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Vantaggi Prezzo e serietà
Svantaggi Troppa gente, tutti vanno all'IKEA
Dettagli
| Assortimento dei prodotti: | ottimo |
|---|---|
| Convenienza: | eccellente |
| Assistenza al cliente | buona |
| Città: | Roma Milano Genova Napoli Brescia Firenze Torino |
Una sorpresa questa IKEA. Sorpresa per l’Italia e gli Italiani. Abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo!
Mi sono basato, tra l'altro, anche sulle numerose visite a negozi Ikea, quello di Roma Anagnina per primo, ma anche molto Bologna, Firenze e Genova.Ed in casa mia diciamo che il 20% degli articoli di arredo viene da Ikea, oltre numerosi regali che ho fatto, tipo cameretta ed ora camerona di Alessadnro.
Dalle opinioni scritte su Ikea in Ciao emerge un maggiore interesse per l’IKEA di Napoli, dato che è stata inaugurata a giugno del 2004, ed una perplessità su due aspetti:☼ il “fai da te”
☼ la qualità.
Inizierò con gli aspetti qualificanti di IKEA, ossia
☼ lo spirito di IKEAMa soprattutto sottolineerò la particolare integrazione che ho scoperto esista tra IKEA e l’Italia.
☼☼ IKEA e ItaliaLO SPIRITO DI IKEA
Il criterio dichiarato di IKEA è di una vita di ogni giorno più gradevole per molte persone. IKEA si propone di rendere ciò possibile offrendo una vasta gamma di prodotti di arredo e funzionali per la casa ben disegnati, ma a prezzi tali da consentire a più persone possibile di poterli acquistare.
STORIA, FATTI E FIGURE
Gli stores IKEA sono oggi 202. Di questi 180 sono gestiti dalla IKEA Group, mentre 22 sono in franchising.
I negozi in franchising sono in: Australia (1), United Arab Emirates (2), Grecia (2), Hong Kong (4), Islanda (1), Israele (1), Kuwait (1), Malaysia (1), Olanda (1), Saudi Arabia (2), Singapore (1), Spagna (3), Taiwan (1) e uno in USA.E’ curioso notare che IKEA non è presente in Africa ed in Sud America.
Il grosso degli stores è in Europa.Elenco i paesi principali ed il numero di stores.
Germania_________________________26
Svezia____________________________12
Francia____________________________10
Austria_____________________________6
USA______________________________24
UK_______________________________12
Italia_______________________________9
Ogni mese si aprono nel mondo da uno a tre nuovi stores. Nel 2005 ne sono previsti 17, di cui due nuovi in Italia.
Gli stores sono grandi dai 4.000 ai 38.000 metri quadri di esposizione. Gli italiani sono sui 12 – 24 mila metri quadri, con l’eccezione del nuovo store di Afragola, molto grande, di 32.000 metri quadri.
Il catalogo si trova gratis negli stores o in rete. Tradotto in 20 lingue, fornisce prezzi validi per 12 mesi.
IKEA IN ITALIA, INFORMAZIONI.
Milano Carugate
Milano Corsico
Torino Grugliasco
Brescia Roncadelle
Genova Campi
Bologna Casalecchio
Firenze Sesto Fiorentino
Roma Anagnina
Napoli Afragola
LA POLITICA DI CONTROLLO QUALITÀ DI IKEA
I prodotti provengono principalmente dall’Europa (66%) e quindi dall’Asia (31%). Le vendite sono invece fortissime in Europa (81%) e negli Stati Uniti (16%).
I paesi da cui IKEA compra maggiormente sono:Cina, per il 19 %, soprattutto piccoli oggetti, rattan, carta riso e lampade
Polonia, per il 12%, grazie alle grandi risorse forestali del paese, ottimamente preservate e sfruttateSvezia, per l’8%, per ragioni storiche e per la tradizione del legno, e perché i progettisti sono principalmente nordici
Italia, per il 7%, per la grande flessibilità dei produttori, per la tradizione nel settore dell’arredo, per la qualità dei prodotti finiti.La strategia di acquisto prevede che i grandi oggetti e la componentistica, le ante, le doghe, gli zoccoli, i cassetti, vengano da mercati “vicini”, questo per assicurare un rifornimento rapido ed efficiente della domanda di pezzi di un mercato che chiede complementi di arredamento di qualsiasi genere e che li vuole subito, come da opinione di Movida, essendo un arredatore fai da te, non un arredatore chiavi in mano, che gestisce a piacere il proprio magazzino.
