titolo: HOSTEL
anno: 2006
nazione: USA
categoria: thriller
regia: ELI ROTH
durata: 95 minuti
cast:
JAY HERNANDEZ
EITHOR GUDJONSSON
BARBARA NEDELJ KOV
RICK HOFFMAN
GIURO che ho fatto un balzo...
Ho fatto un balzo su me stessa mentre guardavo il trailer in TV, sentendo il nome: QUENTIN TARANTINO.
Lui presenta questo film HOSTEL, ne è il produttore esecutivo, praticamente ne fa da garante, e non è poco da un maestro con una grande mente come la sua.
Alla regia ELI ROTH che ha scritto e ideato la sceneggiatura, è al suo secondo film. Il primo, nel 2002 fu CABIN FEVER, che non ebbe molto successo, ma questo, HOSTEL, lo ritiene come la massima realizzazione nel rappresentare al meglio la brutalità umana e la crudeltà morbosa di uccidere.
Per fare questo, il regista si è ispirato sapientemente e forse anche diabolicamente, a storie realmente accadute, dopo aver letto e visto su un sito internet di cosa sono capaci in Thailandia'.
Ha tentato di far vivere, rivivere, la crudeltà allo stato puro.
Quella che nasce da menti incrinate, che lasciano spazio agli angoli più oscuri e orribili della natura umana.
Il FILM
L'avvio del film mostra un uomo che sciaqua i suoi 'arnesi' sporchi di sangue, in un rubinetto lurido, in un ambiente sporco e fetido.
La prima parte del film racconta il viaggio di due giovani americani, una gita di fine college, così Paxton e Josh partono per l'Europa, destinazione Amsterdam.
Quale posto migliore per godersi la libertà del sesso e dello sballo?
Infatti le immagini predominanti sono quelle di donne nude, scene di sesso, dalla 'merce' in vetrina, fino ai veri e propri bordelli.
Durante il loro viaggio sul treno incontrano un uomo, un uomo per bene ma dagli atteggiamenti sinistri, ed avranno modo di capire le sue intenzioni, quando più avanti lo incontreranno di nuovo.
Le cose cambiano nella seconda parte del film.
Una sera i ragazzi tornano all'ostello dove alloggiano, molto tardi e molto ubriachi.
Trovano la porta chiusa, fanno baccano e vengono cacciati.
Uno strano ragazzo di nome Alex li accoglie in casa sua e consiglia loro di trovarsi una sistemazione migliore.
Niente casini, niente turismo, solo pace e sesso... donne bellissime e disponibili delle quali mostra loro foto chiare sulle loro 'intenzioni'.
Decidono di andarci a Bratislava!, e partono...
Un paradiso dove per pochi soldi avrebbero fatto sesso con quelle splendide veneri del'est.
Quello per loro era uno splendido sogno, anzi no, era solo l'inizio, l'inizio di UN INCUBO!
... Le cose andranno diversamente dalle loro aspettative...
Le ragazze li distraggono con i loro giochi erotici, con l'arma del piacere, dando loro degli allucinogeni... così i ragazzi non si rendono conto di trovarsi in una situazione minacciosa e ben presto pericolosa...
Il racconto e la visione vacanziera della prima parte si trasformano in sadismo e crudeltà.
Avvengono strane sparizioni a partire da Oli.
I ragazzi si informano ma viene detto loro che l'amico islandese ha saldato il conto e fatto le valige.
A loro la cosa risulta alquanto STRANA!
Ed hanno ragione...
In questo miscuglio di generi, dalla commedia americana del primo tempo, all'horror, lo splatter, ci sta anche l'ingrediente mafioso... a partire dai bambini che si ammazzano per una caramella, e per un sacchetto pieno ricambiano favori anche ai loro nemici.
Che pensare di bambini cosi? Che domani saranno uomini così, e prenderanno il posto dei loro padri....
I potenti, a capo di un'organizzazione che finanzia il macellaio di turno per massacrare e trucidare nei modi più barbari, esseri umani, solo per il gusto di farlo...
Quando Paxton si ritrova solo, con una ragazza conosciuta lì, una giapponese, Cara, si sente in pericolo, ma ben presto si ritrova pure lui in un astanza delle torture, destinato alla sorte che hanno riservato ai suoi amici.
Riconosce il suo aguzzino, l'uomo del treno, e nonostante le intenzioni dell'uomo, le cose vanno diversamente, grazie ad un imprevisto Paxton riesce a liberarsi e con le dita mozzate, riesce a scappare, con le sue falangi in mano.
Fugge da quelle tenebrose e angustie stanze, coprendosi la faccia con l'elmo del boia, rivede la luce del sole e si ritrova in una stanza dove si cambia gli abiti ed incontra un uomo.
Parlando con egli capisce tutto, capisce che il macellaio viene pagato per soddisfare i desideri malati dei suoi clienti, quindi finge di far parte di loro.
L'uomo si elogia dei suoi modi di ammazzare e dice che ora deve andare a compiere il suo 'lavoretto'...
Paxton sente delle urla, una ragazza, sicuramente Cara, e invece di fuggire corre in suo aiuto, l'uomo incontrato prima le aveva già strappato un occhio...
Inorridito Paxton ammazza l'uomo e fugge con Cara, prima con un'auto rubata, poi salendo su un treno.
Scendono alla stazione e Cara vede il riflesso del suo viso in un vetro e vede la sua faccia sfigurata, non accetta la cosa e si getta sui binari mentre un treno è in arrivo.
Paxton incontra di nuovo l'uomo del treno, il macallaio, il reclutatore di carne da trucidare...
Lo segue fino al bagno e lo lascia entrare...
Da sotto la porta gli mostra il biglietto da visita dell' 'associazione', e qui si vendica tagliandogli le dita, come aveva fatto con lui, e poi ammazzandolo, per vendicare i suoi amici e tutti coloro finiti tra le sue grinfie.
...L'attenzione al film viene catturata sia dalle immagini che rimangono impresse nella mente come flashback, e nelle orecchie con musiche e suoni che di continuo richiamano momenti di terrore...
TARANTINO
La parola al maestro:
''E' l'idea più fottutamente spaventosa che abbia sentito per un film horror da molti anni a questa parte!''
E se lo dice lui...
... motosega... trapano... forbici... tenaglia...
..''SCEGLI COME VUOI MORIRE!''..
(Dedicata a Danilo)
..cRi..
25.06.2006 12:24
buona opi
24.06.2006 19:45
ottima opinione
21.06.2006 09:16
Mi piace il tono tra l'appassionato e il distaccato che hai saputo utilizzare per questa recensione. Mi fa un po' sorridere - in senso buono, s'intende - la tua passione per questo genere cinematografico. Ho adorato gli splatter fin quando non ho conosciuto Pincketts, di persona. Spesso è meglio non conoscere gli autori... " Se lo dico io..." ;-) Un abbracio. Giorgio