CODICE DA VINCI, OVVERO...
31.05.2006 (01.06.2006)
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Svantaggi:
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No
 aziza
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...QUANDO L'IRONIA MANCA E LA RECITAZIONE SCARSEGGIA. ------------------------------------------------------ Per una recensione vera, ottima ed esaustiva, rimando alla op di Brest. Grazie ----------------------------------------------------- Ho letto il libro appena uscì, regalo di amici. Ancora non gli era nata attorno l'aura di mistero, il fascino della materia esoterica, Cristo, Maddalena, simbolismi strani, i Cavalieri Templari, cunicoli bui, misteri, il Louvre e le sue piramidi cristalline. Questi e altri gli ingredienti che, sapientemente mescolati da mani caute e diplomatiche, avrebbero condotto al film da poco uscito in simultanea mondiale in un'operazione che, seppur non culturale, di certo proficua lo è: per i produttori (tra i quali lo stesso autore Dan Brown), per il regista Ron Howard e per i protagonisti, Tom Hanks in testa.
Pochi giorni fa ho visto il film. Su pressante invito di mia moglie ma anche, lo confesso, per la curiosità di assistere a ciò che era sulla bocca di tutti e avere una mia personale opinione a riguardo. E' noto come assistere a un film dopo averne letto il romanzo sia garanzia quasi totale di delusione piena: nel caso specifico il Codice da Vinci non fa eccezione. Non solo perchè una trasposizione cinematografica non può che risultare riduttiva nei confronti dell'originale letterario che gode dell'ineffabile vantaggio di poter "lavorare" sulla fantasia del lettore e di concedere ampi spazi al gusto e all'interpretazione personale del singolo. Non soltanto perché la lettura consente di assaporare ogni passaggio e ogni dettaglio, magari ritornandovi sopra con successive riflessioni, ma perchè una volta proiettato sullo schermo è risultato, almeno a me, noioso, cupo, carente di ritmo, caramelloso, privo di ironia. In ogni film che si rispetti, la trama è protagonista con la stessa dignità degli interpreti, concorre cioè a dare solidità e verosimiglianza all'insieme. In questa pellicola, invece, è la vicenda in sè l'unica, vera protagonista che si tira dietro lo stuolo degli attori (che di essa appaiono succubi), inclusa la crittologa investigativa Claire Neveu, al secolo Audrey Tautou, che non critta nulla, non investiga nulla ma si limita a sgambettare alle calcagna di un imbambolato Tom Hanks che pare alimentarsi a valium. Un Tom Hanks stranamente privo di mobilita' espressiva come, credo, non si era mai visto prima sullo schermo. Lo stesso Jean Reno, nel ruolo del commissario di polizia, risulta poco convincente, specie quando si palesa un suo secondo ruolo, presumibilmente segreto (del quale pero' porta il simbolo al révère della giacca: logico, vero?). Sinceramente credo che interpretazioni cosi' mediocri e prive di verve si sarebbero potute ottenere da molti altri e piu' economici attori, inclusi quelli dell'oratorio. Unici personaggi capaci di conferire un'impronta forte e personale alla pellicola risultano, il monaco fanatico Silas, albino e gocciolante sangue dal cilicio che porta costantemente e il riccone inglese Sir Leigh Teabing che tuttavia non si riesce a capire, nè la conclusione scioglie il dubbio, se sia un buono o vada inserito nella compagine dei cattivoni. Molte e non da poco le discordanze con il testo originale ( e di talune ci si domanda la ragione) e la sensazione che certi temi scottanti siano stati volutamente annacquati. Quasi che il testo avesse pretese scientifiche e non fosse ciò che più modestamente è e ammette di essere: un romanzo, frutto cioè della scaltra fantasia del suo autore. Una plétora di pseudo manuali-guide alla lettura, innumerevoli tavole rotonde, talk show dedicati, frotte di "esperti" hanno fatto forse perdere di vista la vera natura del libro, ammantando di un alone di storicita' reale cio' che e', invece, un'abile, pur se in parte verosimile, creatura di fantasia.
Il film, spogliato dell'immagine di concretezza che il libro aveva saputo conquistare, grazie alla poco convincente interpretazione di gran parte dei protagonisti, mostra precise affinità con film come i vari Indiana Jones (per il quale nessuna alta autorita' ecclesiastica si mosse quando furono tirati in ballo il Santo Graal e il tempio di Salomone), "Il mistero dei Templari" con Nicholas Cage, o "All'inseguimento della pietra verde", del cui dinamismo però è privo, entrambi dichiaratamente leggerini ma, l'ultimo, quantomeno capace di offrirci una splendida Kathleen Turner e una vena satirica che di sicuro manca alla creatura di Dan Brown.
PS Un tantino traumatico aver assistito a questo film nella stessa settimana della migliore, piu' equilibrata e ironica creatura ( a parer mio) del grande Pedro Almodòvar: Volvèr.
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22.11.2007 20:28
Come nella quasi totalità dei casi sarebbe meglio limitarsi a leggere solo il libro ^^ Passa da me se vuoi.. Ciao =)
27.12.2006 20:47
ho letto il libro e visto il film..stupendi..anche se il libro supera di gran lunga il film
12.08.2006 23:35
Specifico come da richiesta:troppo lungO è il film (altrimenti avrei scritto troppo lungA la tua opi.. o no?),tant'è che a un certo punto della visione,io e il mio tipo abbiamo pensato bene di fare altro :-P