La gestione della qualità presso i fornitori è riportata in un documento “The IKEA Way on Purchasing Home Furnishing Products”, che è il Codice di Comportamento che fissa i requisiti minimi richiesti ai fornitori. Il Codice definisce anche gli standard riguardanti le condizioni lavorative e sociali, il lavoro minorile, l'ambiente e la silvicoltura.I criteri di base prevedono che i fornitori rispettino le leggi nazionali e le convenzioni internazionali. Il Codice di Comportamento si basa su: la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (ONU, 1948), la Dichiarazione dei Principi e dei Diritti Fondamentali dei Lavoratori (ILO, 1998) e la Dichiarazione di Rio sullo Sviluppo Sostenibile (1992).
IKEA controlla i prodotti con test diretti, fisici, con sopralluoghi nei centri di produzione e con tecniche di controllo postvendita, sulla soddisfazione dei clienti per i vari prodotti. I fornitori che non rispettano i requisiti prescritti, per cattiva volontà o incompetenza, vengono prima sostenuti e poi abbandonati, anche se la politica di IKEA consiste in mantenere dei rapporti buoni con i fornitori selezionati per lunghi periodi, cosa che consente la pianificazione delle vendite ed un buon controllo qualità.
IKEA E L’AMBIENTE
a- minore utilizzo delle materie prime, minori sprechi e minor produzione di rifiuti.
b- uso preferenziale del legno, che è riciclabile, biodegradabile, rinnovabile
c- formazione di personale nelle tematiche ambientali.
IKEA pubblica informazioni sulle proprie strategie ed iniziative ambientali, in modo trasparente, sull’opuscolo "I temi ambientali e sociali", reperibile sul sito.
Come mia considerazione posso attestare che una vera politica ambientale può essere gestita solo da una azienda molto grande. Le piccole aziende non hanno la scala e le risorse per attuare delle vere politiche ambientali, possono solo adeguarsi a dei protocolli imposti o gestiti da agenzie di controllo o di consulenza. E per le piccole entità è anche difficile avere uno sguardo d’insieme, che sia effettivo e non solo di retorica ambientale.IKEA dà la buona garanzia di impostare su questo la propria immagine, e quindi è probabile, non solo possibile, che stia realmente facendo del suo meglio nel settore ambientale.
Il lavoro minorile è un fenomeno che esiste in alcuni dei paesi dove IKEA effettua i propri acquisti. Alcuni hanno denunciato, non so con quali basi, che anche IKEA benefici del lavoro minorile, anche se indirettamente.
Riportando le loro parole, IKEA condivide e sostiene le linee della Convenzione dell'ONU sui Diritti del Bambino del 1989, basate sulla decisione di porre l'interesse del bambino davanti a tutto. IKEA fa anche riferimento alla Convenzione n. 138 dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro sull'età minima lavorativa e alla numero 182 riguardante le peggiori forme di lavoro minorile.Nel documento "Il Codice di Condotta di IKEA sulla prevenzione del lavoro minorile" si definisce in maniera chiara che IKEA rifiuta il lavoro minorile e si impegna attivamente contro questa pratica. L'obiettivo è di assicurare che nelle varie fasi produttive non sia utilizzato il lavoro minorile. Questo sia presso i fornitori che presso i loro subfornitori.
Cito una iniziativa, citata anche da Roberta, in cui, IKEA sta operando con l'UNICEF, in India, in un progetto di educazione che interessa 500 villaggi nei luoghi di produzione.Questo è un modo di prevenire il lavoro minorile agendo alle sue radici.
Per ricevere i documenti di testimonianza dei codici di comportamento e delle iniziative, è possibile scrivere a PRAR@memo.ikea.com.Progetti sociali ed ambientali, in particolare dedicati a bambini di Uganda e Angola, sono visibili nel sito. Andateli a vedere, sono iniziative meritorie il cui spirito vi regalerà un Natale migliore.
Una piacevole sorpresa è rappresentata dalla relazione, preferenziale, ricca di possibilità, che coniuga IKEA e l’Italia.
Già la nostra bilancia è attiva, ossia comperiamo il 5,5% del volume venduto da IKEA, ma ne produciamo il 7%.E questa percentuale è in espansione, ci avviamo a diventare il terzo paese fornitore di IKEA, superando persino la Svezia.
Ma come mai, in un momento in cui tutto scende in Italia, la serietà dei politici, i servizi sociali, l’occupazione, i soldi a disposizione e la loro capacità di acquisto (meno male ci sono meno tasse!, una cosa che diminuisce con guadagno di qualcuno, anche se non saranno i poveri a goderne!), le vendite della FIAT, la produzione dell’Enel, invece produciamo di più?Gli italiani sono stati dei leader nel mercato del mobile. La nostra capacità di produrre bei mobili è infinita e universalmente riconosciuta. Siamo i più grandi venditori di mobili al mondo. L’anno prossimo probabilmente saremo superati dalla Cina, ma non certo per la qualità.
