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Opinione

per Ikea
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Raccomandato: Si

Vantaggi Prezzo e serietà

Svantaggi Troppa gente, tutti vanno all'IKEA

Dettagli

Assortimento dei prodotti: ottimo
Convenienza: eccellente
Assistenza al cliente buona
Città: Roma Milano Genova Napoli Brescia Firenze Torino

L'autore

kandara Dal 9 ago 2003

Siamo pochi a chiamare Patria l'Europa. Domani saremo la maggioranza. Inshallah. continua

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Una sorpresa questa IKEA. Sorpresa per l’Italia e gli Italiani. Abbiate la pazienza di arrivare fino in fondo!

Mi sono basato, tra l'altro, anche sulle numerose visite a negozi Ikea, quello di Roma Anagnina per primo, ma anche molto Bologna, Firenze e Genova.

Ed in casa mia diciamo che il 20% degli articoli di arredo viene da Ikea, oltre numerosi regali che ho fatto, tipo cameretta ed ora camerona di Alessadnro.

Dalle opinioni scritte su Ikea in Ciao emerge un maggiore interesse per l’IKEA di Napoli, dato che è stata inaugurata a giugno del 2004, ed una perplessità su due aspetti:

☼ il “fai da te”
☼ la qualità.

I due aspetti in fondo si sposano. Ci si aspetta che essere obbligati a fare in proprio comporti un beneficio per il venditore tutto sommato indebito, come se fosse una prevaricazione. La filosofia IKEA invece è di non far pagare i servizi non resi, fornendo prodotti che possano essere raccolti, trasportati, rifiniti e montati in proprio.
Una cultura molto nordica, che richiede attenzione e dedizione all’acquisto, se no l’operazione fallisce.
Chi ci riesce ne ricava grandi vantaggi.
Per la qualità intrinseca del prodotto la IKEA segue delle strategie di ottimizzazione. E su questo, dato che c’erano, oltre i molti commenti entusiasti, anche delle perplessità, sono andato ad approfondire quanto mi era possibile.

Inizierò con gli aspetti qualificanti di IKEA, ossia

☼ lo spirito di IKEA
☼ un minimo di storia e numeri fondamentali
☼ IKEA in Italia, informazioni
☼ la politica di controllo qualità di IKEA
☼ IKEA e l’ambiente
☼ IKEA ed il lavoro minorile

Ma soprattutto sottolineerò la particolare integrazione che ho scoperto esista tra IKEA e l’Italia.

☼☼ IKEA e Italia

LO SPIRITO DI IKEA

Il criterio dichiarato di IKEA è di una vita di ogni giorno più gradevole per molte persone. IKEA si propone di rendere ciò possibile offrendo una vasta gamma di prodotti di arredo e funzionali per la casa ben disegnati, ma a prezzi tali da consentire a più persone possibile di poterli acquistare.


STORIA, FATTI E FIGURE

I colori dell’IKEA sono i colori della bandiera svedese.
Il fondatore era una persona semplice, ma dalle idee molto chiare, ed impose una logica di vendita, basata sull’organizzazione e sui contenuti, sulla serietà e sulla civiltà, che sono ancora l’elemento portante della multinazionale.
La casa madre impone queste scelte alle organizzazioni che sviluppano nuove iniziative.
Rimando all’opinione di Roberta_b, veramente ottima per la storia della Multinazionale svedese. Fondata nel 43, apre il suo primo store in Svezia nel 58, e si espande lentamente in tutto il mondo, con un crescendo negli anni 70.
Oggi IKEA è presente in 32 stati

Gli stores IKEA sono oggi 202. Di questi 180 sono gestiti dalla IKEA Group, mentre 22 sono in franchising.

I negozi in franchising sono in: Australia (1), United Arab Emirates (2), Grecia (2), Hong Kong (4), Islanda (1), Israele (1), Kuwait (1), Malaysia (1), Olanda (1), Saudi Arabia (2), Singapore (1), Spagna (3), Taiwan (1) e uno in USA.

E’ curioso notare che IKEA non è presente in Africa ed in Sud America.

Il grosso degli stores è in Europa.

Elenco i paesi principali ed il numero di stores.
Germania_________________________26
Svezia____________________________12
Francia____________________________10
Austria_____________________________6
USA______________________________24
UK_______________________________12
Italia_______________________________9
Ogni mese si aprono nel mondo da uno a tre nuovi stores. Nel 2005 ne sono previsti 17, di cui due nuovi in Italia.

Nel 2004 sono transitati negli stores dell’IKEA 400 milioni di visitatori, ed il volume delle vendite è stato di 12,8 miliardi di euro.

Gli stores sono grandi dai 4.000 ai 38.000 metri quadri di esposizione. Gli italiani sono sui 12 – 24 mila metri quadri, con l’eccezione del nuovo store di Afragola, molto grande, di 32.000 metri quadri.

