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Opinione

per Hostel (Eli Roth, 2006)
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2 Stelle "Il chirurgo tiene la vita nelle mani" Opinioni con immagini
76 su 76 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: No

Vantaggi fotografia ottima, splatter crudo e tensione narrativa della seconda parte, capacità di impressionare e infondere inquietudine solamente con l'audio e con la visione della armi bianche

Svantaggi prima parte troppo insensata e superficiale, mancanza di un nesso preciso, interpretazioni degli attori, circolo di violenza inaspettata ed esagerata, gratuitamente sadico

Dettagli

Genere horror
Età minima vietato min. 14 anni
Regia mediocre
Attori decenti
Sceneggiatura mediocre
Colonna Sonora perfetta
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

peter82reloaded Dal 14 apr 2004

Da studente a lavoratore. Il passo è bello grande!!! continua

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Tarantino questa volta poteva sicuramente risparmiarsi la presentazione del film di Eli Roth, l'attore che i soli appassionati di splatter forse conosceranno, e che ha dato alla luce qualche anno fa a quel "Cabin Fever" che proprio un capolavoro non era.
Questa volta si cimenta con "Hostel", horror annunciato come terrificante e adrenalinico ai massimi livelli e che già dalla locandina fa capire quello a cui lo spettatore potrebbe andare incontro accingendosi alla visione della pellicola in questione.
Un uomo con la bocca spalancata all'interno della quale agisce un trapano è un immagine davvero forte, di sicuro impatto e di sicuro turbamento: fa immaginare all'istante il genere e allo stesso tempo fa crescere le aspettative degli amanti del genere e di coloro che vogliono gustarsi un horror intenso e per di più "garantito" in prima persona da un mostro della suspense e del thrilling come Quentin.

Ora veniamo alla esposizione seppur sommaria della trama che coinvolge i protagonisti di Hostel: dopo un'introduzione alquanto inquietante e sui generis si parte con la narrazione vera e propria degli eventi: lo stile sicuramente non è quello dell'horror all'inizio: ci sono due ragazzi americani che sono in viaggio per l'Europa, alla ricerca di facili emozioni viste sotto forma di assunzione di droghe e di avventure sessuali sfrenate. Sono Paxton (Jay Hernandez) e Josh (Derek Richardson), compagni di college a cui si aggiunge un altro loro coetaneo, l'islandese Oli (Eythor Gudjonsson).
I tre sono in principio ad Amsterdam per godersi le trasgressione che la capitale olandese può riservare: consumo di marijuana, funghi allucinogeni, sesso a pagamento con le lucciole in vetrina del quartiere a luci rosse, serate in discoteca da strafatti alla ricerca di qualche ragazza da portarsi a letto con annesse risse con il buttafuori di turno.
A notte quasi terminata, arrivano all'Ostello dove avevano trovato alloggio, ma trovando la porta ormai chiusa trovano l'aiuto di un altro ragazzo che mostrando loro le foto di ragazze sicuramente magnifiche e soprattutto iperdisponibili, li incoraggia fortemente a spostarsi verso Est e di cercare un posto magnifico rappresentato da un Ostello slovacco dove la materia prima in fatto di ragazze era sicuramente all'altezza.
Questa parte sicuramente non ha nulla a che fare con l'horror, sembra più un film per ragazzi e per adolescenti come poteva essere American Pie, la ricerca assoluta dello sballo da parte di ragazzi poco più che ventenni, lontani centinaia di migliaia di chilometri da casa e con una discreta disponibilità economica, disposti a tutto pur di consumare droghe e fare sesso sfrenato. Così dopo una prima metà di film passata tra discoteche, alcool e droghe e un buon numero di fanciulle bellissime in deshabillè si vira bruscamente verso l'horror vero e prorprio.
Il primo ragazzo sparisce misteriosamente, le due ragazze che li avevano abbordati Natalya e Svetlana non ne sanno nulla e i sospetti dei due reduci non sono poi tanto pessimistici: tra la ripartenza immediata e un'altra notte di sballo scelgono inevitabilmente la seconda non arrivando a captare alcuni segnali non proprio rassicuranti come l'ambiente generale della Slovacchia e i personaggi poco raccomandabili incontrati per strada e nelle discoteche.

Così poco alla volta, dopo il piattume abbastanza imbarazzante della prima parte si passa ad un crescendo di adrenalina e di intensità che progressivamente riportano all'horror vero e proprio.
Vengono ripresi i motivi della parte introduttiva, ci viene svelato uno strano ambiente, dove umani vengono torturati, dove l'intensità si alza solamente con la vista di strumenti chirurgici o trapani o motoseghe, dove la parte maggiormente violenta e impressionante viene anche celata sadicamente, riuscendo comunque a impressionare e a mettere agitazione solamente con i suoni e i rumori strazianti degli oggetti trasformati in armi di tortura e con le grida strazianti delle vittime del macellaio di turno.
Il vortice di violenza cresce sempre di più e nuove parti, nuovi indizi, nuovi chiarificatori particolari vengono messi alla luce del giorno e fatti comprendere allo spettatore che solamente con l'ultima predestinata vittima riesce a capire sul serio cosa era avvenuto anche agli altri e a comprendere ogni meccanismo dell'organizzazione che tiene in piedi il film.
Non mancano però le scene di splatter crudo e puro, amputazioni terrificanti, sadiche torture, sanguinolenti ambienti bui e terrificanti, le urla delle vittime e la vigile organizzazione che vigila affinché il cliente di turno possa sfogare le proprie manie e portare a termine la tremenda tortura.