Poi siamo flessibili, uno bravo si compera le macchine e produce maniglie per qualcun altro che assembla mobili in Venezuela, avendo là un cugino. E sul business ci campa una frazione, un paese, una cittadina.
Scopriamo quindi che i mobili più importanti di IKEA li stiamo facendo proprio noi. I divani, le sedie, le cucine.
E questo va bene o va male?Ma va benissimo naturalmente. La nostra industriosità purtroppo si ferma dove bisogna mettere d’accordo due capifamiglia. Si blocca nella visione complessiva, nell’organizzazione, nella tutela ambientale, fatta a parole, ma non nei fatti.
Invece gli svedesi sono irreparabilmente seri (noi li pigliamo in giro per la loro serietà, diciamo che sono tristi, vedi Alberto Sordi, ma dove lo trovate un ingegnere che guadagna “solo” 2.000 euro al mese, ma vive in centro di una grande città, ed ha un parco sotto casa, un ospedale gratis che raggiunge in bici, una barchetta a vela ormeggiata a duecento metri da casa, con cui la domenica va in giro in un mare pulito, con gran freddo ma anche con una bella gnocca?). Seri sono, e fanno proprio quello che dicono, non lo gridano, non fanno straordinari gesti rivolti ad un pubblico ipotetico quando declamano retorica e gridano vendette e ritorsioni. Terribile, dicono e poi fanno proprio quello.Ma quale abbinamento migliore? Loro parlano al resto del mondo, che seri come sono gli credono subito tutti, non come a noi.
Fanno i programmi e li rispettano. Noi produciamo. Con lena, buon gusto, fantasia, creatività.I furbi li mandiamo a casa. La gestione ce la facciamo fare da loro, tanto siamo entrambi europei, ormai.
Anzi, li chiamiamo a governarci, giuro che ci conviene.COMMENTI E CONCLUSIONI
Ho riportato molti dati, alcuni inediti. Questo per dare una immagine esatta della grande azienda multinazionale, per non fare affermazioni non sostenute da elementi oggettivi, come coerentemente si fa in una relazione commerciale, tecnica o di mercato, non tipica di questo sito ma certamente auspicabile.Aggiungo commenti personali ed impressioni, di cui sono stato prima avaro.
Il fatto che Ikea stia incrementando la sua quota di partnership con l'Italia mi rende contentissimo.Anche la riduzione annunciata del numero dei pezzi che Ikea commercializzarà mi sembra una ottima cosa, che contribuirà a ridurre le non poche lamentele, motivate o no, che si sono espresse a riguardo.
Che la qualità di Ikea sia bassa o alta è relativo. Quel che conta è la relazione tra la qualità ed il prezzo.
Questo rapporto a me sembra molto corretto, ed apprezzo in particolare che il contenimento del costo avvenga a spese di elementi inessenziali, quali il trasporto ed il montaggio, nella cura degli imballaggi per evitare sprechi, nalla razionalità stessa del prodotto.
Trovo che evitare politiche di vendita attraverso inessenziali strategie di colpire la fantasia ed il desiderio di lusso, o la pigrizia, o l'amor proprio degli acquirenti, che invece vengono largamente impiegati dalla concorrenza come criterio principe del loro marketing, sia corretto, maturo, morale e meritevole civilmente ed ambientalmente
In ultimo, un commento sulle varie illazioni su Ikea multinazionale assassina. Ne ho viste diverse, nei commenti. Perché dico illazioni? perché sono pure affermazioni non documentate. Ho chiesto dati e prove, o elementi probanti, ma senza seguito.
La cosa mi interessa assai, dato che l'Ikea non mi stipendia, anzi, sono un fruitore, interessato amche a non essere preso in giro da un gigantesco apparato disneyano che poi si rivelasse la fucina del diavolo.
Quindi se avete elementi in tal senso, elementi, non affermazioni, sarei felicissimo di poterle constatare e correggere quanto riportato.
Questa opinione è stata modificata rispetto all'originale sulla base dei commenti e dei suggerimenti gentilmente prospettatimi.
L'originale è conservato, per chiunque fosse interessato a constatarne i contenuti, sempre che ve ne sia qualche interesse.
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francofranco1984 23/01/2011 17:13
Lo svantaggio elencato non mi sembra un vero e proprio "svantaggio"....
Fabbbio19 25/07/2010 15:53
eccellente opinione, e complimenti per il diamante!
foxota 18/12/2007 17:28
Ottima e dettagliatissima opinione! Grazie delle utili informazioni.
Acustica-music 02/12/2006 21:00
Bella opi, complimeti!
Opi ben fatta, un pò troppo "aziendalista". Come ho potuto scrivere nella mia, l'unica pecca dell'IKEA sono le ditte "improvvisate" che seguono i montaggi e possono rovinare il risultato finale.