Il catalogo si trova gratis negli stores o in rete. Tradotto in 20 lingue, fornisce prezzi validi per 12 mesi.


IKEA IN ITALIA, INFORMAZIONI.

Gli stores di IKEA in Italia sono:

Milano Carugate
Milano Corsico
Torino Grugliasco
Brescia Roncadelle
Genova Campi
Bologna Casalecchio
Firenze Sesto Fiorentino
Roma Anagnina
Napoli Afragola

I due nuovi stores previsti in Italia saranno aperti uno a Roma in giugno, ed uno a Padova in AgostoEssi saranno entrambi di corca 31.000 metri quadri.


LA POLITICA DI CONTROLLO QUALITÀ DI IKEA

IKEA ha 2.000 fornitori e circa 11.500 codici, che compongono 9.500 oggetti in catalogo. La politica attuale è di ridurre il numero dei fornitori ed il numero dei codici, che si prevede scenderanno 8.000 – 8.500. I fornitori saranno ridotti a “soli” 1.500.
Questa politica consente di contenere i prezzi del controllo e a aumentarne l’efficacia, incrementando il livello di qualità.

I prodotti provengono principalmente dall’Europa (66%) e quindi dall’Asia (31%). Le vendite sono invece fortissime in Europa (81%) e negli Stati Uniti (16%).

I paesi da cui IKEA compra maggiormente sono:

Cina, per il 19 %, soprattutto piccoli oggetti, rattan, carta riso e lampade

Polonia, per il 12%, grazie alle grandi risorse forestali del paese, ottimamente preservate e sfruttate

Svezia, per l’8%, per ragioni storiche e per la tradizione del legno, e perché i progettisti sono principalmente nordici

Italia, per il 7%, per la grande flessibilità dei produttori, per la tradizione nel settore dell’arredo, per la qualità dei prodotti finiti.

La strategia di acquisto prevede che i grandi oggetti e la componentistica, le ante, le doghe, gli zoccoli, i cassetti, vengano da mercati “vicini”, questo per assicurare un rifornimento rapido ed efficiente della domanda di pezzi di un mercato che chiede complementi di arredamento di qualsiasi genere e che li vuole subito, come da opinione di Movida, essendo un arredatore fai da te, non un arredatore chiavi in mano, che gestisce a piacere il proprio magazzino.

La gestione della qualità presso i fornitori è riportata in un documento “The IKEA Way on Purchasing Home Furnishing Products”, che è il Codice di Comportamento che fissa i requisiti minimi richiesti ai fornitori. Il Codice definisce anche gli standard riguardanti le condizioni lavorative e sociali, il lavoro minorile, l'ambiente e la silvicoltura.

I criteri di base prevedono che i fornitori rispettino le leggi nazionali e le convenzioni internazionali. Il Codice di Comportamento si basa su: la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (ONU, 1948), la Dichiarazione dei Principi e dei Diritti Fondamentali dei Lavoratori (ILO, 1998) e la Dichiarazione di Rio sullo Sviluppo Sostenibile (1992).

IKEA controlla i prodotti con test diretti, fisici, con sopralluoghi nei centri di produzione e con tecniche di controllo postvendita, sulla soddisfazione dei clienti per i vari prodotti. I fornitori che non rispettano i requisiti prescritti, per cattiva volontà o incompetenza, vengono prima sostenuti e poi abbandonati, anche se la politica di IKEA consiste in mantenere dei rapporti buoni con i fornitori selezionati per lunghi periodi, cosa che consente la pianificazione delle vendite ed un buon controllo qualità.


IKEA E L’AMBIENTE

Tre i punti fermi dell'impegno ambientale di IKEA:

a- minore utilizzo delle materie prime, minori sprechi e minor produzione di rifiuti.
b- uso preferenziale del legno, che è riciclabile, biodegradabile, rinnovabile
c- formazione di personale nelle tematiche ambientali.

Avrete notato in IKEA che gli imballaggi sono ridotti al minimo, e che di plastica ce ne è insolitamente poca, molto di più metallo e legno, che sono riutilizzabili, o che possono essere coltivati. IKEA esige che il legno utilizzato nei suoi prodotti non provenga da foreste naturali. Questo avviene in parte, ma l’obiettivo è che tutto il legno usato si origini da impianti di selvicoltura gestiti in modo ambientalmente compatibile, in modo che il legno si rinnovi di pari passo al suo uso, senza riduzione della superficie boscata.

IKEA pubblica informazioni sulle proprie strategie ed iniziative ambientali, in modo trasparente, sull’opuscolo "I temi ambientali e sociali", reperibile sul sito.

