I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005)

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I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005)

Valutazione complessiva I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005) 19 opinioni | Scrivi un'Opinione | Poni una domanda | Aggiungi questo prodotto alla lista

... Il problema è che questa è una tragedia vera e propria, la fine di un amore, l'attribuzione delle colpe, gli elementi esterni ed estranei, il dolore, gli sbagli, e tutto il bagaglio di turpitudini che si commettono in nome di un amore morto, o della sua fine che non si vuole accettare. Invece ... Leggi l'opinione





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1-6 di 18 opinioni    
> Mostra tutte le 18 opinioni per I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005)
L'innocenza del colpevole
Una Opinione di Leia_Skywalker su I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005)
17.01.2006


La valutazione di questo autore:   


Vantaggi: Un argomento forte, al cui immaginario tutti possiamo attingere
Svantaggi: una regia infantile, involontariamente comica, non aiutata né dagli attori né dalla colonna sonora .

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Opinione completa

Olga e Marco sono una coppia di vecchia data. Hanno due figli, un cane, due lavori interessanti e redditizi (ingegnere lui, traduttrice lei) e una casa grande e riccamente arredata.
Sono la famiglia del Mulino Bianco, insomma.
Ma i dolci si sa, a volersene nutrire ai quattro palmenti ogni giorno darebbero il diabete a chiunque.
È così che Marco, incapricciatosi della bella ed inconsistente Carla, molla moglie-figli-cane-casa e fugge con la nuova compagna mononeuronale. Olga forse potrà trovare redenzione nel rapporto con un musicista vicino di casa.

No, non è così semplice.
Non voglio banalizzare un dramma che è nelle vite di molti, e sotto gli occhi di tutti.
Il problema è che questa è una tragedia vera e propria, la fine di un amore, l'attribuzione delle colpe, gli elementi esterni ed estranei, il dolore, gli sbagli, e tutto il bagaglio di turpitudini che si commettono in nome di un amore morto, o della sua fine che non si vuole accettare.
Invece il film di Roberto Faenza rimane sulla superficie di tutto, non dà motivazioni e non dà soluzioni.
Tutto il film è una panoramica della lenta discesa negli inferi di Olga che rompe il naso al marito, aggredisce la sua amante, quasi affoga la figlia, e causa involontariamente la morte del cane.
Come nella vita, sono darwinianamente i deboli a soccombere, ma nella fattispecie, perché?
Possiamo veramente dire di conoscere Olga, alla fine del film? Quello che le piace, quello che ha causato la fine del suo matrimonio, il carattere dei suoi figli, o suo marito, la sua amante?
Nulla di tutto ciò ci viene dato o fatto intuire.
Gli stessi interpreti sono spaesati dalla pochezza delle loro battute, lui umiliato da un copione che lo obbliga a dire di avere "un vuoto di senso" e di non meritarsi una donna come lei (che novità, questa cosa, che lampo di genio), lei imbarazzata in una scena di sesso con il musicista, in cui rivive il marito e gli dice "era questo che volevi", e via degenerando.
Margherita Buy, che pure è una delle migliori attrici del cinema italiano attuale a mio parere, qui è costantemente sopra le righe ma non è colpa sua, Olga è una scheggia impazzita che fa le cose più assurde e pure prevedibili, un percorso da cui permettetemi, non si torna indietro se non con una bella dose di Prozac e una serie di sedute dallo psicanalista, altro che un concerto di violoncello.
Probabilmente, inoltre, non era lei la scelta giusta, se non altro perché il suo personaggio non è che la stilizzazione tragica della Camilla di "Maledetto il giorno che ti ho incontrato": e chi se la scorda dare di matto con Carlo Verdone? Più volte nella visione de "I giorni dell'abbandono" mi sono riapparse le stesse esclamazioni, gli stessi atteggiamenti, e questo ha tolto non poco smalto e credibilità alla sua Olga. Ha aggiunto invece molte risate involontarie.

