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Quando si dice capolavoro...
Vantaggi Grafica, aspetti tecnici, danni, realismo
Svantaggi Nessuno
Il periodo della Seconda Guerra Mondiale è uno tra i prediletti tra gli sviluppatori dei videogiochi, in modo particolare da quelli di simulazione di volo militare, nonché tra i più apprezzati da noi videogiocatori. I motivi di questo successo sono molteplici: innanzi tutto l’ampia documentazione disponibile, che permette di ricreare ambienti, mezzi, battaglie, etc. con la massima dovizia di particolari e il più alto grado di realismo; inoltre grazie alla vastità di scenari, dal fronte Russo alla Battaglia d’Inghilterra, dalla Battaglia aeronavale del Mediterraneo a Pearl Harbour, il gioco può essere ambientato in numerose aree anche molto diverse tra loro, il che va a tutto vantaggio della longevità e del divertimento prodotto, pur mantenendo una visione d’insieme del gioco piuttosto omogenea. E poi, il fascino della Seconda Guerra Mondiale è sempre il fascino della Seconda Guerra mondiale: vogliamo paragonare il pilotaggio di uno di quei cassoni dell’epoca che si tenevano in aria a calcioni, rumorosissimi, puzzolenti, inaffidabili, dove tutto veniva fatto dalla mano e dall’occhio del pilota, dove per abbattere l’avversario bisognava attaccarsi in coda, collimare, e sperare che la mitragliatrice non s’inceppasse, con quello dei jet moderni, dove il pilota pur possedendo ugualmente doti a dir poco fuori dalla media, coraggio, abilità, perizia tecnica, riflessi eccezionali, intuitività, capacita di lavoro in squadra, si limita a premere una serie di pulsanti, o lanciare ordigni “fire and forget”, sganciare bombe a guida laser o missili cruise, o muovere direttamente i suoi NVG per far fuoco, grazie al suo F-16 o Mig-29 con capacità BVR e quadruplo fly-by-wire?
Come accennato, anche Il-2 Sturmovik va ad inserirsi in questo filone di simulazioni militari ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale, e più precisamente nell’ambito dell’operazione “Barbarossa” con la quale Hitler mirava a conquistare l’URSS. Saremo così impegnati su vari fronti: la Crimea, Stalingrado, Mosca e Kuban. Cominciamo con una precisazione: a dispetto del nome, che indica un aeroplano ben preciso, l’Il-2 appunto di costruzione russa, nel gioco avremo a disposizione un vastissimo hangar dal quale selezionare un numero enorme di aerei, di tutti i fronti, di molteplici versioni (ben 40 pilotabili, più altrettanti gestibili solo dall’intelligenza artificiale!) equipaggiabili con i più svariati armamenti.Il “bello” è che, come ogni capolavoro degno di questo nome (concetto applicabile a molte cose, quali automobili, libri, città, donne, hihi) non ci innamoreremo subito del gioco, non verremo impressionati immediatamente dalle sue qualità, ma riusciremo ad apprezzarlo poco a poco, fino a quando dopo tanto paziente lavoro in tandem, dopo aver esplorato e a carpito anche l’angolo più recondito, non riusciremo a staccarcene più.
Le modalità di gioco sono quelle classiche, ma non per questo sono banali o ripetitive, anzi ognuna è strutturata in modo mai visto prima ed estremamente originale, un perfetto equilibrio, non c’è che dire. Quindi non fatevi ingannare dai nomi già sentiti una miriade di volte!Il primo luogo (virtuale) dove deve si deve recare il novello cadetto al suo primo ingresso in Il-2 Sturmovik è il centro di addestramento. Qui, con una serie di missioni “training” (7 se desiderate pilotare gli aerei dell’Armata Rossa, solo 5 invece se volete cavalcare i caccia uncinati della Germania) potrete apprendere le manovre vitali e le tattiche basilari per sopravvivere i primi tempi. Avete capito bene! Ecco un piccolo esempio del “bello” di Il-2 di cui ho parlato poco fa. Il resto, come d’altronde accadeva realmente durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i piloti da sfornare erano così tanti da rendere impossibile un addestramento intensivo “ad personam”, lo apprenderete da soli pian piano, quando diverrete sempre più pratici ed abili a bordo dei vostri augelli metallici. Le missioni training si svolgono ovviamente con lo stesso motore grafico del gioco: quello che dovrete fare verrà anticipato da un aereo pilotato dal computer, accompagnato da una voce di istruttore secca ma decisa. Alla fine dovrete mettere in atto gli insegnamenti che avete ricevuto in una esercitazione finale. Nulla di scontato, beninteso! Solo ora, dopo ore e ore di pratica, posso permettermi di deridere queste missioncine, riuscendo a svolgere quello che viene richiesto praticamente ad occhi chiusi, ma all’inizio, appena installato il gioco, quand’ero ancora un cosiddetto “paperozzo”, dovevo concentrarmi, cercare di ricordare il susseguirsi degli ordini e dei comandi, svolgere ogni manovra perfettamente, tenere sott’occhio una miriade di parametri e i tentativi falliti sono stati tantissimi! Ma ovviamente, non rimarrete mai frustati. Ancora altro esempio del “bello” di Il-2! Senza contare che il percorso di apprendimento (anzi, come detto, di auto-apprendimento) durerà mesi e mesi, e solo alla sua fine potrete proclamare di conoscere alla perfezione il vostro aereo, traguardo ben lungi dalle mie attuali capacità.
