Ciao - per chi ha un'opinione
Opinioni più recenti
|
Domande più recenti
|
Scrivi un'opinione
|
Video più recenti
|
| A partire da | € 15,30 | Compara 1 prezzo |
|---|---|---|
| Valutazione | 83 Opinioni |
Vantaggi Finalmente un romanzo adatto ai bambini di scuola elementare
Svantaggi La trama è banale e non rispecchia appieno l'esigenza di un racconto ad ampio respiro
Dettagli
| Contenuti | |
|---|---|
| Reperibilità | edicola |
| Layout: | mediocre |
| Qualità Materiale | mediocre |
| Prezzo |
La più compiuta realizzazione della nuova concezione della letteratura italiana dell'Ottocento si può trovare nel romanzo manzoniano "I PROMESSI SPOSI". Essa è l'opera che possiede più carica innovatrice nei confronti della tradizione letteraria italiana. Già di per sé scegliere il genere "romanzo" come strumento di espressione letteraria è, nell'Italia del 1821, una decisione coraggiosa, di rottura, dati i pregiudizi retorici e moralistici che gravano sul genere, dalla mentalità classica ritenuto "inferiore", indegno di entrare nel campo della letteratura. Inoltre, Manzoni trova nel romanzo lo strumento ideale per tradurre in atto i princìpi che ispiravano la battaglia romantica per un rinnovamento della cultura romantica in senso moderno, borghese ed europeo. In primo luogo il romanzo risponde perfettamente alla poetica del , dell' e dell', in cui Manzoni sintetizza l'essenza dei princìpi romantici ("l'utile per iscopo, il vero per soggetto e l'interessante per mezzo"); questa poetica consente di rappresentare la realtà senza le astrazioni e gli artifici convenzionali propri della letteratura classicistica, aristocratica e di corte; si rivolge non solo alla casta chiusa dei letterati, ma a un più vasto pubblico, perché, attraverso la forma narrativa e un linguaggio accessibile, suscita facilmente l'interesse del lettore comune, in genere respinto da tragedie, odi e poemi epici, che trattano argomenti lontani dalla sua esperienza e sono scritti in una lingua ardua e inaccessibile; è anche facile introdurre nella narrazione l'esposizione di idee, precetti, cognizioni varie: in tal modo, data anche la sua relativamente vasta diffusione, il romanzo risponde alle esigenze dell'impegno civile dello scrittore e fornisce il mezzo per comunicare al lettore notizie storiche, ideali politici, princìpi morali, secondo quella concezione educativa e utilitaria della letteratura che i lombardi romantici ereditano dalla precedente generazione illuministica.
In secondo luogo il romanzo, essendo un genere nuovo, ignoto o quasi alla tradizione classica, permette allo scrittore di esprimersi con piena libertà, senza lottare con regole arbitrarie imposte dall'esterno. La principale di queste norme che Manzoni può dissolvere col suo romanzo è la classica "separazione degli stili", secondo cui solo ciò che è nobile ed elevato può essere rappresentato in forme serie e sublimi. Nelle tragedie Manzoni non aveva potuto evitare di seguire tale norma, per il peso della tradizione che esigeva che personaggi della tragedia fossero re o principi. Nel romanzo, invece, egli sceglie di rappresentare una realtà umile, ignorata dalla letteratura classica, o vista solo in una luce comica: violando convenzioni letterarie profondamente radicate, elegge a protagonisti due semplici popolani della campagna lombarda e rappresenta le loro vicende in tutta la loro profonda serietà e tragicità. La rappresentazione seria della realtà quotidiana è il tratto che meglio caratterizza il moderno realismo europeo. Ma la raffigurazione seria e problematica del quotidiano è possibile perché i personaggi sono immersi nella storia, ed acquistano profondità dalla tragicità che in essa è insita. Il personaggio non è più posto su uno sfondo astratto, fuori dal tempo e dallo spazio reali, ma rappresentato in rapporto organico con un dato ambiente e un dato momento, in modo che nessun pensiero, sentimento o gesto si possa comprendere se non riferito a quel preciso terreno storico. Manzoni rappresenta individui dalla personalità unica, inconfondibile e irripetibile, estremamente complessa e mobile, rivelando quella tendenza all'individuale e al concreto che è propria della cultura borghese moderna. Ne deriva il rifiuto di quella idealizzazione del personaggio, che è propria del gusto classico; specie i due protagonisti non cessano di essere due contadini, e della loro condizione conservano la mentalità, il linguaggio, i comportamenti. Il compenetrarsi di tutti questi elementi ne "I PROMESSI SPOSI" fa sì che Manzoni assuma una funzione di incalcolabile portata, quella di iniziatore della moderna tradizione del romanzo realistico in un paese culturalmente arretrato, chiuso nel culto di una grande tradizione ormai esaurita.