Zingaretti da tempo non ricopriva un personaggio negativo, lo fa egregiamente ma rimane un personaggio di margine estremo, il più irrisolto di tutti. I loro figli: tutto scivola loro addosso, non hanno nessun ruolo in questo dramma di cui sono le uniche vittime innocenti. L'amante di lui, Gaya Bermani Amaral: che avrà mai 'sta donna da spingerlo a lasciare la famiglia? Come al solito, per non smentire il cliché che vuole le modelle belle e oche, la Amaral condensa tutta la sua perizia recitativa porgendosi alla macchina da presa col seno nudo, in varie posizioni fintamente acrobatiche.
Infine Goran Bregovic, l'unico veramente chiaro in tutta questa vicenda, forse perché il suo è il tipico personaggio monocorde che ha la sua passione per la musica a tenerlo vivo in tutte le situazioni. Meglio come musicista, certo, ma non fastidioso nella sua performance, pacato.

C'è qualcosa che mi è piaciuto in questo film?
Non mi viene in mente, e mi dispiace.
Difficile che io utilizzi questo sito per recensire negativamente qualcosa.
Però "I giorni dell'abbandono" mi ha mosso qualcosa dentro, mi sono rivoltata verso il modo in cui un argomento così importante è stato trattato con pochezza, disattenzione. Riprese da soap opera, colonna sonora da supermercato, comicità involontaria stratificata.
Ma soprattutto su una cosa non ci sto.

"E' forse una colpa non amare più?".
Sì che lo è.
   
Altre Opinioni
Non intendo intendere. Il senso dell'amore
Valutazione del Prodotto I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005) scritta da baol70

Vantaggi: \\\\
Svantaggi: \\\\

Chissà che colori può avere il vuoto di senso. E quali parole possono riempire e dare sostanza e significato a questa mancanza, a questa deficienza, a questa piccola grande voragine, che ad un tratto si apre, che d'improvviso si spalanca, che d'incanto ci ... Leggi l'Opinione

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06.10.2005
UN VUOTO DI SENSO.
Valutazione del Prodotto I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005) scritta da vipvip1

Vantaggi: Ottimi interpreti. Cast tecnico all'altezza.
Svantaggi: Visione unilaterale della separazione. Regia poco incisiva.

Premessa. Ecco, finalmente ne posso parlare con cognizione di causa. Mi ci sono voluti due giorni per digerire questi 96 minuti dell' opera di Roberto Faenza, in concorso alla biennale di Venezia. Forse, a caldo, una visione lucida d'insieme non sono ... Leggi l'Opinione

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molto utile

22.09.2005
Vuoto di senso e senso di vuoto
Valutazione del Prodotto I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005) scritta da catanto

Vantaggi: ///
Svantaggi: ///

Vuoto di senso…l'azione, senso di vuoto…la reazione. Da questo punto di partenza si sviluppa la storia di questo film "i giorni dell'abbandono. La storia sviluppata lungo la trama di questo film è un classico di tantissimi film ma ahimè anche di tan ... Leggi l'Opinione

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11.06.2006
che fior fiore di marito!
Valutazione del Prodotto I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005) scritta da supercoach

Vantaggi: fa riflettere
Svantaggi: non perfettamente svolto l'argomento trattato

Era da diverso tempo che avevo questo dvd in casa, ma non mi decidevo mai a vederlo perchè si tratta proprio di quel genere di pellicola che mi attrae fortemente, ma , al tempo stesso, so già in partenza che mi farà stare male. Sono un'inguaribile roma ... Leggi l'Opinione

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09.08.2006
L'abbandono per ritrovare se stessi
Valutazione del Prodotto I giorni dell'abbandono (Roberto Faenza, 2005) scritta da Geniere

Vantaggi: Non so
Svantaggi: non so

...Ultimamente la mia passione cinefila mi ha spinto a vedere due film un po' più impegnativi : infatti venerdì 16 sono andato a vedere " La Bestia nel cuore " della Comencini anche perché ho letto il romanzo e come sapete mi piace fare i confronti con il f ... Leggi l'Opinione

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25.09.2005

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