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per I promessi sposi (Alessandro Manzoni)
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5 Stelle ..nella buona e nella cattiva sorte.. Opinioni con immagini
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Raccomandato: Si

Vantaggi interessante, costruttivo, istruttivo

Svantaggi nelle scuole viene presentato come un mattone, e fatto odiare.

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Qualità Materiale mediocre
Prezzo 8 euro circa

L'autore

lafatina Dal 15 ott 2005

..assente e assenteista..scusate... continua

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I PROMESSI SPOSI

Tra i capolavori della letteratura italiana spicca senza dubbio i promessi sposi.
Magnifico romanzo ad opera del Manzoni, in cui si leggono le vicende dell'amore tra Renzo e Lucia e gli ostacoli che i 2 devono affrontare per coronare il loro amore. Ma procediamo con ordine.

Innanzi tutto due righe sull'autore:

ALESSANDRO MANZONI:
nasce a Milano il 7 marzo 1785, da Giulia Beccaria figlia di Cesare Beccaria, il celebre illuminista autore dell'opera Dei delitti e delle pene, e dal conte Pietro Manzoni, un benestante proprietario terriero.Si tratta di un matrimonio combinato e data lòa giovanissima età di Giulia e la molto più matura età di Cesare, voci di popolo attribuiscono la paternità a Giovanni, il più giovane e avvenente dei conti Verri. Pietro però riconosce il figlio. venne ammesso al collegio Longone di Milano, un istituto dei padri Barnabiti, dal quale uscì nell'estate del 1801.
La sua permanenza in questi collegi accese in lui acrimonie e risentimenti. Del resto sua madre veniva da una famiglia, quella del Beccaria, di tradizioni razionaliste, che mal si conciliavano con l'ambiente retrivo della sua educazione.
Durante gli anni dei suoi studi, la madre visse a Parigi, con il nobile Carlo Imbonati. Nel 1801 Manzoni tornò nella casa paterna a Milano e si immerse nel vivo della cultura cittadina del tempo. Nel 1805 il Manzoni si recò a Parigi, la cui vivace vita culturale contribuì non poco a sprovincializzare le vedute del giovane poeta lombardo, mettendolo in contatto con i rappresentanti del movimento romantico. tornò a Milano nel 1807 e qui sposò, nel 1808, Enrichetta Blondel, di fede calvinista. Il matrimonio venne celebrato inizialmente secondo il rito della moglie e nel febbraio 1810 venne convalidato secondo quello cattolico.
Marito e moglie vissero una fase di profonde meditazioni spirituali, finchè Enrichetta, nel maggio del 1810, abiurò e Manzoni, nel settembre, manifestò la sua conversione al cattolicesimo, accostandosi alla comunione per la prima volta.
E' famoso l'episodio che si pone all'origine della conversione manzoniana. Manzoni morì a Milano il 22 maggio 1873, dopo aver votato nel 1861 a favore della legge che proclamava Vittorio Emanuele re d'Italia.

Ma passiamo ora a parlare dell'opera:

*l'opera:
Scritto per la prima volta nel 1821, aveva come titolo "Fermo e Lucia", prima versione in cui sia alcuni che alcuni personaggi risultavano differenti da quella che sarà l'edizione definitiva pubblicata tra il 1840 e il 1842.(in questo ventennio vi furono comunque altre modifiche e rivisitazioni).
L'opera è composta di 38 capitoli. le tematiche affrontate dal Manzoni nei Promessi Sposi, e precisamente la concezione della storia, il concetto di Provvidenza, la carestia, la religione e la peste.
Il Manzoni nell'introduzione del romanzo racconta di aver trovato un manoscritto anonimo; questi dice che mentre i grandi storici parlano solamente delle imprese di grandi uomini lui vuole parlare delle imprese di persone del popolo. Il Manzoni dice che la storia raccontata dall'anonimo gli piacque per cui vuole rifarla in una lingua più nuova. Manzoni fa finta che i Promessi Sposi raccontino una vicenda vera, raccontata da un anonimo e da lui tradotta in una lingua moderna.

*ambientazione:
La vicenda si svolge in Lombardia, al tempo della dominazione spagnola, tra il 1628 e il 1630. Più precisamente occupa la zona territoriale tra Como e Milano.
L'uso del paesaggio nei Promessi Sposi è un elemento tecnico molto importante che porta alla soluzione di un problema fondamentale: come far capire al lettore in profondità l'anima dei personaggi dando nel contempo una collocazione spaziale in campo aperto alla vicenda (il campo aperto si contrappone al campo chiuso rappresentato da una casa o addirittura una stanza), ed è descritto sempre con molta sobrietà. Rappresenta spesso il commento alle vicende e lo specchio dello stato d'animo dei personaggi. La celebre descrizione di Quel ramo del lago di Como offre al lettore le coordinate spaziali della vicenda e la inquadra in un alone di poesia; massiccia è la presenza dei fatti e dei personaggi storici. La storia nel romanzo, significa, prima di tutto, rigorosa ricostruzione dello spirito del tempo.