La società di cui Manzoni vuol fornire un quadro nel suo romanzo è quella lombarda del Seicento sotto la dominazione spagnola. É un quadro fortemente polemico, come risulta dallo schema fornito in una lettera a Fauriel (il suo più caro amico amico col quale strinse una profonda amicizia, specie attraverso un fitto scambio di lettere durato diversi anni, quelli del periodo più fecondo della sua attività di scrittore). Manzoni si colloca nel passato con l'atteggiamento dell'illuminista, acutissimo nel cogliere irrazionalità, aberrazioni, pregiudizi ingiustizie. Il Seicento lombardo ai suoi occhi segna il trionfo dell'ingiustizia, dell'arbitrio e della prepotenza da parte del governo, nella condotta politica e nei provvedimenti economici, da parte dell'aristocrazia e delle masse popolari; è il trionfo dell'irrazionalità sulla cultura, nell'opinione comune, nel costume. Ma questa ricostruzione critica del passato ha anche precise valenze politiche riferite alla situazione presente. Nel marzo 1821 si verificano i moti liberali, che Manzoni segue con fervore e speranza, come testimonia l'ode "MARZO 1821". Falliti i moti, il 24 aprile Manzoni inizia la stesura del suo romanzo storico. Nel momento in cui la borghesia progressista comincia la propria rivoluzione nazionale, e subisce una sconfitta e una momentanea battuta d'arresto nella lotta, Manzoni risale al passato per cercare le ragioni dell'arretratezza in cui si trova l'Italia presente, e in tal modo, attraverso la critica della società del Seicento, offre alle nascenti forze borghesi il modello di una società futura da costruire.
Le linee fondamentali di questo modello di società si possono ricavare guardando in controluce il quadro polemico della Lombardia spagnola tracciato nel romanzo. Le esigenze essenziali sono: un saldo potere statale che si opponga alle spinte degli interessi privati e sappia contrastare arbitrii e prevaricazioni, restando immune da connivenze interessate coi gruppi sociali più potenti; una legislazione più razionale ed equa ed un apparato della giustizia che sappia farla osservare, tutelando l'individuo da ogni arbitrio; una politica economica oculata, che sappia rispettare le leggi del mercato e sia in grado di stimolare l'iniziativa dei singoli; un'organizzazione sociale giusta, senza i conflitti che nascono dalla lotta fra le classi, in cui l'aristocrazia ponga ricchezze e potenza al servizio della collettività e dia spontaneamente a chi non ha ciò che essa possiede in abbondanza; in cui le classi inferiori si rassegnino cristianamente alle loro inevitabili miserie e rinuncino a rivendicare i propri diritti con la forza, attendendo il premio nell'altra vita e l'aiuto su questa terra degli aristocratici illuminati e benefici; in cui i ceti medi non siano chiusi nel loro egoismo ma fungano da mediatori tra i potenti e il popolo. Nel sistema dei personaggi del romanzo, don Rodrigo e Gertrude rappresentano la funzione negativa dell'aristocrazia, che viene meno alle sue responsabilità ed usa il suo privilegio in modo oppressivo; il cardinal Federigo, con la sua attività benefica, costituisce il modello positivo, e l'innominato, con la sua conversione, dedicandosi a proteggere i deboli oppressi e a beneficare gli umili, indica il passaggio esemplare della nobiltà dalla funzione negativa a quella positiva. Per quanto riguarda i ceti popolari, l'esempio negativo è fornito dalla folla sediziosa e violenta d Milano, il positivo dalla rassegnazione cristiana di Lucia; Renzo, invece, come l'innominato nei ceti superiori, rappresenta il passaggio dal negativo al positivo, da un atteggiamento ribelle e intemperante a un fiducioso abbandono alla volontà di Di. Per i ceti medi, esempi negativi sono don Abbondio e l'Azzeccagarbugli, esempio positivo fra Cristoforo.