Come mia considerazione posso attestare che una vera politica ambientale può essere gestita solo da una azienda molto grande. Le piccole aziende non hanno la scala e le risorse per attuare delle vere politiche ambientali, possono solo adeguarsi a dei protocolli imposti o gestiti da agenzie di controllo o di consulenza. E per le piccole entità è anche difficile avere uno sguardo d’insieme, che sia effettivo e non solo di retorica ambientale.

IKEA dà la buona garanzia di impostare su questo la propria immagine, e quindi è probabile, non solo possibile, che stia realmente facendo del suo meglio nel settore ambientale.


IKEA ED IL LAVORO MINORILE

Il lavoro minorile è un fenomeno che esiste in alcuni dei paesi dove IKEA effettua i propri acquisti. Alcuni hanno denunciato, non so con quali basi, che anche IKEA benefici del lavoro minorile, anche se indirettamente.

Riportando le loro parole, IKEA condivide e sostiene le linee della Convenzione dell'ONU sui Diritti del Bambino del 1989, basate sulla decisione di porre l'interesse del bambino davanti a tutto. IKEA fa anche riferimento alla Convenzione n. 138 dell'Organizzazione Mondiale del Lavoro sull'età minima lavorativa e alla numero 182 riguardante le peggiori forme di lavoro minorile.

Nel documento "Il Codice di Condotta di IKEA sulla prevenzione del lavoro minorile" si definisce in maniera chiara che IKEA rifiuta il lavoro minorile e si impegna attivamente contro questa pratica. L'obiettivo è di assicurare che nelle varie fasi produttive non sia utilizzato il lavoro minorile. Questo sia presso i fornitori che presso i loro subfornitori.

Cito una iniziativa, citata anche da Roberta, in cui, IKEA sta operando con l'UNICEF, in India, in un progetto di educazione che interessa 500 villaggi nei luoghi di produzione.

Questo è un modo di prevenire il lavoro minorile agendo alle sue radici.

Per ricevere i documenti di testimonianza dei codici di comportamento e delle iniziative, è possibile scrivere a PRAR@memo.ikea.com.

Progetti sociali ed ambientali, in particolare dedicati a bambini di Uganda e Angola, sono visibili nel sito. Andateli a vedere, sono iniziative meritorie il cui spirito vi regalerà un Natale migliore.


IKEA E ITALIA

Una piacevole sorpresa è rappresentata dalla relazione, preferenziale, ricca di possibilità, che coniuga IKEA e l’Italia.

Già la nostra bilancia è attiva, ossia comperiamo il 5,5% del volume venduto da IKEA, ma ne produciamo il 7%.

E questa percentuale è in espansione, ci avviamo a diventare il terzo paese fornitore di IKEA, superando persino la Svezia.

Ma come mai, in un momento in cui tutto scende in Italia, la serietà dei politici, i servizi sociali, l’occupazione, i soldi a disposizione e la loro capacità di acquisto (meno male ci sono meno tasse!, una cosa che diminuisce con guadagno di qualcuno, anche se non saranno i poveri a goderne!), le vendite della FIAT, la produzione dell’Enel, invece produciamo di più?

Gli italiani sono stati dei leader nel mercato del mobile. La nostra capacità di produrre bei mobili è infinita e universalmente riconosciuta. Siamo i più grandi venditori di mobili al mondo. L’anno prossimo probabilmente saremo superati dalla Cina, ma non certo per la qualità.
Poi siamo flessibili, uno bravo si compera le macchine e produce maniglie per qualcun altro che assembla mobili in Venezuela, avendo là un cugino. E sul business ci campa una frazione, un paese, una cittadina.

Si tratta dell’Italia vera, quella che in questo momento di grandi industriali e di grandi discese sta sostenendo tutta la baracca, Babbo Natale le conservi la vista.
E questi ruspanti sono anche i più temibili concorrenti di IKEA, detto tra noi. Solo in Italia ci sono alternative reali ai mobili di IKEA, in prezzo e qualità.

Scopriamo quindi che i mobili più importanti di IKEA li stiamo facendo proprio noi. I divani, le sedie, le cucine.

E questo va bene o va male?

Ma va benissimo naturalmente. La nostra industriosità purtroppo si ferma dove bisogna mettere d’accordo due capifamiglia. Si blocca nella visione complessiva, nell’organizzazione, nella tutela ambientale, fatta a parole, ma non nei fatti.

Invece gli svedesi sono irreparabilmente seri (noi li pigliamo in giro per la loro serietà, diciamo che sono tristi, vedi Alberto Sordi, ma dove lo trovate un ingegnere che guadagna “solo” 2.000 euro al mese, ma vive in centro di una grande città, ed ha un parco sotto casa, un ospedale gratis che raggiunge in bici, una barchetta a vela ormeggiata a duecento metri da casa, con cui la domenica va in giro in un mare pulito, con gran freddo ma anche con una bella gnocca?). Seri sono, e fanno proprio quello che dicono, non lo gridano, non fanno straordinari gesti rivolti ad un pubblico ipotetico quando declamano retorica e gridano vendette e ritorsioni. Terribile, dicono e poi fanno proprio quello.

