta, con degli scatti. Fiorella preferisce strumenti classici, archi e pianoforte, e mantiene un certo aplomb. Straordinario l'assolo di flicorno di Fabrizio Bosso, quasi una carezza.

Spesso abbracci le tue stelle, spesso ti limita la pelle.


V ---- Estate (Giuliano Sangiorgi) ---- 3'23''
Dall'album "Mentre tutto scorre", Negramaro, 2005.

L'amore che non si riesce ad esprimere. Che si manifesta solo nel tremolio della voce ed in un'imbarazzata allegria. Che lei non riesce a cogliere (ci è o ci fa?). Eppure anche questi sono attimi piacevoli. L'estate, che li racchiude in sé, non dovrebbe passare mai! Il tempo inevitabilmente trascorrerà, non si può fermare, ma lei non passerà mai.
Inizialmente ho ritenuto questo brano il peggiore dell'album. Fiorella lo confessa anche nel dvd: sulla carta c'è un abisso tra lei ed i Negramaro! :-D Infatti, le modifiche apportate peggiorano la canzone: inizio lento, un acuto evitato… Sembra che Fiorella non dia il massimo nelle parti in falsetto, che si spenga, si tiri indietro. Eppure raggiunge quelle note. Solo dimenticando la versione dei Negramaro (impresa ardua) si potrà apprezzare la nuova proposta. L'originale è insuperabile.

E resto qui, sul filo di un rasoio, ad asciugar parole che oggi ho steso e mai dirò.


VI ---- E penso a te (Mogol, Battisti) ---- 5'40''
Dall'album "Bruno Lauzi", Bruno Lauzi, 1970 (ma anche nell'intramontabile versione di Lucio Battisti, 1972, in "Umanamente uomo: il sogno").

Amore totale, in ogni momento della giornata si pensa a lei. Anche mentre si sta con un'altra … :-P Amore senza futuro, probabilmente, ma i pensieri non si possono legare. Curiosamente, Fiorella canta il brano come se fosse un "lui".
Intensa Mannoia in questo pezzo, molto sentito e già eseguito da parecchi artisti (del calibro di Battisti e Mina). Il confronto scatta inevitabile ed è proprio questo che ha trattenuto la nostra beniamina dal cimentarsi con il repertorio battistiano. Ora il coraggio è stato trovato. Il risultato è ottimo, elegante e raffinato. Le parti intimistiche si sposano perfettamente a quelle grintose. Eliminati cori (Pa-pa-pa) e battimani della versione di Battisti, al loro posto si esprimono flicorno e chitarra elettrica. Scelta splendida. Forse un po' lungo il finale, quasi a non voler abbandonare la canzone, ma è un difetto di pochissimo conto.

E' troppo grande la città, per due che come noi, non sperano però si stan cercando…


VII ---- Mimosa (Niccolò Fabi) ---- 4'28''
Dall'album "La cura del tempo", Niccolò Fabi, 2003.

La rottura di una relazione amorosa ha provocato dolore ed astio. Si veste bene, si rimira allo specchio per distrarsi. Inutile. Spunta il pensiero della prima volta, la gioia e l'eccitazione, quando un atto primitivo consentiva di toccare il cielo con un dito.
Fiorella propone un brano musicalmente più ricco, dopo un inizio di solo piano e voce, di quello di Fabi, più scarno. Entrambe le interpretazioni sono perfette, non saprei scegliere la migliore. Sofferte, sentite. E' una canzone decisamente adatta alle corde vocali e sentimentali della Mannoia. Credo possa diventare un classico del suo repertorio, come Sally di Vasco Rossi. Canzone, però, non immediata. Si deve riascoltare più volte per apprezzarla appieno.

Quella esaltazione del presente, di un amore che ancora non ti ha chiesto niente, niente da sacrificare.


VIII ---- E' la pioggia che va (Mogol, Lindl) ---- 4'15''
Dall'album "Che mondo strano", The Rokes, 1966.

La trasformazione è inarrestabile ed inevitabile, come dopo la tempesta giunge sempre il sole. I ragazzi, anche se nessuno crederà in loro, non si fermeranno. Realizzeranno le loro speranze, cambiando il mondo.
Reputo che la canzone, strettamente legata al clima degli anni Sessanta, non si adatti alla Mannoia. Ha perso gran parte della sua forza contestatrice, sebbene alcuni punti restino attuali (come l'accenno a denaro e potere). Per quest'esecuzione, si rinuncia agli echi beatlesiani della versione originale. La musica dei "nostri tempi" smorza ulteriormente la potenza dei messaggi, sembra quasi di rivangare un passato lontano, con una vena nostalgica e malinconica. Canzone poco riuscita, secondo me, anche se non per difetti della voce o degli strumenti.