Il modello di una società giusta ma senza i conflitti fra le classi, in cui i privilegiati diano volontariamente a chi non ha e i diseredati soportino pazientemente le loro miserie, secondo Manzoni è proposto dal Vangelo; la predicazione della Chiesa può avere un'efficacia immensa nel condurre alla realizzazione di quell'ideale di società, persuadendo le classi contrapposte a seguire i princìpi sociali del Vangelo. Manzoni è convinto che la religione cattolica sia l'unica vera forza riformatrice, perché agisce alla radice dei mali della società, l'animo umano, e perciò può riuscire là dove le riforme politiche hanno fallito. La visione religiosa porta Manzoni ad avere una concezione tragica e pessimistica della storia, scaturita dal peccato originale. Manzoni è convinto che una ricostituzione della felicità originaria sia preclusa alle forze umane su questa terra; però non per questo ritiene che occorra assumere un atteggiamento di fatalistica rassegnazione di fronte al male sociale: esiste secondo lui un margine per intervenire almeno ad attenuare il male, per cui diviene un dovere per l'uomo agire per contrastare il negativo della società. La società che Manzoni vagheggia dovrà ispirarsi al liberalismo borghese e ai princìpi religiosi del cattolicesimo.
Nella conclusione trovata dai due umili protagonisti sono infatti presenti i cardini stessi della visione manzoniana. Innanzitutto il rifiuto dell'idillio, inteso come rappresentazione di una vita quieta e senza scosse, nell'ambito ristretto della sfera domestica. Manzoni ha del reale una visione tragica, che scaturisce dal suo pessimismo religioso. Si può obiettare che al termine del romanzo a Renzo e Lucia tocca una vita tranquilla, prospera e serena: però, a ben vedere, non si tratta affatto di un idillio. Anche se la vita dei due sposi è sostanzialmente felice, ricordandosi dell'esperienza del male da essi vissuta, la loro esistenza è problematizzata dalla consapevolezza della tragicità del vivere, dall'incombere costante del male, che può colpire anche i più innocenti. Per questo la loro vita non è finalizzata a
Questa è la prima opinione dell'utente
Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

Aiuta questo utente offrendogli consigli

Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.
Aggiungi il tuo commento
Pagina 1 di 1 | 1 - 5 di 5 commenti
Criticatutto 03/12/2005 00:42
ciao, mi spiace poichè il mio UTILE abbassa la media dell' opinione... ma sono un amante della sintesi! :D Ma è una tesi universitaria???
informa 02/12/2005 21:36
Eccellente descrizione di un romanzo adatto a tutti, persino ai bambini di scuola elementare! Cordiali saluti da Informa.
senorita 02/12/2005 20:48
Adoro Manzoni......
davide-priolo 02/12/2005 20:43
Pagina 1 di 1 | 1 - 5 di 5 commenti
|
I promessi sposi (Tascabili) (Alessandro Manzoni) Pagine: 740, Brossura, Acquaviva |
Spedizione: € 2,40 Disponibilità: Generalmente spedito in 24 ore |
amazon.it libri
|
Ottima recensione del noto romanzo. Ciao--