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Opinione

per I giardini dell'Eden
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4 Stelle BREST dice che è un'opera coraggiosa Opinioni con immagini
11 su 11 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Originalità e coraggio nell'affrontare un soggetto difficile.

Svantaggi Esige una disposizione alla riflessività, per cui la narrazione è lenta.

Dettagli

Genere drammatico
Età minima per tutti
Regia buona
Attori convincenti
Sceneggiatura buona
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

brest Dal 7 feb 2001

Cliccando su 'biglietto da visita', potete fare la conoscenza di mio figlio. continua

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"I film d'autore vivono di critica. Chi decide di non compiacere il botteghino ha bisogno che chi scrive di cinema discuta del suo film, e non lo stronchi a priori con motivazioni risibili". Alessandro D'Alatri si infervora nel difendere il suo film, invitato all'ultimissimo momento al Festival di Venezia e schiacciato, in queste settimane, dalle uscite nelle sale delle altre pellicole provenienti, a vario titolo, dalla rassegna lagunare.
Il quarantatreenne regista romano, tagliato fuori dalle spietate leggi della distribuzione nazionale, ha dunque deciso di portarsi letteralmente sulle spalle il film, e di girare l'Italia per cineforum e cinema d'essai, per farlo vedere al maggior numero di persone, per dialogare con loro, e rispondere alle loro domande.

Questo "I giardini dell'Eden" è totalmente diverso dalle due precedenti opere cinematografiche di D'Alatri, "Americano Rosso" (1990) e "Senza Pelle" (1994, anche qui Rossi Stuart protagonista).
Qui la scelta è di narrare non una vicenda sacra ma una biografia, in cui si cerca di esercitare il più alto rispetto sia per le fonti letterarie e storiche (I Vangeli, i tantissimi vangeli apocrifi e i manoscritti di Qumran) che verso la ricostruzione dei nomi, degli ambienti, dei costumi.

La storia parla del giovane Jeoshua (Kim Rossi Stuart), di suo padre patriarca con molti figli e falegnameria, della sua fanciullezza di bambino prodigio e della sua crescita in cerca di risposte, di verità. Il tutto in una Palestina (ricostruita magistralmente nel deserto del Marocco) agitata dall'occupazione romana e dalla strisciante ribellione degli Zeloti.

Il film cerca di disegnare un Gesù inedito e moderno, e oscilla continuamente tra accenti di spiccata originalità e qualche passaggio più convenzionale, ma nel complesso, vuoi per le musiche indovinate, vuoi per l'ambientazione davvero coinvolgente, riesce a compensare l'inevitabile lentezza della narrazione con un colore di genuina intensità, anche quando Jeoshua sembra davvero troppo simile ai Gesù dei santini, oppure quando alcune sequenze simboliche lasciano lo spettatore più perplesso che ammaliato.
L'applauso va allora non tanto al film in sé, imperfetto ma a tratti affascinante, quanto al tentativo, davvero notevole, di raccontare una storia mai affrontata prima sullo schermo (la parte privata e sconosciuta della vita di Cristo) con grande accuratezza etnica e storica.

D'Alatri, da molti anni numero uno dei registi pubblicitari italiani (sue, tra le altre, le campagne Telecom con Massimo Lopez e Lavazza con Tullio Solenghi) spiega che "questo film è frutto della grande passione di un cattolico distratto, quale io sono, che ha scoperto la complessità storica e psicologica di Gesù: un personaggio sin troppo conosciuto eppure, fino ai trent'anni d'età, così ignoto".

SCHEDA
I GIARDINI DELL'EDEN (Ita 1998, 100'). Regia: Alessandro D'Alatri. Soggetto e sceneggiatura: Alessandro D'Alatri e Miro Silvera. Costumi: Sergio Ballo. Scenografia: Luca Merlini. Montaggio: Cecilia Zanuso. Fotografia: Federico Masiero. Musica: Pivio, Aldo De Scalzi. Con Kim Rossi Stuart, Said Taghmaoui, Boris Terral, Kassandra Voyagis, Renzo Stacchi, Massimo Ghini. (Voto: 6.5)

Immagini

per I giardini dell'Eden
La locandina originale
di brest brest

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Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 11 commenti
  • apo1971 27/01/2009 19:37
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • sabbiaevento 23/12/2008 13:51
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Non posso giudicare, sono troppo di parte. Quando in un film c'è Kim Rossi Stuart io non faccio testo... m'incanto e basta... troppo troppo bello per i miei gusti... :o)))

  • Asiuletta 14/10/2008 21:12
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Recensione più che interessante per un film che fino a pochi istanti fa ignoravo completamente

  • delfinabizantina 08/05/2008 12:00
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • plumeo 22/12/2006 09:58
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    sintetica e perfetta questa tua opinione del periodo stringato (neanche fosse il periodo blu di più alto artista). Ciao, B.

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