Il denaro ed il potere sono trappole mortali che per tanto e tanto tempo han funzionato…


IX ---- C'è tempo (Ivano Fossati) ---- 5'21''
Dall'album "Lampo viaggiatore", Ivano Fossati, 2003.

Il brano di Fossati è una poesia, densa d'immagini concrete e di sentimenti profondi. Contiene tantissime considerazioni e riflessioni. Ogni cosa ha il suo tempo. Un amore s'è perduto. La lontananza. La voglia di bloccare un istante passato almeno in una fotografia. Un futuro che forse vedrà un ricongiungimento.
Fiorella è a suo agio con le canzoni di Fossati, quasi fossero abiti cuciti su misura per lei. L'arrangiamento è simile a quello dell'originale (si rinuncia, per esempio, alla marcetta che spunta nel corso del brano). E, tuttavia, siamo in presenza di due perle, somiglianti eppure diverse. Impossibile decidere quale sia la più bella.

C'è un giorno che ci siamo perduti, come smarrire un anello in un prato…


X ---- Una giornata uggiosa (Mogol, Battisti) ---- 5'08''
Dall'album "Una giornata uggiosa", Lucio Battisti, 1980.

Quando ci s'annoia, i pensieri corrono. Verso attimi di pace, d'amore, d'amicizia. Con la voglia di trovarsi in luoghi diversi. Senza rinunciare alla giusta dose d'ironia (il cimitero) e alle parole dure, quando servono (le "ideologie alla moda", il paese dignitoso, il messaggio ecologista sulla "Brianza velenosa").
Ritmi e suoni sud-americani trasformano un brano arcinoto, rendendolo un irresistibile invito a ballare, lasciandosi trasportare dalla musica trascinante, che evoca calde estati. Il testo al maschile lascia qualche perplessità. E' strano sentire che la cantante sogna di avere accanto una sposa. :-P

Sogno di abbracciare un amico vero, che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro.


XI ---- Caffè nero bollente (Cavallo, Cola) ---- 4'55''
Festival di Sanremo 1981.

Inverno soffocante, la noia di un pomeriggio passato in casa. La ragazza è stufa di aspettare il suo lui, paziente ed ubbidiente. La voglia non si frena, può arrangiarsi da sola. :-P Curiosa la rima Giuda/nuda, dubito che il traditore per eccellenza si vendesse nudo.
Dopo essersi "confrontata" con tanti cantanti, Fiorella affronta una prova non meno dura: mettersi in gioco contro se stessa. Dopo quasi trent'anni, è un'altra persona. Voce più calda, animo meno rock, atteggiamento meno arrabbiato. La maturità si sente, anche nel coraggio di affrontare un brano che suscitò polemiche, all'epoca. E che ora si ascolta senza particolari scossoni. Ne è passata di musica sotto i ponti! La trasgressione non si percepisce, oggi s'userebbero parole più dirette per esprimere gli stessi concetti.

Malinconico digiuno, senza nessuno.


XII ---- L'amore si odia (Calvetti, Ciapelli) ---- 3'13''
Brano presente anche nell'album "Sulla mia pelle", Noemi, 2009.

La fine dell'amore… non si vogliono più bene, lei crede che lui non la meriti. La scoccia, è appiccicoso, a che serve parlarne ancora? Se ne vuole liberare. Anche se un segno di lui resterà, come un'impronta sulle dita.
La canzone è la stessa dell'album di Noemi, senza modifiche. Sembra una mosca bianca, non dice nulla di più di quello che è già noto, non s'inserisce nello spirito di questo cd. La parte assegnata a Fiorella mi sembra piuttosto limitata, anche se le voci delle due cantanti s'amalgamo bene. Il tema musicale è ottimo, servono buone corde vocali per eseguirlo. Il testo, invece, mi piace meno.