Ma quale abbinamento migliore? Loro parlano al resto del mondo, che seri come sono gli credono subito tutti, non come a noi.

Fanno i programmi e li rispettano. Noi produciamo. Con lena, buon gusto, fantasia, creatività.

I furbi li mandiamo a casa. La gestione ce la facciamo fare da loro, tanto siamo entrambi europei, ormai.

Anzi, li chiamiamo a governarci, giuro che ci conviene.

COMMENTI E CONCLUSIONI

Ho riportato molti dati, alcuni inediti. Questo per dare una immagine esatta della grande azienda multinazionale, per non fare affermazioni non sostenute da elementi oggettivi, come coerentemente si fa in una relazione commerciale, tecnica o di mercato, non tipica di questo sito ma certamente auspicabile.

Aggiungo commenti personali ed impressioni, di cui sono stato prima avaro.

Il fatto che Ikea stia incrementando la sua quota di partnership con l'Italia mi rende contentissimo.
Significa lavoro per noi, esportazione in tutti i paesi del mondo con capacità di acquisto, miglioramento dei livelli qualitativi di Ikea stessa.
Ne sono veramente felice.
Viene riconosciuta la nostra capacità di produrre oggetti di arredamento e mobili di buona qualità e buon gusto a prezzi concorrenziali.

Anche la riduzione annunciata del numero dei pezzi che Ikea commercializzarà mi sembra una ottima cosa, che contribuirà a ridurre le non poche lamentele, motivate o no, che si sono espresse a riguardo.
Che la qualità di Ikea sia bassa o alta è relativo. Quel che conta è la relazione tra la qualità ed il prezzo.
Questo rapporto a me sembra molto corretto, ed apprezzo in particolare che il contenimento del costo avvenga a spese di elementi inessenziali, quali il trasporto ed il montaggio, nella cura degli imballaggi per evitare sprechi, nalla razionalità stessa del prodotto.
Trovo che evitare politiche di vendita attraverso inessenziali strategie di colpire la fantasia ed il desiderio di lusso, o la pigrizia, o l'amor proprio degli acquirenti, che invece vengono largamente impiegati dalla concorrenza come criterio principe del loro marketing, sia corretto, maturo, morale e meritevole civilmente ed ambientalmente

Una impressione sull'ambiente stesso dell'Ikea, di cui molto si è detto, e su cui sono centrate la maggior parte delle numerose opinioni espresse a riguardo.
Una giornata ad Ikea è, a parte gli acquisti, divertente e distensiva. Gli spazi ed i percorsi sono intelligenti e studiati per il confort. Un ristorante è sempre disponibile in posizione gradevole.
Amici ed amiche mie sono soliti fare un viaggio per incontrarsi nell'Ikea più vicina. E mi viene in mente che sarebbe un buon Ciaoincontro.

In ultimo, un commento sulle varie illazioni su Ikea multinazionale assassina. Ne ho viste diverse, nei commenti. Perché dico illazioni? perché sono pure affermazioni non documentate. Ho chiesto dati e prove, o elementi probanti, ma senza seguito.
La cosa mi interessa assai, dato che l'Ikea non mi stipendia, anzi, sono un fruitore, interessato amche a non essere preso in giro da un gigantesco apparato disneyano che poi si rivelasse la fucina del diavolo.
Quindi se avete elementi in tal senso, elementi, non affermazioni, sarei felicissimo di poterle constatare e correggere quanto riportato.


CAMBIAMENTI

Questa opinione è stata modificata rispetto all'originale sulla base dei commenti e dei suggerimenti gentilmente prospettatimi.
L'originale è conservato, per chiunque fosse interessato a constatarne i contenuti, sempre che ve ne sia qualche interesse.

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IKEA in Italia
di kandara kandara

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Commenti

Avete domande riguardo Ikea? Domanda
Pagina 1 di 36 | 1 - 5 di 179 commenti
  • b_sergioadsl 02/02/2011 08:30
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Opi ben fatta, un pò troppo "aziendalista". Come ho potuto scrivere nella mia, l'unica pecca dell'IKEA sono le ditte "improvvisate" che seguono i montaggi e possono rovinare il risultato finale.

  • francofranco1984 23/01/2011 17:13

    Lo svantaggio elencato non mi sembra un vero e proprio "svantaggio"....

  • Fabbbio19 25/07/2010 15:53
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    eccellente opinione, e complimenti per il diamante!

  • foxota 18/12/2007 17:28
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ottima e dettagliatissima opinione! Grazie delle utili informazioni.

  • Acustica-music 02/12/2006 21:00
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Bella opi, complimeti!

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