Ma ora parliamo degli aspetti tecnici, che sono perfetti e irreprensibili, ma che a differenza di un qualsiasi altro gioco, non costituiscono l’ossatura del giudizio finale (il “bello” etc. etc…). Grafica innanzitutto: dire che l’aereo è realizzato in modo meraviglioso è dire poco: ogni più piccolo particolare delle ali, della fusoliera, della coda è correttamente rappresentato, ogni parte mobile dell’aereo è perfettamente animata con un realismo sorprendente. I riflessi di luce che illumineranno da varie direzioni il nostro aereo sono estremamente realistici, così come i riflessi, i riverberi e gli abbagli sulla superficie metallica del velivolo. Molto raramente si possono ammirare modelli di aerei (e in generale di qualsiasi veicolo mobile) così doviziosamente rappresentati, con una grafica ultra-realistica. Le textures dell’aereo, poi, sono perfette: le mimetiche, le insegne, le iscrizioni dell’aereo sono esattamente uguali a quelle reali, e la fusoliera è degnamente “invecchiata” con strisce di sporco, sverniciature, aloni, etc. Anche la grafica del terreno è ottima, e imprime al gioco un ineguagliabile senso di realismo, così come le nuvole e i mari e i fiumi, che senza timori mi prendo la responsabilità di definire come i migliori mai visti in un videogioco. Delle prime, verrebbe voglia di prenderle, saggiarne la morbida consistenza, mangiarle come un batuffolo di zucchero filato, dei secondi, pochi esiterebbero a tuffarsi nel mare cristallino, apprezzarne alta e bassa marea, ondate sulle spiagge, scie delle navi o dei siluri…Accanto ad insuperate (fino ad ora) grafiche esterne e degli ambienti circostanti, si accompagnano grafiche interne e dei pannelli degne delle stesse aggettivazioni. Lo sguardo del pilota si può muovere liberamente nell’abitacolo (che ovviamente è diverso per ogni aereo), consultando ogni più piccolo manometro o quadrante, movendo qualsiasi levetta o spingendo qualsiasi bottone, osservando tutte le sovrastrutture, protezioni, corazze, montature perfettamente identiche a quelle del vero aereo, e con un campo visivo analogo a quello che si poteva godere a bordo del warbird reale (ad esempio su uno Yak-3 russo con abitacolo bombato a 360° avremo una vista perfetta in tutte le direzioni, mentre con un Bf-109 della Luftwaffe Germanica, con il posto di pilotaggio “incassato” e molto blindato, avremo una vista più carente in talune direzioni, e totalmente assente verso dietro), e tutto questo influirà notevolmente sulle nostre capacità di intercettazione o rilevamento di aerei nemici.
