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I demoni dentro di noi
Vantaggi Una sconcertante attualità
Svantaggi Si legge così piacevolmente che si corre il rischio di perderne il senso profondo (rimedio possibile: rileggerlo a distanza di tempo)
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | 0 |
| Layout: | mediocre |
| Qualità Materiale | mediocre |
| Prezzo | variabile, ma contenuto |
Fedor Michailovic Dostoevskij nel 1871 è al culmine della sua maturità artistica e della fama che gli è stata procurata dai suoi romanzi (L'idiota, FDelitto e castigo..). In quest'anno pubblica "I demoni" un romanzo attraverso il quale, oltre all'interessante soggetto il cui spunto è un fatto di cronaca realmente accaduto, egli opera una analisi della Russia del suo tempo, ancora sospesa tra tradizione e rinnovamento. Non un'analisi politica ma fatta scandagliando in profondità le contraddizioni dell'animo umano. Pur non mancando accenni di critica sociale e al potere, che in alcuni casi sfiora la satira grottesca, il punto cruciale per capire il suo Paese è per Dostoevskij la persona umana, con le sue contraddizioni, i pregi e i difetti, i lati visibili e soprattutti quelli oscuri.
Non pensate che il libro sia difficile da leggere, o "pesante" come spesso vengono ritenute le grandi opere della letteratura dell'800 e quella russa in particolare. Quest'opera, pur nel suo impianto strutturale non proprio semplice, è di facile e gradevole lettura, condita da un sapido umorismo che lapercorre tutta, venato però da un sottofondo di pessimismo sulle capacità umane. E' proprio la facilità con cui l'opera avvince il lettore che costituisce però il rischio di prestare fin troppa attenzione al succedersi dei vari fatti e di trascurare il pregio di fondo che è costituito dall'analisi di quali siano le ragioni che muovono quei personaggi, del contesto in cui essi vivono e come e da dove possano derivare i loro comportamenti.
Il protagonista di "I demoni" non è un singolo personaggio ma un intero ghruppo e le azioni che i suoi componenti compiono o omettono di compiere. Immaginate un palcoscenico il cui sfondo buio sia la Russia dell'ottocento e che su questo sfondo buio si illuminassero di volta in volta le singole figure che alternativamente svelino una parte di sè per poi ritornare nell'ombra e riapparire in un momento successivo in un gioco caleidoscopico che lentamente si compone in un disegno unico e chiarificatore.
Il tema trattato è il delitto, un crimine inutile che una cellula nichilista compie apparentemente senza motivazione alcuna. Questo delitto diventa per Dostoevskij il pretesto per disegnare una serie di figure e per una descrizioni di ambienti sociali emblematiche della Russia del suo tempo.
Vediamo così l'ingenuo e quasi svagato Stepan Trofimovic, innamorato e vittima della dispotica ed eccentrica Varvara Petrovna, suo figlio Piotr Stepanovic, vanesio e invidioso, anima nera del gruppo, lo studente Satov , vittima designata, incerto e contradditorio ma il cui animo è fondamentalmente buono (non nel senso religioso del termine), l'imbelle governatore del luogo e la sua signora incapace di capire la realtà vedendola solo con gli occhi delle sue sciocche convinzioni mondane. E Kirillov, nichilista anche lui ma non tanto in chiave politica quanto per filosofia di vita, che si suicida per dimostrare l'inesistenza di Dio.
E su tutti il figlio di Varvara, Nicholaj Stavrogin che costituisce la chiave di tuto. Stavrogin si mostra, agli altri, indifferente ai concetti del bene e del male, appare esteriormente come una specie di essere superiore, libero da obblighi e convenzioni. Ma la realtà è ben diversa.
Sullo sfondo le tematiche che costituiscono il punto nodale dell'opera dostevskiana, le ragioni profonde, religiose e sociali, delle sue riflessioni artistiche. Le vicende della cellula, che richiamano terribilmente, con vivezza, alcune situazioni della nostra storia attuale (come certe strutture terroristiche dei nostri anni di piombo) so0no di incredibile attualità nonostante il romanzo sia "vecchio" di centotrent'anni.
Ricco di personaggi e situazioni di contorno, come il letterato Karmazinov che Dostoevskij prende a pretesto per fare una critica a certi ambienti letterari della sua epoca, il romanzo ha un ritmo, che a volte pare quasi frenetico, e una struttura modernissimi.
Per quanti fossero portati a "spaventarsi" della mole e della ponderosità di romanzi come Guerra e Pace o I fratelli Karamazov, questo libro sarà davvero una piacevole sorpresa. E senza che si perda l'essenza del grande romanzo russo dell'800.
Il volume è presente in varie edizioni ed acquistabile anche attraverso i vari club.
Buona lettura.
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hiram64 22/07/2005 11:02
bellissima opi su un romanzo che sto accingendomi a leggere
c19591959 04/07/2005 19:45
Ila55it 17/05/2005 22:52
Mi sto avvicinando solo ora a Dosto.....e mi sta piacendo
Prod8Ok 08/04/2005 07:51
Anche se preferisco Delitto e Castigo a i Demoni, condivido appieno l'opinione. Ottima lettura per comprendere la Russia dell'800, come anche la nostra storia contemporanea.
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La sua lettura è programmata per settembre, e se tu mi assicuri che meriti (anche se su questo non avevo alcun dubbio, avendo già letto Dostoevskij) e che non sia pesante è proprio da leggere!!!