Sicuramente la prima parte è fortemente in contrasto con la seconda, Eli Roth non è riuscito, secondo me, a trovare un collegamento più convincente e meno campato per aria, non si capisce infatti come di tutto punto possano sparire i tre protagonisti e chi veramente ci sia dietro alle sparizioni. La seconda parte anch'essa appare di punto in bianco, l'unica persona che fa da filo di congiunzione è il signore che poi si rivelerà macabro chirurgo che i tre incontrano sul treno diretto in Slovacchia. Apparentemente inquietante e sicuramente apprezzabile per splatter e tensione narrativa, la seconda parte si rivela poco convincente ed eccessivamente sadica, troppa la violenza che viene fatta apparire e scatenatasi tutta in un botto. Parlo di violenza fatta apparire allo spettatore in quanto le scene in cui la violenza viene mostrata apertamente e lo splatter fa il sopravvento, saranno al massimo cinque minuti sull'ora e mezza di durata totale; anche se la tensione raggiunge picchi elevati e l'inquietudine può subito prendere il sopravvento sullo spettatore, gli amanti del genere concorderanno con me nel dire che si tratta nel complesso di una storia parecchio surreale e scontata, la quale, per come è sviluppata, viaggia su un percorso di scene di sangue e violenza abbondante e gratuita rappresentando la solita minestra riscaldata seppur con qualche lieve variante, niente di nuovo quindi per il settore dell'horror.

Notevoli le lacune del regista e sceneggiatore Eli Roth, anche se sembra fare un passo in avanti rispetto al bruttissimo Cabin Fever, non raggiunge mai dei livelli elevati come si sarebbe potuto pensare nella visione della locandina e del trailer. Peccato per Tarantino che appare in qualità di produttore esecutivo e che viene anche premiato con un cammeo: una scena del suo Pulp Fiction intravista sulla tv dell'Hostel slovacco.

Sinceramente non appaiono nemmeno all'altezza gli attori: l'unico che riesce a dare vita ad un'interpretazione almeno sufficiente è il primo Jay Hernandez che rappresenta anche l'ultimo che finisce nelle grinfie del "club dei macellai" e che bene o male riesce a dare una sterzata al film, di bella presenza e abbastanza aitante, fa la sua bella figura a fianco delle eccitanti ragazze seminude nella sauna e riesce anche ad interpretare bene le scene più concitate che lo riguardano in prima persona. Bocciati secondo me gli altri due compagni di viaggio: Derek Richardson appare più indicato ad un ruolo come quello da lui interpretato in "Scemo e più scemo - inziò così", da comico più che protagonista di un horror come questo. Il neo attore da grande schermo islandese Gudjonsson appare anche lui un po' fuori ruolo e non proprio adatto ad un horror.

Un plauso va invece alla fotografia capace di creare un ambientazione davvero sinistra e che contribuisce in maniera determinante ad enfatizzare l'atmosfera grigia e davvero poco raccomandabile dei luoghi in cui avvengono gli avvenimenti, bravo quindi Milan Chadima. Abbastanza inquietante infine il fatto che l'idea per questa pellicola possa derivare dalla realtà: il regista ha infatti avuto l'idea del soggetto dopo aver scoperto via internet un macabro commercio umano destinato a fare provare il brivido della tortura e dell'omicidio sugli esseri umani che avveniva in Thailandia: davvero sconvolgente credere che quello che si vede sulla pellicola possa essere avvenuto anche nella realtà!!!

Sicuramente questo horror non riesce a soddisfare le aspettative mie e sicuramente quelle degli amanti e non del genere, consigliato sicuramente solo a chi è attratto da questa specifica tipologia cinematografica solo per gustarsi la mezz'ora splatter devastante, senza pensare troppo alle lacunose parti di trama e sceneggiatura che lo fanno diventare davvero un horror tra i più mediocri in circolazione, nonostante la sponsorizzazione tarantiniana. Non adatto alle persone impressionabili, con un divieto assoluto ai minori di 14 anni, non adatto ai deboli di cuore e nemmeno ai deboli di stomaco, per via dello splatter davvero crudo. Questo è il classico film che punto molto sull'audio e quindi perde se visto in home video piuttosto che in sala cinematografica. Potrà essere adatto sicuramente visto in compagnia rigorosamente di sera e sicuramente senza avere grandi aspettative a riguardo. Considerato tutto ciò, il mio giudizio non raggiunge sicuramente la sufficienza restando persino al di sotto del cinque, anche se ai sadici potrebbe piacere davvero tanto.
**

Hostel
Titolo originale: Hostel
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Horror
Durata: 95'
Regia: Eli Roth
Sito ufficiale: www.hostelfilm.com

Sito ufficiale: www.sonypictures.it/film/hostel/


Cast: Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjonsson, Barbara Nedeljakova, Jana Kaderabkova, Jan Vlasák, Jennifer Lim
Produzione: Hostel LLC, International Production Company, Raw Nerve
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

Data di uscita: 24 Febbraio 2006 (cinema)
Sceneggiatura ; Eli Roth

Immagini

per Hostel (Eli Roth, 2006)
1
di peter82reloaded peter82reloaded

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Commenti

Avete domande riguardo Hostel (Eli Roth, 2006)? Domanda
Pagina 1 di 17 | 1 - 5 di 81 commenti
  • stefy1970 14/07/2007 20:17
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • djluke90 01/06/2007 09:58

    Eli Roth è un regista...non un attore!!!

  • federica230 21/02/2007 20:36
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    davvero ottima recensione,molto attenta e professionale.

  • dolcevalery 15/02/2007 01:34
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • roserouge 10/11/2006 00:33
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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