Uso i filtri fotografici perché permettono di ottenere delle fotografie migliori. Non li considero un trucco per modificare in modo artificioso una fotografia. In fondo, il fotografo affezionato alla sua reflex interviene prima dello scatto con altre operazioni, con tocchi più o meno creativi, scegliendo un particolare obiettivo o un diaframma per aumentare o restringere la profondità di campo, o una pellicola dalla grana più o meno fine o dai colori più saturi. Il fotografo non scatta mai la fotocopia di ciò che vede. I filtri rappresentano uno strumento di creatività individuale, di espressione e di ricerca di qualcosa che è diverso dall’arida realtà. Vi è sempre un rapporto stretto tra vista e mediazione personale che ci permette di dire se un colore è bello, acceso, triste, o allegro.
Quante volte, tuttavia, scatti una fotografia di un paesaggio bellissimo ed ottieni una foto spenta, con un cielo bianco-grigiastro anonimo, molto deludente, che rovina completamente l’immagine!
L'uso di certi filtri spesso appare opportuno, assai naturale e non artefatto. Grazie a certi filtri si possono scattare alcune belle fotografie originali e surreali di soggetti magari banali o ripetitivi.
Non bisogna certamente eccedere. Il filtro fotografico non deve essere elemento di disturbo, un fattore posticcio. D’altra parte, in un mondo dove la rielaborazione al computer, il fotoritocco nella fotografia digitale sono considerati essenziali per il risultato finale, non si capisce come i puristi della fotografia reflex storcano il naso per l’uso di aggeggi usati a monte dello scatto fotografico!
I filtri di correzione sono usati per ottenere la massima precisione nei colori, per compensare le più piccole variazioni nell’equilibrio cromatico tra una pellicola ed un’altra o tra diversi tipi di luce. I filtri creativi sono i filtri degli effetti speciali, da quelli prismatici che moltiplicano l’immagine ai diffusori, dai filtri con effetto nebbia ai digradanti (molteplici e mitici quelli del sistema Cokin). Alcuni producono effetti speciali bizzarri ed eccessivi che vanno al di là dei risultati che si intendono ottenere.
Ma il filtro che non dovrebbe mai mancare nel corredo di un fotografo è il filtro polarizzatore. E’ costituito da due anelli metallici collegati. Uno di questi è filettato e si monta sull’obiettivo; il secondo anello, sul quale è montato il filtro ottico, si può ruotare fino ad ottenere la resa migliore. E’ come uno schermo che fa passare la luce, o la blocca. Chi insegna tecnica fotografica spiega che è fondamentale la conoscenza del comportamento della luce. I raggi di luce proveniente da qualsiasi sorgente vibrano su tutti i piani ad angolo retto verso le rispettive direzioni. Quando sono riflessi su una superficie liscia, quali acqua e vetro, essi vibrano su un solo piano. Questa luce riflessa è detta polarizzata. A differenza dell’occhio, il filtro polarizzatore può registrare la differenza tra luce polarizzata e non polarizzata. Lascia passare solo la luce parallela al filtro, eliminando quei raggi di luce polarizzata che vibrano su un solo piano. Ruotando il filtro, si può scegliere la quantità di luce riflessa non parallela che dovrà impressionare la pellicola e osservare l’effetto attraverso il mirino, la conseguente eliminazione dei riflessi e l’aumento della saturazione dei colori.
Si comporta come la lente degli occhiali da sole. Serve ad eliminare i riflessi su superfici lucide e riflettenti, il vetro, l'acqua, le foglie bagnate, il legno levigato. Le riflessioni di una vetrina o di una strada bagnata sono molto fastidiose, indesiderate. Il filtro polarizzatore ripristina la trasparenza dell’acqua di un torrente o del mare e rende visibile in alcuni casi il fondale. Il filtro, inoltre, è utile a scurire il blu o l’azzurro del cielo, aumentando il contrasto con le nuvole e rendendo tutti gli altri colori più saturi, più carichi. Quest'ultimo è un effetto bellissimo.
Lo Hoya polarizzatore circolare con diametro di 58 mm, compatibile con la mia Canon, è di ottima qualità ed è più costoso (circa 71 Euro) del Soligor circolare (40 Euro); ci sono altri polarizzatori in commercio, di cui non ho esperienza. Ritengo che sia meglio spendere qualche Euro in più per un buon filtro che rischiare di rovinare le proprie foto per sempre.
20.02.2007 02:13
bravissima ottima opinione!!! grazie
18.09.2005 13:47
Ottima opinione, molto molto utile! Peccato che il filtro costi così tanto (almeno per le mie tasche)... :(
05.09.2005 15:46
alla memoria di molte polarizzazioni passate. a proposito ho usato il Cokin per risparmiare, ma anche l'Hoya, quando usavo un solo obbiettivo, e non mi par che ci fossero particolari differenze. Ma forse perchè ormai anche quei colori si sono un po' impastati nei miei ricordi...............