*i personaggi:
I personaggi principali sono Renzo(che è anche l'eroe della situazione) e Lucia(che impersona tra l'altro l'oggetto del desiderio, e causa del contendere).
L'antagonista della storia è Don Rodrigo (che si innamora della bella Lucia)
Troviamo poi personaggi secondari che a loro volta si suddividono in "buoni"e "cattivi"
Aiutanti dell'Eroe: Padre Cristoforo, Agnese, Perpetua, Bortolo, don Ferrante, donna Prassede, il sarto e sua moglie, Federigo Borromeo, l'innominato.
Aiutanti dell'Antagonista: Griso, conte Attilio, Nibbio, i bravi, l'innominato, conte zio, monaca di Monza

La storia:
Don Abbondio, curato di un piccolo paese nelle colline Lecchese, viene minacciato dai bravi di don Rodrigo(signorotto del luogo innamorato della futura sposa), affinché non celebri il matrimonio fra Renzo e Lucia. I malviventi, al servizio del signorotto, sanno incutere una gran paura al pavido curato che, con mille pretesti convince lo sposo a rimandare la cerimonia. I due giovani cercano una soluzione: Renzo si reca a Lecco per chiedere aiuto all'avvocato Azzecca-garbugli, Lucia confida nell'intervento di padre Cristoforo, un cappuccino che non esita ad affrontare don Rodrigo in persona.
Quest'ultimo però appare irremovibile e di contro progetta il rapimento della ragazza. I fidanzati sono così costretti a fuggire la notte del 10 novembre. Da qui la narrazione si biforca: la storia di Lucia porta il lettore in un convento di Monza. Qui la ragazza trova protezione presso una potente monaca, di cui l'autore ci racconta la storia. Successivamente Lucia viene rapita dal convento, con la connivenza della suora, e portata in un castello sul confine con il territorio veneziano; è in quest'occasione che fa un voto alla Madonna: rinunciare a Renzo in cambio della salvezza e della libertà. Lì il rapitore, l'innominato, un potente malfattore che ha voluto assecondare don Rodrigo, commosso dalla ragazza, decide di cambiare vita: già da tempo si sentiva stanco di commettere delitti e violenze. Alla "conversione" lo aiutano anche le buone parole dell'arcivescovo di Milano Federigo Borromeo. Lucia, liberata, trova ospitalità presso la nobile famiglia milanese di don Ferrante e donna Prassede.
Nel frattempo Renzo giunge a Milano e si fa coinvolgere nei tumulti scoppiati in città a causa di carestie e carenza di pane. A stento sfugge alla polizia, che lo crede un sobillatore, e raggiunge il cugino Bortolo a Bergamo, dove lavora in un filatoio, sotto falso nome. Trascorre così un anno. Nel 1630 le truppe imperiali dei lanzichenecchi scendono in Italia, attraversano il ducato di Milano, per andare ad occupare Mantova: infatti è in corso la guerra dei trent'anni, che coinvolge molti Stati europei. Francia e Spagna sono in lotta per il controllo del ducato di Mantova e del Monferrato. Le truppe diffondono la peste che falcia migliaia di vite umane e mette in ginocchio la ricca e prosperosa Milano. Renzo si ammala di peste, ma guarisce e decide di tornare in cerca di Lucia. La trova al lazzeretto, un centro di raccolta degli appestati di Milano: anche lei ha preso la peste ma l'ha superata ed ora è convalescente e assiste una ricca vedova di Milano.
Nel lazzeretto si trova anche don Rodrigo è malato, ma la sua situazione non lascia sperare, ed è stato oltretutto reso folle dalla malattia e dal tradimento del suo fedele Griso. Non lasciano sperare neanche le condizioni di Fra' Cristoforo che con totale abnegazione assiste i malati: a lui si rivolge Renzo per la questione del voto, che viene cancellato perché non valido in quanto fatto in condizione di pericolo. Ottenuta la nuova promessa di Lucia, Renzo torna al paesello per preparare le nozze: un violento acquazzone fa terminare il contagio. I due giovani si riuniscono al paesello e, finalmente, don Abbondio celebra le nozze. Risolti tutti i problemi, compresa la pendenza con la giustizia relativo al tumulto di San Martino, la famigliola si trasferisce a Bergamo, dove Renzo impianta un filatoio con il cugino. La storia,come nella migliore delle tradizioni termina con l'amore trionfante e la prole dei 2 promessi.


La mia personale considerazione è che assolutamente non può mancare almeno una volta nella vita la lettura di questo capolavoro, scritto con grande ingegno e che appassiona per tutta la durata della narrazione.

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di lafatina lafatina

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Avete domande riguardo I promessi sposi (Alessandro Manzoni)? Domanda
Pagina 1 di 5 | 1 - 5 di 22 commenti
  • Sauvage 08/02/2007 05:24
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Sto sbirciando tutte le opinioni sui Promessi Sposi...perchè desidero scrivere qualcosa anche io... , ...ottima la tua recensione..., ...mandi mandi ...Loris...

  • through_the_rain 04/01/2007 14:46
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • OOfarfallaOO 29/10/2006 23:05
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • caramellato 30/09/2006 00:09
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    troppo pesante

  • katia54 11/06/2006 01:04
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    L'attualità di questo romanzo è inestimabile: i personaggi del Manzoni, oggi con storie diverse, vivono fra noi. Peccato che, essendo un libro scolastico i ragazzi non l'apprezzano come dovrebbero. Tra gli aiutanti di don Rodrigo non hai citato il povero "vaso di terracotta" don Abbondio.

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