Il Codice da Vinci (Dan Brown)

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Il Codice da Vinci (Dan Brown)

Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto ...

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734 opinioni degli utenti

Opinione su "Il Codice da Vinci (Dan Brown)"

pubblicata 24/05/2004 | ladyanne
Iscritto da : 14/10/2002
Opinioni : 47
Fiducie ricevute : 27
Su di me :
Buono
Vantaggi Uno dei più bei thriller degli ultimi anni
Svantaggi L'eccessivo accademismo può stancare
molto utile
Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale

"O, Draconian devil! Oh, lame saint!"

La Gioconda

La Gioconda

Parigi. Museo del Louvre. Grande Galleria. Jacques Saunière, curatore del museo, sta scappando. Si rifugia nella Galleria che ospita i pittori italiani, stacca un Caravaggio e fa scattare gli allarmi. Subito una grata metallica chiude tutte le uscite. Un gigantesco albino lo uccide sparandogli tra le sbarre, ma prima di morire Saunière cerca di trasmettere il suo segreto, capace di sconvolgere il mondo intero.

Parigi. Hotel Ritz. Robert Langdon, professore americano di simbologia, sta tranquillamente dormendo quando viene svegliato dalla polizia. Si ritrova poco dopo al Louvre, a guardare il corpo nudo di Saunière, disteso a terra come l’“Uomo Vitruviano” di Leonardo. Ma che ci fa Langdon là? È stato chiamato davvero solo perché è esperto di simboli? Perché doveva incontrarsi con Saunière poco prima dell’omicidio? Oppure l’ispettore Bezu Fache ha altre idee per la testa?

Parigi. Dipartimento di Crittologia. Sophie Neveu guarda nelle foto il cadavere dell’uomo e rimane scioccata. Perché? Cosa la lega all’anziano curatore?

Parigi. Opus Dei. Un gigantesco albino, Silas, sta mortificando il proprio corpo per mostrare la sua fede per Dio, prima di compiere la propria missione.

Credo che quest’inizio possa bastare per dare un’idea sommaria di uno dei più bei thriller degli ultimi anni. All’inizio non mi convinceva. Me l’aveva prestato la mia amica magnificandolo, ma lo ritenevo solo una dimostrazione di saccenteria di un professore americano che non ha niente di meglio da fare nella vita. Invece si è dimostrato un romanzo corposo e ricco, pieno di continui riferimenti all’arte e alla cultura. La scrittura è veloce e appassionante, i personaggi ben caratterizzati. Il professor Langdon è il classico “uomo giusto al momento giusto”, spaesato ma capace di dimostrarsi coraggioso. La bella Sophie è la donna in fuga dal passato che vuole scoprire la verità, costi quello che costi. Fache è l’ispettore che vuole un colpevole, un qualcuno da accusare per accontentare l’opinione pubblica. Silas è la macchina per uccidere, fedele per riconoscenza verso colui che lo ha salvato. In mezzo a questi si inserisce un jolly divertente, sir Leigh Teabing, il classico inglese che disprezza i francesi.

La storia è avvincente, grazie ai suoi continui scarti e cambiamenti di direzione. Credi di aver capito e invece… Si parte da un semplice riferimento all’arte per poi passare ad un mistero ancora più grande: il Graal. Ma cos’è in realtà la coppa che per anni gli uomini hanno cercato? Non svelerò il segreto ma posso ammettere che il romanzo mi ha messo una tale curiosità addosso che voglio documentarmi per scoprirne il più possibile. Di cosa? Non si può dire! Sta qui però la pecca più vistosa del romanzo: nel narrare tutte le vicende del Graal la scrittura diventa troppo prolissa e accademica, non adatta a tutti i palati. Ma è una pecca trascurabile in mezzo a tanti avvenimenti travolgenti.

Una nota personale: una buona parte del romanzo si svolge a Parigi, la città che più amo dopo la mia Firenze. La descrizione che Brown fa delle sue vie, delle sue chiese, dei suoi musei, dei suoi parchi mi ha riportato indietro con la memoria a quella settimana di 7 anni fa, quando vi andai in gita scolastica. Ricordo tutto nei minimi particolari tale è il fascino che quella città esercita. Un fascino che rivive nelle pagine del “Codice Da Vinci”.


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Commenti su questa Opinione

  • ciarimbolo pubblicata 19/11/2005
    Bella opinione. Quando dici che è troppo accademico in certi punti non sono d'accordo. Pensa sia giusto andare in quella direzione. Non è un libro per ragazzi o una edizione scolastica e ritengo che un autore debba sentirsi libero di scrivere per se, non pensando che magari quello che scrive a qualcuno può non piacere, CIAOO
  • Eternal_Dreamer pubblicata 08/09/2004
    Bella opinione, lo leggerò presto! Qui in America ha spopolato, ma nessuno riesce a pronunciare la /c/ di Vinci nel modo giusto, argh!
  • mutumbo pubblicata 01/08/2004
    Bel libro e bella l'idea di intitolare l'opinione con l'enigma principale della storia Leonardo da Vinci The Monalisa
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Informazioni sul prodotto : Il Codice da Vinci (Dan Brown)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788804550198, 9788804636670, 9788804667223

Tipologia del prodotto: Libro in brossura

Categoria commerciale: tascabile

Autore: Dan Brown

Traduttore: R. Valla

Numero totale di pagine: 523, 512

Alice Classification: Letterature Straniere: Testi

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 2006, 2014, 2016

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 18/01/2011