UNA CANZONE MITICA DEGLI EAGLES : HOTEL CALIFORNIA.
06.08.2009
Vantaggi:
Avvertire le sensazioni di un tempo .
Svantaggi:
Inesistenti .
Consiglio il prodotto:
Sì
Dettagli:
Qualità dei testi
Qualità della musica
continua
 bukowskygeorge2
Su di me:
Ritornato con un nuovo racconto.
Iscritto da:30.05.2009
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UNA CANZONE MITICA DEGLI EAGLES : HOTEL CALIFORNIA Perché ho scritto questa breve opinione, perché giorni fa mi è capitato di riascoltare, dopo anni, questo pezzo rock che ha fatto storia e, visto che richiama i miei 18 anni, indimenticabile periodo della mia giovinezza, dove la vita esplodeva seppur in un mondo di contraddizioni, ho voluto regalarvi il revival del suo testo. opportunamente tradotto (lo so che si trova su internet, ma non m’importa).
Ascoltando il brano al contrario alcuni rintracciarono messaggi satanici , altri videro nello spaventoso albergo la metafora della schiavitù da stupefacenti, ma la versione ufficiale della Band è che la canzone parli della fine del sogno americano. Lo confermerebbe la frase : “We havent’t had that spirit here since 1969” dove spirit significa sia vino che spirito e il ’69 si riferisce al festival musicale di Woodstock, culmine e fine del movimento hippie. L’hotel esiste davvero, si trova a Todos Santos, villaggio della Baja California diventato ritiro di artisti, e anche se non è certo che gli Eagles siano passati di lì, i turisti continuano a prenotarvi il loro soggiorno, inseguendo la leggenda.
Hotel California è una delle 500 canzoni della Rock and Roll Hall of Fame che hanno influenzato il rock’n’roll e il suo assolo di chitarra è classificato ottavo dalla rivista “Top 100 Guitar Solos”. IL TESTO ORIGINALE
On a dark desert highway, cool wind in my hair Warm smell of colitis rising up through the air Up ahead in the distance, I saw a shimmering light My head grew heavy, and my sight grew dim I had to stop for the night There the stood in the doorway I heard the mission bell And I was thinking to myself “This could be Heaven or this could be Hell” Then she lit up a candle and she showed me the way There were voices down the corridor, I thought I heard them say Welcome to the Hotel California Such a lovely place, such a lovely face Plenty of room at the Hotel California Any time of year, you can find it here Her mind Tiffany-twisted, she got the Mercedes Benz She’s got a lot of pretty, pretty boys, that she calls friends How they dance in the courtyard, sweet summer sweat Some dance to remember, some dance to forget So I called up the Captain : “Please bring my wine” He said :”We haven’t had that spirit here since 1969” And still those voices are calling from far away Wake you up in the middle of the night Just to hear them say Welcome to the Hotel California Such a lovely place, such a lovely face They livin’it up at the Hotel California What a nice surprise, bring your alibis. Mirrors on the ceiling, the pink champagne on ice And she said “We are all just prisoners here, of our own device” And in the master’s chambers, they gathered for the feast They stab it with their steely knives, but they just can’t kill the breast. Last thing I remember, I was running for the door I had to find the passage back to the place I was before “Relax” said the nightman “We are programmed to receive” you can check out any time you like, but you can never leave LA TRADUZIONE
Su una autostrada buia e deserta, vento freddo tra i capelli Caldo odore di colitas cresceva nell’aria In lontananza vidi brillare una luce La mia testa s’era fatta pesante e la mia vista fioca Dovetti fermarmi per la notte Lei stava lì, ritta sulla soglia Sentii la campana della missione E pensai tra me e me “Questo posto potrebbe essere il Paradiso o l’Inferno” Poi accese una candela e mi mostrò la strada C’erano voci in fondo al corridoio, credo dicessero Benvenuto all’Hotel california In ogni periodo dell’anno puoi trovarne una La sua mente è ossessionata da Tiffany, ha una Mercedes Benz e molti ragazzi carini che chiama amici ballano nel cortile, dolce sudore estivo alcuni danzano per ricordare, altri per dimenticare. Chiamai il Capitano : “Per favore, mi porti il mio vino” Lui disse : “Non abbiamo più quello spirito dal 1969” E ancora quelle voci chiamavano in lontananza Ti svegliavano nel cuore della notte solo per sentire dire. Benvenuto all’Hotel california Che bella sorpresa Portateci i vostri alibi Specchi sul soffitto, champagne rosa con ghiaccio Lei disse : “Qui siamo tutti prigionieri di noi stessi” E nelle camere del padrone si radunarono per il banchetto Lo pugnalano con i loro coltelli d’acciaio, ma non riescono ad uccidere la bestia L’ultima cosa che ricordo è che correvo verso la porta Dovevo trovare il passaggio per ritrovare dov’ero prima “Si rilassi”, disse il portiere di notte, “Qui siamo programmati per accogliere lei può pagare quando vuole, ma non se ne potrà mai andare”. Una storia semplice, dove i significati nascosti sono molteplici. A ognuno di voi ricavarne le personali risposte, naturalmente riascoltando il pezzo al buio e ad occhi chiusi.
Sentirete, giovani e meno giovani, ascoltando gli assolo degli Eagles, brividi intensi che vi percorreranno la schiena con scariche di adrenalina. La nostra mente viaggiava allora, attraverso quel fumo che ci avvolgeva, verso paradisi che la fantasia offriva, volando leggeri senza pensare, ognuno certo di trovare se stesso, ma molti, purtroppo, si persero e non trovarono più la strada del ritorno.
Oggi forse vi offrirà gli stessi brividi, ma con un sorriso sulle labbra, come a dire “ma che tipi quei vecchietti degli anni ’50, si accontentavano di così poco per viaggiare”. Ma che viaggiare ragazzi ! Nessuno di voi potrà mai più gustare quelle sensazioni irripetibili. Erano il nostro nirvana ed è finito con noi.
Scusate questa mia riflessione, ma sentivo la necessità di condividerla con voi, ne avevo voglia e l’ho fatto. Un saluto a tutti.
Charles.
Fotografie per Hotel California - Eagles
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17.11.2011 19:43
una delle mie canzoni preferite
15.11.2011 23:39
grazie
20.10.2011 22:10
ben scritta