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Opinione

per I tre giorni del Condor
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Raccomandato: Si

Vantaggi

Svantaggi No

Dettagli

Genere giallo
Età minima per tutti
Regia ottima
Attori convincenti
Sceneggiatura ottima
Colonna Sonora appropriata
Qualità Video (DVD): OTTIMA
continua

L'autore

sgtPippo

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Qualcuno mi ha detto, non mi ricordo più quando, non mi ricordo più dove, che il suo lavoro ideale sarebbe stato quello di leggere libri. Come Turner, fu la mia risposta, ma poi furono necessarie spiegazioni.

Joe Turner arriva in ufficio in Velosolex, una buffa bicicletta-motorino molto in voga negli anni '60, indossa jeans e giacca spinata portata a 'mo di capospalla, dissacrandola, e per mestiere legge libri.
A dirla tutta i libri li deve analizzare in cerca di codici, in cerca di segreti, o meglio in cerca di qualche informazione riservata e posta sotto gli occhi di tutti. Nello studio in cui lavora è certamente il più capace e il più popolare tra i colleghi, proprio per quella sua aria da quello che non si prende mai veramente sul serio.
Il suo capo, in abito grigio, uno che non userebbe mai la giacca come capospalla, ma solo come indumento da portare sotto il cappotto (o al massimo un soprabito), non lo vede molto di buon occhio, causa i frequenti ritardi, ma è ben coscio del fatto che non potrebbe fare a meno di lui.
Turner sa fare il suo mestiere, ma lo fa a modo suo. Se si rompe una macchina, non aspetta il tecnico , la ripara come un MacGyver ante litteram, perché "sono semplici, è solo l'aspetto che è complicato".
Il capo in grigio, con improbabile pettinatura, non tarda a ricordargli che ci sono tecnici preposti allo scopo. Bisogna rispettare il protocollo, bisogna seguire i regolamenti, dice. Si chiede se Turner è veramente soddisfatto del suo lavoro.
"Entro ovvi limiti, mi secca non poter dire che lavoro faccio", risponde Turner, perché in questo clima di diffidenza c'è ancora qualcuno di cui si fida.
Il capo in abito formale lo guarda storto. Non capisce come uno così bravo si possa comportare in quel modo bizzarro. Ma d'altra parte Turner legge fumetti e afferma con convinzione "Ho trovato lì molto più che nei libri".

Oggi è il turno di Turner che, giochi di parole a parte, deve andare a prendere il pranzo per tutti. Piove che Dio la manda, smetterà fra pochi minuti, ma chi comanda non transige, Turner deve andare, subito. Ma anche qui, Turner fa a modo suo, perché dalla porta sul retro non si può passare, è il regolamento. E i regolamenti sono fatti per essere infanti, soprattutto quando diluvia e si deve cercare di bagnarsi il meno possibile. E così si esce dall'ufficio, avvolti nella giacca con il bavero alzato. Di corsa, veloci, fino al bar all'angolo.

Turner chiacchiera con il barista, anche qui è apprezzato, è simpatico, è alla mano.

In un fumetto, a questo punto, in alto a sinistra in una vignetta di inizio pagina comparirebbe la scritta "Nel frattempo…". Nel frattempo una figura elegante che però crea qualche inquietudine si aggira nei pressi dell'ufficio dove sono tutti ancora intenti a sfogliare, leggere, analizzare, decifrare, scoprire.
Questo signore elegante, con trench, cappello e occhiali spessi lancia un segnale e si scatena il caos: pallottole, sangue, morti in una scena delle più celebri della storia del cinema.

Turner si salva perché ha infranto qualche regola, e torna tranquillo mentre fuori ha smesso di piovere.

"Scusi, ma che cosa fa lì per terra?" domanda Turner, con aria meravigliata e furbetta. Perché essere lì per terra non è cosa da abito grigio, non è cosa da regolamento. Qualcosa di grave è quindi successo, Turner si è salvato, ma non può sentirsi a sicuro. I fumetti gli hanno insegnato, tra le tante cose, che i cattivi non demordono. Non è uomo d'azione, ma da scrivania, Turner porta gli occhiali. Non resta che seguire la procedura. A mali estremi, estremi rimedi.

Così però si rischia di rimanerci secchi, perché colui che si fida ciecamente del prossimo non è quello che si dice la spia perfetta. E allora si infrangono le regole un'altra volta, e poi un'altra, e un'altra ancora.
Si finisce per far tanto casino che chi vuole uccidere Turner gira in tondo. Ma non era uomo da scrivania? Non era persona dedita ai libri? Non era un ragazzo che non ha mai visto uno scontro a fuoco se non in televisione? Non porta gli occhiali?

Turner doesn't turn, giochi di parole a parte, Turner arriva alla meta, mentre gli altri girano ancora in tondo. Si salva, capisce, anche con qualche colpo di fortuna, ma del resto aiutati che il ciel ti aiuta.

Un film complesso e ben strutturato. Spionaggio puro, anni '70: poche scene di azione, e molte scene parlate: il cervello va tenuto acceso e si può anche fare a meno del Dolby Surround.
I colori vanno dal marrone al beige, ravvivati da qualche sprazzo di giallo e di arancione. E' uno stile di vita ormai sorpassato, ma non datatato, tutt'al più "vintage" perché c'è una ricerca della modernità fin dai titoli di testa, che compaiono come fossero scritti da una telescrivente mentre le immagini ci mostrano tutti i macchinari più tecnologici del momento. D'accordo, gli occhiali qui sono ancora uno strumento che mette in evidenza un difetto piuttosto che un arredamento per il viso, i mezzi di trasporto non sono più molto attuali e le torri gemelle non sono più nuove di zecca, anzi, non sono più. Però qualcosa di quegli ambienti lo possiamo trovare ancora nel design di oggi, alcuni oggetti della casa di Faye Dunaway potrebbero ancora essere nelle nostre.

Alcuni tratti del personaggio di Joe Turner, interpretato da Robert Redford, sono stati ripresi per caratterizzare l'agente Nathan Muir, che porta la stessa giacca (oltre che la stessa faccia, un po' più grinzosa, forse) un bel po' di anni dopo, in "Spy Game" di Tony Scott, altro memorabile film, per storia e personaggi.

Ma il dilemma vero è un altro: perché dai sei giorni del romanzo di Grady, si è passati ai tre del film di Pollack? Forse perché Robert Redford, Faye Dunaway e Max Von Sydow costavano troppo…

I tre giorni del Condor, Spionaggio, USA 1975.
Attori principali:
Robert Redford (Turner)
Faye Dunaway (Kathy)
Cliff Robertson (Higgins)
Max Von Sydow (Joubert)
Regia: Sydney Pollack.


Immagini

per I tre giorni del Condor
In cabina
di sgtPippo sgtPippo

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Pagina 1 di 11 | 1 - 5 di 53 commenti
  • viemme 26/02/2007 21:56
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • irene-arale 13/02/2007 23:58
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    .........che bello leggere opinioni di vecchi film!!!

  • mimbder 21/11/2006 14:06
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Il film l'ho visto e concordo. Non sapevo fosse preso da un libro. Mai saputo...

  • Mawwa 31/10/2006 19:01
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Recensione otttima e invoglia a vedere il film ;)

  • halana 22/10/2006 21:57
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ho adorato questo fil. L'ho visto parecchie volte. Redford dopo l'uscita ha ricevuto pure minaccie. Ciao

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