Inutile dirlo, anche il modello di volo, caratteristico per ogni velivolo, è perfetto: nel grado di realismo massimo basterà poco per mandare in stallo l’aereo, se supereremo anche di poco la velocità strutturale massima, perderemo pezzi dell’aereo, se faremo una cabrata troppo richiamata, diremo addio alle ali con tutto ciò che ne consegue, le viti esistono eccome, e se entriamo in vite al 95% non ne usciremo, e ci schianteremo al suolo; dovremo controllare molti manometri e fare molte regolazioni nel caso volessimo evitare, ad esempio, che il motore vada fuori giri o che la miscela sia troppo scarsa, con il rischio di danneggiare irreparabilmente il propulsore. Anche il carico bellico influirà sulle nostre capacità di volo: con molte bombe caricate, l’aereo si farà più lento e pesante, molto meno sensibile ai nostri comandi, quindi più vulnerabile ai caccia nemici. Si faranno sentire, poi, gli effetti giroscopici, la spinta asimmetrica dovuta all’elica che gira in una direzione, venti e turbolenze specialmente in quota, e quant’altro costituiva i timori di un vero pilota di quei tempi.Ma, a mio parere, il vero asso nella manica di Il-2 per quanto concerne la sensazione di realismo, è il sistema di gestione dei danni: se verremo colpiti dai caccia nemici, o dalla flak, o dalla torretta difensiva di un bombardiere, o ancora da terra o dal mare, l’aereo si danneggerà ESATTAMENTE dove è stato colpito, riportando danni relazionati al tipo di offesa subita. Una raffica di mitraglia, “timbrerà” sulla nostra fusoliera una scia di buchi di proiettile, ma con due o tre colpi di contraerea le nostre ali si bucherelleranno tutte come il formaggio gruviera, e la vernice si scrosterà, e i pezzi metallici si incrineranno e ammaccheranno, o voleranno per aria da tutte le parti, e la scocca si squarcerà e porterà in superficie le sovrastrutture coperte. Se faremo un atterraggio “duro”, il carrello si piegherà o peggio salterà via, e gli elementi che lo costituiscono si fletteranno e si arcueranno, o verranno sradicati lasciando attaccati al nostro velivolo brandelli di metallo. Se le eliche toccheranno terra, si storceranno all’indietro esattamente come le eliche di un vero aereo… e così via. Quasi quasi verrebbe voglia di svolazzare impuniti sopra il campo nemico solo per apprezzare tutti i danni sempre diversi che si formeranno sul nostro aeroplano, e per provarlo a pilotare adeguatamente danneggiato (ovvio che anche il pilotaggio sarà fortemente influenzato dai danni subiti).
Non poteva mancare anche un eccellente sonoro, registrato dai veri aerei d’epoca, che ci permetterà non semplicemente di udire, come accadeva sino ad ora in un qualsiasi altro gioco, ma di capire il rombo del nostro motore. Con un orecchio verso il propulsore, rimanendo concentrati sulla battaglia, dopo un bel po’ di allenamento potremo sentire se l’olio arriva gli a sufficienza, se è su di giri, se è in perfetto stato o se è stato danneggiato, e così via. Proprio come riprova della cura con cui è stato realizzato questo gioco, posso proporvi questo esempio: sui celeberrimi “Stukas”, i bombardieri in picchiata tedeschi, è stato implementato il particolare suono dell’ululato, forse la caratteristica che ha reso questo aereo più famoso nel mondo. Era una sirena che si attivava quando l’aereo entrava in picchiata, e serviva ad intimorire l’avversario: e tutto, in Il-2 Sturmovik, è perfettamente come nella realtà!Apprezzabilissima l’innovativa “campagna dinamica”. Entreremo nelle fila della Germania o della Russia, a nostra scelta, da ultima ruota del carro per uscirne generale e pianificare le tattiche. Secondo i nostri successi e le nostre vittorie sudate sul campo, saremo premiati o promossi di grado, e magari ci verrà assegnato un aereo più avanzato ed efficace. Nel gioco è inoltre presente anche un completissimo editor di scenari, che permette a noi giocatori di creare missioni su misura di tipo assolutamente comparabile con quelle reali. Ovviamente per usarlo al meglio sarà necessaria molta pratica, ma i risultati ripagano qualsiasi fatica.
Un gioco per tutti i gusti, a cominciare dal fatto che il livello di realismo è selezionabile da basico (per i veri appassionati dell’arcade-sparatutto) a reale (questo aggettivo non troppo altisonante in fondo dice semplicemente tutto). Purtroppo però non è stato tradotto in Italiano, e chissà se verrà mai fatto, ma in compenso nel disco è compreso un ottimo manuale nella nostra lingua in formato PDF, completo e che permette anche principiante di utilizzare al meglio questo bellissimo gioco.
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Settedicoppe 09/05/2003 10:50
Ihmmm... interessante... ma sul mio non girerebbe!
Pasquale977-2 02/05/2003 00:32
criceto2 18/02/2003 16:42
Concordo in tutto quanto. Mi permetto di aggiungere che con IL-2 Sturmovik è possibile giocare in multiplayer online con altri giorcatori, supportanto fino a 32 giocatori nella stessa sessione. Battaglie epiche si profilano nei cieli dell'Europa e Russia della II Guerra Mondiale. Inoltre si può giocare in modalità cooperativa (max 16 giocatori) che consente per esempio, di prendere un aereo dove uno fa il pilota e l'altro il mitragliere di bordo (stando comodamente seduti in casa propria :-) ). Grafica e sonoro sono di altissimo livello e la fluidità dell'azione in multiplayer non ti fa accorgere che sei online con altri giocatori (con modem da almeno 56k). Lo consiglio!
Pametoth_Skab 08/08/2002 20:19
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non amo questi giochi... ho paura degli incubi che potrebbero scatenare... ; - DDD