Per ogni goccia vorrei, diluvio sopra ogni cosa…


Il dvd video


Dopo tante ottime canzoni, non dispiace vedere qualche immagine. Il Menù iniziale è molto simpatico: Fiorella invita, con un gesto, a scegliere un'opzione ed assume un'aria leggermente scocciata se non le si dà retta. :-P
Il primo filmato è il Backstage e dura circa 35 minuti. E' come entrare in una famiglia. Ci sono il divertimento delle pause e la concentrazione durante il lavoro. Fiorella racconta di sé, delle canzoni, della musica, lasciando spazio anche a chi collabora con lei. S'assiste alla prove ed alla registrazione, nella splendida tenuta di Groville a Poppi (Arezzo), nel verde cuore della Toscana. Fiorella interpreta quasi il ruolo della "mamma", chiamando tutti a raccolta per la cena. Si canta anche all'aperto, cullati da una lieve brezza. E non manca la visita di qualche personaggio famoso.
Evidente è l'armonia che regna nel gruppo, dopo due anni trascorsi in tournée.
Fiorella confessa di divertirsi molto con i "Dietro le quinte" dei dvd, che svelano tante curiosità. Non ci delude con il Backstage. Prendendo in prestito le sue parole: "E' qualcosa di vero, di reale, di umano".
Ci regala, inoltre, il video di Sally. Non ha ritenuto opportuno inserire il brano nel cd, dato che è già stato presentato svariate volte, in passato. Questa, però, è una versione inedita, un pezzo jazz con un quartetto d'archi, e merita di essere assaporata.


Conclusioni


Una raccolta di cover presenta sempre un problema: quali brani pescare dallo sterminato oceano della musica? E' possibile individuare il criterio di scelta? Vediamo…
I brani coprono un arco temporale che va dagli Anni Sessanta ai giorni nostri. L'epoca non è, quindi, la soluzione della questione.
L'elemento che accomuna i brani è, senza dubbio, il fatto che siano canzoni italiane, anche se "E' la pioggia che va" è la cover di un successo di Bob Lind (seppure con testo originale). E poi una vena di malinconia. Non sono certo pezzi da discoteca, che mettono allegria e voglia di ballare (tranne ''Una giornata uggiosa''). La pioggia presenzia anche alle foto dell'album. Di solito, il maltempo rende un po' nervosi, blocca in casa. Costringe a riflettere. I brani, infatti, non sono banali, inducono a pensare. Senza lasciarsi cogliere da tristezza o depressione, sia chiaro. Si tratta di trovare un momento per restare soli con se stessi, chiudere il mondo fuori, dedicarsi alle proprie sensazioni, ai propri pensieri. Per riscoprire la propria sensibilità, la stessa che Fiorella dimostra cantando con tanto cuore le canzoni che propone. Dopo l'incontro con i musicisti brasiliani, ha imparato che non esiste musica "elevata". Quello è un atteggiamento snob. Anzi, le contaminazioni, gli esperimenti, gli incontri con altri generi e con altre personalità arricchiscono. Perché solo la buona musica conta.
In tal modo, la raccolta di cover non si confonde con le altre proposte del momento (sbaglio, o sono parecchi i cantanti che, in questo periodo, hanno avuto la stessa idea?). Riesce ad essere unica.

Il paragone con i brani originali? Spesso il ''pericolo'' non si presenta (confesso che alcuni non li avevo mai sentiti). Quando, invece, ne conservo il ricordo, noto che Fiorella ha indubbiamente fatto proprie le canzoni, le ha rivestite con il suo stile. Non delude. Proprio in nome di quella malinconia, cui accennavo poc'anzi, mi sembra che si tenda a rallentare i ritmi, ad offrire una versione più intimistica e dolce. Al primo ascolto, quindi, con in testa il ricordo di brani celeberrimi, si può restare perplessi. Non si demorda. Negli ascolti successivi s'entrerà nell’appropriata atmosfera, ed anche la nuova versione piacerà. La canzone, in un'esecuzione mutata, sembra quasi una vecchia amica che si sia rifatta il look. Non è invecchiata, mostra solo un aspetto che prima era rimasto nascosto.

Immagini. © Sebastiano Bontempi, Sony Music
  1. Scatto per un servizio fotografico (dal dvd).
  2. Menù Principale… non fatela spazientire, scegliete. :-P
  3. Fiorella si racconta, mentre raggiunge Groville.
  4. Si prova.
  5. Altre curiosità e sensazioni.
  6. A cenaaaaa! :-D
  7. Con gli occhiali, per non sbagliare le parole.
  8. Scatto dal video di "Sally".
  9. Fiorella presenta il dvd.
  10. Elenco dei contenuti dell'album.
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Commenti su questa Opinione
lucetta7

lucetta7

31.07.2013 10:06

Eccellente ,come al solito! Bravissimo tu ,bravissima Mannoia!

Asiuletta

Asiuletta

25.11.2010 20:50

Bravissima la Mannoia... "Ho imparato a sognare" è molto bella! E le tue opinioni non si discutono ;-)

libera2010

libera2010

07.09.2010 23:40

eccellente,complimenti!

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